Comunicazione pubblicitaria



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COMUNICAZIONE PUBBLICITARIA

Prima pubblicità dell’acqua Lete → il punto focale della pubblicità è l’equazione sodio= salutare che si basa su una presupposizione che è un meccanismo per cui l’interlocutore arriva all’informazione voluta senza che la pubblicità debba essere esplicita. Un’altra pubblicità che utilizza la presupposizione è pubblicità dell’Adidas, sfrutta la presupposizione che le gambe delle donne debbano essere “lisce come la seta” (metafora comoda per attirare l’attenzione) per creare scalpore con delle gambe pelose

Seconda pubblicità Lete → richiama il primo spot (il fatto che la bollicina sia da sola ricorda la povertà di sodio); utilizza la parola rompibolle, che risulta adeguata al contesto, grazie ad un gioco linguistico che spesso viene utilizzato nelle pubblicità (“chi vespa mangia le mele”). Inoltre ha un ruolo importante la psicologia del colore, il blu ad esempio, richiama la purezza dell’acqua

COMUNICAZIONE SOCIALE

Spot per i 150 anni dell’Italia → questo spot ha come scopo quello di sottolineare il ruolo della rai nella riunificazione linguistica grazie ad una diffusione più capillare della lingua “comune”; qui il dialetto viene visto come un limite alla comunicazione sociale. In molte pubblicità (nutella, coca cola) compare il dialetto e conferisce una marca d’identità forte , è indirizzata ad un target giovane perché è più incuriosito

Negli spot a sfondo sociale vengono spesso utilizzati gli stereotipi che sono concetti socialmente condivisi come ad esempio una donna bionda, bella = oca



LA LINGUISTICA

La linguistica studia due aspetti: il linguaggio e la lingua, sono due termini diversi tra di lor( come ah esempio deambulazione e passo).

Linguaggio verbale umano→ nella nostra testa c’è un contenuto, ad esempio se penso che oggi è una bella giornata adatto il mio pensiero al contesto: a mia mamma posso dire “ara che bella giornata” al mio professore dirò “oggi fa bel tempo”: ciò che ne esce è un linguaggio che fa parte di un sistema condiviso dall’interlocutore.

Lingue storiche-naturali → la lingua è la parte concreta che realizza la facoltà di linguaggio, le lingue storico naturali sono le lingue sviluppate naturalmente nel corso del tempo ad esempio l’esperanto non si è sviluppata in modo spontaneo perciò non lo è . Sono comprese anche lingue ormai morte come il latino.

La linguistica non è una scienza prescrittiva come la grammatica, ma è descrittiva perché cerca di spiegare come sono avvenuti certi cambiamenti o come sono nate certe parole ad esempio può spiegare come l’espressione “ma anche no” è entrata nel linguaggio comune . Non è una disciplina normativa perché cerca di capire le motivazioni di una certa situazione, in tal caso le parole negro- nero- di colore da un punto di vista linguistico si equivalgono e non dice se sia giusto o meno utilizzare una parole piuttosto che un’altra, mentre dal punto di vista sociale hanno dei significati ben diversi.


La linguistica in conclusione ha una funzione descrittiva ed esplicativa



La linguistica descrive e tenta di comprendere i fenomeni che si manifestano nelle lingue e che possono gettar luce sui mutamenti in atto e sui meccanismi di funzionamento della mente umana → disciplina non normativa

Si occupa quindi dei cambi linguistici ad esempio il latino documenta un percorso: la domus diventa il duomo, mentre la casa diventa tale per la sua varietà costruttiva (tetto a triangolo)

La linguistica ha diverse branche:


  • generale: studia cosa sono, come sono fatte e come funzionano le lingue

  • storica: si occupa di come e perché le lingue cambiano nel tempo

  • tipologica: esplora le diversità delle lingue del mondo, cercando di trovare modelli di variazione ordinata


Le lingue sono sistemi di segni

Un segno è un’entità costituita da un’espressione e un contenuto: l’espressione è la parte sensibile e cioè percepibile attraverso i sensi; poi è composta dal contenuto che è la componente mentale, vale a dire ciò che concettualizziamo con la mente (il rinvio ad un oggetto, non l’oggetto in sé). I segni sono caratterizzati e classificati secondo due parametri: intenzionalità e motivazione, presentano inoltre diversi gradi di convenzionalità.

