Conferenza delle regioni e



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PREMESSA

Il gruppo di lavoro ha convenuto di denominare l’ambito di suo approfondimento: “Ambito sociale e tutela dei diritti in materia di sanità, assistenza, servizi sociali e solidarietà”. Il gruppo ha ritenuto di non predisporre una relazione, ma una griglia su alcune proposte indispensabili a favore delle collettività italiane all’estero.

Come già sottolineato in occasione della prima Plenaria della Conferenza Permanente Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE, i cambiamenti in atto dovuti alla globalizzazione dei mercati portano sempre più al ridimensionamento delle politiche sociali sia in Italia che all’estero, con ripercussioni negative anche per le comunità italiane all’estero e in special modo per i residenti in Paesi ad economie deboli e privi delle garanzie minime.
Il permanere o l’emergere di vecchie e nuove povertà impone, quindi, la promozione di nuove politiche sociali che garantiscano, attraverso il principio della sussidiarietà, un “valore aggiunto” rispetto all’intervento tradizionale.

Nel contempo il nostro Paese sta vivendo forti cambiamenti istituzionali (devolution) che vedono maggiori trasferimenti di competenze, anche nel campo socio-assistenziale, dal livello centrale a quello locale (Regioni, Province, Comuni). Tutto ciò comporta un aumento dei soggetti abilitati ad intervenire, a fronte di una crescita di soggetti destinatari che sempre più si collocano nell’area del disagio con modalità diverse rispetto al passato.


Ciò premesso, si ritiene necessaria una riflessione sui seguenti temi:


  1. Per offrire un supporto in materia di sanità ai nostri connazionali all’estero in stato di indigenza, o in forte disagio, sarebbe opportuno prevedere una assicurazione integrativa i cui costi dovrebbero essere addebitati in modo primario allo Stato con la partecipazione delle Regioni;




  1. Solidarietà. Prevedere a favore di casi bisognosi progetti di solidarietà in partenariato tra le diverse Regioni;



  1. Rafforzamento dei servizi tradizionali di tutela sociale mediante la valorizzazione degli istituti di patronato e l’istituzione di nuovi servizi sociali sia in materia di consulenza che di assistenza;




  1. Rafforzamento degli interventi socio-assistenziali con l’estensione e l’applicazione delle disposizioni previste dalla legge-quadro 328/2000 per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali;



  1. Prevedere una possibile estensione della legge 383 in materia di promozione sociale. Verificare se CGIE e Comites, oltre le associazioni aventi carattere nazionale, possono accedere ai benefici della legge 383. Coinvolgere e corresponsabilizzare l’associazionismo sociale operante all’estero;




  1. Istituzione di un fondo nazionale di assistenza sociale e solidarietà;



  1. Per l’attuazione di nuove politiche sociali e tutela dei diritti è opportuno promuovere una convenzione tra Regioni e Ministeri competenti perché le prime possano accedere agli elenchi degli italiani all’estero iscritti all’AIRE.




  1. La seconda Plenaria dovrebbe porre particolare attenzione e promuovere allo stesso tempo una Conferenza mondiale dei giovani italiani all’estero, anche per far emergere un’altrettanta attenzione proprio alle nuove migrazioni.

