Conferenza delle regioni e


Dibattito Franco NARDUCCI



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Dibattito




Franco NARDUCCI


Ricorda che nel 2003 il CGIE si impegnò affinché il bando venisse riformulato e fosse rivolto anche ai lavoratori con un livello di formazione preuniversitario. Il bando venne allora riformulato, ma successivamente al CGIE non è più pervenuta alcuna informazione fino allo scorso mese di settembre, allorché un funzionario del Ministero informò che entro 10 giorni tutta la procedura sarebbe stata completata e il CGIE ne sarebbe stato messo a conoscenza. Ieri il sottosegretario Romano ha informato che la fase di valutazione dei progetti è ormai conclusa. Si sono però diffuse negli ultimi tempi voci di corridoio estremamente preoccupanti secondo cui sarebbero state compiute scelte fortemente unilaterali, in una logica di mera spartizione. Se tali voci fossero confermate, il CGIE considererebbe la situazione estremamente grave. Il CGIE da tempo chiede che venga istituito un albo degli istituti in grado di offrire i corsi di formazione professionale, che i corsi siano organizzati con le Autorità locali del mercato del lavoro e che lo stesso CGIE sia coinvolto nella valutazione. È da ritenere improbabile, peraltro, che il Comitato di valutazione che ha appena terminato i suoi lavori sia andato a controllare la situazione in Argentina, Sud Africa o in altri Paesi.

Avverte infine che dalla Regione Friuli-Venezia Giulia è pervenuta una nota in merito alla legge n. 482 del 1999, nota il cui contenuto appare pienamente condivisibile, perché il CGIE non ha intenzione di alimentare alcuna contrapposizione tra le minoranze linguistiche in Italia e le collettività italiane all’estero.


Gian Luigi FERRETTI, AN

Come membro della V Commissione, e soprattutto come rappresentante di AN nel CGIE, sottoscrive ogni parola del Segretario Generale, dichiarando di condividerne i purtroppo probabilmente fondati timori.


Andrea AMARO, Vice Segretario Generale del Gruppo di nomina governativa

Ricorda anzitutto di aver avuto modo di occuparsi a più riprese della formazione professionale e osserva che il bando attuale va a conclusione dopo un periodo di fermo di 3-4 anni. Certo il bando rappresenta un notevole sforzo finanziario, ma le collettività italiane all’estero sono state molto danneggiate dal fermo degli anni passati, sui cui motivi egli personalmente può fare delle illazioni, senza però che al CGIE sia stata fornita alcuna spiegazione ufficiale.

Le somme per la formazione professionale hanno giuridicamente un assetto ben poco stabile, per vari motivi. La legge oggi autorizza le imprese a curare esse stesse la formazione professionale, esentandole in tal caso dall’obbligo di versamento dei contributi all’apposito fondo. In realtà, il finanziamento statale per la formazione professionale dei lavoratori italiani all’estero rappresenta l’effetto di una forzatura di qualche Ministro del tempo passato e non è sicuro che tale forzatura possa resistere nel prossimo futuro. Altri problemi si pongono poi in relazione al nuovo ruolo delle Regioni in materia. Si tratta di temi estremamente importanti, che andrebbero attentamente esaminati e sui quali però nessuna indicazione è pervenuta al CGIE da parte del potere politico. A quanto si dice, i beneficiari dell’attuale bando sarebbero organismi che mancano di esperienza del lavoro all’estero, mentre strutture ben sperimentate sarebbero state scartate sulla base di valutazioni strumentali e infondate. Qualche tempo fa il Ministero del Lavoro ha commissionato all’Organizzazione Internazionale del Lavoro una relazione che ha indicato numerosi organismi affidabili. A quanto sembra, nessuno di questi organismi è stato prescelto con il bando attuale. Infine va rimarcato che il CGIE è stato ben poco consultato in tutta la procedura del bando.
Claudio MICHELONI

Informa che è pervenuta alla Presidenza la proposta di un documento che poi leggerà, anche se non potrà essere posto in votazione perché concerne il CGIE e non la Conferenza Permanente attualmente in corso.