-> ad esempio un colpo di tosse: non intenzionale, motivato naturalmente colore nero come segno di lutto: intenzionale, motivato culturalmente suono al telefono con linea occupata: totalmente convenzionale, immotivato

Possono essere divisi in:



  • i segni naturali vengono definiti indici se non intenzionali e motivati naturalmente, rispondono inoltre ad un una relazione di causa→effetto. Ne sono un esempio:

nuvoloni grigi= sta per piovere

tracce=passaggio di animali

  • se un segno è motivato naturalmente, ma viene usato intenzionalmente rientra sotto la categoria di segnale; rispetto all’indice hanno un maggiore grado di convenzionalità

sbadiglio in Italia può essere usato come segno di noia mentre in Cina si sbadiglia perché si ha fame

alcuni segnali sono vocali altri invece non lo sono → ad esempio la danza delle api e lo sbadiglio



  • se l’espressione e il contenuto sono legati da un rapporto di tipo analogico (l’espressione assomiglia al contenuto) si tratta di icone, di solito rimanda ad un’immagine. Qui la convenzionalità è alta

bagno con omino con la gonna= idea stereotipata della donna

sono intenzionali e motivati analogicamente



  • nei simboli espressione e contenuto sono legati da un rapporto arbitrario e cioè non sono motivati, ma intenzionali perché sono codificabili solo conoscendo una certa cultura

ad esempio il simbolo del comunismo può essere capito solo se si ha una cultura storica

I simboli sono intenzionali e fortemente convenzionali



  • la categoria più importante sono i segni linguistici:

  • sono immotivati

  • sono basati su una mera convenzione specificata culturalmente e dipendente da una data tradizione

  • sono intenzionali: l’emittente parla per comunicare qualcosa e con il fruitore si condivide un codice e cioè delle regoli comuni


Il codice lingua è un insieme di corrispondenza, fissatesi per convenzione, tra un insieme di espressioni e i contenuti che esse veicolano. Tutti i sistemi di comunicazione sono codici, i segni linguistici costituiscono il codice lingua


CARATTERISTICHE GENERALI DEL CODICE LINGUA

  • Acquisizione naturale → ogni individuo è in grado grazie alla facoltà di linguaggio di acquisire la lingua senza che venga insegnata, essa costituirà la lingua madre. Emerge quindi la differenza tra “acquisire” e “imparare”: la lingua viene acquisita in modo naturale dato che l’individuo non viene guidato con un addestramento

  • Trasmissione culturale → la lingua è anche un veicolo di una cultura e dipende dall’ambiente in cui l’individuo è inserito fin dalla nascita

  • Carattere storico ed evolutivo → ogni lingua si sviluppa in una certa comunità che si evolve con la lingua stessa, se si trapianta una comunità in un altro luogo la lingua comincia a scomparire fino ad estinguersi ad esempio gli italiani trapiantati in Argentina hanno perso la loro caratteristica linguistica. La lingua ha diverse esigenze comunicative in base alla loro collocazione geografica-climatica ad esempio gli eschimesi utilizzano moltissimi modi per dire neve proprio perché le loro esigente glielo impongono; in generale le comunità più isolate mantengono cementato il loro livello culturale, le lingue romanze più isolate (sardi, rumeni) mantengono alcuni tratti latini come ad esempio domo=casa


Le lingue avranno in comune i tratti più legati alla facoltà di linguaggio biologicamente determinata e alle caratteristiche universali della cognizione umana (ad esempio singolare vs plurale), ma differiranno per i tratti più legati alla loro dimensione storico-evolutiva

La lingua presenta una varietà di codici: 1) le lingue non verbali (come lingue dei segni)

2)i linguaggi artificiali (computer)

3)versi e comportamenti animali




La capacità comunicativa è comune al mondo animale (zoosemiotica), ma nessun linguaggio animale ha la complessità delle lingue umane perché l’uomo possiede alcune precondizioni anatomiche e neurofisiologiche per l’elaborazione del linguaggio che mancano ad altre specie animali
Ciò che ha permesso di sviluppare il linguaggio verbale è una questione fisica: rispetto agli animali l’uomo aveva un adeguato volume del cervello e un’adeguata quantità e plasticità dei collegamenti interneuronali, inoltre possiede un canale fonatorio con conformazione “a due canne” (cavo orale e laringe). È essenziale la presenza della faringe come cavità intermedia che funge da cassa di risonanza

PROPRIETA’ SPECIFICHE

  • Biplanarità → il segno linguistico possiede due componenti: il significante cioè l’espressione fisicamente percepibile ( ad esempio la parola gatto pronunciata) e il significato ossia il contenuto a cui il significante rimanda e quindi l’informazione da esso veicolata (il concetto di gatto). C’è quindi un’associazione tra suono e concetto: i parlanti di italiano riconducono la catena fonica [‘gatto] che forma il significante gatto ad un significato astratto corrispondente (il concetto di felino domestico).

