Consorzio cst terra di Lavoro



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03.06.2018
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Disaster recovery

La soluzione progettata per garantire dati e parziale continuità di servizio per gli applicativi mission critical prevede, in pratica, che i servizi e i dati considerati importanti vengano ridondati sul 'sito secondario' del Cluster di Rocca Romana per far si che, in caso di disastro (terremoto, inondazione, attacco terroristico, ecc...), tale da rendere inutilizzabili i sistemi informativi del sito primario presso il CST Terra di Lavoro, sia possibile attivare le attività sul sito secondario al più presto e con la minima perdita di dati possibile. In particolare è stata prevista una replica sincrona che garantisca la specularità dei dati presenti sui due siti considerando ultimata una transazione solo quando i dati sono scritti sia sulla postazione locale che su quella remota. In caso di evento disastroso sulla sede principale, le operazioni sul sito di Disaster Recovery potranno essere riavviate molto rapidamente (basso RTO4 e RPO5 praticamente nullo).

Al fine di garantire un tale servizio è stata pensata una organizzazione delle risorse disponibili in modo che le macchine che saranno disponibili presso il cluster di Rocca Romana abbiano dati allineati ai valori reali presenti presso le macchine del CST e siano in grado di erogare servizi mission critical


Figura 6 Prospettiva di massima dell'organizzazione in merito al Disaster recovery

Nella figura precedente si osserva che per entrambi i siti sono presenti server per gestire il Backup. Per il cluster sono previste anche 3 macchine server per gli applicativi mission critical


Networking

La rete del CST è suddivisa in segmenti, che nella figura precedente sono rappresentati da cerchietti in giallo numerati.




Figura 7 schema di principio raffigurante il sistema di connettività del CST

      1. Segmento 1

Collega il router Internet al router PE (Provider Edge) sito nel POP di Fastweb



      1. Segmento 2

Questo segmento serve per connettere ciascuno router CPE (Customer Premise Equipment) VPN ai corrispettivi router PE (Perimetral Equipment) siti nei POP di Fastweb di pertinenza



      1. Segmento 3

Per questo segmento sono disponibili 16 indirizzi pubblici tra il router Internet e i 2 firewall Proventia M30.



      1. Segmento 4

Collega il router VPN ai firewall attraverso unaVLAN dedicata al fine di raccogliere tutto il traffico proveniente dai nodi periferici e diretto a Internet o ad un altro segmento presente nel Centro Stella.



      1. Segmento 5

Ospita i server e dovranno essere raggiunti da Internet come il server Web o di posta elettronica




      1. Segmento 6

Ospita il server che dovranno offrire servizi agli altri segmenti (database,Login ecc.)



      1. Segmento 7


Questo segmento ospita i client presenti all'interno dei locali del CST

Segmento 13

Questo segmento sarà dedicato ad eventuali connessioni SPC



SERVIZI DA EROGARE NEL PRIMO TRIENNIO

(oggetto della presenta gara d’appalto)


    1. AREA SERVIZI DI BASE TERRITORIALI

4.1.1. LE FINALITA’ E GLI OBIETTIVI


La richiesta di finanziamento per lo sviluppo di Servizi Territoriali nasce dall’intenzione, da parte del CST, di favorire l’uso dell'informazione geografica da parte di tutte le realtà pubbliche e private operanti nel contesto territoriale mediante l’utilizzo della rete internet. L’iniziativa consentirà di dotare il CST Terra di Lavoro di una base dati che contiene un vasto patrimonio di informazioni, la cui consultazione è in grado di guidare vantaggiosamente le attività di governo del territorio sotto il profilo politico, tecnico ed amministrativo, nonché una efficace erogazione di servizi per i cittadini, per le imprese e per gli Enti.

Le funzionalità del Centro Servizi si baseranno sulla erogazione di servizi mediante il WEB e WEBGIS con servizi web oriented consultabili sul sito www.terradilavorocst.com.

In questo modo si rafforzerà il ruolo e l'azione di coordinamento e di sviluppo proprio del CST rendendo sinergiche ed efficaci le proprie azioni; le stesse consentiranno alle varie Amministrazioni di poter usufruire di informazioni tecnico-urbanistiche-cartografiche e di informazioni in campo ambientale utili per la pianificazione, il controllo ed il governo del territorio.

La provenienza e la sorgente delle informazioni, che saranno sia di tipo alfanumerico che di tipo cartografico, saranno di varia natura: se è vero che il CST si pone come nodo centrale di raccolta delle informazioni da fruire mediante uno strumento interattivo quale il GIS, le informazioni dovranno pervenire:



  • dagli uffici tecnici comunali (per quanto riguarda i piani regolatori, i piani particolareggiati, le Norme tecniche di attuazione dei piani e della zonizzazione, i dati relativi ai Permessi di Costruire e alle DIA , ecc…),

  • dall’Agenzia del Territorio (per quanto riguarda i dati del Catasto Censuario e la cartografia Catastale),

  • dalla Conservatoria (per i dati riguardanti le note di pubblicità immobiliare)

  • dalla Regione ( per dati quali la Carta Tecnica regionale)

La provenienza da fonti diverse implica inevitabilmente interagire con strumenti informativi diversi e quindi il CST da un lato studierà l’integrazione tra banche dati diverse e dall’altro fornirà strumenti di back-office per la gestione dei procedimenti tecnici-amministrativi a quei Comuni che ad oggi non utilizzano procedure informatizzate per la gestione delle attività.

Alla fine dell’iter progettuale il CST disporrà di strumenti atti a :



  1. Creare integrazione/interoperabilità delle banche dati alfanumeriche e catastali anche geograficamente distribuite sul Territorio per livello di competenza a supporto dello sviluppo degli sportelli catastali.

  2. Creare procedure per gli Uffici Comunali di consultazione delle banche dati catastali ai fini della certificazione urbanistica e delle opportunità localizzative.

  3. Creare integrazione/interoperabilità delle banche dati degli uffici tecnici comunali a supporto della gestione dei procedimenti tecnico amministrativi.

  4. Gestire (con la relativa consultazione da parte degli utenti) servizi di mappa contenenti le aree protette, le cartografie di base, l’uso del suolo.




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