Franco SANTELLOCCO, Algeria

Come Presidente della Commissione Tematica del CGIE specificamente competente in tema di formazione professionale, ringrazia la dottoressa Marincioni, pur ricordando che molte altre volte, in passato, al CGIE è stato comunicato che il bando stava arrivando a conclusione. Non concorda con il consigliere Amaro (Italia) sulla entità finanziaria del bando, che è in realtà ben ridotta, se si considera che si riferisce a un triennio. Dopo aver poi deplorato che il CGIE non si sia battuto per avere un proprio rappresentante nel Comitato di valutazione, ricorda che i risultati dei lavori di tale Comitato non sono ufficialmente noti, ma che, secondo le voci correnti, sarebbero altamente deprecabili, poiché sarebbero stati approvati progetti presentati da organismi non specificamente competenti in tema di formazione professionale. Auspica poi che l’Africa non sia nuovamente penalizzata, anche se a lui è stato riferito che non è stato accolto neanche uno dei 12 progetti presentati dal Marocco. A proposito del Marocco, ricorda che l’ultimo numero dell’Economist pubblica un bellissimo trafiletto sul recente viaggio del ministro Maroni in quel Paese e sulla stipula di un nuovo accordo in merito alla protezione dei lavoratori; è però deplorevole che la ratifica della Convenzione italo-marocchina del 1994, vertente sui medesimi temi, non sia ancora avvenuta a causa – secondo le parole dello stesso ministro Maroni – della mancanza di risorse finanziarie.


Claudio MICHELONI

Dà lettura di un documento riguardante la formazione professionale, su cui il Segretario Generale chiede un consenso di massima.

In particolare, nel documento, si prende atto dell’intervento del sottosegretario Romano e si auspica che i progetti ammessi a finanziamenti rispondano ai bisogni effettivi delle comunità italiane all’estero, ritenendo comunque indispensabile l’istituzione di un albo dei soggetti attuatori ammissibili ai bandi di gara da parte del Ministero del Lavoro.

Si propone altresì che la commissione di valutazione dei progetti sia composta da esperti sia della formazione che delle problematiche dell’emigrazione.


Francesco FATIGA, UIL, Italia

Data la complessità del documento, propone che venga esaminato con maggiore attenzione nella giornata di domani, quando si riuniranno le Commissioni del CGIE.


Claudio MICHELONI

Ricorda che comunque nel pomeriggio si riunirà anche il Comitato di Presidenza del CGIE.

In ogni caso il Segretario Generale, insieme con il Presidente della V Commissione, sollecita un consenso massima affinché possano adoperarsi da subito secondo i contenuti del documento.
(Generali applausi. Così resta stabilito)
Vera MARINCIONI, Direttore Generale Ministero del Lavoro

Innanzitutto manifesta stupore per il fatto che un Consesso così autorevole ed esperto possa attribuire tanto peso a semplici “voci di corridoio”. In ogni caso, fa presente, quale Direttore generale della struttura competente, che lei stessa non ha potuto ancora vedere la graduatoria, che le è pervenuta solo alle ore 14 di oggi. Occorre quindi essere prudenti nel lamentare risultati poco convincenti o l’aggiudicazione da parte di soggetti senza esperienza.

La formula del bando, come è noto, è stata condivisa; mentre la Commissione di valutazione già adesso è composta da esperti delle materie rilevanti. Inoltre, i progetti hanno subito un doppio ordine di valutazione: per l’ammissibilità e per l’esame della qualità dei progetti. A quanto le consta la Commissione ha operato bene.

Si dichiara d’accordo con l’ipotesi di istituire un albo, che del resto ella stessa aveva sollecitato anni addietro con riferimento non solo alla formazione professionale rivolta agli italiani all’estero, ma per tutte le procedure di competenza della Direzione da lei ora guidata.

Non è vero che si sono perse le risorse degli ultimi due anni, anche perché attualmente non sono state ancora ripartite le dotazioni del fondo relative agli anni 2004 e 2005. In ogni caso si adopererà con il competente Sottosegretario Viespoli, affinché quanto prima possa essere definita la ripartizione degli stanziamenti per gli anni 2004 e 2005, tenendo anche conto che dal 1 gennaio 2006 si potrà fare riferimento anche alle risorse per l’anno prossimo. Pertanto le risorse non sono assolutamente andate perse.

