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Monitoraggio delle forniture tecnologiche



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Monitoraggio delle forniture tecnologiche


Il Responsabile di Progetto si occuperà di far predisporre una serie di test di accettazione per il materiale e le realizzazioni tecnologiche e informatiche che saranno fornite dalle società che si aggiudicherà l’apposita gara ad evidenza pubblica. Questa fase è molto critica poiché si tratta di coordinare il lavoro di più soggetti, appartenenti a diverse aziende. Le diverse aree hanno impatto sia sulla possibilità di realizzare i servizi sia sui tempi previsti per il loro rilascio in produzione.

Per ridurre al minimo le possibilità di problemi è necessaria una documentazione precisa e una serie di test di accettazione che possano permettere di iniziare lo sviluppo dei servizi a partire da strutture consolidate e collaudate in tutte le loro funzionalità.

Il progetto esecutivo deve essere strutturato in modo da consentire di rilevare oggettivamente la rispondenza ai criteri di valutazione.

Il progetto deve essere redatto in lotti funzionali, monitorabili e verificabili singolarmente ai fini del controllo dell’intervento e per una eventuale erogazione sequenziale dei finanziamenti.


Capitolo XIV
Sostenibilità


14.1 Introduzione
Un progetto può essere definito sostenibile quando continua a produrre benefici per il gruppo scelto per un periodo di tempo esteso oltre l’assistenza da parte dei donatori.

Troppo spesso nel passato i progetti sono falliti perché una serie di fattori critici non è stata presa nella necessaria considerazione. L’esperienza dimostra che la sostenibilità di lungo periodo dipende dai seguenti fattori:

Sostegno alle Politiche, ovvero la durata del sostegno da parte del governo con cui si collabora per la continuazione dei servizi forniti dal progetto dopo la fine del supporto dei donatori.

Tecnologie Appropriate, ovvero la sicurezza che si possa continuare ad utilizzare le nuove tecniche e tecnologie introdotte nel corso del progetto, che esista la disponibilità di pezzi di ricambio, che ci siano sufficienti regolamenti di sicurezza, che le tecnologie siano appropriate alle capacità locali di operazione e mantenimento, ecc.

Capacità Istituzionale e Imprenditoriale, ovvero se esista la capacità e la volontà da parte delle agenzie che realizzano il progetto di continuare a fornire i servizi al di là della presenza e l’intervento dei donatori.

Fattibilità Economica e Finanziaria, ovvero se i benefici aggiunti del progetto superino i costi e se il progetto rappresenti un investimento fruttuoso a lungo termine.

Questioni Socioculturali e di Genere che hanno influenza sulla motivazione e sulla partecipazione, ovvero il grado in cui siano stati considerati i bisogni dei gruppi destinatari e l’effetto che hanno la giusta motivazione e partecipazione sulla distribuzione di benefici a lungo termine.

Impatto Ecologico, ovvero il grado in cui il progetto protegge o danneggia l’ambiente naturale e di conseguenza supporta o ostacola il raggiungimento dei benefici di lungo periodo.

Questi fattori sono valutati in termini della loro probabilità e incidenza, come i fattori esterni (usando un simile percorso).
Il problema fondamentale dei CST, e più in generale di tutto l’eGovernment riguarda la sostenibilità.

La cultura di business all’interno della Pubblica amministrazione è bassa, e spesso guardata con sospetto.

I servizi che fanno parte dell’eGovernment, per la natura stessa di servizi generali ai cittadini e alle imprese devono essere forniti ai contribuenti in forma gratuita, oppure ad un costo limitato.

Anche i servizi a regime erogati in forma digitale permettono alla pubblica amministrazione il risparmio di tempo e risorse e un possibile abbattimento dei costi rispetto allo stesso servizio erogato dallo sportello fisico.

Tuttavia, questa diffidenza alla cultura del business va superata, perché un modello di business non implica necessariamente un obiettivo di profitto, ma può avere come finalità la sostenibilità di un servizio erogato al cittadino in modo efficiente ed efficace.

Costruire un modello di business del CST appropriato è un compito piuttosto arduo per le diverse caratteristiche regionali e locali.

Per questo, è stata pensata l’apertura di un dialogo virtuale tra i Comuni intorno al tema della sostenibilità che permetta attraverso la cooperazione di scambiare opinioni e di studiare possibili soluzioni innovative.

Per assicurare la sostenibilità, la strategia di sviluppo del CST provinciale, pone al centro l’organizzazione da parte del CST di servizi ai Comuni ( servizi di carattere gestionali), e la creazione di una struttura tecnologica (il centro tecnico), in grado di erogare servizi di base anche ad altre organizzazioni presenti sul territorio. Per esempio, è perfettamente ipotizzabile che il sistema d’autenticazione, il sistema di pagamento, oppure di “hosting” dei siti-web, siano utilizzati a pagamento dalle piccole e piccolissime imprese, e da chiunque intende fornire servizi sul territorio.

La sostenibilità è stata studiata sin dalla progettazione stessa del CST, in modo da assicurare la presenza di tutti gli strumenti e i servizi che permettano non solo di fornire servizi ai membri del CST, ma anche servizi che favoriscano lo sviluppo locale.

Questa strategia ha un altro pregio, quello di rendere attrattivo il CST per la comunità, e di favorire lo sviluppo dell’economia locale e la coesione sociale. D’altro canto, più si coinvolgono le forze produttive e sociali nell’attività del CST e più importanti diventeranno le reti ed i siti-web dei Comuni aderenti.