  • Arbitrarietà → non esiste nessun legame naturalmente motivato o necessario tra il significante e il significato di un segno, inoltre ogni lingua costruisce in modo diverso le associazioni tra contenuti e espressioni e proprio per questo motivo allo stesso significato possono corrispondere diversi significati e viceversa, se le associazioni tra i due fossero motivate le parole dai suoni simili dovrebbero indicare lo stesso concetto in tutte le lingue: ad esempio la parola loop in inglese e in rumeno lup non corrisponde all’italiano lupo.

  • Triangolo semiotico

Il triangolo semiotico rappresenta la relazione tra significante e significato, la linea continua→ formano il segno

La relazione tra segno e realtà non avviene attraverso il significante, ma grazie al significato: penso ad il concetto e lo trasferisco nella mia realtà ad esempio vedo un gatto e lo concettualizzo nella testa, nello stesso modo se si deve tradurre bisogna sempre far riferimento al significato ad esempio cinema

Esistono 4 livelli di arbitrarietà:


  • Rapporto tra segno e referente→ non esiste legame tra la parola è il significato ad esempio non esiste un legame tra la sequenza di foni [man’d ʒa:re] e l’attività di ingerire cibo

  • Rapporto tra significante e significato→ detta arbitrarietà assoluta, non c’è legame tra espressione è concetto mentale

  • Rapporto tra forma e sostanza del significato→ detta arbitrarietà semantica, ha diverse concettualizzazioni in base al ritaglio di significato, quindi a diverse concettualizzazione corrispondono diverse categorizzazione linguistiche

  • Rapporto tra forma e sostanza del significante → detta arbitrarietà formale, riguarda i suoni, ogni lingua prende solo alcuni suoni per renderli pertinenti la delimitazione fonica varia da lingua a lingua ad esempio la “erre” inglese, lo schiocco della lingua italiana in Africa e il fono [ʒ] in francese


Il concetto di arbitrarietà è fondamentale è per lo studio scientifico del linguaggio: l’analisi delle strutture linguistiche ad ogni livello rivela che i diversi sistemi rappresentano un modo autonomo di organizzare la realtà, secondo un criterio proprio di ordinamento dell’esperienza; è come se ciascuna lingua, attraverso l’adozione di determinate categorie classificatorie, imponesse ai propri parlanti delle scelte obbligate.


CONTROESEMPI ALL’ARBITRARIETA’

Eventuali somiglianze nelle associazioni tra significante e significato in diverse lingue possono essere dovute a :



  1. Parentela genealogica → ad esempio dal latino cattu(m) derivato lo spagnolo gato, l’italiano gatto e l’asturiano gatu

  2. Origine onomatopeica→ rappresentano icone motivate naturalmente ad esempio il thailandese mèo e l’egiziano miu

  3. Iconicità→ riguarda la grammatica delle lingue, quando ad esempio il plurale diventa più complesso del singolare (amo, amiamo o cat, cats). E quindi la corrispondenza tra la forma e la funzione delle espressioni linguistiche

  4. Fonosimbolismo→ è un’ipotesi secondo la quale alcuni suoni tenderebbero ad essere associati con alcuni significati ad esempio la lettera i spesso viene associata con parole piccole (minimo, little) anche se esistono controesempi come big o corto

  5. Ideofoni→ sono espressioni imitative che descrivono fenomeni naturali o azioni come ad esempio il giapponese poroporo (a dirotto) o lo swahili fofo (dormire profondamente)

  6. Reduplicazione→ rende l’azione continuativa con parole che si ripetono come nell’azteco mostaj (giorno) e mostaj mostaj (tutti i giorni)


fiore

fior- → morfema lessicale

-e → morfema grammaticale
Doppia articolazione→ ogni segno può essere analizzato a due livelli: prima e seconda articolazione. La prima articolazione analizza i segni linguistici in elementi che hanno sempre un significante e un significato come ad esempio fior-e, fior-i. Le unità minime di prima articolazione sono i morfemi: le più piccole unità che possiedono significato, che sia lessicale o grammaticale.


