Consorzio cst terra di Lavoro


Finalità generali del CONSORZIO “CST TERRA DI LAVORO”



Scaricare 0.72 Mb.
Pagina2/25
03.06.2018
Dimensione del file0.72 Mb.
1   2   3   4   5   6   7   8   9   ...   25

Finalità generali del CONSORZIO “CST TERRA DI LAVORO”.


I Centro Servizi Territoriali sono strutture di servizio sovra-comunali, partecipate e controllate da Province e Comuni con particolare riferimento ai piccoli Comuni, finalizzate all’avvio ed alla erogazione di servizi di natura gestionale, tecnologica, ed operativa, con l’obiettivo di rendere possibili:

  • agli stessi piccoli Comuni, economie di gestione nel ricorso alle ICT ed un miglioramento complessivo dei processi e dei servizi di supporto all’azione amministrativa (cosiddetto back-office);

  • alle Pubbliche amministrazioni che interagiscono con i piccoli Comuni modalità di cooperazione amministrativa e di scambio informativo più agevoli e affidabili, attraverso la intermediazione del CST;

  • ai territori amministrati dai piccoli Comuni, ai cittadini e alle imprese residenti in essi, la fruizione di servizi, veicolati dai piccoli Comuni.

Il “CST TERRA DI LAVORO - Centro Servizi Territoriale per lo Sviluppo dell’Amministrazione Elettronica e della Società dell’informazione e della Conoscenza nella provincia di Caserta” persegue le finalità sopra descritte attraverso un modello che risponde ai seguenti principi:

  • rappresentare un’espressione di autogoverno e di cooperazione tra piccoli Comuni coinvolti;

  • valorizzare i modelli di cooperazione istituzionale tra i livelli di governo regionale, provinciale e comunale;

  • garantire l’inclusione “cooperativa” delle esperienze associative intercomunali in essere che abbiano già sviluppato gestioni associate di funzioni e servizi di piccoli Comuni;

  • promuovere le realtà sociali economiche e culturali nei territori amministrati dai piccoli Comuni;

  • essere funzionale al perseguimento degli obiettivi e degli interessi dei piccoli Comuni.

Nella fase di costituzione e avvio del CST sono stati di particolare rilevanza quei soggetti istituzionali, ovvero la Regione Campania e la Provincia di Caserta che, titolari della funzione di programmazione sul territorio, possono insieme ai singoli Comuni, far convergere gli obiettivi di sviluppo locale con quelli del CST.

Il ruolo della Regione Campania


La Regione ha rivestito, nel processo di costituzione e avvio del CST, da un lato il ruolo di promotore e facilitatore, dall’altro quello di supervisore e di monitoraggio. In particolare, in questa fase di inizio attività essa:

  • definisce e promuove un modello unico regionale e condiviso di CST in grado di garantire, per quanto possibile, omogeneità territoriale dei processi, dei servizi e degli SLA, l’interoperabilità e la collaborazione interistituzionale;

  • attua azioni di razionalizzazione e semplificazione dei processi individuando e condividendo le aree di intervento nell’ambito delle quali l’azione del CST può risultare migliorativa;

  • realizza le sinergie e coinvolge il CST nelle interazioni fra le istituzioni;

  • sostiene il CST, razionalizzando e allocando opportunamente le risorse finanziarie disponibili, condividendo risorse informative, strumentali e infrastrutturali, attuando progetti formativi;

  • facilita l’integrazione del CST in un più ampio contesto di iniziative di innovazione e sostiene i meccanismi virtuosi di riuso delle soluzioni progettuali;

  • definisce politiche di sostegno adottando gli atti normativi idonei ad assicurare sostenibilità finanziaria ed il corretto funzionamento dei processi;

  • realizza e condivide sistemi informativi per la programmazione, la progettazione ed il monitoraggio degli interventi sullo sviluppo locale;

  • verifica e monitora l’avanzamento progettuale sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista economico-finanziario;

  • rileva e indirizza opportunamente le criticità emerse dall’analisi dello stato di avanzamento progettuale.

… omissis



CAPITOLO II
IL PROGETTO CLUSTER DI RETE INTERCOMUNALE

E LA RETE DELL’UNIONE DEI COMUNI SUD-OVEST

In linea con quanto previsto dal Piano Strategico sulla Società dell’Informazione, adottato dalla Regione Campania con delibera n. 7132 del 21/12/2001, che costituisce il riferimento attuativo della misura 6.2 nell’ambito dell’Azione C, i comuni raggruppati nella “Conubarzione Casertana”, nell’”Agro Aversano” e nell’ “Alto Casertano” individuarono la necessità di mettere a disposizione dei cittadini di una vasta area un ambiente telematico efficace e di semplice utilizzo per favorire la comunicazione fra soggetti diversi: cittadini e loro associazioni, Enti Pubblici e società che ne sono emanazione, aziende che operano nei vari settori di mercato, operatori dell’informazione, et alii, al fine di contribuire a garantire, nei fatti, il diritto alla cittadinanza telematica di tutti.

Con il verbale del 28/10/2002, i Comuni aderenti al progetto “Cluster di rete intercomunale” sono stati così individuati:

ALTO CASERTANO

Comuni di Roccaromana (capofila dell’intera aggregazione), Ailano, Alvignano, Baia e Latina, Caianello, Calvi Risorta, Caiazzo, Camigliano, Capriati al Volturno, Carinola, Castel Campagnano, Castel di Sasso, Castello Matese, Castel Morrone, Ciorlano, Conca della Campania, Dragoni, Falciano del Massico, Fontegreca, Formicola, Gallo Matese, Giano Vetusto, Gioia Sannitica, Letino, Liberi, Mignano Monte Lungo, Piana di Monte Verna, Pietramelara, Pietravairano, Pontelatone, Prata Sannita, Pratella, Presenzano, Raviscanina, Rocca d’Evandro, Rocchetta e Croce, Ruviano, S. Gregorio Matese, S.Angelo d’Alife, San Pietro Infine, Vairano Patenora, Valle Agricola, Piedimonte Matese, S. Potito Sannitico, Galluccio.

