Comune di empoli (provincia di firenze) consiglio comunale del 25 gennaio 2010



Scaricare 257.5 Kb.
Pagina1/4
22.12.2017
Dimensione del file257.5 Kb.
  1   2   3   4


COMUNE DI EMPOLI
(PROVINCIA DI FIRENZE)
CONSIGLIO COMUNALE DEL 25 GENNAIO 2010
INIZIO ORE 20,40

Sindaco

Luciana Cappelli presente
Consiglieri:

1. Barnini Brenda presente

2. Alderighi Maurizio presente

3. Pampaloni Alessandro presente

4. Torrini Valentina presente

5. Cavallini Virgilio presente

6. Piccini Sandro presente

7. Mostardini Lucia presente

8. Cappelli Beatrice presente

9. Bartalucci Piero presente

10. Bagnoli Roberto presente

11. Bacchi Francesco presente

12. Tempestini Silvana presente

13. Arzilli Alessio presente

14. Lenzi Diana presente

15. Scardigli Massimiliano presente

16. Galli Letizia presente

17. Biuzzi Fabrizio presente

18. Dimoulas Aaron assente

19. Gracci Francesco presente

20. Gori Antonio assente

21. Baroncelli Paolo presente

22. Borgherini Alessandro assente

23. Bianchi Fabio assente

24. Fruet Roberto assente

25. Pelagotti Davide presente

26. Gaccione Paolo assente

27. Morini Riccardo assente

28. Petrillo Sandro presente

29. Bini Gabriele presente

30. Giacomelli Massimo presente

31. Keita Idrissa assente

CONSIGLIERI ASSEGNATI N. 30


CONSIGLIERI PRESENTI N. 23
CONSIGLIERI ASSENTI N. 7 (Dimoulas, Gori, Borgherini, Bianchi, Fruet, Gaccione, Morini).
E' presente il Sindaco Luciana Cappelli.
E' assente il Consigliere Aggiunto Keita Idrissa.
Assume la Presidenza il Sig. Sandro Piccini.
Assistito dal Vice Segretario Generale Dott. Salvatore Marchini.
Scrutatori: Lenzi, Gaccione, Cappelli Beatrice.
Parla il Vice Segretario Generale Dott. Marchini:

<< Allora, si procede all'appello. Prego, Presidente, il numero legale è assicurato. >>

PUNTO N. 1. - COMUNICAZIONI DEL SINDACO E DEL PRESIDENTE.
- NESSUNA COMUNICAZIONE -

Parla il Presidente Piccini:



<< Bene, il Consiglio Comunale è aperto. Intanto, voglio ringraziare della presenza qui con noi dell'ANEDP, l'Associazione Nazionale ex Deportati Politici nei campi di sterminio che ha raccolto l'invito del Consiglio Comunale ad essere con noi qui oggi. Il 27 gennaio è la giornata di commemorazione delle vittime del Nazional Socialismo e del Fascismo, dell'Olocausto ed in onore di coloro che a rischio della loro vita hanno protetto i perseguitati. Sessantacinque anni fa, il 27 gennaio 1945, venivano aperti i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz. Quello che trovarono i primi soldati sovietici, che liberarono il campo, è impresso nella nostra memoria collettiva. In quel campo di concentramento, come negli altri campi di concentramento e di sterminio creati dalla Germania Nazista erano stati commessi atti di incredibile crudeltà. Atti commessi non solo contro il popolo ebraico e gli altri popoli e categorie oppressi, ma contro tutta la razza umana segnando una sorta di punto di non ritorno nella storia. Una specie di eccellenza dell'orrore. In Europea, nel continente più civile ed avanzato, l'umanità era caduta nel terrore fatto sistema. Una intera civiltà aveva utilizzato il suo sapere per scopi distruttivi e disumani, utilizzando le conquiste scientifiche e tecnologiche in strumenti per annientare intere popolazioni. Primi fra tutti gli ebrei d'Europa e come non ricordare i Rom, gli omosessuali, o i prigionieri politici. Insomma, tutto quello che poteva sembrare diverso dal progetto della creazione di una razza ariana senza difetti. Tutte quelle persone erano come noi, dovevano vivere la loro vita giorno dopo giorno. Ognuno di loro possedeva dei sogni, come tutti noi. Potevano essere tutto ciò che volevano. Amavano, erano tristi oppure felici. Improvvisamente, senza alcuna colpa individuale gli è stata tolta la libertà, anzi la vita. Da tutto questo il mondo si è svegliato incredulo ed inorridito, domandandosi cosa avrebbe potuto fare per evitare che l'orrore si potesse ripetere. Per fare in modo che la barbarie non potesse più prevalere sulla ragione.

Dalla barbarie è nata la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo con l'unico scopo di segnare un limite invalicabile di diritti validi per tutti gli uomini indipendentemente dal colore, dalla nazionalità, dalla razza o da qualsiasi diversità vera o presunta. Per questo è indispensabile andare oltre ad una inevitabile memoria consegnata ai libri di storia, alla pari di altri avvenimenti del passato.