E’ necessario rilevare che la gestione a regime dell’attività del CST suppone la creazione di un modello di business, previsto già nella fase progettuale, anticipando l’avvio del CST dopo la prima fase di organizzazione.
14.2 Modello di Business
Il presente paragrafo ha lo scopo di rappresentare un’ipotesi di modello di business per la fase di gestione ordinaria e sostenibilità economica del CST. In particolare si fa riferimento al triennio successivo a quello di impianto iniziale (definito “progettazione e avvio”).
Detto modello è così configurato:

  • Il CST sarà dotato di una struttura organizzativa i cui costi saranno considerati nello sviluppo del modello di Business che garantirà, agli enti locali associati, la continuità di esercizio del CST negli anni successivi ai quelli di realizzazione del progetto.

  • Il soggetto gestore del CST eroga, attraverso l’infrastruttura precedentemente realizzata, i servizi per la Pubblica Amministrazione Locale, i cittadini e le imprese. I costi della gestione operativa del CST (erogazione, assitenza, manutenzione, implementazione ed aggiornamento tecnologico) saranno considerati nello sviluppo del modello di Business.

  • Nel modello i servizi di e-gov previsti corrispondono ad un lotto minimo di servizi cui potranno aggiungersene altri in funzione delle opportunità di business che nel tempo si potranno presentare, e che via via verranno valutati. I ricavi derivanti dalla erogazione dei suddetti servizi saranno considerati nello sviluppo del modello di Business distinguendo tra:



    1. Servizi che prevedono un pagamento a carico degli utenti finali (amministrazioni o cittadini/impresa). Tali servizi saranno attivati a richiesta e sono stati definiti “aggiuntivi”.

    2. Servizi specialistici che saranno oggetto di analisi e progettazione avanzata condotta in cooperazione con gli enti aderenti. Tali servizi saranno attivati a richiesta e sono stati definiti “avanzati”.



  • Il modello considera anche una voce “canoni” derivanti dall’azione di comunicazione, marketing e commerciale che il CST avvierà con l’obiettivo di creare una base di utenza stabile che acquista i servizi “di base”  erogati e corrisponde un canone annuale per renderli disponibili ai cittadini.

  • Il modello di business terrà in considerazione anche la eventuale presenza di una tipologia di servizi non strettamente legati all’e-gov ma di supporto ai processi amministrativi degli enti aderenti. Rientrano in tale tipologia la consulenza amministrativa, la consulenza legale e più in generale i servizi di consulenza organizzativa, per la formazione, nella gestione dei contratti.

  • Il modello include anche ricavi dalla vendita ad altri enti pubblici di servizi “di base” già attivati nella fase di pre-esercizio; questi attraverso opportuni accordi di servizio possono costituire un notevole potenziale di ritorno dell’investimento avendo già realizzato le infrastrutture e configurati il servizi nella fase di pre-esercizio.

NB. Per la previsione dei costi e dei ricavi nel medio-lungo periodo si veda il precedente capitolo sui flussi di cassa nel primo triennio.

14.3 Auto-sostenibilità del Modello


Il modello di business proposto presenta caratteristiche di autosostenibilità in quanto conferisce al CST una capacità di revenue immediata e autonoma rispetto ai finanziamenti iniziali per la realizzazione.

A sostegno di tale affermazione si espongono di seguito i driver di ricavo e la loro autoconsistenza.

Si può ritenere che:


  • Gli enti locali saranno coinvolti e motivati a delegare al CST attività che ad oggi sono costose oltre che rischiose (si pensi ad esempio alla sicurezza e alla affidabilità ed alla continuità del servizio) se gestite dalle singole amministrazioni.

  • nel triennio successivo alla fase di avvio si ritiene che le amministrazioni locali troveranno molto più conveniente pagare un canone al CST piuttosto che tornare ad una gestione autonoma dei servizi che risulterebbe molto più onerosa.

  • Nel triennio di esercizio infine, i cittadini, ormai abituati a servizi a contenuto tecnologico avanzato, dotati di una carta di indentità elettronica, informati sulla flessibilità, facilità d’uso e comodità dei servizi di e-gov, avranno preso confidenza con servizi di base utili ed efficaci e saranno ben disposti ad utilizzare anche i servizi aggiuntivi ed avanzati contribuendo in parte alle spese di erogazione.

Le infrastrutture e i servizi di base realizzati nella fase di avvio potranno essere messe a disposizione anche di ulteriori enti locali interessati a servirsene, ci riferiamo ad esempio alle Comunità Montane. Inoltre è fondato supporre che anche altri comuni che attualmente non fanno parte del CST possano essere interessati a servirsi in seguito del CST costituito ed operante.


Capitolo XV
Figure professionali e gruppo di lavoro multidisciplinare

Omissis ….



1 Rete di Front-end: è quella che si affaccia direttamente al mondo esterno al CST.

2 Rete di Back-end: è quella che permette la connessione tra il centro stella e i singoli comuni, non è visibile al mondo esterno al CST.

3 Switch fabric: è il insieme dell'hardware e del software che permette il movimento dei dati tra 2 nodi della stessa rete

4 RTO: Recovery Time Objective


5 RPO: Recovery Point Objective



Servizi di amministrazione e gestione



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