AGRO AVERSANO

Aversa, Carinaro, Casaluce, Casapesenna, Cesa, Frignano, Gricignano d’Aversa, Lusciano, Parete, San Cipriano d’Aversa, San Marcellino, San Tammaro, Teverola, Trentola Ducenta, Villa di Briano, Villa Titerno.

CONURBAZIONE CASERTANA

Marcianise, Arienzo, Capodrise, Capua, Casagiove, Casapulla, Caserta, Cervino, Curti, Macerata Campania, Maddaloni, Portico di Caserta, Recale, S. Felice a Cancello, S. Marco Evangelista, S. Nicola la Strada, S. Prisco, S. Maria a Vico, S. Maria Capua Vetere, Valle di Maddaloni.

Con la convenzione stipulata in data 13/11/2002 fra la Regione Campania (AGC – Ricerca Scientifica) e il Comune di Roccaromana, in qualità di ente capofila dei comuni raggruppati nella “Conubarzione Casertana”, nell’ “Agro Aversano” e nell’ “Alto Casertano”, è iniziata la fase di attuazione del progetto denominato “La rete intercomunale”.

La convenzione prevedeva un finanziamento complessivo per la realizzazione del progetto pari a Euro 790.000,00, a valere sulla Misura 6.2 Azione C del P.O.R. Campania 2000-2006, come indicato nella Deliberazione n. 3348/2002 (BURC n° 42/2002) della Giunta Regionale della Campania, riguardante Area Generale di Coordinamento Ricerca scientifica statistica sistemi informativi ed informatica – “Presa d’atto della selezione dei progetti-idea relativi alla Misura 6.2 Azione C ed integrazione al budget di spesa prevista.”

A seguito della predisposizione del progetto esecutivo e della stipula della convenzione con il soggetto attuatore, avvenuta in data 7/2/2003, è cominciata la fase operativa e di realizzazione del progetto, successivamente interrotta per inadempienza da parte del soggetto attuatore. Il progetto è stato successivamente ripreso (giugno 2007), a seguito della chiusura del contenzioso fra la Committente e l’attuatore, e si è proceduto all’individuazione di un nuovo soggetto attuatore definendo, nel contempo, nuovi e più moderni contenuti progettuali.

Si è preso atto, infatti, che il tempo trascorso fra le due fasi operative del progetto, per quanto riguarda il progresso tecnologico e la qualità e disponibilità di strumenti ed infrastrutture, ha comportato profonde trasformazioni nel mondo reale che, allo stato dell’arte, hanno imposto radicali trasformazioni nella progettazione e realizzazione dei sistemi e delle soluzioni destinate a migliorare la qualità dei servizi ai cittadini e alle imprese. È cambiato, infatti, il modo di dialogare con gli utenti e fra le amministrazioni, costringendo a ripensare la “visione” complessiva delle soluzioni, in un’ottica che privilegia la partecipazione e contribuisce a ridurre in modo sostanziale e non formale, il cosiddetto “digital divide”.

La rimodulazione del progetto e la realizzazione di una “nuova rete intercomunale” non è stata interpretata come una soluzione di ripiego ma come un’opportunità, che traeva effettivo vantaggio dai progressi tecnologici, dalle nuove e diverse disponibilità offerte dal mercato, dalle sinergie con i progetti (nel frattempo) realizzati o in itinere, per rendere disponibili soluzioni realmente in linea con le motivazioni originali e le aspettative del territorio interessato dal progetto.

Il risultato è stato la realizzazione e l’avvio in esercizio di un progetto in grado di erogare servizi integrati di e-Government alla comunità, che favorisce la ottimizzazione dei carichi di lavoro ed il miglioramento dei livelli di servizio, da impulso all’interazione con gli utenti e con le imprese operanti sul territorio, migliora il livello di accessibilità alle informazioni tra le pubbliche amministrazioni favorendo la diffusione fra gli Enti coinvolti di una visione comune del servizio e una standardizzazione delle informazioni gestite, permette l'estensione e l'arricchimento delle funzioni di accesso e consultazione del patrimonio storico, culturale e territoriale già sviluppate e favorisce la partecipazione della cittadinanza alle attività dell'Amministrazione in tali settori, in un’ottica di promozione e valorizzazione territoriale.

Il portale www.retedicomunicasertani.it, ed i servizi messi a disposizione, sono stati erogati attraverso centri afferenti alle strutture dei comuni partecipanti al progetto. Tali strutture, che sono stati i primi beneficiari dei servizi, svolgono una funzione di erogazione di servizi prodotti direttamente o forniti da altri enti e organismi.

Il progetto ha inoltre sperimentato strumenti di flessibilità organizzativa attraverso la creazione di un centro polifunzionale. Questi si configurano come centri presidiati ed attrezzati che potranno fungere da supporto per migliorare ed ottimizzare l’interazione con i cittadini e le imprese, anche stimolando meccanismi di partecipazione attiva in un’ottica di e-democracy, per iniziative di promozione imprenditoriale e del territorio, di integrazione sistemistica dei diversi sistemi informatici.

Esso ha inoltre tenuto conto del potenziale di integrazione territoriale e/o progettuale degli interventi da promuovere, in particolare alla capacità delle proposte di intervento di porsi in una linea di continuità o di complementarietà con altre iniziative, già realizzate, in corso di realizzazione o programmate nelle aree oggetto di intervento, in una logica di rafforzamento delle ricadute dei processi di trasformazione in atto.

Nell’ambito del progetto, inoltre, è stata predisposta l’infrastruttura tecnologica necessaria all’erogazione dei servizi, compresi gli strumenti atti a garantire la sicurezza dei dati e delle transazioni.

