Comune di San Vito Romano



Scaricare 1.3 Mb.
Pagina1/11
22.05.2018
Dimensione del file1.3 Mb.
  1   2   3   4   5   6   7   8   9   10   11






Comune di San Vito Romano

Provincia di Roma



PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE (PTPC)

IN APPLICAZIONE DELLA L. 190/2012

Approvato con deliberazione della Giunta comu8nale n.13 DEL 30/01/2014

ALLEGATI:

Schede valutazione dei rischi

Codice di comportamento

PREMESSA
La legge 190 del 6 novembre 2012 recante “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione” ha introdotto una serie di obblighi e di adempimenti in capo alle pubbliche amministrazioni.

Tra questi è prevista la figura del Responsabile della prevenzione della corruzione che è stato individuato con deliberazione della Giunta comunale n.37 del 14/03/2013 nel Segretario Comunale; tale figura ha l’obbligo di predisporre e sottoporre all’approvazione dell’organo di indirizzo politico il Piano triennale di prevenzione della corruzione.

Il comitato Interministeriale costituito con apposito DPCM in data 11 settembre 2013 ha trasmesso alla CIVIT il Piano nazionale triennale di prevenzione della corruzione, sulla cui base devono essere poi redatti i piani di ogni singola amministrazione.

Il Programma triennale della trasparenza costituisce una sezione del piano anticorruzione e costituisce il presupposto di quest’ultimo, in quanto attraverso la trasparenza e la garanzia del diritto di acceso civico è possibile promuovere la cultura dell’integrità e della legalità nella pubblica amministrazione attraverso un controllo diffuso e costante dell’azione amministrativa da parte dei cittadini.

Gli obiettivi indicati nel programma della trasparenza sono strettamente correlati alla programmazione strategica ed alla pianificazione gestionale dell’ente, tradotta nel Piano degli obiettivi (PDO)/ piano della performance, redatti ai sensi del D. Lgs. 150/2009.
OGGETTO DEL PIANO
Il Piano ha la funzione di indicare i settori e le attività particolarmente esposti al rischio corruttivo e nell’ambito di queste attività vengono indicati i rischi specifici, le probabilità che tali rischi si verifichino e le misure approntate dall’ente affinchè i rischi vengano presidiati e controllati, con l’obiettivo di gestire il rischio.

Il programma della trasparenza è strettamente correlato alla prevenzione del rischio e indica gli adempimenti di legge e le modalità di attuazione della trasparenza, secondo quanto stabilito dal recente D. Lgs. 33/2013, e costituisce, pertanto, unitamente al codice di comportamento, una delle principali misure di prevenzione.


IL RESPONSABILE DELLA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE
Tale figura è individuata nel Segretario generale pro-tempore, sul quale incombono i seguenti obblighi:

-elaborazione della proposta di piano della prevenzione (art.1, comma8);

-individuazione e formazione dei dipendenti che operano nei settori esposti al rischio;

-verifica attuazione del Piano;

-proposta di modifiche in caso di accertamento di violazioni e/o mutamenti organizzativi (art. comma 10, lett.a);

-Verificare la possibilità di rotazione del personale negli uffici in cui è più elevato il rischio corruttivo;

- Individuare il personale destinatario di formazione in relazione ai temi della legalità e dell’etica

- Trasmettere il Piano al Dipartimento della funzione pubblica/ANAC


MAPPATURA DELLE ATTIVITA’ DELL’ENTE ESPOSTE AL RISCHIO CORRUZIONE (RISCHIO COMUNE)
Nella nozione generica di rischio corruttivo, intendendosi come tale la probabilità che un evento di corruzione si verifichi o meno, occorre fare una distinzione tra rischio comune, ovvero il rischio che è genericamente presente nelle attività amministrative di qualsiasi ente pubblico e rischio specifico che è quello effettivamente individuato in ogni singola attività svolta dai dipendenti dell’ente.

Gli atti e i procedimenti in cui si riscontra un’elevata probabilità di rischio corruttivo c.d. comune, nei comuni in generale e, in particolare nel Comune di San Vito Romano sono:




  1. Autorizzazioni e concessioni

  2. scelta del contraente per l'affidamento di lavori, forniture e servizi, anche con riferimento alla modalità di selezione prescelta ai sensi del codice degli appalti (D. Lgs. n.163/2006 e s.m.i.);

  3. concessione ed erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari, attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati;

  4. concorsi e prove selettive per l'assunzione del personale e progressioni di carriera di cui all'articolo 24 del D.Lgs, 150/2009 (con la premessa che le progressioni di carriera al momento sono state sospese e che alla data di approvazione del presente piano non sono previste assunzioni).

