Comunicato stampa frantisek drtikol



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26.01.2018
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COMUNICATO STAMPA


FRANTISEK DRTIKOL

50 fotografie 1910-1930

inaugurazione mercoledì 30 novembre 1994

dalle ore 19.00
cocktail dalle ore 19.00
in mostra dal 1 novembre al 31 dicembre 1994

martedì, venerdì, sabato e domenica, ore 10.30 – 19.30

mercoledì e giovedì, ore 10.30 – 21.00

lunedì, ore 15.30 – 19.30




Galleria Carla Sozzani

corso Como 10 – 20154 Milano, Italia

tel. +39 02.653531 fax +39 02.29004080

press@galleriacarlasozzani.org



www.galleriacarlasozzani.org


FRANTISEK DRTIKOL

50 fotografie 1910-1930

L’opera di Frantisek Drtikol si snoda tra i primi anni del Novecento e la metà degli anni Trenta. Gli inizi, fra il 1901 e il 1910, contengono assai poco di quelle che saranno le caratteristiche tipiche del suo lavoro nei decenni successivi.

Egli utilizza la figura femminile attraverso forme e movimenti disposti ad arte, il pathos sentimentale delle espressioni (che in seguito scomparirà) e il virtuosismo della composizione. La donna diviene una visione ossessiva, latrice del bene e del male, santa e vergine, demone e femme fatale.

Drtikol, affascinato dal corpo femminile, ravvisa in esso l’origine della bellezza, del pensiero e dell’anima. Il corpo è la veste dell’anima, un’idea questa che ha ispirato le immagini del suo primo periodo creativo.

Il suo stile inizia ad emergere nel 1912 quando unisce le conoscenze pittoriche alla fotografia, combinando la realtà con la finzione (realtà fotografica con illusione pittorica). Gli sfondi dei suoi ritratti divengono ora dei paesaggi che s’ispirano al Rinascimento italiano, ora degli spazi astratti che oscillano e vibrano intorno all’aura dei corpi dal contorno delineato. Cura con attenzione lo sfondo dei suoi set fotografici, specialmente l’illuminazione, e sceglie semplici forme come cerchi, onde, colonne eliminando tutti gli elementi secondari per concentrarsi sulla bellezza della linea senza alcun abbellimento. Leitmotif della sua carriera artistica, a partire dal 1913, è la figura di Salomé, personificazione del diabolico e distruttivo potere femminile e seducente figura che consente all’artista di esprimere il suo concetto di donna come vampiro e demone nonché la sua sensualità.

Drtikol si rifà inoltre ai modelli di Rembrand appresi alla scuola di Monaco: la forma umana e i tessuti vengono miscelati in una unità espressiva ed estetica, intensificata dalla distribuzione di luce e ombre, reminiscenza di antiche acqueforti, in cui la tecnica di stampa ad olio sostituisce il realismo dell’oggetto fotografato.

Sono in mostra alcune immagini della serie “Waves”, onde che divengono forma caratteristica in molti dei suoi ritratti fra il 1925 e il 1927.

“Waves” è una delle fotografie che meglio rappresenta le caratteristiche del lavoro di Frantisek Drtikol: contiene forme geometriche e una modella, mostra la correlazione fra le linee organiche ed inorganiche, l’armonia tra un corpo vivo e uno sfondo inerte. Ci sono ulteriori associazioni, come sottolinea lo stesso Drtikol in un commento del dicembre 1914: “La vita è come un’onda. Le creste delle onde rappresentano la gioia e la felicità, le basi la sfortuna e la tristezza. Persone con grande forza di volontà condurrebbero le loro vite come linee dritte. Questo sarebbe noioso…, ma credo che le persone aspirino quindi a raggiungere quella pura tranquillità di cui artisti e scienziati hanno sempre sognato.. Ogni cosa nel mondo si distribuisce.”

Nella prima metà degli anni Trenta Drtikol si dedica principalmente alla fotografia di figurine, pur continuando a realizzare numerosi ritratti e studi di nudi.