Pochi testimoni sono rimasti a raccontarci la loro esperienza. Corriamo il rischio di avere una memoria cristallizzata nei libri. Una memoria importante, ma lontana nel tempo da studiare a scuola come un qualsiasi altro evento storico. Per evitarlo occorre che le nuove generazioni facciano propria la lezione della storia nel modo più partecipato possibile. Ed è per questo che dobbiamo essere consapevoli che il male non arriva all'improvviso, al contrario è qualcosa che cresce lentamente nelle pieghe della quotidianità, che si ciba anche di piccole cose e che ha la sua profonda espressione nel togliere un po' alla volta i diritti agli altri, alle persone uguali a noi. I nostri simili iniziamo a percepirli come diversi. Ci sono cose che noi possiamo fare e qualcun altro non può fare. Ci sono libertà che noi abbiamo ed altri no. Ma quando questa spirale parte può arrivare a proporzioni inimmaginabili. Per questo i diritti non si devono toccare mai. Allora, credo che il nostro compito oggi sia di ricordare il passato per riflettere sulle nuove forme della violenza, sui nuovi problemi che ci pone la modernità. Bisogna stare molto attenti alla paura verso gli stranieri, i diversi, verso le culture che non sono la nostra, perché la diversità deve essere intesa come ricchezza non come una minaccia. Non è con la paura né con l'indifferenza verso gli altri che sconfiggeremo il pericoli dell'odio. Al contrario è lavorando perché tutti vivano dignitosamente, lottando perché i diritti degli uomini, di tutti gli uomini siano inviolabili e che soltanto nel riconoscimento e nella comprensione degli altri che possiamo avere e mantenere una società giusta per noi ed i nostri figli.

Io ho due figlie, ieri sera mentre finivo di scrivere questa cosa mi si è avvicinata la più grande, che ha voluto leggere quello che scrivevo, ha 14 anni, e mi ha pregato di leggervi una poesia, che hanno studiato a scuola e che ve la leggo per conto mio ma anche per conto suo, perché è una cosa che a lei ha colpito molto e che ha voluto per forza che oggi vi leggessi.


Se questo è un uomo di Primo Levi.
Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case.

Voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici, considerate se questo è un uomo che lavora nel fango, che non conosce pace, che lotta per mezzo pane, che muore per un sì o per un no.

Considerate se questa è una donna senza capelli e senza nome. Senza più forza di ricordare. Vuoti gli occhi e freddo il grembo, come una rana d'inverno.

Meditate che questo è stato. Vi comando queste parole scolpitele nel vostro cuore stando in casa, andando per la via, coricandovi, alzandovi. Ripetetele ai vostri figli o vi sfaccia la casa, la malattia vi impedisca, i vostri nati toccano il viso da voi.
Ecco, io ho voluto leggere questa poesia perché mi ha colpito anche a me e soprattutto ha colpito una ragazza di 14 anni. E' un momento importante e noi abbiamo programmato una serie di letture, che poi vi spiegherà l'Assessore, a cui dò la parola per presentarci un po' il programma, soprattutto quello che il Comune di Empoli ha programmato in questi giorni e del prosieguo di questa commemorazione. Eleonora Caponi. >>

Parla l'Assessore Caponi:



<< Grazie Presidente. Martedì 26, mercoledì 27 e giovedì 28 gennaio nell'ambito del progetto del Comune di Empoli Investire in Democrazia al Palazzo delle Esposizioni andrà in scena lo spettacolo teatrale Memoria e storia di una famiglia teatrale, della compagnia scenica Frammenti di Lari.

Lo spettacolo ripercorre la storia della famiglia teatrale Borone Seghizzi attraverso gli anni della guerra, della persecuzione nazista e della deportazione ed è rivolto alle scuole secondario di primo e secondo grado.

Saranno oltre 600 i ragazzi che assisteranno alle rappresentazioni. Gli studenti fanno parte delle 27 classi che nell'ambito del progetto Investire in Democrazia per quest'anno scolastico hanno seguito il percorso della memoria partecipando al Seminario 1940-1945 dal Conflitto Mondiale alla Guerra totale con visite all'Archivio Storico di Empoli ed al Centro di Documentazione sull'Antifascismo Rina Chiarini e Remo Scappini. Ecco, questa è la prima iniziativa rivolta ai giovani della nostra città, ma che coinvolge anche gli studenti che vengono dai Comuni vicini e che frequentano le nostre scuole.

La seconda iniziativa viene fatta mercoledì 27 nell'ambito della rassegna cinematografica Cinedrome presso il Cinema La Perla alle 21,15 ci sarà la proiezione del film Jhona che visse nella balena.

Stasera ecco qui presenti nella sala consiliare ci sono Andrea ed Angela Giuntini, che sono due attori nostri concittadini, che ci aiuteranno in questo momento di avvicinamento a questi tre giorni di ricordo e di riflessione per le vittime dell'Olocausto leggendoci Andrea il Diario di Prigionia di Siro Terreni, anche lui nostro concittadino, che salutiamo che è qui presente. Ed Angela ci leggerà dei frammenti dal testo promemoria di Luigi Meneghello, che è stato Premio Pozzale nel 1995 e dei frammenti dalla Variazioni Reinak di Filippo Tuena. Ecco, abbiamo pensato di dare a chi più di noi ha dimestichezza con la parola e con la lettura di dare a loro voce perché ci permettano di riflettere attraverso le parole di chi queste terribili esperienze le hanno vissute, ci permettano di riflettere sul senso di questa vicenda e su come è possibile per noi fare tesoro ogni giorno di queste esperienze di vita, ma anche di morte. Quindi, io invito Angela ed Andrea, hanno già preso posto, ad iniziare. >>

Parla Andrea Giuntini - Attore:



<< Dal Diario di prigionia di Siro Terreni.
Il nuovo campo, dove ero destinato, era composto da cinque baracche vecchie e sporche, infestate da ogni sorta di insetti. Era situato nella zona di Bukof vicino Berlino. Nella stanza priva di sgabelli e luce vi erano varie brande a castello di due piani. Era occupata da 36 compagni prigionieri, me compreso.

Ogni mattina mi recavo al lavoro che consisteva quasi sempre nel trasporto di materiali per le case danneggiate dai bombardamenti. Per il mangiare qualche carota lessata, insieme a qualche rapa ed una tazza di the. Al ritorno, come una ritualità, la consueta marcia che consisteva nel trasporto sulla schiena fermato da cinghie di un sacco di sabbia del peso di 15 chili, e sotto a quel peso a loro comando dovevo gettarmi a terra e rialzarmi senza intervallo per più di mezzora. Dopo le solite frustate sul dorso nudo che si moltiplicavano per un gesto male interpretato o un lamento di dolore. Il mio fisico è ridotto al peso di 38 kg. La mia condizione morale aveva dei cedimenti per la situazione di alienazione a cui eravamo sottoposti.