Con opportuna lungimiranza, inoltre, il progetto ha previsto l’adozione di soluzioni flessibili e scalabili in grado di essere facilmente trasportabili ed installabili all’interno del CST della Provincia di Caserta e, più in generale, il rispetto dei seguenti vincoli:



  • adottare soluzioni in linea con il “Piano Strategico sulla Società dell’Informazione nella Regione Campania” sviluppato dall’Assessorato all’Università e Ricerca Scientifica ed all’Innovazione Tecnologica;

  • architettura web based, Three-Tier, che privilegi la suddivisione fisica del livello di presentazione da quello database

  • piena compatibilità con il “Sistema Pubblico di Interoperabilità e Cooperazione della Regione Campania (SPICCA)”

  • rispetto dei requisiti di accessibilità stabiliti nel DM 8 luglio 2005 "Requisiti tecnici e i diversi livelli per l'accessibilità agli strumenti informatici" (G.U. n. 183 dell'8 agosto 2005)

  • garanzia dell’applicazione di ogni prescrizione in materia di protezione dei dati, in ottemperanza al decreto legislativo N. 196/2003 e successive modifiche (comunemente conosciuto come decreto della privacy)

Stato dell’arte e prospettive

Uno degli elementi più significativi per la realizzazione del progetto è stata la creazione di una struttura operativa di “gestione e supporto”, denominata anche “redazione”, responsabile di tutte le attività da effettuarsi a diretto contatto del territorio, in sintonia con le diverse fasi del progetto. A titolo indicativo, e non esaustivo, tra le attività svolte dalla struttura operativa locale di gestione e supporto si evidenziano:



  • il censimento delle disponibilità di infrastrutture e servizi dei Comuni;

  • la raccolta e la preparazione dei contenuti del portale;

  • le attività di “animazione” della rete virtuale;

  • il servizio telefonico ai cittadini e alle imprese;

  • l’aggiornamento dei contenuti del portale;

  • la predisposizione di sondaggi;

  • la raccolta della documentazione e la sperimentazione dei servizi afferenti alla gestione degli ambiti sociali;

  • le azioni di affiancamento/formazione del personale degli enti locali coinvolti.

La redazione ha svolto un ruolo fondamentale ed è stata, in particolare, il primo luogo al quale il cittadino (o, allo stesso modo, un Ente o una PA) ha fatto riferimento per soddisfare un determinato bisogno legato al quotidiano rapporto con la Pubblica Amministrazione, ad altri Enti e viceversa. La redazione ha svolto una funzione di “contact center” per l’ascolto ed è la rielaborazione delle problematiche poste dell’utenza con relativo reporting delle stesse da restituire alle PA referenti.

Con la realizzazione del progetto, e la sua conclusione contrattuale, tale ruolo centrale di contatto e raccordo con gli attori del territorio, di spinta proattiva e di governo, doveva ricadere, in termini di responsabilità, in capo ai comuni aderenti all’iniziativa, così come gli oneri di gestione tecnica del sistema e delle infrastrutture.

Le ben note difficoltà, da parte dei Comuni, nel reperire risorse economiche da destinare a tale scopo, in congiunzione con il recepimento degli indirizzi strategici suggeriti dalla Regione Campania in tema di ottimizzazione delle modalità di erogazione dei servizi da parte degli Enti Locali, nell’ottica della razionalizzazione della spesa e del raggiungimento di economie di scala, suggerisce di rivedere il modello redazionale del cluster e la struttura di gestione operativa dei sistemi e delle infrastrutture.

Più in particolare, si ritiene utile, sfruttando l’opportunità offerta dal D.D. n.226/2009, di inglobare ed unificare il cluster con il CST Terra di Lavoro, con la possibilità di raggiungere diversi e più performanti obiettivi quali la realizzazione di economie di scala, la riduzione dei costi operativi e la possibilità di ampliare la piattaforma dei servizi disponibili, come meglio illustrato nel seguito del progetto.



La necessità della creazione di una struttura di riferimento redazionale localizzata sul territorio di competenza del cluster è parte integrante del processo di unificazione e potrà costituire un importante modello di riferimento nell’ulteriore sviluppo del CST, arricchendo in modo significativo l’offerta dei servizi del CST stesso nei confronti degli Enti Locali che ne fanno parte.

Una siffatta previsione trova la sua naturale giustificazione sia come esito della positiva sperimentazione avvenuta nel corso dell’attuazione del progetto “Cluster di Rete Intercomunale” che per la preziosa funzione che essa potrà avere rispetto ad un’aggregazione territoriale composta da piccole comunità locali, disseminate in un territorio molto vaso, orograficamente poco agevole e notevolmente distante dai maggiori centri di riferimento provinciali ed interprovinciali.

Tale struttura di servizio, da intendersi come presidio territoriale del più ampio organismo tecnico di assistenza che avrà sede presso il CST Terra di lavoro, potrà utilizzare, con le opportune revisioni ed aggiornamenti, la dotazione logistica/strutturale già in uso a suo tempo e potrà contare su metodologie e strategie di lavoro abbondantemente consolidate.


L’UNIONE DEI COMUNI SUD-OVEST

L'Unione della “C.S.O.” è composta dai Comuni di Cancello Arnone, Capodrise, Castel Volturno, Cellole, Francolise, Grazzanise, Marcianise, Mondragone, S. Maria La Fossa, Sessa Aurunca.

E’ compito dell’Unione promuovere , d’intesa con la Regione Campania e la Provincia di Caserta, la progressiva ed integrale attuazione del programma di e – government approvato da tutti i Comuni facenti parte del “ C.S.O. “, compresa la gestione della stessa, nonché l’attuazione e la gestione di tutte le altre attività da esso nascenti e conseguenti, ed ogni altra attività deliberata dagli Organi dell’Unione.

L’Unione, con riguardo alle proprie attribuzioni, rappresenta le comunità di coloro che risiedono nel territorio che la delimita , di cui concorre a curare gli interessi e promuovere lo sviluppo, tenendo conto delle rispettive vocazioni e peculiarità dei singoli Comuni aderenti.