Più in particolare, le attuali dotazioni per il 2004 esauriscono tutte le risorse del capitolo, a meno che non vi siano differenti scelte dell’organo di vertice politico relative alle risorse 2004 e 2005. In ogni caso, a oggi, non può lamentare carenze di risorse nelle previsioni facenti capo alla Direzione da lei diretta.

Al di là di questioni tecniche, comunque sia il gettito che perviene alla direzione da lei guidata consente di realizzare appieno gli interventi di competenza, quindi il fondo per la formazione non corre alcun rischio.

Nell’assicurare che si adopererà ai fini dell’attivazione dell’albo dei soggetti attuatori, fa presente che certamente vi è stata una valutazione non facile dei progetti, anche perché nel mese di settembre, proprio quando è subentrata alla guida della Direzione è pervenuto il provvedimento di sospensione dell’avviso su Equal da parte del Tar del Lazio. Ha quindi invitato la Commissione di valutazione ad approfondire e motivare ancora di più i propri giudizi, per cui si è verificato qualche ritardo.

Chiarisce infine che la graduatoria formulata dalla Commissione è provvisoria, perché spetta all’Amministrazione decidere in via definitiva.
I lavori, sospesi alle ore 15,00, riprendono alle 15,20.
Claudio MICHELONI

Dichiara aperto il dibattito sul documento tematico.


Marco FEDI, Australia

Ribadisce che occorre porre mano alle riforme con una certa celerità e ciò può avvenire proprio grazie alla II Assemblea Plenaria. In effetti un settore che deve essere oggetto di riforme e di coordinamento è certamente quello della promozione linguistico-culturale e della formazione. Nella seduta odierna un Direttore Generale ha fornito risposte molto razionali dalla sua prospettiva, ma erano stati indicati punti cardine a cui gli esiti del bando potrebbero non corrispondere. Occorre dunque porre mano alla riforma del settore, per evitare che ciò avvenga. Propone pertanto che si proceda concretamente a un approfondimento che parta dai modelli di promozione, di diffusione di lingua e cultura nonché di formazione esistenti nella realtà continentale, per affinare vecchi e nuovi strumenti di intervento.

Continua a essere valida la proposta di dotare le aree continentali di piani-Paese che includano anche la formazione.

Il secondo obiettivo consiste nell’intervenire rapidamente e contestualmente alla riforma della legge n. 153 del 1971 e di quella riguardante gli Istituti italiani di cultura. Occorre infatti tener conto della riforma costituzionale, in modo che si tengano in considerazione le nuove competenze delle Regioni per le campagne di promozione della formazione, della lingua e della cultura presso le nuove generazioni. Ciò già avviene con le giornate della lingua italiana nel mondo, ma a queste iniziative occorre coinvolgere maggiormente il CGIE.

Una vera informazione in lingua italiana all’estero riguarda anche Rai International. Occorre inserire questo elemento, insieme agli altri, perché in tal caso probabilmente si riuscirebbe anche a rilanciare in maniera molto più articolata che nel passato la questione delle riforme.
Fernando MARZO, Belgio

Condivide la sottolineatura del collega Canepa circa la scarsa presenza dei rappresentanti delle Regioni, che anche all’estero dimostrano scarsa professionalità, perché spesso fanno proclami che restano contenitori vuoti. Alcune Amministrazioni regionali, compresa la sua, cioè la Puglia, mancano di una adeguata cultura di partecipazione. Il CGIE dovrebbe farsi attore della promozione di questa cultura, a maggior ragione perché è stata approvata la devolution.

L’internazionalizzazione e la mondializzazione sono fenomeni che procedono a velocità supersonica, colpendo l’industria pesante e quella automobilistica, che pure non è vecchia e obsoleta. Sono proprio le comunità degli italiani dei residenti all’estero a pagare spesso un prezzo molto alto per tale devoluzione in atto a livello mondiale. I connazionali in alcuni Paesi europei sono diventati un gruppo a rischio anche se non sono considerati tali, essendo l’Italia uno dei Paesi pionieri dell’Unione Europea.

Nei confronti di questi gruppi di connazionali la formazione è estremamente importante.