Documentazione


È opportuno acquisire i testi legislativi nn. 328/2000, 383/2000 e 152/2001.
Isabella MENICHINI,Dirigente Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Reca all’Assemblea i saluti del ministro Maroni, del sottosegretario Sestini e del direttore generale Daverio. Nell’illustrare la competenza del Ministero in tema di politiche sociali, ricorda che questo settore è stato profondamente segnato dalla riforma costituzionale del 2001, che ha assegnato nuovi compiti alle Regioni. Il Ministero del Lavoro, nella nuova situazione, cerca di svolgere una funzione di cerniera nei confronti di Bruxelles e di operare a livello nazionale per una leale cooperazione tra le Regioni e una definizione unitaria del sistema dei diritti sociali, oltre che per un’opera di monitoraggio. Nel recente passato si è dovuta registrare una certa conflittualità tra i diversi livelli istituzionali, anche perché non è opera obiettivamente agevole la definizione di un nuovo sistema articolato tra i diversi centri. La Corte Costituzionale ha indicato alcuni principi, rimarcando che al potere centrale spetta la definizione dei livelli minimi essenziali delle prestazioni, mentre alle Regioni tocca la programmazione e la gestione, con trasferimenti da parte del centro che non possono essere finalizzati così specificamente da ridurre o annullare l’autonomia regionale. Il Ministero da parte sua ha elaborato il “Libro bianco sul welfare”, che è stato presentato nel 2003 dal ministro Maroni e dal sottosegretario Sestini e indica alcune priorità. Le politiche sociali vanno ridefinite a seguito delle forti trasformazioni demografiche in corso. L’Italia ha un bassissimo tasso di natalità e un forte aumento dell’aspettativa di vita, cosicché occorre arrivare a un nuovo patto tra le generazioni, che permetta agli anziani una serena continuazione della vita attiva e assicuri ai giovani un efficace sostegno per l’ingresso nella vita produttiva e la formazione dei nuovi nuclei familiari.

Queste sono le priorità indicate dal Libro Bianco. IL contesto nazionale e internazionale può ingenerare insicurezza, fragilità nella condizione degli individui e può aumentare il rischio di esclusione sociale e di emarginalizzazione. Il Libro Bianco ha inquadrato le reazioni per raccogliere tali sfide nel nuovo contesto istituzionale, che richiede un’attuazione concreta del principio di sussidiarietà verticale e orizzontale.

Il Libro Bianco ha inserito la famiglia come strumento per rafforzare la coesione sociale. Essa è riconosciuta come un nuovo soggetto sociale, verso il quale indirizzare specifiche azioni e politiche, perché possa essere un reale protagonista dello sviluppo, alla pari rispetto agli altri attori.

La sua direzione ha competenza anche in materia di responsabilità sociale delle imprese. nel Libro Bianco è chiarito che non ci può essere sviluppo del welfare senza la preventiva costruzione di una rete fra tutti gli attori e senza che vi sia un ruolo attivo del settore produttivo.

In questa cornice il Ministero ha cercato di sviluppare politiche su più fronti: da un lato tutto il pacchetto di azione indirizzate alla famiglia, dall’altro la costruzione di un nuovo patto fra le generazioni.

Nel documento si fa riferimento alla legge n. 328/2000 come punto di riferimento della costruzione di un nuovo sistema integrato di servizi. Nel Libro Bianco si sottolinea come la legge citata, che pure ha grandi meriti, sia in parte superata.

Il nuovo Titolo V ha riconosciuto a livello costituzionale alcuni principi contenuti nella legge n. 328, ad esempio che il compito fondamentale dello Stato è la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni e delle responsabilità.

Tale legge è stata anche una guida per le Regioni, che hanno emanato provvedimenti attuativi definendo il proprio sistema di assistenza.

Il Ministero ha cercato di condurre il dialogo con le Regioni da un punto di vista concreto, affrontando alcuni ambiti specifici, come la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni. Da questo punto di vista è stato compiuto un certo percorso, è stato definito un documento su come costruire un linguaggio comune e su come superare le differenze tra le aree regionali. Inoltre, da più di un anno insieme alle Regioni e ai Comuni è stata avviata un’azione di monitoraggio sulla spesa sociale; contestualmente è stato portato avanti il monitoraggio delle azioni di inclusione sociale dei gruppi svantaggiati.

Si tratta di diritti ed esigenze che possono essere anche degli italiani residenti all’estero. Il Ministero è senz’altro pronto ad attivare, con le Regioni, le misure che si ritengano prioritarie a favore degli italiani all’estero.

Nel corso del prossimo mese di dicembre si svolgerà la settimana dei giovani europei promossa dalla Commissione Europea: potrebbe essere una buona occasione per lanciare suggestioni sul coinvolgimento e sulla partecipazione dei giovani che vivono all’estero.


Teresa Angela MIGLIASSO, Assessore al Welfare, Lavoro, Immigrazione ed Emigrazione della Regione Piemonte

Cortesi Signori e Signore, quale Assessore al Welfare, Lavoro, Immigrazione ed Emigrazione della Regione Piemonte rivolgo un cordiale saluto a tutti i componenti della Conferenza da parte della Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso.