Sono obiettivi prioritari dell’Unione :

a) - realizzazione di una Rete di interconnessione tra gli Enti da federare alla Rete Regionale vista come sottoinsieme della Rete Unitaria della Pubblica Amministrazione;

b) – definizione di uno standard comune per la cooperazione applicativa.

c) – definizione di un modello comune di approccio per servizi ai cittadini, Portale d’Ente, basato su:

1) sportello unico per imprese e cittadini su uno standard comune.

2) gestione tributi omogenea in riferimento alle necessità informative e di servizio dei cittadini.

3) gestione coordinata per i sistemi informativi territoriali.

4) presenza Internet coordinata su standard compatibili.

d) - realizzazione di un Portale territoriale come fondamento della politica di sviluppo dell’area e per la migliore pianificazione d’uso del territorio disponibile.

e) – realizzazione di tutto quanto previsto nel piano nazionale d’azione per l’e-government e nei suoi successivi ampliamenti.

f) - programmi di formazione.

g) – attuazione e gestione di tutte le altre attività.



Al presente progetto COPERNICO hanno aderito i seguenti Comuni dell’Unione dei Comuni Sud Ovest: Cellole, Cancello e Arnone, Francolise, Grazzanise e Santa Maria La Fossa.

CAPITOLO III
L’analisi della domanda dei servizi richiesti dai Comuni e dalle loro forme associative.

L’analisi della domanda dei servizi richiesti dai Comuni consorziati è stata già condotta nell’autunno 2008 al fine di monitorare lo stato di attivazione dell’e-government presso i soci stessi al fine di poter meglio tarare il portafoglio dei servizi per l’anno 2009.

L’attenzione posta al contesto pone subito in risalto l’attività di analisi della domanda nelle varie fasi di operatività del progetto caratterizzato come ricorsivo e in continuo miglioramento.

La prospettiva di analisi privilegiata è diacronica, non si ferma infatti a un momento di rivelazione e analisi dei dati ma si inquadra nella logica unitaria e intersettoriale delle esperienze condotte fino a questo momento dai comuni CST Terra di Lavoro.


I Comuni aderenti all’indagine sono stati 25, la cui popolazione residente risulta suddivisa come segue:


Comune

Residenti

%

Caserta

75.208

23,6111%

San Nicola la Strada

18.724

5,8783%

San Felice a Cancello

16.769

5,2645%

Casagiove

14.821

4,6530%

Sant'Arpino

13.900

4,3638%

Gricignano di Aversa

8.903

2,7950%

Cesa

7.460

2,3420%

Villa di Briano

5.703

1,7904%

Alife

7.164

2,2491%

Casapesenna

6.629

2,0811%

Caiazzo

5.879

1,8457%

Alvignano

4.950

1,5540%

San Tammaro

4.400

1,3814%

Capua

19.041

5,9778%

Roccamonfina

3.807

1,1952%

Rocca D'Evandro

3.720

1,1679%

Calvi Risorta

5.938

1,8642%

Caianello

1.758

0,5519%

Castel Campagnano

1.632

0,5124%

Castello del Matese

1.476

0,4634%

Ailano

1.466

0,4602%

Raviscanina

1.352

0,4245%

Castel di Sasso

1.199

0,3764%

Tora e Piccilli

1.068

0,3353%

Francolise

4.918

1,5440%

San Pietro Infine

1.011

0,3174%

totale abitanti provincia

238.896

75,0000%

Provincia di Caserta




25,0000%







100,0000%

Praticamente tutti i Comuni aderenti al Progetto hanno partecipato all’indagine (24 enti su 25). Si tratta di un risultato notevole, che attesta di per sé come l’adesione al CST da parte degli enti non sia formale, tanto più se si considera il limitato tempo a disposizione e il periodo particolarmente in cui si è svolta: a ridosso dei mesi estivi del 2008.

L’elevata partecipazione all’indagine assegna un alto grado di significatività ai dati ricavati, anche se non tutti gli enti hanno risposto a tutte le domande del questionario.

Appunto per valutare il livello di significatività delle risposte alle singole domande, sono state calcolate per ciascuna la percentuale degli enti che hanno risposto alla domanda rispetto al totale degli enti aderenti.


b. Metodologia di analisi dei dati raccolti
Per la rilevazione analitica dei fabbisogni di servizio delle Amministrazioni aderenti che possono essere soddisfatti da una corrispondente offerta da parte del CST si è proceduto inviando presso gli enti dei consulenti appositamente formati per assistere gli operatori comunali nella compilazione dello strumento di rilevazione dati: il questionario.

Tale scelta è stata dettata dalla volontà di non lasciare i funzionari comunali soli nella realizzazione di una questionario lungo e che richiedeva informazioni particolarmente dettagliate e la partecipazione dei dipendenti di vari uffici. L’affiancamento nella compilazione del consulente ha inoltre permesso di tastare “dal vivo” il polso dei bisogni dei comuni e innalzare il livello di consapevolezza nell’adesione al Cst. Durante il lavoro dei consulenti di somministrazione dei questionari sono stati infatti annotati i commenti spontanei, ritenendo questi altamente significativi per definire il portafoglio dei servizi e la sua sostenibilità economica tenuto conto della rimodulazione del quadro economico del progetto.

Per coerenza sostanziale, l’analisi della domanda si porrà come un riferimento circolare e costante e proseguirà nelle successive fasi del progetto, puntando su un miglioramento qualitativo dei processi innovativi.

Omissis…


1. I destinatari della rilevazione

Parte rilevante nella ricerca sul campo portata avanti in questa fase che ha coinvolto i dipendenti di 24 comuni, si concentra sull’individuazione dei ruoli critici dell’innovazione ovvero quelle figure chiave che all’interno di un’organizzazione si fanno portatrici del cambiamento.

Questo perché si parte dalla consapevolezza che introdurre un nuovo hardware o un nuovo software all’interno di una organizzazione come quella comunale a poco serve se non accompagnato dal lavoro di diffusione e integrazione della nuova tecnologia svolta dall’individuo che presenta la maggiore propensione all’innovazione.