Per queste ragioni la IV Commissione dovrebbe riprendere subito i lavori del tavolo tecnico, per poter superare le discordanze emerse, perché si tratta di un settore in cui o si innova oppure si rimane in surplace come fanno i ciclisti.

Esiste anche una domanda crescente da parte delle nuove generazioni, che attraverso la lingua chiedono di riscoprire l’identità, le origini e di riaffacciarsi alla cultura italiana.

Per quanto concerne l’informazione, in Europa non si riceve Rai International, ma la Rai tradizionale, le cui trasmissioni sono visibili attraverso il satellite, ma sono molto “zoppicanti”. D’altra parte i programmi culturali offerti dalle Regioni sono una vera e propria “schifezza”. Gli italiani residenti all’estero dovrebbero poi essere informati delle convenzioni che la Rai sta stipulando con gli operatori telefonici, al fine di poterne usufruire.
Graziano TASSELLO, Presidente della IV Commissione Tematica del CGIE

Prende atto che le dichiarazioni rese dal Governo e dai politici, concernenti lingua e cultura, divengono sempre più raffinate. Per convincersene è sufficiente leggere le dichiarazioni rilasciate alla stampa durante la III Conferenza degli istituti italiani di cultura, ma le buone intenzioni non si traducono mai in fatti concreti, tanto più che i fondi sono stati ridotti.

Di fatto è stata stabilita una priorità per gli italofili, il che ha portato a una certa rassegnazione negli operatori impegnati nell’ambito delle comunità italiane.

Qualcuno ritiene che i Parlamentari che saranno eletti nel mese di aprile risolveranno ogni problema, ma ha i suoi dubbi che questo avvenga.

Vi sono ancora momenti di protesta, come quello avvenuto recentemente a Monaco di Baviera, in cui è stato costituito il Consiglio degli stranieri, secondo il quale la conoscenza della madrelingua è un diritto fondamentale, oltre che un aiuto fecondo, secondo gli studiosi, all’apprendimento di una seconda lingua. I politici però non credono agli studiosi.

Il Presidente della Repubblica a conclusione del suo discorso ha affermato solennemente che gli italiani, siano essi residenti in Patria o all’estero, sono una cosa sola. Occorre approfondire le conseguenze politiche di questa affermazione in campo linguistico e culturale, affinché le cose cambino veramente.

In futuro la riforma della legge n. 153 e di quella che disciplina gli Istituti italiani di cultura devono avvenire congiuntamente.

Si è parlato di piani-Paese che rispettino le identità delle singole Nazioni. Sono emerse nuove esigenze. Ad esempio, la prima generazione ha bisogno di una formazione permanente. È ora che si investa anche all’estero in Università per la terza età.

A proposito di lingua e cultura, occorre mettersi in ascolto delle seconde e terze generazioni e l’occasione propizia per fare questo potrà essere offerta dalla Conferenza dei giovani italiani nel mondo.

In seno al CGIE è emersa l’etica del comportamento in emigrazione. È generale la convinzione che debba esistere una solidarietà non solo sociale, ma anche culturale.

È emersa altresì la cultura della sinergia e del partenariato. Anche le Regioni devono entrare in questo livello, previo confronto con il CGIE, perché attualmente gli investimenti sono molto diversificati e creano divisioni all’interno delle comunità.

Il Segretario Generale ha accennato al fatto che la legge n. 482 del 1999 per la tutela delle lingue storiche minoritarie sia estesa per analogia alla lingua italiana all’interno della Comunità Europea. In questo ambito la lingua italiana sta scomparendo, la Comunità ha limitato perfino il numero dei traduttori; rimarranno soltanto l’inglese, il francese e il tedesco.

La lingua è un importante strumento per salvaguardare la cultura. Si augura che nei prossimi incontri si possa dibattere questo filone prioritario per modificare la situazione in atto.
Mario TOMMASI, Presidente della III Commissione Tematica del CGIE

Ringrazia il ministro Benedetti che è sempre presente in modo attento, tanto più a fronte di tanti altri partecipanti “mordi e fuggi”.

Ringrazia anche per la continua disponibilità dimostrata per risolvere un grave problema verificatosi nell’insegnamento della lingua italiana in Lussemburgo. In quest’ultimo caso è emerso in modo evidente quanto possa essere fruttuosa la “cultura della sinergia”, in particolare tra MAE, collettività italiane e Ambasciate.

