Comincio subito con due ricordi personali ancora molto forti in me, che in questo momento ho rivissuto: ho appena rivisto le



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09.01.2018
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Livello Centrale, con l’Ufficio di Coordinamento con sede in Roma ed alle dipendenze della Direzione Generale del Personale e della Formazione;

  • Livello Regionale, con sede presso i Provveditorati Regionali;

  • Livello Interprovinciale e Provinciale, alle dirette dipendenze del Provveditore regionale e viene costituito quando la complessità operativa lo richiede;

  • Livello locale, presso gli istituti penitenziari.


    GRUPPO OPERATIVO MOBILE Il Gruppo Operativo Mobile è stato istituito nel 1997 e definito normativamente con decreto ministeriale il 14.02.1999.

    Il GOM è chiamato a vigilare sul buon funzionamento del regime detentivo speciale di cui all’art. 41 bis dell’Ordinamento penitenziario ed opera alle dirette dipendenze del Capo del DAP.

    I compiti affidati al Gruppo sono disciplinati dal D.M. del 4 giugno 2007 che gli ha attribuito la qualifica di unità di livello dirigenziale: cura la custodia dei detenuti sottoposti al regime speciale previsto dall’art. 41 bis comma 2 legge 26 luglio 1975 n.354, nonché dei detenuti che collaborano con la giustizia ritenuti, dalla Direzione Generale dei Detenuti e del Trattamento, di maggiore esposizione a rischio; gestisce le traduzioni ed i piantonamenti dei detenuti ed internati ad altissimo indice di pericolosità che possono essere effettuati, per motivi di sicurezza e riservatezza, con modalità operative anche in deroga alle vigenti disposizioni amministrative; interviene, su disposizione del Capo del DAP, in ogni altro caso determinato dall’esigenza di fronteggiare gravi situazioni gestionali.

    Il GOM ha sede in Roma e dispone di 12 Reparti Operativi periferici costituiti all’interno degli istituti penitenziari. Il personale complessivamente impiegato è di circa 700 unità distinto in ufficiali del disciolto Corpo degli agenti di custodia, funzionari direttivi, ispettori, sovrintendenti, agenti del Corpo di Polizia Penitenziaria e personale amministrativo-contabile.


    Al fine di aumentare i livelli di sicurezza, il personale del GOM non è mai stanziale nella sede dove presta servizio e ruota con cadenza quadrimestrale nei reparti operativi dislocati nei diversi istituti penitenziari del territorio.

    SERVIZIO CINOFILI Il Servizio Cinofili della Polizia Penitenziaria nasce con Decreto del Ministro della Giustizia del 17 ottobre 2002, al fine di accrescere la sicurezza all'interno degli istituti penitenziari e, in particolare, contrastare i tentativi di introduzione di sostanze stupefacenti negli istituti.

    Il Nucleo Centrale Cinofili ha sede presso il Dipartimento, nell’ambito della Direzione generale del Personale e della Formazione. A livello periferico presso ogni Provveditorato Regionale è presente un Nucleo con propri Distaccamenti i quali, oltre alle attività attinenti la sicurezza, sia degli istituti che pubblica, svolge anche attività di Rappresentanza attraverso la partecipazione a manifestazioni o cerimonie pubbliche.



    SERVIZIO A CAVALLO Il Servizio a cavallo è stato istituito con Decreto del Ministro della Giustizia del 18 novembre 2003. Ad esso è attribuito il compito di garantire l’ordine e la sicurezza degli istituti penitenziari che hanno sede in particolari aree rurali o boschive o, comunque, in quegli istituti dove vi sono detenuti che lavorano all’aperto.
    Gli appartenenti al Servizio a Cavallo, svolgono anche compiti di rappresentanza durante cerimonie di particolare rilevanza.
    Il Servizio è così organizzato:

    Reparto a cavallo, presso la sede centrale del Dipartimento;

    Nuclei Regionali, presso i Provveditorati;

    Distaccamenti Locali presso gli istituti penitenziari.