Oggetto del mio intervento è l’ambito sociale e tutela dei diritti nel quale la Regione Piemonte svolge ed ha realizzato diverse iniziative quali ad esempio:

a San Paolo (Brasile), in collaborazione con l’Associazione dei Piemontesi del Mondo locale, è in corso la realizzazione del Progetto “Arte e Terapia della Speranza” rivolto ad adolescenti e disoccupati senza fissa dimora, realizzato dal SERMIG – Arsenale della Speranza;

a Santo Domingo (Repubblica Dominicana), in collaborazione con l’Associazione dei Piemontesi del Mondo locale, sono state acquistate e donate 5 incubatrici per neonati ad un ospedale pubblico dominicano;

a Johannesburg (Sud Africa), in collaborazione con l’Associazione dei Piemontesi del Mondo locale, si è provvede da diversi anni ad integrare il pagamento delle rette della casa di riposo “Casa Serena” ove sono ospitati anziani piemontesi indigenti;

a Caracas (Venezuela) in collaborazione con l’Associazione dei Piemontesi del Mondo locale, si è provvede da diversi anni ad integrare il pagamento delle rette della casa di riposo “Cristoforo Colombo” ove sono ospitati anziani piemontesi indigenti.

Oltre alle suddette iniziative, mi preme ricordare che la Regione Piemonte, in forza della l.r. n. 1/87 «Interventi regionali in materia di movimenti migratori», ha avviato e programmato diverse iniziative rivolte agli emigrati piemontesi e loro discendenti, e precisamente:


1. Il Progetto A.L.PI.P.

Il progetto ALPIP (America Latina Piemonte Politecnico) è stato lanciato alla fine del 2001 e nelle sue prime 4 edizioni sono state erogate centinaia di borse di studio a studenti dell’America Latina per frequentare corsi di laurea specialistica, master di 2° livello e dottorati di ricerca presso il Politecnico di Torino. Il progetto ALPIP è promosso da numerosi soggetti con caratteristiche e ruoli diversi e complementari: il Politecnico di Torino (offerta accademica, accoglienza studenti, coordinamento e finanziamento); Fondazione C.R.T. (principale finanziatore); Regione Piemonte (finanziatore e azione di sportello); Confindustria Piemonte – Unione Industriale di Torino (azione di sportello e stage); UnionCamere Piemonte/CCIAA (azione di sportello e stage); Istituto Superiore Mario Boella sulle Tecnologie dell’Informazione e delle Telecomunicazioni (finanziamento e stage); Istituto nazionale per il Commercio Estero (finanziatore e azione di sportello); M.I.U.R. (finanziatore).

In tutte le edizioni del progetto ALPIP, gli studenti all’inizio di ciascun corso di laurea, master o dottorato hanno frequentato e frequentano un corso volto alla conoscenza od approfondimento della lingua italiana.

Attualmente si sta svolgendo l’attività organizzativa finalizzata alla realizzazione della V edizione del progetto ALPIP.


2. Corso di marketing rivolto ai piemontesi nel mondo

Nell’ottobre 2004 si è proceduto a porre in essere l’attività organizzativa in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino – Scuola di Amministrazione Aziendale (S.A.A.), finalizzato alla realizzazione di 11 borse di studio a favore di giovani argentini di origine piemontese, al fine della loro partecipazione ad un corso a Torino in Economia e Management delle Piccole e Medie Imprese (PMI).

Nel gennaio 2005 si è proceduto a porre in essere l’attività organizzativa necessaria alla prosecuzione del rapporto di collaborazione con l’Università degli Studi di Torino – Scuola di Amministrazione Aziendale (S.A.A.), per la tenuta di una seconda edizione del suddetto corso di marketing questa volta da tenersi a Belo Horizonte (Brasile) con la creazione di borse di studio a favore di giovani brasiliani di origine piemontese. Il master si è concluso nel mese di maggio 2005 ed è stato rivolto a 40 allievi.

In tutte le edizioni del Corso della S.A.A., gli studenti hanno frequentato un corso volto alla conoscenza od approfondimento della lingua italiana.

Attualmente si sta valutando la proposta per il 2006 di una 3° edizione del corso.