Sottolinea l’urgenza di sottoscrivere un nuovo accordo bilaterale tra Italia e Lussemburgo, scaduto da oltre tre anni; urgenza tanto più evidente a seguito dei cambiamenti costituzionali in atto nelle competenze delle Regioni.


Min. Plen. Adriano BENEDETTI

Anzitutto ringrazia per le parole di apprezzamento il consigliere Tommasi (Lussemburgo), al quale fa presente che si è in attesa della notizia di un definitivo superamento dei problemi verificatisi in Lussemburgo e legati a un comitato scolastico locale.

Dopo aver dichiarato di condividere le questioni di fondo emerse dal dibattito, assicura che la Direzione da lui guidata è animata una forte motivazione culturale negli interventi di competenza e si impegnerà affinché, nei limiti del possibile, le risorse disponibili vengano utilizzate nel modo migliore.

Circa la riduzione dei fondi per le comunità, nel settore di competenza non vi è stata alcuna decurtazione nominale; fatto di non poco conto in un contesto di difficoltà della finanza pubblica.

Dichiara altresì la piena disponibilità ad agire in modo sinergico con la RAI, che rappresenta uno strumento fondamentale per le collettività italiane all’estero sotto vari profili, non solo culturali, proprio perché – come ha ricordato il presidente Ciampi – la “comunità è unica” nella misura in cui è stato accolto il diritto di voto all’estero.

Quanto alla riforma della legge n. 153, sono note le numerose riunioni dedicate a definire una riforma significativa della legge. Ma occorre prendere atto che nello stesso CGIE vi è un netto divario tra chi vuole potenziare il ruolo dell’ente gestore e coloro i quali preferiscono opzioni diverse. Comunque sia, la proposta di modifica è stata portata a conoscenza del CGIE ed è stata poi affidata all’Ufficio legislativo del MAE, ma le contingenze della legislatura ne hanno impedito la formale presentazione in Parlamento.

Nei prossimi mesi, in vista di una iniziativa nella prossima legislatura, vi potrà essere un’ulteriore riflessione sulla problematica, che potrà favorire quanto meno il riavvicinamento delle posizioni.

Circa l’ipotesi avanzata dal consigliere Tassello di abbinare la modifica della legge n. 153 e la riforma degli Istituti di cultura italiana all’estero, ne comprende le motivazioni, date le evidenti connessioni funzionali, ma vi è il rischio che gli Istituti di cultura vengano a sovrapporsi a quella “costruzione” legata negli anni alla legge n. 153.

Ha inteso così fornire spunti di riflessione, che sicuramente troveranno un ulteriore approfondimento nel corso del futuro lavoro comune.
Franco NARDUCCI

Nello scusarsi per dover abbandonare prima della chiusura i lavori della sessione odierna, causa un impegno istituzionale insieme con la I Commissione Tematica, sottolinea come i lavori della Conferenza abbiano comportato un salto notevole rispetto al passato, con l’assunzione di precisi impegni politici. Tutto ciò consente di guardare con maggiore ottimismo ai futuri impegni.


Loredana CORNERO, RAI

Dopo aver precisato di essere dipendente della RAI, e non di RAI International, e in particolare responsabile del settore strategia internazionale – area della promozione della lingua italiana nel mondo, dichiara di aver ascoltato con molto interesse gli interventi svoltisi.

Nella sua qualità di Segretario Generale della comunità di radio e di televisioni italofone, fa presente che proprio da quest’anno, quando ha assunto la carica, si è deciso di aprire ai media a carattere privato. Hanno aderito, oltre a radio e televisioni private, anche, ad esempio, agenzie di stampa, l’Accademia della Crusca, l’Università per gli stranieri di Perugia. Si tratta quindi di una comunità che si sta allargando, il cui scopo principale è la diffusione della lingua italiana. A questo fine vengono messi a disposizione prodotti radiofonici e televisivi a titolo gratuito.