    NUCLEO INVESTIGATIVO CENTRALE Il Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria nasce con Decreto del Ministro della Giustizia del 14 giugno 2007 ed è posto nell’ambito dell'Ufficio per l'attività ispettiva e di controllo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

    Il Nucleo svolge le proprie funzioni, sotto la direzione dell'Autorità Giudiziaria, su fatti di reato commessi in ambito penitenziario o, comunque, direttamente collegati ad esso, rappresentando così il maggior organo di controllo e di investigazione della Polizia Penitenziaria, secondo quanto previsto dall'art. 55 del codice di procedura penale.

    Il responsabile del N.I.C. è nominato dal Capo del Dipartimento che lo individua tra il personale appartenente ai ruoli direttivi della Polizia Penitenziaria, il quale relaziona direttamente al Direttore dell'Ufficio per l'attività ispettiva e di controllo.

    Le attività di polizia giudiziaria vengono svolte, inoltre, con la collaborazione del personale di Polizia Penitenziaria in servizio negli istituti penitenziari, individuato dai Comandanti di Reparto in quanto responsabile dell'Area della Sicurezza degli Istituti.



    ARMAIOLO Le specialità di Armaiolo e Capo armaiolo sono svolte da unità di Polizia Penitenziaria specializzate, alle dirette dipendenze del Comandante di Reparto degli Istituti, Scuole o Servizi del Corpo.

    Le funzioni di armaiolo comprendono la gestione e manutenzione delle armerie di Reparto, la cura, la manutenzione e la tenuta in efficienza di tutto l’armamento in dotazione al Reparto.



    SERVIZIO POLIZIA STRADALE Il Servizio di Polizia stradale è istituito nel 2008, nell’ambito dell'Ufficio Coordinamento delle Traduzioni e dei Piantonamenti della Direzione Generale del Personale e della Formazione come unità centrale a cui demandare la realizzazione della struttura operativa ed amministrativa del servizio, per le incombenze di quanto previsto dall’art. 12 lett. f bis del Codice della strada dalla legge 1 agosto 2003 n. 214.

    ISTRUTTORE DI TIRO La specialità di Istruttore di tiro è svolta da unità di Polizia Penitenziaria, per l’attività addestrativa-operativa del personale, per la ricerca e la sperimentazione di nuove tecniche di tiro e di intervento, di armi, munizionamento ed equipaggiamento, seguendo le direttive dell’Istituto Nazionale di sperimentazione e perfezionamento al tiro del Corpo di Polizia Penitenziaria.

    L’Istruttore di tiro addestra sostanzialmente il personale di Polizia Penitenziaria sulle tecniche operative di tiro, le armi in dotazione al Corpo ed il loro utilizzo e funzionamento

    Ispettore Capo

    Polizia Penitenziaria

    Giovanni Sicilia
    INTERVENTO DI UN DETENUTO

    A detta degli stessi detenuti, la giornata tipo di chi sta in carcere è molto semplice e di facile spiegazione. Va subito ripetuto che, al di fuori della cella, la libertà di movimento dei reclusi è molto limitata, e che tutti sono costantemente controllati 24 ore su 24. Al mattino, generalmente attorno alle 7: 30, il rumore metallico delle chiavi dell’agente di Polizia Penitenziaria interrompe la privacy di ogni detenuto. Attorno alle 8 l’agente apre allora il portoncino e il cancelletto della cella per permettere al portavitto di consegnare la colazione. Da quel momento inizia la giornata del detenuto, che non è comunque obbligato a lasciare la propria cella. Dalle 9: 30 alle 11: 30 chi vuole ha la possibilità di stare all’aperto (la cosiddetta “ora d’aria”); qualcuno sceglie in alternativa la lettura di un libro o di un quotidiano in biblioteca (va sottolineato che quella femminile è curata da una professoressa di scuola superiore in pensione che presta volontariamente la propria opera a favore delle detenute), altri frequentano la palestra, ammessa una volta ogni 15 giorni. Il pasto di mezzogiorno viene sempre consumato all’interno delle celle. Negli orari pomeridiani, una volta al mese, ai detenuti di ciascuna sezione è possibile accedere al campo di calcio per una partitella. Alle 15:30 è previsto per tutti il rientro in cella.