ATTIVITA’ SOTTOPOSTE A RISCHIO CORRUTTIVO SPECIFICO
Nel redigere la mappatura delle attività a rischio specifico il responsabile della prevenzione ha coinvolto i responsabili di area, ciascuno per la propria competenza, e, con il loro ausilio, sono state redatte le schede allegate al presente Piano, alle quali è fatto rinvio, al fine di individuare per ciascun rischio specifico i seguenti elementi:

◊ applicabilità del rischio

◊ valutazione della probabilità associata al rischio specifico qualora presente (alta, media, bassa)

◊ valutazione dell’impatto associato al rischio (alto, medio, basso)

◊ identificazione delle misure adottate a presidio del rischio con il fine di prevenirlo, mitigarlo e correggerlo

◊ misure già esistenti a presidio del rischio e quelle da adottare


Le attività a rischio riguardano i seguenti procedimenti:

Esercizio del potere di autotutela di alti amministrativi (revoca/annullamento);

Accordi ex-art.11 legge 7 agosto 1990 n.241;

Accettazione di donazioni di beni mobili o immobili a favore dell'ente;

Nomina delle commissioni di concorso e commissioni di gara;

Elaborazione bandi di gara e di concorso;

Progettazione di un servizio o di una fornitura e indagini di mercato che precedono la progettazione di un'opera o di un servizio;

Proroghe o rinnovi di contratti di appalto di forniture e servizi;

Atti di approvazione di varianti in corso d'opera relativi ad appalti di lavori pubblici;

Affidamento di lavori complementari;

Affidamenti di incarichi professionali in materia di urbanistica e di opere pubbliche;

Affidamenti incarichi ad avvocati per la difesa in giudizio dell'ente;

Affidamenti diretti, senza gara, di lavori, beni e servizi;

Affidamenti diretti, senza gara, di lavori pubblici in casi di urgenza;

Autorizzazione al subappalto di opere pubbliche;

Sostituzione del contraente in relazione ad operazioni di cessione di azienda;

Liquidazioni e collaudi di opere, forniture di beni e servizi;

Applicazioni penali in esecuzione del contratto;

Conferimento di incarichi di studio, ricerche e consulenza;

Assegnazione alloggi di edilizia residenziale pubblica;

Ammissioni a servizi erogati dall'ente;

Alienazione di beni immobili, e costituzione diritti reali minori su di essi, o concessione in uso (locazione, comodato) di beni appartenenti al patrimonio disponibile dell'ente;

Locazioni passive;

Convenzioni urbanistiche in attuazione del piano di governo del territorio o in variante;

Programmi integrati di intervento in variante al piano di governo del territorio;

Varianti al piano di governo del territorio proposte da privati;

Monetizzazioni in luogo della cessione di aree a standard;

Attribuzione di bonus volumetrici;

Procedimento di formazione, adozione ed approvazione del piano di governo del territorio;

Nomine in società pubbliche partecipate;

Affidamenti in house providing della gestione di servizi pubblici locali;

Affidamenti della gestione di servizi pubblici locali;

Rapporti di partenariato (project financing, concessioni di costruzione e gestione, leasing in costruendo, contralto di disponibilità, costituzione di società mista);

Affidamenti incarichi ex- art.110 del TUEL;

Controlli in materia di SCIA;

Rilascio permessi di costruire;

Rilascio autorizzazioni commerciali di media/grande struttura di vendita;

Rilascio concessioni cimiteriali;

Accertamenti e sgravi tributi comunali;

Accertamenti con adesione;

Accordi bonari in corso di esproprio;

Transazioni a chiusura di contenzioso pendente;

Procedimenti sanzionatori;

Attività di controllo in materia edilizia, ambientale e commerciale;

Pagamenti;

Riscossioni;

Utilizzo e consumo di beni comunali da parte del personale, gestione del magazzino comunale.

MISURE ADOTTATE PER PREVENIRE IL RISCHIO

In applicazione della L.190/2012, le misure di prevenzione del rischio si traducono in atti organizzativi che riducono la discrezionalità del singolo, implementano i controlli, già disciplinati da apposito regolamento, attuano la trasparenza e istituiscono strumenti di segnalazione, sia interni che esterni, di illeciti e reati commessi all’interno dell’ente. La formazione costituisce uno dei principali strumenti di prevenzione della corruzione.

In virtù di quanto sopra esposto le misure si distinguono in:

a) organizzative: controlli, adozione di regolamenti sul procedimento, misurazione dei risultati, protocolli di legalità da stipulare con la prefettura e gli altri enti sovraordianti al comune, come la Provincia e la Regione, e la formazione, clausole di legalità da inserire nei contratti;



b) trasversali: attuazione della trasparenza, adozione del codice di comportamento dei dipendenti, rotazione del personale ove possibile, valutazione della performance, elenco dei procedimenti e monitoraggio dei tempi di esecuzione degli stessi.

A) Meccanismi di formazione delle decisioni:


Area rapporti con cittadini-imprese
Area finanziaria



  1   2   3   4   5   6   7   8   9   10   11


©astratto.info 2017
invia messaggio

    Pagina principale