Sono state altresì attivate iniziative di coproduzione, come quella sulla via franchigena con la RAI svizzera, mentre è stato organizzato un convegno sui rapporti tra l’italiano e le minoranze linguistiche, sotto il duplice aspetto della situazione in Italia, oppure negli altri Paesi in cui la lingua italiana è di minoranza. Gli atti del convegno sono stati raccolti in appositi volumi, che ha messo a disposizione della Segreteria.

Dopo aver fornito l’indirizzo del dominio (www.comunitàitalofone.org), sottolinea l’esigenza di sfruttare appieno le potenzialità del web, risultando ormai fondamentali gli strumenti che possono essere diffusi via Internet. Ad esempio, si può scaricare gratuitamente dal sito un apposito programma: “fuori la lingua”.

Inoltre, è stata realizzato un sito (www.linguaitaliana.rai.it), volto a valorizzare al massimo il materiale multimediale della RAI, scaricabile in gran parte gratuitamente; materiale che rappresenta un ottimo supporto per la lingua italiana e per gli stessi insegnanti.

Questo materiale può altresì essere richiesto dalle istituzioni alla RAI mediante le vie tradizionali, solo con i costi di duplicazione e di spedizione. Tale iniziativa è stata svolta in collaborazione con l’Istituto Luce, il cui archivio parte dal 1924, mentre quello della RAI dal 1954.

Infine, sono stati definiti appositi programmi educativi con 6 Università degli Stati Uniti.

Il terzo progetto che intende illustrare concerne la convenzione tra la RAI e il MAE, del cui gruppo di lavoro è coordinatrice, al fine di veicolare la lingua italiana attraverso i mezzi televisivi dei Paesi esteri. A tal fine la RAI fornisce gratuitamente alle televisioni pubbliche nazionali e locali programmi riguardanti in modo evidente l’Italia: arte, programmi culturali, concerti, paesaggi naturali, cucina e anche eventi sportivi.

Ha inteso illustrare tre indirizzi strategici che la RAI ha intrapreso per ampliare la sfera non solo degli italofoni, ma anche degli italofili; attività che si aggiunge a quella di RAI International sul satellite. Auspica che per tutti questi obiettivi piena e fattiva possa essere la collaborazione tra RAI e CGIE.


Claudio MICHELONI

Ringrazia la dottoressa Cornero e la invita a lasciare alla segreteria i documenti che ha portato.

Avverte poi che il Comitato di Presidenza si riunisce domani in questa sala alle ore 9,00 e le Commissioni Tematiche si riuniranno alle ore 9,30.
Alberto BERTALI, Gran Bretagna

Dopo aver lamentato che alcune informazioni siano state comunicate solo a una parte dei Consiglieri, rimarca che negli interventi per la formazione professionale sarebbe grandemente opportuno prevedere stage presso aziende, con la speranza che queste assumano poi alle propri dipendenze gli stagisti. Si determinerebbe così un uso proficuo dei fondi messi a disposizione dal contribuente italiano, fondi il cui corretto utilizzo andrebbe controllato, al di là dei grandi progetti strategici, anche per quanto riguarda le ricadute concrete degli interventi per la diffusione della lingua e cultura italiana all’estero.


Norberto LOMBARDI, D.S.

Anche se alcune differenze continuano a permanere per quanto concerne la riforma della legge n. 153, la coerenza con la riforma degli Istituti italiani di cultura e la gestione degli interventi, l’introduzione del ministro Benedetti incontra l’unanime consenso di questa Assemblea, a dimostrazione che insistere nel dialogo e nel confronto conduce sempre, in definitiva, a risultati positivi. In vista del lavoro da condurre nei prossimi tre anni occorre però essere consapevoli che l’asse dell’impostazione del CGIE in tema di diffusione della lingua italiana sta subendo radicali trasformazioni. Finora, di fatto, è stato privilegiato l’impegno per la diffusione dell’insegnamento della lingua italiana, di cui alla legge n. 153, come strumento di identità delle collettività italiane all’estero, mentre un ruolo meno importante veniva assegnato alla diffusione della cultura, materia questa affidata a un’altra Direzione Generale. Oggi invece – e sul processo in corso influirà anche la prossima Conferenza mondiale dei giovani – la promozione della cultura viene prima di quella della lingua italiana. Le giovani generazioni sono ormai pienamente integrate nel Paese di residenza, anche nei Paesi europei che hanno più facili legami con l’Italia. La padronanza della lingua del posto è pertanto essenziale per chi muove i suoi primi passi in un ambiente nazionale diverso da quello italiano, mentre la conoscenza della lingua dei suoi avi sarà importante in una fase successiva, come strumento per ampliare la sua cultura. Insomma la lingua italiana è sempre meno lingua etnica e sempre più lingua di cultura, con un rovesciamento della prospettiva, che rende ancora più incomprensibile la permanente assenza della Direzione Generale per le Politiche Culturali alle riunioni del CGIE. Infine è veramente assurdo che la cultura internazionale si sia accorta da un pezzo degli autonomi valori letterari e culturali espressi, in particolare da alcune specifiche collettività italiane all’estero, come quella degli Stati Uniti, dell’Australia e dal Canada, mentre le istituzioni italiane sembrano ancora ignorare il fenomeno. Nei prossimi anni occorrerà profondere un forte impegno per la valorizzazione di queste culture.