    C’è poi il capitolo riguardante il lavoro. Una considerazione su tutte: in carcere chi lavora è fortunato. Il condannato può lavorare per la struttura carceraria o per le aziende o cooperative di lavoro interne. Con il denaro guadagnato (la retribuzione dei lavoratori interni avviene in osservanza delle tabelle sindacali), il detenuto può infatti acquistare dal servizio di sopravvitto della Casa Circondariale, tutto ciò che gli serve per una vita dignitosa, dallo shampoo per capelli ai detersivi necessari a lavarsi i vestiti, dalla semplice tazzina di caffè ai generi alternativi (sigarette, brioche, caramelle).

    Tante sono le mansioni previste, da quella degli “spesini” (coloro che riforniscono il magazzino delle derrate necessarie) a quella dei cucinieri, affiancati da magazzinieri, addetti alle pulizie, alle piccole riparazioni idrauliche ed elettriche e alla lavanderia. Di fatto però, i lavoratori tra le sbarre non sono più di una settantina. Il denaro guadagnato è virtualmente depositato in una sorta di conto corrente interno dal quale sono progressivamente scalate le spese effettuate. In alternativa, spesso intervengono le famiglie, ma quando queste latitano, non ci sono o sono all’estero, il detenuto deve arrangiarsi come può.

    I tanti reclusi con problemi di droga hanno la possibilità di essere seguiti da personale qualificato dell’Ulss 20 (Servizio per le tossicodipendenze) per le cure che spesso prevedono somministrazione di metadone. Frequenti sono gli incontri e seminari interni sul tema.

    Tra i momenti più attesi della settimana c’è il colloquio visivo con i famigliari. Tali incontri, sei al mese per non più di due volte alla settimana, e della durata massima di 90 minuti, devono rispettare i giorni prestabiliti. I famigliari possono accedere al colloquio solo alla presenza degli agenti di polizia penitenziaria.

    Nel tardo pomeriggio i reclusi possono infine accedere ad una piccola sala (ne esistono due per sezione), nella quale si può giocare a ping-pong, a carte, a dama e a scacchi. Attorno alle 18 è previsto il rientro in cella assieme agli altri due compagni, dove di lì a poco viene distribuita la cena. Finita la cena i detenuti possono guardare la televisione (ne esiste una per ogni cella), o leggere un libro.

    Verso le 23,30 inizia il silenzio, ma soprattutto quella parte della giornata che i detenuti considerano la più lunga: la notte.

    Chi è di religione cattolica la domenica mattina (sabato per le donne) può infine assistere alla messa, celebrata dal cappellano del carcere. A coloro che professano religioni diverse dalla cattolica, è assicurata una guida spirituale.

    INTERVENTO DELL’UFFICIO ESECUZIONE PENALE ESTERNA

    L’Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Verona e Vicenza

    Gli Uffici di Esecuzione Penale Esterna (UEPE) sono stati istituiti con l’Ordinamento Penitenziario Legge n° 354 del 1975 e dipendono dall’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia.

    Gli Uepe sono 58 sul territorio nazionale, oltre le sedi di servizio. Nel Veneto gli UEPE sono 3:


    • Venezia competente per il territorio delle province di Venezia,Treviso e Belluno

    • Padova competente per il territorio delle province di Padova e Rovigo

    • Verona competente per il territorio e delle province di Verona e Vicenza (con esclusione dell’USL 3 di Bassano del Grappa)

    Dall’anno 2008 è operativa una sede anche a Vicenza con a capo un Responsabile di Sede.