Parallelamente una ricerca simile si sta conducendo per individuare i profili di diffusione dei servizi del Cst. Tali figure dovranno ricoprire un ruolo più ampio di quello di “referenti dei servizi di front-office”. Spetterà a loro infatti il ruolo di “agente dell’innovazione” non solo di hardware e software ma anche gestionale, riconoscibili nei ruoli critici qui elencati [Corti E., Gestione dell’Innovazione, Esi, 2004]:

- Coordinatore,

- Gatekeeper,

- Gatekeeper tecnologico,

- Generatore di idee,

- Solutore di problemi,

- Opinion leader,

- Sponsor,

- Orchestratore.

Naturalmente, va considerato che nei piccoli Comuni si rilevano spesso delle carenze oppure si ritrovano individui che, dovendosi fare carico di responsabilità differenti, mostrano uno spettro più ampio di comportamenti.


2. Risultati, commenti e valutazioni
I risultati danno una fotografia aggiornata che contribuisce a inquadrare più precisamente un panorama già “abitato” da tempo.

Di seguito i risultati del questionario sono confrontati in alcuni casi con i dati del secondo rapporto sull’Ict della Pubblica Amministrazione Locale redatto da AiTech-Assinform [http://www.aitech-assinform.it/comunita/default.asp] e con i dati Istat nell’ambito della ricerca “Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle Pubbliche Amministrazioni Locali” per offrire un metro di paragone tra la situazione dei comuni aderenti al Cst, la situazione dei comuni campani e quella nazionale

[http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20060703_00/].


  1. Sezione: Anagrafica del Comune

Va riferito che per 23 enti che hanno indicato se appartengono o meno a un’aggregazione con altri Comuni sono risultate prevalenti le Comunità Montane e le Unioni di comuni (si veda tabella sotto).

La lettura dei risultati deve considerare che le tradizionali forme associative si dispongono lungo un continuum di crescente integrazione delle attività e dei processi decisionali, in cui è possibile riconoscere due differenti categorie di partnership:

- le soluzioni di natura contrattuale che rappresentano la modalità meno vincolante:

a tale classe appartengono i protocolli di intesa, le convenzioni e gli accordi di programma;

- le soluzioni miste che danno vita a forme strutturate e durature, senza pregiudicare l’autonomia dei singoli partecipanti: ad essa si riconducono l’esercizio associato di funzioni, i consorzi, le Unioni di Comuni, le Comunità montane;

- la forma più forte ed istituzionale, riconducibile alla riduzione del numero di enti mediante la fusione in un solo Comune.
Tabella 3 - Appartenenza a forme associative preesistenti (22 comuni)


F.A.

Numero di comuni appartenenti alle forme

associative*




Comunità montane

11

Unioni di Comuni

7

Nessuna

8

*Il totale è superiore a 23 perché alcuni comuni hanno dichiarato di appartenere a più Forme Associative.
b. Sezione: Organizzazione interna
La seconda sezione del questionario intende tracciare un quadro dell’organizzazione interna dei comuni. Considerato il numero dei dipendenti comunali, risultati 1.385 (per 22 comuni), appare particolarmente negativo il discorso relativo alle dotazioni organiche, in particolare per quel che riguarda l’esistenza di “specifiche unità organizzative” (domande b.2 b.3 b.5 ): sui 22 (su 24) Comuni che hanno risposto a queste

domande (88% degli aderenti) solo 8 (36,36 % degli enti che hanno risposto alla domanda) hanno incaricato un responsabile per i servizi di informatica e 3 (13,63 %) dispongono di un ufficio o Servizio di Informatica autonomo.

Se confrontiamo quest’ultimo dato con la rivelazione sperimentale effettuata dall’Istat nell’ambito della ricerca citata, vediamo che è nettamente inferiore alla media nazionale (16,2%).

Sono 5 (22,72 %) gli enti che dispongono di un Ufficio o di un Servizio di Statistica.

Per la maggior parte, gli enti dichiarano di gestire attività connesse con le ICT “In Economia” o con “Affidamento a fornitore esterno” (domanda c.1).
c. Sezione: Servizi erogati dalle forme associative intercomunali
Per quanto riguarda i servizi erogati dalle forme associative, non notiamo un particolare riscontro in termini di servizi. Il Consorzio CST “Terra di Lavoro” genera sicuramente nei comuni la maggior parte delle aspettative in termini di servizi erogati ai comuni associati.
d. Sezione: Telefonia e connettività
A questa sezione hanno risposto 19 comuni su 24. Significativo il dato secondo il quale solo 4 comuni hanno acquistato un centralino da oltre cinque anni. La maggior parte dei comuni risulta quindi avere un hardware soddisfacente. Invece, rispetto ai servizi di telefonia fissa, per l’ 89,47 per cento dei comuni (17) il fornitore è Telecom, per cui presumibilmente non è stata attivata la Convenzione Consip per l’affidamento

dei servizi di telefonia fissa e connettività IP, in favore delle Amministrazioni Pubbliche, ai sensi dell’articolo 26, Legge 23 dicembre 1999 n. 488 e dell’articolo 58, Legge 23 dicembre 2000 n. 388, in particolare il Lotto A2 – Servizi di telefonia fissa e connettività IP in favore delle “Amministrazioni Locali”. La convenzione è stata attivata il 18 settembre 2006 ed è scaduta il 17 settembre 2008. Lo stesso dicasi per

i servizi di connettività il cui fornitore è Telecom nel 94,73% dei casi (18). Notiamo, al riguardo, che la dimensione dalla banda è uguale o inferiore ai due Mb al secondo risultando quindi bassa.

Per i servizi di telefonia mobile (domande a.3 e a.4), il fornitore è Tim in 6 casi e Wind in 1 caso.

I risultati dell’indagine, in particolare per quanto concerne la tipologia di connessione, sono stati elaborati a seguito dell’incontro con il R.T.I. Fastweb aggiudicatario della fornitura di hw, sw di base, impianti e arredi di cui all’appalto attivato con il D.D. n.573 del 11/01/2005 e a seguito dell’esame dell’elenco prezzi della fornitura e dei relativi schemi di rete.

Al riguardo, si riportano di seguito i dati della copertura xDSL nei Comuni associati1.