La rigida disciplina, il vitto ridotto ad una nullità con lunghi periodi di digiuno, le crudeltà disumane non bastavano ai tedeschi, che dopo aver consumato orge con prostitute inebriati dall'alcool, ci costringevano perfino ad uscire nel piazzale nudi di fronte alle loro donne. Per la condizione di frustrazione e di carenza nutritiva si manifestavano gravi forme di malattie polmonari ed esaurimenti nervosi che portavano molti al suicidio. Le vittime venivano avvolte in luridi lenzuoli e sotterrati a fior di terra. Questa sorte toccò ad un amico di camerata chiamato il romano: sfinito dalla tisi fu sepolto ancora vivo. Ricordo ancora il suo sguardo supplichevole, il suo flebile respiro rantoloso. Udito il mio pianto dai tedeschi e la ripetuta maledizione a loro rivolta, mi creo una costante tensione di paura. Di questi e di altri episodi è tessuta la vita di quei mesi. La ricerca di cibo era diventata una costante condizione ossessiva, che mi faceva avventurare nelle situazioni più rischiose. Nei giorni di festa stavo vicino ad i reticolati ad elemosinare dai passanti qualcosa da mangiare o frugavo nella terra per cibarmi di radici.

Due volte rimasi sepolto sotto le macerie di un palazzo, finché provvidenzialmente non arrivarono le ruspe a salvarmi. E poi la fuga messa in atto insieme ad un compagno veneto, nascosti per giorni nei posti più impervi, sotto i ponti, nelle case vuote, finché la fame non ci fece uscire dalla tana come lupi. Quella fame che mi aveva portato a mangiare di tutto persino cose in stato di putrefazione trovate nelle pattumiere.

Se sono tornato vivo molto lo devo alla famiglia Pethersen, che ci tenne nascosti vicino la loro casa con grande rischio per la vita di tutti, qualora i tedeschi ci avessero scoperto. Le notizie dell'avvicinarsi del fronte russo davano alimento alle mie speranze anche se molti pericoli insidiavano ancora lo svolgimento delle cose, come i tedeschi più fanatici che non si volevano arrendere all'evidenza della sconfitta. Ed i russi arrivarono decisi a farla finita in questo scenario dove si concludevano le sorti di una guerra, tra i bagliori di fuoco ed il rumore delle armi dei mezzi cingolati esplose la gioia della ritrovata libertà. Ed era un accorrere di prigionieri russi, polacchi, cechi, italiani, francesi a salutare con abbracci e strette di mano i liberatori. Era il 23 aprile 1945. Tornai a casa l'8 settembre. Avevo 21 anni, 19 quando fui fatto prigioniero. Nel tornare a casa, dopo due anni di assenza, e 13 mesi di mancanza di notizia della mia famiglia, lottavano in me due sentimenti: il desiderio e la paura. Ero impaziente di rivedere i miei, ma avevo anche paura di non ritrovarli più. Temevo che fossero morti. Per fortuna potei invece riabbracciarli. Il primo impatto con Empoli semi distrutta produsse tanta amarezza e sconforto. Rimasi profondamente turbato. Mi ferirono le rovine del ponte sull'Arno, le case, le fabbriche, le ciminiere ed i campanili ridotti ad un cumulo di macerie, ma insieme riuscimmo a ricostruire le fabbriche, le attività ripresero a poco a poco e cercammo di risanare le ferite della guerra.>>

Parla Angela Giuntini - Attrice:



<< I deportati arrivano in vagoni sigillati. Una parte delle persone muore in viaggio ed arriva ad Auschwitz già pronta per i crematori. Ma la maggior parte giunge a destinazione viva. I vagoni vengono aperti e il personale di servizio ebraico fa scendere i nuovi arrivati incamminandoli verso il punto di selezione.

Due dottori delle SS operano la separazione dei vari gruppi familiari, a mano a mano che essi arrivano davanti a loro. Non c'è nessuna formalità, né visita medica né identificazione personale, né registrazione. Solo le parole sottovoce degli hatlinghen, fantasmi silenziosi e reali, magrissimi, in divise a righe bianche ed azzurre, prigionieri anch'essi che sistemano le file dei nuovi arrivati. Sottovoce danno consigli, sussurrano professioni utili: chimico, elettricista, operaio specializzato. Parole che hanno poco senso per i nuovi. E tenetevi lontano dai vecchi, dai deboli, dai malati. Sempre sottovoce senza farsi vedere.

Strano riesce alle madri giovani l'invito di passare i figlioletti ai nonni prima di arrivare davanti ai selezionatori.

In fondo alla fila c'è soltanto il cenno della mano di un ufficiale tedesco. Da una parte i condannati, dall'altra i risparmiati. Da una parte gli uomini dall'età apparente di più di cinquant'anni, le donne di più di 45, i bambini sotto i 15, le madri con i figli al collo o per mano.

Dall'altra parte gli altri, gli abili al lavoro. I primi vengono gassati subito dopo l'arrivo. Muoiono anonimi senza bisogno anche solo di una firma o di un timbro o che qualcuno spunti un numero in un elenco. Spariscono dalla faccia della terra ariana.

La donna, che passa la selezione, viene condotta in una baracca dove si trovano diversi tavoli lunghi. Viene fatta spogliare e poi distesa sui tavolacci. Viene presa dal barbiere che le rade i capelli, i peli del pube e incomincia una perquisizione all'interno della vagina e del retto, passando le dita con una certa abilità. Cerca anelli, oggetti preziosi che si crede nascosti all'interno degli orifizi. Poi la fanno alzare ed assieme alle altre donne, ormai tutte nude e senza peli, passa alla doccia. E dopo la doccia viene comparsa di una polvere bianca, acida, irrespirabile, irrespirabile.