Roma

m-o-r-a → cambio i fonemi

t-o-m-a → sostituisco i fonemi
La seconda articolazione è l’unità più piccola che però non possiede significato autonomo, è un semplice suono ad esempio r-o-m-a; anche se spostando/sostituendo questa piccole unità chiamate fonemi si può cambiare il significato.

La doppia articolazione permette una combinatorietà illimitata di entità più piccole in entità più grandi, teoricamente in numero illimitato: sistema economico e altamente produttivo. Pochi fonemi portano a tanti morfemi che si combinano formando numerose parole, a loro volta le parole si combinano in infinite frasi



  • Trasponibilità di mezzo → lo stesso messaggio può essere trasmesso attraverso diversi mezzi: l’aria quindi il parlare o ascoltare (canale fonico-acustico) e la luce (canale visivo-grafico)cioè attraverso i segni ad esempio se sono in una classe in Italia si può dedurre dalle slides scritte in lingua italiana. Tra i due mezzi il parlato è ovviamente prioritario per tre motivi: motivo antropologico= rispetto alle altre specie motivo ontogenetico= singolo uomo parla prima di scrivere nella sua vita motivo filogenetico= nella storia si è sviluppato prima del parlato Inoltre cambiare mezzo ha dei vantaggi biologici e funzionali:

-anche a distanza e in presenza di ostacoli come ad esempio quando si usa parla al telefono o quando si mandano messaggi -in concomitanza con azioni fisiche e intellettive infatti non è un’attività esclusiva -permettono la localizzazione del messaggio -ha una ricezione “in diretta” ed è quindi mediata perché consente di tener conto del feedback -ricezione fruibile da più destinatari ad esempio può essere usata in funzione di un audience o di una pubblicità -richiede poco energia -è evanescente perché l’orale si perde con il tempo mentre lo scritto ha acquisito priorità sociale ed è diventato uno strumento d’istruzione e di fissazione della cultura

  • Linearità→ il significante è prodotto con una sequenza nel tempo e nello spazio: G-A-T-T-O, l’ordine è fondamentale sia nella frase che nelle parole ad esempio a Chiara piace Matteo è diverso da a Matteo piace Chiara. Inoltre il significante si sviluppa in una sola direzione diversamente dai segni globali come ad esempio i segni stradali: risultati immagini per segnale di divieto di sosta

non importa se viene realizzata prima la parte blu o quella rossa perché è un segno non lineare

  • Discretezza→ è la differenza assoluta tra un’unità linguistica e un’altra, c’è un confine preciso tra l’una e l’altra ad esempio [‘rɔ:za] è diverso [‘kɔ:za], una pronuncia intermedia tra le due non significa nulla a metà tra rosa e cosa

  • Codici non discreti→ la danza dell’addome delle api indica un giacimento di cibo, ha la forma di due anelli congiunti in un’asse centrale. La danza comunica l’informazione “c’è un giacimento di cibo”. Di questo giacimento, l’ape può comunicare posizione e distanza rispetto all’alveare: la velocità con cui l’ape percorre l’asse indica la distanza mentre l’angolo che l’asse della danza forma con l’asse verticale indica la posizione. Questo messaggio non può essere paragonato ad un codice linguistico poiché non è discreto: non si può scomporre in unità distinte essendo un codice continuo. Al contrario, le api possono modulare il messaggio cioè variarlo in modo continuo per adattarlo al contenuto che deve comunicare.

  • Ricorsività→ il linguaggio umano ha regole ricorsive, ovvero regole che si possono applicare al risultato di una precedente applicazione della regola stessa. Ciò permette di creare frasi di lunghezza teoricamente infinita: Maria mi ha colpito, i ragazzi dicono che Maria mi ha colpito, i vicini che credono che Maria mi ha colpito… il limite della ricorsività risiede nelle capacità dell’utente, non in quelle del sistema linguistico

  • Complessità sintattica→ il sistema linguistico possiede un alto grado di elaborazione strutturale= complessi rapporti funzionali di concatenazione tra elementi disposti linearmente, di cui costantemente intessiamo la trama sintattica. Ha diverse caratteristiche:

    • Dipendenza dalla struttura: rapporti complessi “a distanza” tra elementi non contigui come ad esempio il libro di Dante sulle strutture sintattiche