    L’Uepe di Verona è diretto da un Direttore di esecuzione penale esterna, che ne ha la responsabilità tecnica e amministrativa. Inoltre è composto dai Responsabili dell’area di servizio sociale e dell’area della segreteria, da personale di servizio sociale e da personale amministrativo e contabile. L’Ordinamento Penitenziario prevede che l’UEPE possa avvalersi di professionisti esterni esperti in psicologia, pedagogia, psichiatria e criminologia. L’UEPE di Verona si avvale della consulenza di uno psicologo. Collaborano, inoltre, con l’Uepe alcuni volontari, come previsto dall’art.78 O.P. E’ inoltre prevista dall’autunno 2009 la collaborazione di volontari in servizio civile.

    L’Uepe collabora con la Magistratura di Sorveglianza, con gli Istituti di pena, con gli altri Uepe. Inoltre , operando con la metodologia del lavoro in rete, collabora con enti locali, aziende ASL, e servizi sociali, comunità terapeutiche, datori di lavoro, cooperative sociali, associazioni di volontariato e si rivolge a persone maggiorenni che hanno commesso uno o più reati e che sono state condannate in via definitiva a pena detentiva o ammessi ad una misura alla detenzione o che sono in attesa di un’eventuale misura alternativa.

    L’ UEPE ha l’obiettivo di “predisporre per le persone condannate un programma individualizzato di espiazione della pena, caratterizzato da gradualità e momenti di verifica offrendo al soggetto di sperimentare un rapporto con l’autorità che si basi sulla FIDUCIA nella capacità della persona di recuperare il controllo del comportamento senza interventi di carattere repressivo” secondo quanto previsto dall’art. 118 del Regolamento di esecuzione D.P.R. n. 230/2000, in particolare per quelle persone che chiedono di espiare la pena in forma alternativa alla detenzione.

    In tal senso, contribuisce a realizzare percorsi di TRATTAMENTO, RIABILITAZIONE e REINSERIMENTO SOCIALE nei confronti di persone condannate ad espiare una pena.

    In particolare:



    • PER CHI E’ CONDANNATO E IN ATTESA DI ESEGUIRE LA PENA:

    • Svolge INDAGINI SOCIO-FAMILIARI per l’applicazione delle misure alternative alla detenzione su richiesta del Tribunale di Sorveglianza

    • Offre INFORMAZIONI sulle misure alternative alla detenzione

    • Predispone il PROGRAMMA DI TRATTAMENTO che chiedono di essere ammesse all’affidamento e alla detenzione domiciliare

    • PER CHI E’ IN MISURA ALTERNATIVA

    • Svolge interventi di sostegno e aiuto

    • Controlla la realizzazione del progetto individualizzato da parte di chi è in misura alternativa e riferisce all’autorità giudiziaria

    • Propone eventuali interventi di modifica o revoca della misura alternativa



      • PER CHI E’ DETENUTO

    • Collabora con l’équipe dell’istituto penitenziario alle attività di OSSERVAZIONE e TRATTAMENTO

    • Offre sostegno e assistenza ai familiari delle persone detenute

    • Cura la preparazione ed il sostegno per la DIMISSIONE dal carcere



      • PER CHI E’ USCITO DAL CARCERE

    Realizza interventi di ASSISTENZA POST-PENITENZIARIA per favorire il reinserimento della persona.

    Gli interventi sono finalizzati alla RESPONSABILIZZAZIONE dell’ UTENTE, alla VALUTAZIONE CRITICA del comportamento agito, all’AIUTO ad utilizzare al meglio le RISORSE sociali e familiari. Inoltre l’Uepe controlla il comportamento della persona condannata e l’aiuta a rispettare le prescrizioni.

    Le persone seguite all’Uepe di Verona e Vicenza in misura alternativa alla detenzione, misure di sicurezza, sanzioni sostitutive e osservazioni dalla libertà e dalla detenzione nel primo semestre del 2010 sono state complessivamente 874.
    Dottoressa Antonella Salvan

    UEPE Verona








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