Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica



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CONGREGAZIONE PER GLI ISTITUTI DI VITA CONSACRATA E LE SOCIETÀ DI VITA APOSTOLICA


«Rallegratevi...»

Parole dal magistero di papa Francesco


Lettera circolare ai consacrati e alle consacrate verso l’anno dedicato alla Vita consacrata (Prot. n. Sp.R. M 1/2014)

«Volevo dirvi una parola e la parola è gioia. Sempre dove sono i consacrati, sempre c’è gioia!» Papa Francesco


INDICE

Carissimi fratelli e sorelle

I – Rallegratevi, esultate, sfavillate di gioia …

In ascolto

Questa è la bellezza …

Nel chiamarvi …

Trovati, raggiunti, trasformati

Nella gioia del sì fedele

II – Consolate, consolate il mio popolo

In ascolto

Portare l'abbraccio di Dio

La tenerezza ci fa bene

La prossimità come compagnia

L’inquietudine dell’amore

III – Per la riflessione

Le domande di papa Francesco

Ave, Madre della gioia
Carissimi fratelli e sorelle, «La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia».1

L’incipit dell’Evangelii gaudium nel tessuto del magistero di papa Francesco suona con vitalità sorprendente, chiamando al mirabile mistero della Buona Novella che, accolta nel cuore della persona, ne trasforma la vita. Ci viene raccontata la parabola della gioia:

l’incontro con Gesù accende in noi l’originaria bellezza, quella del volto su cui splende la gloria del Padre (cfr 2 Cor 4,6), nel frutto della letizia.

Questa Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e per le Società di vita apostolica invita a riflettere sul tempo di grazia che ci è dato di vivere, sull’invito speciale che il Papa rivolge alla vita consacrata.

Accogliere tale magistero, significa rinnovare l’esistenza secondo il Vangelo, non nella modalità di radicalità intesa come modello di perfezione e spesso di separatezza, ma nell’adesione toto corde all’evento dell’incontro di salvezza che trasforma la vita: «Si tratta di lasciare tutto per seguire il Signore. No, non voglio dire radicale.

La radicalità evangelica non è solamente dei religiosi: è richiesta a tutti. Ma i religiosi seguono il Signore in maniera speciale, in modo profetico. Io mi attendo da voi questa testimonianza. I religiosi devono essere uomini e donne capaci di svegliare il mondo».2

Nella finitudine umana, nel limite, nell’affanno quotidiano i consacrati e le consacrate vivono la fedeltà, dando ragione della gioia che li abita, diventano splendida testimonianza, efficace annuncio, compagnia e vicinanza per donne e uomini che con loro abitano la storia e cercano la Chiesa come casa paterna.3

Francesco d’Assisi, assumendo il Vangelo come forma di vita «ha fatto crescere la fede, ha rinnovato la Chiesa; e nello stesso tempo ha rinnovato la società, l’ha resa più fraterna, ma sempre col Vangelo, con la testimonianza. Predicate sempre il Vangelo e se

fosse necessario, anche con le parole!».4

Numerose sono le suggestioni che ci vengono dall’ascolto delle parole del Papa, ma particolarmente c’interpella l’assoluta semplicità con cui papa Francesco propone il suo magistero, conformandosi alla genuinità disarmante del Vangelo. Parola sine glossa, sparsa con il largo gesto del buon seminatore che fiducioso non fa discriminazioni di terreno.

Un invito autorevole rivolto a noi con la lievità della fiducia, un invito ad azzerare le argomentazioni istituzionali e le personali giustificazioni, una parola provocativa che giunge a interrogare il nostro vivere a volte intorpidito e sonnolento, vissuto spesso al

margine della sfida se aveste fede quanto un granello di senapa (Lc 17, 5). Un invito che ci incoraggia a muovere lo spirito per dare ragione al Verbo che dimora tra noi, allo Spirito che crea e che costantemente rinnova la sua Chiesa.

Questa Lettera trova le sue ragioni in tale invito e intende iniziare una riflessione condivisa, mentre si offre come semplice mezzo per un leale confronto fra Vangelo e Vita. Questo Dicastero introduce così un itinerario comune, luogo di riflessione personale, fraterna, d’istituto, in cammino verso il 2015, anno che la Chiesa dedica alla

vita consacrata. Con il desiderio e l’intento di osare decisioni evangeliche con frutti di rinascita, fecondi nella gioia: «Il primato di Dio è per l'esistenza umana pienezza di significato e di gioia, perché l'uomo è fatto per Dio ed è inquieto finché in Lui non trova

pace».5
Rallegratevi, esultate, sfavillate di gioia…
Rallegratevi con Gerusalemme, esultate per essa quanti la amate. Sfavillate di gioia con essa voi tutti che avete partecipato al suo lutto. Poiché così dice il Signore: «Ecco io farò scorrere verso di essa, come un fiume, la prosperità; come un torrente in piena la ricchezza dei popoli; i suoi bimbi saranno portati in braccio, sulle ginocchia saranno accarezzati.

Come una madre consola un figlio, così io vi consolerò; in Gerusalemme sarete consolati. Voi lo vedrete e gioirà il vostro cuore, le vostre ossa saranno rigogliose come




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