3. Master Biennale Universitario di 1° livello in “Cultura e patrimonio storico-linguistico del Piemonte per la formazione di insegnanti a Cordoba (Argentina)

Si è proceduto a porre in essere l’attività organizzativa in collaborazione con Università Studi di Torino, Facoltà di Scienze della Formazione, prof.ssa Alda Rossebastiano responsabile del Master in oggetto rivolto ad un massimo di 40 partecipanti. Le lezione del master sono iniziate il 23 maggio u.s. e sono terminate a metà di questo mese. Al primo ciclo di lezioni hanno partecipato 22 persone, in possesso di laurea, con un’età media di 50 anni. Il Master viene svolto da docenti italiani in lingua italiana e prevede all’interno del suo programma l’insegnamento della lingua e cultura italiana, con particolare riferimento alla Regione Piemonte.

Attualmente si sta svolgendo l’attività organizzativa finalizzata alla realizzazione del 2° anno del Master biennale.
4. Master Biennale Universitario di 1° livello in “Esperto di cultura regionale per la formazione degli insegnanti” a Vitòria (Brasile)

Si è proceduto a porre in essere l’attività organizzativa in collaborazione con Università Studi di Torino, Facoltà di Scienze della Formazione, prof.ssa Alda Rossebastiano responsabile del Master in oggetto rivolto ad un massimo di 40 partecipanti. Le lezione del master sono iniziate il 16 maggio u.s. e sono terminate a metà di questo mese. Al primo ciclo di lezioni hanno partecipato 28 persone, in possesso di laurea, con un’età che varia dai 25 al 60 anni. Il Master viene svolto da docenti italiani in lingua italiana e prevede all’interno del suo programma l’insegnamento della lingua e cultura italiana, con particolare riferimento alla Regione Piemonte.

Attualmente si sta svolgendo l’attività organizzativa finalizzata alla realizzazione del 2° anno del Master biennale.

5. Corsi di cultura e letteratura italiana-piemontese


Sono stati promossi 22 corsi di cultura e letteratura italiana, con particolare riguardo a quella piemontese, alla quali hanno aderito, tra il 2004 ed il 2005, ventidue Associazioni di piemontesi nel mondo. A tal fine sono stati riconosciuti dei rimborsi spese ed inviati diverse pubblicazioni es. dizionari, letterature ed altri libri.
Roberto VOLPINI, Membro della II Commissione Tematica del CGIE
Si scusa per non aver potuto concordare questa riflessione con gli amici componenti il gruppo di lavoro. Ciò soprattutto per il fatto di aver dovuto sostituire l’assenza del Presidente del gruppo stesso.

Ricorda di aver contribuito, nei lavori preparatori, a cambiare la definizione delle tematiche oggetto di approfondimento. Si era infatti assegnata un’area riferita alla “società” che rischiava di non mettere a fuoco problematiche su cui l’apposita II Commissione del CGIE ha sempre lavorato. “Ambito sociale e tutela dei diritti” rende ora più visibile tutto ciò.

Fa presente le difficoltà incontrate, nel poco tempo a disposizione, a recuperare, insieme, una “memoria” di questi tre anni che ci hanno diviso dall’ultima Conferenza.

Si è così lavorato ampiamente per mettere in evidenza i problemi, vecchi e nuovi, socio economici, previdenziali, assistenziali che ogni giorno si trovano di fronte ai nostri connazionali. Ciò con lo scopo di riproporli oggi all’Assemblea alfine di integrare il documento di lavoro che dovrà dettare il percorso del nostro cammino futuro.

Per questo scopo la II Commissione del CGIE mette a disposizione quel lavoro di “monitoraggio” permanente, svolto in questi anni, per la ricerca delle soluzioni possibili. Fa presente che, purtroppo, i nostri O.d.g., appelli, proposte non hanno, per la verità, trovato tanto ascolto e accoglienza. Occorre però proseguire con pazienza e tenacia in questa azione sollecitatrice, ciò al fine di vincere e denunciare questa permanente “sordità” da parte dei soggetti istituzionali interessati; ciò a partire dal recuperare una valida interlocuzione, un dialogo, un confronto aperto tra noi.