Poi va al tavolo del tatuatore e riceve un numero sull'avambraccio sinistro e alcuni stracci con l'odore degli altri prigionieri che li hanno indossati.

Nella baracca delle donne ci si ammala di tifo petecchiale. Nel campo maschile la malattia è stata quasi debellata, ma in quello femminile è sempre più virulenta. Se le condizioni sanitarie degli uomini sono terribili, quelle delle donne sono spaventose. Anche se le mestruazioni cessano quasi subito, l'impossibilità di lavarsi porta ad un proliferare di malattie ed infezioni molto più forti fra le donne. Quando passano gruppi di prigioniere tornando dal lavoro, la puzza che emanano è spaventosa, ributtante, intollerabile. Niente è peggio della puzza di un gruppo prigioniere, salvo forse la puzza di una camerata femminile infestata da tifo petecchiale. Le malate e le sane sono costrette a restare chiuse all'interno della baracca finché non si ammalano tutte, muoiono tutte e morendo pongono fine all'infezione in maniera davvero efficace. Ma fino alla morte gli escrementi acquosi delle malate colano dalle brande sovrapposte addosso alle internate che stanno sotto di loro.

Svaniamo, inceneriti, sommersi nelle fosse comuni, lasciati a consumarci distesi sulla terra bagnata dalla pioggia, dal sangue, dalle feci. Svaniamo, ma tornano le parole nascoste sotto terra, nascoste ma non cancellate. Ogni cosa nascosta è protetta e mantenuta viva proprio dal suo essere nascosta.

Auschwitz è un profondo pozzo oscuro. Sporgendoti puoi vederci soltanto un buio assoluto. E posto che un debole raggio di sole possa penetrare quel nero profondo riusciresti a vedere solo il riflesso dell'acqua stagnante. Ma su quell'immagine incerta, lievemente mossa apparirebbe certamente il tuo volto che scruta il buio e finisce per incontrare sé stesso. Cerchiamo Auschwitz e troviamo noi stessi. >>

Parla il Presidente Piccini:

<< Bene, invito l'assemblea ad alzarsi in piedi ed avere un minuto di raccoglimento.
* Il Consiglio Comunale osserva un minuto di raccoglimento.
Bene, grazie a tutti per la partecipazione e il livello importante che questo Consiglio Comunale ha voluto dare a questo momento.

* Tra le ore 21,08 e le ore 21,15 entrano tutti i Consiglieri che risultano assenti compreso il Consigliere Aggiunto Keita. Presenti n. 31.

Bene, allora il primo punto all'ordine del giorno del nostro Consiglio Comunale, ne abbiamo discusso in conferenza capigruppo, è l'ordine del giorno che è stato licenziato dalla Commissione Consiliare Economia e lavoro. I Consiglieri credo lo abbiano tutti, se non lo avete ditelo lo faccio distribuire.


PUNTO N. 2 - ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO DAL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE CONSILIARE ECONOMIA E LAVORO: ODG RELATIVO AL TAGLIO DEI SERVIZI DI PULIZIA, DI SORVEGLIANZA E DELLE ATTIVITA' AUSILIARIE DELLA SCUOLA.
Scrutatori: Gaccione, Cappelli, Lenzi. Allora, in conferenza capigruppo cinque minuti per gruppo, una volta distribuito l'ordine del giorno. Se intanto il Presidente vuole illustrare l'ordine del giorno. Lo diamo per letto? No, allora in Conferenza Capigruppo cinque minuti per gruppo gli interventi. Se il Presidente cinque minuti vuole illustrare l'ordine del giorno, intanto mentre si fa le fotocopie iniziamo il dibattito. Prego. >>

Parla il Consigliere Morini:



<< Bene, grazie Presidente. La commissione è stata convocata mercoledì. Erano presenti i commissari del PD, di Rifondazione Comunista e dei Comunisti Italiani, il sottoscritto in qualità di Presidente in qualità di Lista per Massimo Marconcini. Abbiamo discusso l'ordine, erano presenti in tempi successivi però alcuni Consiglieri, che non fanno parte della commissione, però erano presenti sia il Sindaco Cappelli, Giacomelli, ed un attimo anche Gracci dell'UDC per un attimo poi dopo ha abbandonato. Mi pare di avere rammentato tutti. Mancava il Centro Destra PDL, molto probabilmente erano presenti in altre commissioni perché quella sera c'erano più commissioni qui in Comune.

Allora, l'ordine del giorno che è arrivato in commissione era l'ordine del giorno relativo al taglio dei servizi di pulizia e di sorveglianza dell'attività ausiliaria della scuola, che era stato credo trattato nel precedente Consiglio Comunale e poi trasmesso con decisione del Consiglio Comunale alla Commissione. E' stato discusso e siamo arrivati a un diciamo ordine del giorno condiviso da tutti i commissari presenti che in parte modifica quello proposto e portato in Consiglio Comunale dai gruppi consiliari firmatari, cioè dei Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista.