Tabella 4 - Copertura xDSL dei Comuni del Cst

enti raggiunti da adsl

enti raggiunti da hdsl

3

19

Con riferimento alla proposta di rimodulazione della fornitura, in particolare per i servizi di connettività, si evidenziano sin da subito le motivazioni di carattere generale per favorire l’adesione al Sistema Pubblico di Connettività (SPC)2 , intendendo assicurare l’integrazione e lo scambio di dati tra amministrazioni statali, regionali e locali, sulla base di standard comuni e condivisi e in modalità sicura.


Note:

1 I dati riportati sono quelli dichiarati e/o stimati e, naturalmente. saranno oggetto di una verifica più approfondita in fase di attivazione.

2 L’Spc è istituito e disciplinato dal Decreto legislativo del 28 febbraio 2005, numero 42http://www.cnipa.gov.it/site/_files/DECRETO%20LEGISLATIVO%2028%20febbraio%202005.pdf .

Sotto il profilo dell’architettura il SPC si può considerare costituito da più ambiti omogenei che coinvolgono differenti soggetti. Un ambito è costituito dal dominio interno alla singola amministrazione, considerato una “Intranet”, che connette tutte le sedi della stessa distribuite sul territorio; ad es. un Comune che deve collegare diverse sedi e/o uffici.

Un altro ambito di interconnessione connette tra loro le singole amministrazioni, indicato come “Infranet”, sia assegnate allo stesso fornitore, che a fornitori diversi, tramite la rete di interconnessione Qualified eXchange Network (QXN) che ha compiti simili a quelli di un Internet eXchange Point, al fine di garantire la funzionalità del sistema nel suo complesso.

Infine un ambito di interazione tra le singole amministrazioni consiste nella possibilità delle singole amministrazioni di interagire con utenti o servizi presenti su “Internet”.

In riferimento, infatti, alla gara che ha riguardato la fornitura delle componenti del SPC relative ai servizi di connettività e sicurezza indetta dal Cnipa, risultano evidenti i vantaggi nella attivazione di tali servizi3 .

e. Sezione: Dotazioni informatiche

I comuni che hanno risposto alla quinta sezione del questionario sono 22 (88%).
Tabella 5 - Risorse hardware disponibili


Comuni con dotazioni informatiche

Server

PC fissi

PC portatili

34

888

32

* Calcolato sul totale delle risposte
Dai risultati emerge che le dotazioni informatiche disponibili tra server, pc fissi e pc portatili sono in totale 954 (domanda a.1). Se consideriamo il numero dei dipendenti comunali, se ne deduce che il 69% per cento dei dipendenti ha a disposizione un proprio Pc. Un dato superiore alle rivelazioni Istat: infatti il 67,4 per cento dei dipendenti comunali in Italia ha un computer.

Sotto un profilo più generale, tuttavia, lo stato di informatizzazione dell’ente rivela la coesistenza tra vecchio e nuovo, dove le nuove modalità operative, più agili e avanzate, affiancano quelle tradizionali, senza però riuscire ancora a sostituirle rimanendo intimamente legato a prassi e culture che rimangono incompatibili con forme veloci di cambiamento.

Un’esperienza esplicativa in proposito riguarda l’utilizzo della posta elettronica (domanda b.1).

Sono 13 gli enti che utilizzano il servizio di posta elettronica. L’innovazione tecnologica viene quindi usata ma limitatamente al progetto di innovazione nel quale è stata inserita. Il suo uso non viene allargato all’intera vita amministrativa incontrando la resistenza culturale al cambiamento delle abitudini consolidate.

Nonostante la diffusione di strumenti, sistemi e servizi innovativi dal punto di vista strumentale - la diffusione dei dispositivi di base ha raggiunto tutti gli uffici come si diceva - una notevole quantità di attività amministrativa interna è svolta ancora con modalità tradizionali e con impiego di rilevanti risorse umane (cfr. sezione 2 “organizzazione interna”, citata). Non a caso, solo 10 dei comuni presi in esame dichiarano

(domanda d.1) di possedere un software per il Sic (sistema informativo comunale) con banche dati integrate (sistema in ogni caso quasi del tutto assente anche a livello nazionale).

Rispetto alle aree non servite dal Sic, le percentuale di informatizzazione raggiunte sono in media con quelle dei comuni italiani indicate dall’Istat .

Dai dati relativi ai 22 comuni che hanno risposto alla domanda, risulta che i servizi più informatizzati sono:

- demografici (anagrafe, stato civile, elettorale)

- gestione del personale

– funzionalità delle buste paga

- contabilità

- tributi.

Solo in alcuni casi è presente un’informatizzazione dell’Ufficio Tecnico/LL.PP.


Nota:

3 In termini di convenienza generale si consideri che la gara (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale CE n. S91 del 12/5/2005 e sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, parte II, n. 110 del 13/5/2005) è stata aggiudicata con un ribasso del 46% rispetto alla base di gara che altro non era che il prezzo medio che la PA ha speso nell’ultimo anno. Possono fruire dei servizi oggetto della gara amministrazioni ed enti locali aderenti o meno alla RUPA. I servizi di connettività oggetto della gara sono ampiamente differenziati allo scopo di consentire alle singole amministrazioni la possibilità di soddisfare al meglio ogni loro specifica esigenza. I servizi di Connettività, per le PAL che decidono di aderire al SPC si suddividono in: servizi di trasporto, servizi di supporto, Voice Over IP (V0IP), interoperabilità di base, manutenzione e assistenza e si suddividono in servizi Indispensabili - di cui le pal sono tenute ad avvalersi almeno per le connessioni all’Infranet, secondo i propri fabbisogni (ovvero i servizi di trasporto, supporto, manutenzione e assistenza)– e servizi Opzionali - di cui le pal hanno la facoltà di avvalersi secondo i propri fabbisogni (ovvero i servizi di interoperabilità di base, posta elettronica, trasporto protocolli proprietari; interoperabilità di base - Data Center, VoIP). I servizi di trasporto permettono alle amministrazioni di usufruire di tutte le funzionalità tipiche delle reti IP. A tal fine viene assicurato il trasporto di tutti i protocolli e delle applicazioni veicolabili su IP secondo le diverse Classi di Servizio definite nel Capitolato Tecnico della gara. I servizi permettono a ogni amministrazione l’accesso e la comunicazione IP nei tre ambiti previsti dal SPC: Intranet, Infrante e Internet. servizi di trasporto potranno essere offerti secondo le seguenti modalità, ognuna delle quali sarà caratterizzata da differenti parametri funzionali e prestazionali.