Claudio MICHELONI

Assicura che la Direzione Generale per le Politiche Culturali viene sempre invitata alle riunioni del CGIE.


Silvana MANGIONE, USA

La legge per la tutele delle minoranze linguistiche in Italia afferma chiaramente, al suo articolo 1, che la Repubblica valorizza il patrimonio linguistico e culturale italiano. Poiché tale valorizzazione non viene limitata al territorio nazionale, se ne deduce che concerne anche il patrimonio linguistico e culturale italiano all’estero, sì da risultare evidente la fondatezza della richiesta di estensione della legge a favore anche delle collettività italiane all’estero, richiesta che non comporta affatto ovviamente una correlata diminuzione dei finanziamenti per le minoranze linguistiche in Italia. La politica di promozione culturale all’estero esige specifici accordi con i Governi di quei Paesi. Negli Stati Uniti d’America, per quanto concerne la certificazione dei docenti, occorrerà procederà ad accordi con ciascuno dei 50 Stati, mentre per quanto concerne il visto degli insegnanti si deve pervenire a un accordo unitario con il Governo federale. Sottolinea poi la necessità di un maggior legame tra le Università italiane e quelle statunitensi e l’utilità della “cultura di ritorno” alla quale faceva riferimento il consigliere Lombardi, anche per una sprovincializzazione della cultura italiana, nella consapevolezza che le collettività italiane all’estero rappresentano un patrimonio anche culturale, oltre che economico e politico.



Paolo CASTELLANI, Cile

Anche per impulso del Comites di Santiago, in Cile si è recentemente costituita una federazione delle sei scuole italiane. In quella Nazione si registra un netto incremento della richiesta di corsi di lingua e cultura italiana, a fronte però di una deplorevole carenza di docenti, anche per il fatto che le previste borse di studio per docenti sono del tutto inutili, poiché hanno la durata solamente di un mese e non prevedono il pagamento del biglietto aereo. Eppure è del tutto opportuno che i figli degli emigranti che approdarono in Cile conoscendo soltanto il dialetto apprendano oggi l’italiano, per riscoprire le proprie radici.


Claudio MICHELONI

A conclusione dei lavori, dichiara di ritenere che la II Assemblea Plenaria della Conferenza permanente sia stata bene utilizzata come base di partenza per una programmazione triennale dei lavori. I contenuti del dibattito saranno indicati dalle Commissioni, mentre la cabina di regia svolgerà un compito di organizzazione.

Ringrazia tutti coloro che hanno lavorato con encomiabile impegno e spirito di sacrifico alla realizzazione della seconda sessione plenaria.
Giuseppe BIGNONE, Dipartimento Affari Regionali della Presidenza del Consiglio

Auspica che i lavori della II sessione plenaria si traducano in contributi concreti per risolvere i problemi che sono stati indicati e si dichiara fiero di aver fatto parte della organizzazione.


Andrea CIAFFI, Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome

Concorda pienamente con il collega e augura buon lavoro a tutti i componenti dell’Assemblea.


I lavori terminano alle ore 17,45.

Documenti della Conferenza.





Raffaele cattaneo
Aldo lorenzi,
Franco santellocco,
Tullio di pietro
Claudio pozzetti



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