Ecco, io leggerei in un modo veloce questo ordine del giorno, che ha licenziato la commissione e tratta:

OGGETTO: ODG relativo al taglio dei servizi di pulizia, sorveglianza e delle attività ausiliarie della scuola.
Il Consiglio Comunale di Empoli
VISTA la nota della Direzione Generale per la politica finanziaria e per il Bilancio del MIUR per il Programma Annuale 2010, del 14 dicembre 2009 e inviata a tutti gli istituti scolastici in data 22 dicembre 2009, nella quale si comunicano le risorse finanziarie sulle quali ogni singola scuola può fare affidamento.
CONSTATATO che con la nota suddetta si è dato esecuzione a tagli generalizzati delle risorse finanziarie per il funzionamento della scuola pubblica.
RILEVATO che nelle misure adottate sono comprese riduzioni su tutta la gestione dell'attività educativa ed amministrativa delle scuole, imponendo un taglio del 25% dei contratti di fornitura dei servizi di pulizia ed altre attività ausiliarie, nonostante i contratti di appalto siano a tutt'oggi in vigore (i c.d. appalti storici);
NE CONSEGUE la riduzione degli interventi di pulizia e si sorveglianza nelle scuole del ciclo primario con un grave peggioramento in termini di sicurezza degli alunni e dei livelli di igiene nei plessi scolastici;
STIGMATIZZA questo ennesimo taglio di risorse economiche nei confronti della scuola pubblica, che riduce ulteriormente il personale, peraltro precario e a stipendi da fame, diminuendo ulteriormente servizi essenziali per gli alunni;
CHIEDE
AL MINISTRO COMPETENTE il ripristino dell'assegnazione di tutte le risorse dovute e utili al normale funzionamento didattico e amministrativo delle istituzioni scolastiche;
AL SINDACO di attivare ogni utile iniziativa al fine di sensibilizzare, di concerto con le amministrazioni scolastiche, i soggetti della rappresentanza territoriale del Governo, dei parlamentari nazionali e regionali del territorio, degli EE.LL e della rappresentanze degli studenti e delle famiglie;
CONDIVIDE le ragioni che hanno indotto alla proclamazione dello sciopero regionale indetto dalle rappresentanze delle lavoratrici e dei lavoratori per il 21 gennaio e sostiene il presidio che si terrà a Firenze presso la Direzione Regionale Scolastica in Via Mannelli 113 dalle ore 10,30 alle ore 13,00.
Il Presidente della Commissione Consiliare

Economia e lavoro

Riccardo Morini

Questo è il documento che è stato licenziato dalla Commissione Economia e Lavoro. Grazie Presidente. >>

Parla il Vice Presidente Gori:

<< Grazie Consigliere. A questo punto si apre il dibattito. Cinque minuti per gruppo. Chi vuole intervenire? Ci sono interventi Consiglieri? Consiglieri ci sono interventi? Baroncelli, prego.>>

Parla il Consigliere Baroncelli:



<< Solo per ribadire che noi non siamo stati d'accordo nell'iter, che ha portato poi in commissione a questo documento. Non lo eravamo, non lo siamo e continuiamo ad essere dell'avviso che è stata una cosa precipitosa tanto da arrivare a fare un documento che poi andrebbe ad essere votato quando l'iniziativa al livello nazionale ad oggi c'è già stata. Credo che i termini per dare solidarietà ai lavoratori o per contraddire le attività governative potrebbero avere un iter diverso, passando per tempo, se si vuole, da un dibattito, passando per tempo dalle commissioni senza ritrovarsi come spesso è accaduto ed anche questo caso ritrovarsi a fare le corse, a rincorrere gli avvenimenti di un giorno, pur nella loro validità, pur nel loro interesse, pur essendo degni di essere dibattuti. Non crediamo, l'abbiamo sentita come una forzatura noi, non che di fatto cioè che nella tecnica sia stata forzata la mano a nessuno, però nei tempi della politica l'abbiamo sentita come una forzatura. Crediamo che un voto su questo documento ad oggi non abbia nessuna utilità. Le forze, che l'hanno promosso, se volevano esprimere un qualche cosa lo potevano tranquillamente esprimere nei termini e nei modi della politica e anche attraverso gli organi che la politica si dà sia da quelli consiliari che da quelli di stampa. Pertanto, noi su un documento di questo genere non parteciperemo alla votazione di questo documento. >>

Parla il Vice Presidente Gori:



<< Grazie Consigliere. Aveva chiesto la parola il Consigliere Pampaloni. Prego. >>

Parla il Consigliere Pampaloni:



<< Sì, io invece nel merito di questo documento ci voglio entrare e parto da una considerazione di carattere generale. In questi giorni in alcune interviste il Ministro Tremonti sembra passato da un amore forte, da lui sempre avuto fin dagli anni novanta e poi nei primi anni del secondo Governo Berlusconi per una politica iper liberista e di taglio sfrenato alle tasse, ma anche soprattutto allo stato sociale, ha invece una concezione ideologica di tipo statalista che lo vede ergersi al più grande difensore dello Stato sociale. Ha detto che non si possono tagliare le tasse per non fare macelleria sociale e testuali parole per non toccare le pensioni e la sanità. Beh, a parte il fatto che così non è nel senso che questo Governo taglia e taglia pesantemente e la previdenza e le risorse necessarie agli enti locali in modo particolare alle regioni per la sanità, ma comunque la scuola in ogni caso è, guarda caso, il settore del servizio pubblico che non è toccato diciamo da questo profondo pentimento del Ministro dell'Economia. Dico questo perché alla base dell'attuale drammatica situazione, che investe la scuola pubblica italiana, non c'è tanto una improvvida riforma del Ministro Gelmini, ma c'è proprio la concezione del Ministro dell'Economia tutta tesa a tagliare il servizio e a tagliare sul personale e sull'offerta pubblica. In effetti, forse è questa la differenza. Chi vi parla e tutto il nostro partito e i partiti di Centro Sinistra sono stati fortemente contrari anche alla riforma Moratti della passata legislatura, ma non possiamo non disconoscere che almeno quella riforma una sua filosofia del tutto negativa l'aveva. Questa riforma, la riforma del Ministro in carica Gelmini non ha neppure una concezione di fondo della scuola e di una presunta riforma. E' tutta tesa soltanto a vedere la scuola pubblica come un costo da tagliare nel momento in cui questo Governo non vuole andare evidentemente continua a premiare gli evasori, è chiaro che le risorse hanno da arrivare e debbono arrivare dai servizi pubblici. Allora, questo ordine del giorno, questo documento affronta soltanto un aspetto particolare di una situazione drammatica e che credo prossimamente andremo ad affrontare meglio in un Consiglio Comunale aperto. Perché, vedete, la filosofia nel taglio è quella di mettere i poveri contro i poveri, i precari contro gli insegnati di ruolo, gli ATA contro i lavoratori precari del settore delle pulizie. Una filosofia che a volte riesce anche bene per qualche errore tattico di alcuni sindacati, penso ad esempio alle posizioni dei sindacati della scuola rispetto alla velocità, alla fretta con la quale questo Ministro ha voluto imporre una drammatica riforma delle scuole superiori e bene su questo soltanto la CGIL e la GILDA hanno avuto il coraggio di chiedere ad alta voce un rinvio di un anno per una riflessione più profonda.