“Aways-on”: mediante tecnologie che consentono accessi permanenti (ad esempio xDSL, SDH, etc.); “Dial-up”: mediante tecnologie che consentono accessi a commutazione di circuito PSTN, ISDN; “Wireless”: mediante tecnologie che consentono accessi basati su trasmissioni in radio frequenza.
f. Sezione. Spesa per l’informatica

La spesa complessiva in ambito Ict con fondi propri dei Comuni negli ultimi tre anni dopo aver avuto un picco nel 2004 ha avuto una fase di stasi nel 2005 e di ripresa nel 2006 come si vede nella tabella sotto riferita ai 12 su 24 (50%) comuni che hanno risposto alla domanda a.1.


Tabella 6 - Spesa con fondi propri dei Comuni

Tipologia

2004

2005

2006

Hardware e software di base

71.846,00

61.521,00

876.776,00*

Software applicativo / gestionale

65.864,00

96.591,00

61.940,00

Manutenzione hw e sw

42.600,00

53.843,00

66.301,00

Connettività

15.428,00

15.296,00

24.758,00

Formazione del personale

13.000,00

14.400,00

15.500,00

Consulenze

00,00

00,00

00,00

Totale

€ 208.738,00

€ 241.651,00

€1.045.275,00

*Nel totale delle spese Hardware e Software di base per il 2006 sono conteggiati anche i finanziamenti del POR Campania 2000-2006 per il solo Comune di Caserta.
g. Sezione: Il comune fruitore ed erogatore di servizi on line

Alla sezione relativa ai servizi on line ha risposto il 100 per cento dei comuni. Tra i servizi disponibili su internet maggiormente utilizzati (domanda a.1) c’è il collegamento a Siatel, l’anagrafe tributaria (80%), all’Inps (58,33%), e al sistema Ina-Saia per le interconnessione anagrafica (75%).


Tabella 7 - Servizi on-line utilizzati

Servizi


N. Comuni


INPS

14

INAIL

5

SIATEL / Anagrafe Tributaria

19

SISTER / Catasto

11

ACI-PRA / Registro automobilistico

11

Cassa Depositi e Prestiti

13

INA-SAIA / Interconnessione delle anagrafi

18

ISTATEL / Statistica ufficiale

9

Gazzetta Ufficiale

7

Normeinrete

7

CERVED / CCIAA / Registro imprese

1

Sito web della Regione

11

Sito web della Provincia di Caserta

9

Altro

2

Per quello che attiene invece alla erogazione di servizi on-line vediamo che non tutti i comuni sono presenti su internet, 19 su 24 con un proprio sito. Dati superiori alla media nazionale (79,16%).

Ad erogare attivamente servizi on-line sono 3 comuni (12,5%)4 .

Alla domanda relativa (domanda b.4) ai problemi legati all’erogazione la maggior parte dei comuni indica che il servizio è gestito da soggetti esterni non controllabili dal Comune.

Sotto un profilo generale, è evidente che l’analisi dell’utilizzo delle tecnologie ICT nel processo di ammodernamento dell’amministrazione richiama due categorie di azioni:

- le azioni di informatizzazione dirette a migliorare la efficienza operativa interna (servizi di e-Administration);

- le azioni dirette a informatizzare l’erogazione dei servizi ai cittadini e alle imprese che spesso implicano una integrazione tra i servizi di diverse amministrazioni (servizi di e-Government)

Per quanto riguarda le azioni di informatizzazione del primo tipo, il funzionamento interno delle amministrazione, pur registrando buoni risultati, è ancora da migliorare.


Nota :

4 Al riguardo, seguiamo la suddivisione proposta dalla Commissione Europea sui livelli di interattività: Presenza di modulistica; Servizi interattivi (invio di informazioni per l’avvio di procedimenti online); Servizi transattivi e con procedimenti di autenticazione.


Per le azioni di informatizzazione del secondo tipo è chiaro che è la Rete il canale preferenziale per l’interazione tra pubblica amministrazione e i suoi utenti. Su questo il Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. n. 159 del 4 aprile 2006 e s.i.) è molto chiaro: “lo Stato, le Regioni e le autonomie locali assicurano la disponibilità, la gestione, l’accesso, la trasmissione, la conservazione e la fruibilità dell’informazione

in modalità digitale e si organizzano e agiscono a tale fine utilizzando con le modalità più appropriate le tecnologie dell’informazione e della comunicazione”.

Ricordiamo che Front Office e Back Office sono le strutture digitali che rimpiazzano quelle dell’ufficio tradizionale. È quindi necessario che i sistemi di front office interagiscano con sistemi di back office molteplici ed eterogenei (per architettura, per piattaforma tecnologica, per fornitore, per distribuzione nei progetti, ecc..).
h. Sezioni: Gestione documentale e Interoperabilità e interscambio
I dati delle rilevazioni su questo fronte risultano in parte falsati dall’obbligo di legge.

Infatti, visto che si tratta di un servizio reso obbligatorio dal D.P.R. 445/2000 quale comune può dichiarare spontaneamente di essere fuori legge? La situazione riscontrata dai nostri consulenti nella stragrande maggioranza dei comuni, il protocollo informatico c’è ma ci sono forti resistenze e difficoltà al suo uso.