Non trovando figure reali che soddisfino la sua immaginazione, Drtikol crea lui stesso le modelle di cui ha bisogno al momento ricavandole da cartone o legno compensato, secondo le sue linee di forma femminile ideale: un corpo allungato, sottile e lungo fra la zona del seno e i fianchi, idealizzato e astratto. Idealizzazione che trova le sue radici nella modella ideale con cui Drtikol ha lavorato nei tardi anni Venti.

In una lettera Drtikol commenta così il suo lavoro: “In passato, quando avevo un’idea e provavo a realizzarla con una modella in carne e ossa ho sempre fallito. Ora disegno o modello la posa che ho in mente e costruisco da solo gli oggetti, le forme geometriche e quant’altro mi sia necessario. Sistemo gli oggetti e provo le luci affinché rendano l’effetto migliore così da corrispondere il più possibile la mia idea.

Certamente non uso solamente silhouettes ma anche piccole figure tridimensionali studiate con precisione fino all’ultimo dettaglio perché corrispondono alla realtà – ma non siano perfette: ho idealizzato il corpo e creato il mio tipo personale. E solo ora posso dire di essere soddisfatto del mio lavoro perché ogni cosa proviene da me, dalla A alla Z. L’idea e il materiale usato.”

Questi anni vedono Drtikol impegnato in una continua e profonda ricerca spirituale che si riflette anche nella sua opera fotografica attraverso la quale cerca di esprimere il significato cosmico della passione, il desiderio e la ricerca del bene supremo, di Dio.
Frantisek Drtikol

Frantisek Drtikol, nato a Praga nel 1883, è pittore, grafico, disegnatore e fotografo. Con i suoi nudi lirici ed evanescenti, l’uso delle luci non luci, le ombre e le suggestioni, ha ispirato e condizionato generazioni di fotografi fino ai nostri giorni.

Dopo avere studiato fotografia a Monaco, nel 1993 torna a Praga dove il suo studio fotografico diventa presto il centro culturale e sociale della città.

Drtikol fotografa presidenti e artisti, ma diventa famoso per le sue foto di nudi femminili scattate a luce naturale, spesso arricchite da decori Art Nouveau. I suoi nudi possono essere distinti in due gruppi: uno lirico, l’altro decisamente più drammatico, anche se spesso i due temi si sovrappongono. I ritratti delle donne fragili e delicate ricordano la Beatrice di Dante, le angeliche figure Pre-Raffaellite o le misteriose creature di Gustav Klimt. Le loro espressioni e la loro gestualità riportano all’atmosfera melanconica e di sogno dell’Art Nouveau. A queste figure languide e trasparenti si sovrappongono le “femmes fatales”, simboli di amore e di morte, così come nelle opere di molti artisti del Simbolismo e dell’Arte Nouveau.

In modo particolare la figura di Salomé stimola la fantasia di Drtikol, così come ha stimolato e ispirato Gustave Flaubert, Oscar Wilde, Aubrey Beardsley, Gustave Klimt. Le fotografie di Drtikol della Salomé nuda, che danza tenendo tra le mani la testa del Battista, sono il simbolo di un’epoca in cui lussuria e punizione, eros e thanatos, i conflitti tra sesso e morte, culminano negli insegnamenti e negli scritti di Freud. La polarità dell’erotismo e della morte è rappresentata nelle foto, mai pubblicate, di donne crocifisse.

Nel frattempo Drtikol scrive lettere d’amore platonico a Eliska, di 18 anni, che rifiuterà la sua proposta di matrimonio. Al rifiuto Drtikol scriverà “non sono nato per essere amato da una donna”. Nel 1919 sposerà invece la sua modella preferita, la danzatrice Ervina Kupferova, che posa per lui nelle vesti di Cleopatra, Salomé e persino Madonna con Bambino.