La situazione è davvero questa. Le scuole non hanno le risorse ad oggi, io parlo anche da operatore, nelle nostre scuole ci sono le supplenze temporanee che non vengono pagate, ci sono colleghi che lavorano da mesi, magari hanno avuto un contratto nel mese di ottobre, nel mese di novembre ed hanno tre, quattro mesi arretrati di stipendi non pagati. I fondi di istituto sono praticamente azzerati. Tutti i progetti e le sperimentazioni annullate e quelle svolte negli anni passati ancora non possono essere pagati. Evidentemente questo provvedimento in particolare è il figlio di questa filosofia perché va ad incidere. Cosa si dice? Innanzitutto si taglia un contratto in essere, una prestazione in essere al livello di ore e quindi poi al livello di stipendio. Dicendo poi che le eventuali risorse comunque in ogni caso dovrebbero essere recuperate dal fondo di istituto che servono magari a pagare le supplenze temporanee. Ripeto è una filosofia del taglio ai servizi pubblici, del taglio ad un servizio pubblico fondamentale come quello dell'educazione. Una filosofia che è assolutamente da rigettare. Iniziamo oggi qui con questo documento, ma ci torneremo più a fondo perché le cose da dire sono tante, ci torneremo più a fondo prossimamente in un Consiglio che affronterà tutta la tematica della scuole e, ripeto, la gravissima situazione in cui essa versa a causa...>>


Parla il Vice Presidente Gori:

<< Consigliere, la invito a concludere l'intervento. >>

Parla il Consigliere Pampaloni:



<<...della politica del Governo Berlusconi. >>

Parla il Vice Presidente Gori:



<< Grazie Consigliere. Altri interventi? Consiglieri ci sono? Gaccione, prego. >>

Parla il Consigliere Gaccione:



<< No, no non c'è mica problemi io parlo sempre volentieri prima, dopo e anche durante, spesso anche durante mi piace. Mah, innanzitutto, voglio anche per alleggerire, voglio fare gli auguri alla Ministra che si è sposata e questo matrimonio, un po' di auguri sinceri si possono fare. Si possono fare, per fortuna i suoi impegni, per fortuna gli impegni le hanno permesso di trovare il tempo anche se a tarda notte, sennò rischiava prima di generare e allora poi con i crocifissi diventava un problema.

La questione è seria. La questione io condivido ed apprezzo il percorso che la maggioranza ha deciso appunto di attuare su sollecitazione venuta dal Consiglio, tralascio le polemiche riguardo all'opportunità o meno di presentare e della forma come è stato presentato. Ma come si sa i proverbi qualche volta e sono come i detti del compagno Andreotti, a volte sono molto precisi non c'è peggiore sordo, vero, di quello che non vuole sentire o che non vuole capire. La questione ci pare che fosse da trattare con i criteri con i quali l'abbiamo trattata. Io vorrei però, mi vorrei permettere di andare, cioè di porre all'attenzione il Consigliere Pampaloni ha detto ci sarà occasione di parlare delle questioni della scuola e io, come dire, penso che si debba anche affrontarlo dal punto di vista del lavoro e dei lavoratori, delle possibilità, delle capacità, dell'esigenza. Però non si può noi non porre l'attenzione in maniera un po' più generale anche a queste tipologie di lavoro. Perché voglio dire la vedo un po' difficile attaccare giustamente queste forme di lavoro che vengono abusate nella scuola con queste lavoratrici e lavoratori che vengono, come dire, vengono usati con contratti, usati mi pare sia proprio il termine giusto, con contratti che hanno dello scandaloso e che possono essere, come si è visto, e gli appalti rescissi a piacere del Ministero e del Governo in base ad un Regio Decreto del 1923. Quindi, insomma, siamo all'arbitrio. Però la riflessione noi pensiamo vada allargata anche a tutti quegli altri soggetti che sono in qualche maniera costretti a lavorare con queste tipologie, queste forme di contratto che ci sono in tutta la pubblica amministrazione locale, regionale e nazionale. Certamente con motivi ben diversi e con tutte le gradazioni dei problemi che nascono dalle difficoltà finanziarie che attraversano le amministrazioni locali, gli enti locali e non solo. Però io penso che noi una riflessione ugualmente la dobbiamo fare approfondita e dobbiamo vederla in tutti i suoi aspetti e magari, se abbiamo il coraggio e le capacità, anche trovare delle forme di miglioramento, come dire di limitazione del danno, diciamolo come vogliamo usiamo i termini che ci pare però dobbiamo metterci, farci una riflessione e metterci gli occhi in maniera approfondita in tutte le forme e le tipologie di lavoro di tutti quei soggetti che lavorano nella pubblica amministrazione, nella sanità con contratti che non sono più sopportabili e con, come dire, rapporti anche di lavoro fra le dirigenze e i lavoratori che stanno, a parere nostro, degradando il tessuto sociale della nostra società e dell'ambiente del lavoro. Perché poi diventa un po' come una frana, diventa come una frana piano, piano se perde i contorni e si perde anche il controllo e si rischia che si arrivi e si detiene in forme non più controllabili e non più accettabili...>>.