    • Incassature: il cavallo [che corre senza fantino] sta vincendo il palio

    • Discontinuità: sono elementi legati fortemente, ma che non sono adiacenti come je ne sais pas e anche come i verbi separabili in tedesco

        • Onnipotenza semantica→ è la potenza di creare messaggi sia che appartengono al campo dell’esistente sia al campo dell’inesistente, inoltre possiamo parlare anche a di qualcosa che non è vicino a noi (distanziamento) e soprattutto siamo liberi di stimoli: non ci sono necessariamente fatti contingenti nella realtà esterna che ci spingono a formulare messaggi. Questa è una caratteristica tipicamente umana perché gli animali posseggono una lista chiusa di messaggi formulati che rispondono deterministicamente in funzione di stimoli esterni.



        • Le funzioni della lingua→ Jakobson diceva che la comunicazione è ricondotta a 6 elementi, a seconda della focalizzazione le funzioni sono diverse:

  1. Funzione emotiva→ sono stanca

  2. Funzione referenziale→ la lezione è dalle 10 alle 11 (informa)

  3. Funzione conativa→ chiudi la finestra

  4. Funzione poetica→ trenta giorni a novembre (qui la forma è più importante)

  5. Funzione fàtica→ pronto?! (verifica l’ascoltatore e il messaggio)

  6. Funzione metalinguistica→ spiega la lingua con la lingua

        • Sincronia-diacronia → la sincronia è quella parte dello studio che riguarda un determinato stato di lingua , il sistema linguistico è quindi fotografato e descritto sulla base dei suoi elementi costitutivi a prescindere dalle condizioni che lo hanno generato. Due esempio di studi sincronici sono : Grossmann con “La formazione delle parole in italiano” con cui vengono esposte le diverse strategie morfologiche per formare nuove parole nell’italiano contemporaneo e diSalvi/renzi “Grammatica dell’italiano antico” che è un volume che descrive le strutture linguistiche dell’italiano nel secolo XII-XIV. La diacronia è lo studio dell’evoluzione delle lingue nel tempo, metto cioè in primo piano l’evoluzione che è prodotta da numerosi mutamenti su tutti i livelli del sistema: morfologico, fonetico, sintattico… si può portare ad esempio il mutamento semantico indotto da cambiamenti nelle cultura materiale come carrus in latino che diventa car in inglese e galera (nave) che diventa galera (prigione) in italiano; il mutamento morfologico può essere indotto dal contatto con un’altra lingua come la parola fronte in siciliano

        • Astratto-concreto→ nella produzione e nella comprensione del linguaggio esiste una dialettica a tre componenti: sistema linguistico astratto, gli enunciati e gli individui. L’astratto e cioè la langue è un codice in potenza che rimane immutabile, si concretizza nella parole che è l’insieme degli atti del parlare ed è sempre mutevole. Infine ci sono gli individui cioè i parlanti senza i quali la lingua morirebbe( ad esempio ittica).

        • Competenza-esecuzione→ una dicotomia che si affianca all’astratto-concreto è quella della competenza-esecuzione, la competenza rispecchia infatti l’astrazione poiché è la conoscenza acquisita in modo inconscio delle regole di una lingua, ma è anche l’insieme delle regole grammaticali e di pragmatica che sono alla base del meccanismo di produzione e interpretazione di una data lingua. Dall’altra parte l’esecuzione è l’effetto della produzione di enunciati concreti e l’applicazione concreta delle regole, modulata dall’effetto di altri fattori legati all’attenzione, alla memoria e alla percezione.


Ogni atto di parole è il risultato di scelte e operazioni compiute da ciascun parlante lungo i due assi sintagmatico e paradigmatico.
Asse sintagmatico e paradigmatico→ i rapporti sintagmatici collegano elementi linguistici compresenti lungo la catena lineare degli enunciati, il fatto di scegliere una parola piuttosto che un’altra influenza gli altri costituenti con maggiori o minori vincoli ad esempio: un/can-e/ attravers-a /l-a/strad-a Quest’asse orizzontale è chiamata asse delle combinazioni. I rapporti paradigmatici riguardano i rapporti che ogni costituente ha con le altre parole che verticalmente avrei potuto utilizzare nello stesso contesto: un cane attraversa la strada quel questo Quest’asse verticale è chiamata asse delle scelte e rappresenta quindi il rapporto tra gli elementi che si realizzano e quelli che si potrebbero realizzare


La fonetica la fonetica fa riferimento al significante e si occupa perciò della componente fisica
Suffissazione
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