Da questa Conferenza, allora, ci si aspetta molto, avendone condiviso l’impostazione, per tre ragioni:



  1. recuperare un luogo di confronto e dialogo aperto dove vogliamo condividere e mettere a disposizione la “nostra memoria” il nostro patrimonio;

  2. ridisegnare ed individuare le priorità condivise, definendone i percorsi;

  3. continuare l’azione mirante a riconoscere tutti i diritti di cittadinanza per i nostri connazionali residenti all’estero.

Richiama i lavori, a cui ha partecipato, che la “Cabina di regia” della Conferenza ha promosso nei giorni 25-26 ottobre.

Fa presente che in quell’ambito, tutti insieme, si sono indicate le priorità, vecchie e nuove, che si è ritenuto interessano le persone e le comunità degli italiani all’estero.

Priorità che oggi devono tenere presente dei cambiamenti che vedono trasferimenti di competenze istituzionali specie nel campo socio-assistenziali.

Riassumendo dal documento preparatorio, Volpini, ripropone tre filoni tematici di lavoro:



  1. la tutela sociale e assistenza in cui viene rivendicato il diritto a riconoscere l’assistenza sanitaria soprattutto per i nostri connazionali indigenti; si è proposto di promuovere una forma di assicurazione preventiva i cui costi dovrebbero essere addebitati allo Stato ed alle Regioni; in questa direzione occorre estendere l’applicazione delle disposizioni della Legge 328/2000 per la realizzazione di un sistema integrato di servizi sociali all’estero;

  2. completamento dei diritti previdenziali attraverso il rafforzamento della tutela sociale mediante l’attività dei Patronati valorizzando nuovi servizi di consulenza e assistenza; è tempo ormai anche di concretizzare l’attuazione dell’assegno sociale di solidarietà;

  3. l’organizzazione di progetti di solidarietà e di intervento di promozione sociale; prevedendo una possibile estensione della legge 383/2000 all’associazionismo sociale operante all’estero.

Volpini ricorda che il CGIE ha già messo in programma di organizzare un momento di studio sullo stato della sicurezza sociale nei confronti dei nostri connazionali.

Sottolinea che da questa Conferenza usciamo con un messaggio che ci costringe a credere di più al ruolo del CGIE. Così come deve crescere una maggiore consapevolezza delle decisioni che prenderemo nell’ambito di una “alleanza” tra soggetti istituzionali interessati.

Si è così condiviso un metodo e un percorso: ora è tempo di decisione senza avere la pretesa di avere tutto chiaro prima di decidere; altrimenti si corre il rischio di non decidere mai.

Dibattito
Dottoressa BONACA, Dipartimento per gli Italiani nel Mondo

Nel recare i saluti dell’avv. Corso, Dirigente generale dell’Ufficio III del Dipartimento per gli Italiani nel Mondo della Presidenza del Consiglio, intende soffermarsi sull’esigenza, più volte richiamata nel corso dei dibattiti di questi giorni, di raggiungere una funzionale sinergia nelle politiche indirizzate al mondo dell’emigrazione, facenti capo ai diversi livelli istituzionali.

A tal fine, nell’attuale contesto istituzionale, si potrebbe ipotizzare un intervento legislativo condiviso tra Stato e Regioni, valorizzando appieno i principi contenuti nella sentenza della Corte Costituzionale n. 303 del 2003, in cui è stato delineato un modello flessibile di ripartizione delle stesse competenze legislative di cui all’art. 117 della Costituzione. La Corte Costituzionale ha preso le mosse dall’art. 118 della Carta fondamentale, pur riguardante la ripartizione delle funzioni amministrative, ma che delinea un meccanismo di flessibilità funzionale, legato ai principi di sussidiarietà, di proporzionalità e di adeguatezza; meccanismo che ben può riflettersi sullo stesso riparto delle competenze legislative. In quest’ottica va sviluppata un’innovativa concezione procedimentale di tipo consensuale, che valorizzi appieno il significato del principio di sussidiarietà verticale e che scaturisca da un accordo tra gli attori istituzionali, adeguato, ben proporzionato e comunque non irragionevole. Sulla base quindi di un combinato disposto degli artt. 117 e 118 della Costituzione è stato stabilito il principio che un’intesa istituzionale può superare una concezione rigida del principio di sussidiarietà ai fini del riparto delle competenze; un’intesa che ovviamente si fonda sul principio della leale collaborazione e che viene resa operativa attraverso adeguati meccanismi di cooperazione.