Le medesime considerazioni valgono anche per quanto attiene ai dati sull’interoperabilità e l’interscambio, in particolare per quanto riguarda l’anagrafe e i corrispondenti obblighi di popolamento dell’Ina (Indice Nazionale delle Anagrafi istituito presso il Ministero dell’Interno con legge 28/02/2001 n.26) e di collegamento al SAIA (Sistema di Accesso e Interscambio Anagrafico) come appurato nel corso di recenti indagini.
i. Sezioni: Formazione ICT e progetti di innovazione
A questa sezione hanno risposto 24 comuni. Soltanto 4 comuni hanno dichiarato di avere partecipato a iniziative di formazione in materia Ict negli ultimi tre anni.

Confrontando il dato con le rilevazioni Istat che, com’è noto, si riferiscono all’anno 2005 e considerano solo le attività organizzate direttamente dalle amministrazioni e non quelle organizzate da enti sovraordinati (es. la Regione) o forme associative.

I dati indicati dall’Istat in ogni caso indicano che il 20 per cento dei comuni in Italia ha attivato corsi di formazione Ict per i propri dipendenti, percentuale che scende al 16,6 per cento nel caso dei comuni del CST Terra di Lavoro.

Al riguardo, quindi, considerate le dimensioni dei comuni del campione di indagine, se ne deduce che esiste una propensione alla gestione associata della formazione per le presumibili economie di scala.


j. Sezione: Motivazioni dell’adesione al Cst
In questa sezione del questionario (dodicesima) possiamo ritrovare conferma delle osservazioni fin qui fatte, in primis, del ruolo del CST quale “consulente di fiducia”, professionale, che supporta gli enti nelle attività che devono svolgere e nell’ideare, avviare e gestire i programmi di innovazione.

Dall’analisi delle motivazioni espresse dell’adesione al CST (si veda Tabella sotto) risulta fortemente avvertita l’esigenza di supporto nel processo di cambiamento ormai avviato, rispetto al quale si è consapevoli di non disporre delle risorse necessarie per gestirlo in completa autonomia.


Tabella 8 - Motivazioni di carattere generale




Sopperire alle proprie carenze in materia di:




Ridurre

costi dei

servizi ICT


Aumentare

Numero e qualità

Servizi erogati


Scelta dotazioni

strumentali




Governo risorse

strumentali




Redazione

e gestione

progetti di innovazione


gestione

fornitori




gestione

disponibilità

econ. per innovazione

amministrativa




reperimento

fonti


finanziamento

n

%

n

%

n

%

n

%

n

%

n

%

n

%

n

%

12

64

22

100

11

50

5

23

12

55

9

41

14

64

18

82

* Calcolata sul numero dei Comuni che hanno risposto. N.B. sono state consentite più risposte
Quanto ai fabbisogni dichiarati, questi sono classificati per servizi e per “tipologia di fabbisogni” (domanda b.1) secondo quanto riportato nella sintesi seguente.

Il 68% (15) richiede supporti nell’ambito dei Servizi di Informatica in particolare tramite Gestione della piattaforma tecnologica in asp e sotto forma di Assistenza contrattuale nel rapporto con il fornitore della soluzione applicativa.

Il 55% (12) sollecita di essere supportato nell’ambito degli Acquisti di servizi ICT (telefonia compresa), mediante soprattutto l’assistenza contrattuale.

Il 55% (12) manifesta l’esigenza di interventi nell’ambito della Illuminazione Pubblica e del Risparmio Energetico sotto forma di assistenza contrattuale nel rapporto con il fornitore.

Il 50% dei Comuni (11) richiede interventi in relazione al Sito Web.

Il 32% dei Comuni (7) richiede un intervento specifico per l’avvio dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP).

Il 23% dei Comuni (5) richiede un intervento specifico per la fornitura di una piattaforma di Marketing Territoriale ed anche per la gestione del territorio attraverso il sostegno nell’ambito dell’ Ufficio tecnico / LLPP, viabilità.

Il 18% (4) richiede l’attivazione del servizio “Protocollo Informatico” con una adeguata formazione per il personale addetto.

In data 6 ottobre 2009, inoltre, si è svolta una riunione di coordinamento tra i rappresentanti dei Comuni consorziati e di quelli facenti parte del progetto Cluster con capofila il Comune di Roccaromana al fine di verificare le possibile sinergie e i servizi di base ed avanzati da inserire, Comune per Comune, nel presente progetto. Nel corso di detta riunione è stato somministrato un questionario aggiornato di rilevamento dei fabbisogni sopravvenuti nel corso del periodo novembre 2008 – ottobre 2009 al fine di rendere il presente progetto pienamente rispondente alle reali esigenze di ogni territorio comunale.

Le risultanze di tale rilevazione sono evidenziate nelle schede dei servizi allegati.



CAPITOLO IV
L’analisi della tipologia di servizi che si intende erogare, nel primo triennio/quinquennio, ai propri soci e della loro integrazione con quelli già in uso, dettagliando, per ciascun servizio previsto, la dimensione ed il profilo dell’utenza potenziale.

Premessa.
Questo capitolo si divide in tre sezioni: la prima “la situazione attuale del CST Terra di Lavoro: il CED e i servizi già attivi”, la seconda “servizi da erogare nel primo triennio” e la terza “servizi da erogare nel quinquennio”.

Nel dettaglio, la prima sezione illustra la configurazione attuale del CED e della rete del CST e lo scenario futuro seguente l’implementazione della nuova dotazione hardware acquistata con i fondi richiesti alla Regione Campania. Qui viene anche descritto l’attuale portafoglio dei servizi del CST.

La seconda sezione descrive i servizi di base che costituiscono oggetto del finanziamento regionale attraverso la realizzazione del progetto COPERNICO.

La seconda sezione, invece, propone il programma di investimenti di lungo periodo finalizzati all’attivazione di servizi avanzati a valere su ulteriori finanziamenti da richiedere alla Regione, al Governo e-o alla Commissione Europea su eventuali futuri bandi.




la situazione attuale del CST Terra di Lavoro:

il CED e i servizi già attivi



1   2   3   4   5   6   7   8   9   ...   25


©astratto.info 2017
invia messaggio

    Pagina principale