Fra il 1924 e il 1930, Drtikol entra nel periodo che si può classificare Art Decò della sua fotografia, pur non avendo mai aderito ad alcun movimento artistico preciso: il suo stile è rimasto sempre personale.

I nudi non vengono più rappresentati come simboli dell’anima ma come motivi sessuali ed erotici fini a se stessi. Le foto sono molto audaci per i tempi, ma Drtikol viene riconosciuto come uno dei maestri nel campo della fotografia.

Ogni anno le sue foto sono esposte nelle più importanti gallerie e mostre d’arte, da New York a Parigi.

In concomitanza con la depressione economica del 1930, che vede la Cecoslovacchia piegata da problemi finanziari, Drtikol divorzia dalla moglie, dalla quale ha avuto un figlio, e abbandona gradualmente la fotografia per la scelta di un mondo spirituale ed intimista, interessato dalle filosofie orientali, dal buddhismo e dallo yoga tantrico.

Da questo momento il suo modo di fotografare cambia e, tra il 1930 e il 1935, le donne ritratte divengono simboli, come figure ritagliate dalle cui silhouettes si stagliano su un nero fondale, così da poter meglio trasmettere la simbologia dell’anima e del pensiero. Esporrà queste foto con i nomi di “Fantasia”, “Composizione”, “Ombra”, mentre per i suoi amici e discepoli, del circolo occulto di cui era il guru, utilizzò altri nomi quali “Protezione Divina”, “La Discesa dell’Anima”, “Separazione dalla Terra”.

Frantisek Drtikol si allontana così sempre più dalla fotografia per avvicinarsi a valori spirituali e alla pittura, attraverso la quale pensa di esprimersi meglio.

Dal 1935 smette di fotografare, vende lo studio, si sposa con una sua allieva assistente e si dedica totalmente alla pittura, meditazione yoga e alle religioni indiane, tibetane, cinesi, giapponesi che traduce in ceco per i suoi allievi.

Nel 1948 dona tutte le sue fotografie al museo delle arti figurative di Praga, ma il nuovo regime proibisce la pubblicazione delle sue opere.



Muore nel 1961 dimenticato dai più.
Frantisek Drtikol
1883 Frantisek Drtikol nasce a Praga

1919 Sposa la sua modella preferita, la danzatrice Ervina Kupferova, che posa per lui come Cleopatra, Salomé e persino Madonna con Bambino.

1923 Studia fotografia a Monaco, torna a Praga dove il suo studio fotografico diviene presto il centro culturale e sociale della città. Drtikol fotografa presidenti e artisti ma diventa famoso per le sue foto di nudi femminili scattate a luce naturale. Ai ritratti delle donne fragili e delicate che ricordano le angeliche figure Pre-Raffaellite si sovrappongono le “femmes fatales”, simboli di amore e di morte, come sono presenti nelle opere di molti artisti del Simbolismo e dell’Art Nouveau.

1924-1930 I nudi non vengono più rappresentati come simboli dell’anima ma come motivi sessuali ed erotici fini a se stessi. Nonostante l’audacia delle sue fotografie per i tempi, Drtikol viene riconosciuto come uno dei maestri nel campo della fotografia. Le sue foto sono esposte nelle più importanti gallerie e mostre d’arte, da New York a Parigi.

1930-1935 Drtikol divorzia dalla moglie, dalla quale ha avuto un figlio, e abbandona gradualmente la fotografia per la scelta di un mondo spirituale ed intimista, interessato dalle filosofie orientali, dal buddhismo e dallo yoga tantrico. Cambia il suo modo di fotografare e le donne, ritratte come simboli, figurine ritagliate, diventano silhouettes si stagliano su un nero fondale. Drtikol si allontana dalla fotografia alla pittura. Dal 1935 smette di fotografare e si dedica totalmente alla pittura, alla meditazione. Si sposa con una sua allieva assistente
1948 Dona tutte le sue fotografie al museo delle arti figurative di Praga. Il nuovo regime proibisce la pubblicazione delle sue opere.
1961 Muore dimenticato dai più.


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