Proprio una lettura flessibile di questo genere meglio potrebbe valorizzare quelle funzioni legislative sull’emigrazione, che pur apparterrebbero in gran parte alla competenza legislativa esclusiva delle Regioni, ma che non possono non coinvolgere lo Stato ai fini di una migliore realizzazione funzionale.

La stessa esperienza del codice digitale dell’Amministrazione dimostra la fruttuosità di un percorso procedurale del genere. E strumenti analoghi potrebbero essere attivati anche ai fini delle materie pur formalmente attribuite alla residuale competenza legislativa esclusiva delle Regioni. Passando a verificare il documento programmatico, si sofferma sul punto 7, laddove si ipotizza la promozione di convenzioni tra Regioni e Ministeri onde consentire alle prime l’accesso ai dati dell’AIRE. Proprio il descritto percorso metodologico potrebbe essere utile a tale riguardo.

Il documento fa altresì riferimento alle nuove forme di povertà che possono emergere dalle attuali condizioni dell’emigrazione italiana. In particolare, sono emerse profonde differenze tra le varie Regioni circa gli interventi socio-assistenziali riguardanti il rimpatrio, relative sia alle tipologie di intervento che ai requisiti di accesso. Ma le difficoltà del rientro, se non adeguatamente sostenute, si trasformano in una “nuova forma di emigrazione”, come sottolineato dal presidente Errani. A tale riguardo estremamente utile può essere l’attivazione di appositi interventi di solidarietà, che tengano anche conto delle esigenze di perequazione interregionale in questo ambito.

Ringrazia tutte le Regioni per la sollecitudine con cui hanno risposto alla richiesta di elementi informativi ai fini di una raccolta comparata degli interventi per il rimpatrio e delle Consulte regionali per l’emigrazione. A quest’ultimo riguardo sarebbe opportuno individuare comuni parametri di rappresentatività e per una loro armonica composizione.
Nazzareno MOLLICONE, UGL

Il documento in discussione si lega non poco alle tematiche della sessione antimeridiana concernente l’internazionalizzazione, che come è noto sta conducendo a un ridimensionamento delle politiche sociali. Ma occorre dedicare la dovuta attenzione a tale aspetto, onde individuare i modi più efficaci per reagire a questa sorta di “corsa verso il basso”

Sarebbe altresì opportuno sottolineare la necessità di una certa sinergia tra WTO e OIL, importanti enti sopranazionali che operano del tutto separatamente.

Circa l’imprenditoria italiana, da un lato deve essere dotata di adeguati strumenti per affrontare la sfida della globalizzazione; dall’altro occorre evitare che siano gli imprenditori italiani stessi uno strumento di sfruttamento dei disagi sociali favoriti dalla globalizzazione, anche perché l’imprenditoria italiana ha sempre esportato elementi di civiltà.

Andrebbe inoltre considerata nel dovuto modo la competenza dell’Unione Europea negli interventi di tutela sociale, come dimostrano le recenti direttive sull’orario di lavoro, sull’esercizio delle professioni e sulla mobilità, tanto più che gran parte dell’emigrazione italiana all’estero si situa in Paesi dell’Unione Europea.

Appare poi a dir poco utopistico ipotizzare assicurazioni sanitarie integrative a carico delle Regioni, in considerazione delle note difficoltà finanziarie. Più efficace potrebbe essere fare riferimento all’ipotesi di un intervento delle Regioni limitato alle gravi malattie e ai grandi interventi riguardanti connazionali all’estero.

Esprime infine soddisfazione per il fatto che lo stesso sottosegretario Romano ha riconosciuto il ruolo incisivo dei patronati: si tratta di un punto di partenza per superare del tutto le critiche strumentali nei riguardi dei patronati stessi, che vengono sollevate a vario livello.



Raffaele cattaneo
Aldo lorenzi,
Franco santellocco,
Tullio di pietro
Claudio pozzetti



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