FINE LATO A PRIMA CASSETTA

INIZIO LATO B PRIMA CASSETTA

Parla il Consigliere Gaccione:

<<...fatto, io penso che sia un problema, che sia un problema serio anche perché è una cosa che non è di una, due, dieci, venti persone, ma riguarda centinaia e centinaia di lavoratrici e lavoratori anche nel nostro territorio. Quindi, io penso che esprimo la massimo soddisfazione...>>.

Parla il Vice Presidente Gori:



<< La invito a concludere, Consigliere. >>

Parla il Consigliere Gaccione:



<< Dieci secondi. Per quello che abbiamo saputo produrre come Consiglio Comunale, però rinnovo come dire l'interesse per affrontare questa discussione in maniera più generale e più completa. Grazie. >>

Parla il Vice Presidente Gori:



<< Grazie Consigliere. Giacomelli, prego. >>

Parla il Consigliere Giacomelli:



<< Sì, ora è abbastanza difficile in cinque minuti andare a sviscerare in qualche modo una vicenda anche così complessa. Mi trova d'accordo insomma un po' tutte le parole anche che ha detto Gaccione, effettivamente sono facilmente condivisibili, le trovo giuste. E' anche vero che ritengo che questa scuola era in qualche modo da rivedere. Quindi, io non è che ritenga in qualche modo che la Gelmini stia facendo un gran lavoro, questo no, però è anche vero che ero uno di quelli che mi vedeva concorde con il fatto che in questa scuola c'era sicuramente da rimetterci mano. Questo non per forza doveva prevedere dei tagli o non per forza doveva prevedere una cosa del genere, ma sicuramente c'era bisogno di metterci mano.

Spero che soprattutto anche il Consiglio Comunale possa dare uno spunto alla discussione, che verrà fatta. Perché andare in qualche modo come spesso ho sentito ha criticare solo le decisioni, che vengono prese dal Governo, è un aspetto che personalmente non piace molto se non c'è una contro proposta, se in qualche modo non si può dire: bene, questo è un errore, ma io farei in quest'altra maniera, io mi muoverei in maniera diversa. Ritengo che dovevamo mettere le mani nella scuola già molti anni fa e quindi tentando un po' di anticipare i tempi e come spesso succede in Italia arriviamo a fare le cose con un attimino di ritardo. Tra l'altro ho avuto modo di valutare, grazie anche ad una serata che ha fatto il PD con cui ha chiamato delle persone del polo scolastico, tra l'altro una persona anche che lavora in Spagna, se non ricordo male, Cinotti o qualcosa del genere. Ho trovato sinceramente molto interessante quel dibattito, penso ecco che quei dibattiti possono servire anche per trovare spunti e per poi un domani proporre anche un qualcosa di diverso, trovando da tutte e due le parti appunto tra le persone che erano intervenute a quel dibattito spunti di riflessione comunque interessanti, alcuni anche a favore del fatto che forse la scuola italiana ha bisogno di essere rivista in qualche suo punto. Non mi voglio dilungare molto, dico soltanto che anch'io sono contento che si possa parlare di questo argomento in Consiglio Comunale pur ritenendo, come giustamente ha detto Baroncelli, anch'io non ritengo idoneo come siamo arrivati a ragionarne. Questo solo per dovere di cronaca e per esprimere giustamente qual è il mio pensiero. L'ho già fatto nella riunione dei capigruppo intendo farlo anche ora. Poi, giustamente, per me la polemica morì fanciulla ed è giusto che se ne parli. Quindi, ritengo che un domani troveremo sicuramente migliori modi per andare ad affrontare le discussioni che possono interessare anche questo Consiglio Comunale. >>

Parla il Vice Presidente Gori:

<< Grazie Consigliere. Altri interventi? Prego Gracci.>>

Parla il Consigliere Gracci:



<< Sì, grazie per la parola. Io mi rifaccio un po' a quello che stava dicendo Gaccione tanto per fare contento anche Fruet, dicendo che il problema che investe questi lavoratori va visto in una prospettiva un po' più ampia. Quindi non farei tutto il disfattismo che Pampaloni ha annunciato nel suo breve intervento, perché anch'io penso che non tutto possa essere buono, ma neanche tutto cattivo. Quindi, la riforma Gelmini è una riforma che può essere rivista, che può essere messa al vaglio e sottoposta al vaglio del Parlamento e penso che si può ritoccare in tanti modi. La scuola, come giustamente diceva anche Giacomelli, ha bisogno di interventi seri. Per cui, questi sono compiti che spettano ai nostri politici a Roma. A noi è demandato un po' di sostenere le persone che gravitano in questi ambienti. Se non mi sbaglio però quando ero a scuola io il personale ATA dipendeva dalla Provincia. Mah, io sono uscito nel 2005 dalla scuola. Il personale ATA dipendeva dalla Provincia. Per cui non so se questi soggetti siano sottoposti direttamente al vaglio del Ministro della Pubblica Istruzione, oppure se siano sottoposti anche al vaglio della Provincia, della Regione e dello stesso Comune. Ah, comunque anche noi come partito dell'UDC sosteniamo questo lavoro della commissione e ci dichiariamo favorevoli a perché si possa trovare una soluzione più ampia possibile per questi lavoratori. Grazie. >>

Parla il Vice Presidente Gori:



<< Grazie Consigliere Gracci. Altri interventi? Prego, Consigliere Dimoulas. >>

Parla il Consigliere Dimoulas:



<< Allora, in merito all'ordine del giorno anche se non ero presente in commissione credo sia stato fatto un buon lavoro e che l'ordine del giorno sia ampiamente condivisibile. Parlando più in generale della scuola, spero che presto faremo questo Consiglio Comunale aperto, come richiesto più o meno da tutti i gruppi, e francamente volevo soltanto precisare una cosa: che quando sento dire che la scuola non va bene e per questo una riforma va fatta, è uno dei luoghi comuni che francamente mi lasciano un po' basito, un po' come quando dicono la giustizia non funziona ed allora bisogna fare queste riforme generali che servono solo a non fare andare in prigione chi sappiamo bene chi è. Non è che andiamo a vedere il merito della riforma, no? Una riforma va fatta e prendiamo tutto quello che ci danno, va bene perché così non funziona. Nella scuola tagliamo otto miliardi di Euro nel settore dell'istruzione, quando ci sarebbe bisogno di investire perché siamo già tra i più bassi come spesa in percentuale al PIL in Europa, e qui pensiamo ma comunque qualcosa bisognava fare perché la scuola non va bene, tagliamo un po' di insegnanti e molto probabilmente migliorerà il servizio.

Abbiamo un solo settore della nostra scuola, che è tra i primi un Europa, che è la scuola elementare e proprio in quel settore lì è arrivata la mannaia più grossa reinserendo il maestro unico come esisteva 25 anni fa, prima di una sperimentazione fatta che è andata a buon fine, è stato inserito il modulo dei famosi tre insegnanti per due classi. Ecco, dopo tutta questa sperimentazione siamo già tornati subito indietro perché c'era bisogno di fare cassa ed il modo più ovvio per fare cassa era subito andare a prendere dalla scuola visto che l'evasione fiscale è già andata alle stelle, dati di due o tre giorni fa. Siamo il paese con la percentuale più alta di evasione fiscale in Europa, il 50%, cioè cose spaventose, spaventose e tagliamo 8 miliardi dalla scuola così tranquillamente. Questo è per precisare che non è perché anche gli stessi professori, gli stessi presidi sostenevano che c'era bisogno di una riforma, non è perché c'è bisogno di una riforma prendiamo la prima che capita e l'accettiamo così com'è, ponderiamola nel merito perché uno dei giochi della politica è sfasciare un settore e poi dire: eh, c'è da fare una riforma e così la peggiorano ancora un altro po'. Questo è uno dei giochini che fanno, anche con la giustizia stanno facendo esattamente lo stesso, hanno fatto fior fiori di riforme e non è che si prendono la responsabilità loro perché la giustizia è lenta, no è sempre colpa dei magistrati e fanno un'altra riforma che peggiorerà ancora le cose. Questo è il giochino che fanno. >>

Parla il Vice Presidente Gori:

<< Grazie Consigliere Dimoulas. Altri interventi? Morini, prego. >>

Parla il Consigliere Morini:



<< Sì, grazie Presidente. Io vorrei tornare all'argomento specifico perché è un argomento serio e forte, nel senso che il Consiglio Comunale deve avere questo dovere di stare attento e sollecitare i vari soggetti a cui noi facciamo riferimento, il Sindaco, le nostre diciamo interfacce regionali e provinciali perché credo che il Consiglio Comunale abbia l'obbligo di tutelare il nostro sistema scolastico pubblico perché quando in un modo secco, in base ad una circolare, direzione generale, si taglia nei fatti il 25%, vuol dire che l'idea è ben chiara è quella di indebolire la situazione che è già fragile. E noi abbiamo l'obbligo di muovere tutte quelle iniziative, quelle sensibilità per dire che a noi non ci va bene. Cioè il Consiglio Comunale di Empoli deve dire in modo chiaro, forte, che questo modo di risolvere i problemi non è il modo giusto. Il modo giusto è quello di affrontare, Giacomelli diceva non ci sono contro proposte, ma in un modo così generalizzato tagliare il buono dal cattivo è amministrare e governare in un modo più peggiore che non si possa immaginare è questo. Quindi, il segnale che il Consiglio Comunale deve dare, secondo noi, è quello di dire noi siamo lì attenti ed a sollecitare qualsiasi forma e qualsiasi iniziativa che metta in risalto la contraddizione dal sistema centralizzato nazionale, al sistema locale che è un sistema di partecipazione, un sistema di condivisione e di sacrifici veramente dei vari soggetti e vari attori che operano nella scuola. E questo bisogna credo che sia proprio un dovere fare quegli atti in modo tale da fare sentire queste persone che lavorano tutte le mattine, tutti i pomeriggi con sacrificio nel sistema scolastico con pochissime risorse, che il Consiglio Comunale è vicino, che le forze politiche di questa città sono vicine a vedere queste sensibilità nei confronti di questi operatori. Perché chi ha occasione di andare a confrontarsi con queste realtà, abbiamo dei consiglieri che, consiglieri che tutte le mattine le devono affrontare, noi crediamo che siano in difficoltà. E chi è in difficoltà bisogna dargli un gesto di attenzione e di condivisione dei loro problemi. Credo questo sia un atto dovuto, il Centro Destra ha criticato che è stata fatta una forzatura, che è stato accelerato un percorso che poteva essere con calma mandato avanti. Ma qui si sta saccheggiando un sistema che tutela il pubblico e non bisogna stare al gioco tanto con calma si risolveranno da soli questi problemi. Noi bisogna essere sempre più veloci e più attenti a queste problematiche ed a queste azioni veramente di impoverimento e di svuotamento del pubblico che questo sistema regionale e provinciale ormai è consolidato e porta a dei risultati veramente eccellenti nei confronti dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze. Credo che sia stato un dovere portare velocemente in commissione e dare un segnale di partecipazione ai problemi che effettivamente gli operatori in questo settore hanno. Grazie. >>


Condividi con i tuoi amici:
  1   2   3   4


©astratto.info 2019
invia messaggio

    Pagina principale