Contratto preliminare e modifica delle condizioni contrattuali: intervento correttivo del giudice



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331 VON JHERING, Culpa in contrahendo, oder Schadensersatz bei nichtigen oder nicht zur Perfektion gelangten Vertragen, (1861), 4 Jherings Jahrbucher fur die Dogmaitk des burgerlichen Rechts 16 ff.

332 FARNSWORTH, Precontracutal liability and preliminary contracts: fair dealing and failed negotiations, (1987) 87, Columbia LR 217, 264 ff.


333 (1998), W.L.R. 896, P. 913.

334 Si veda ProForce Recruit Ltd v. Rugby Group Ltd (2006) EWCA Civ 69 (CA) o, ancora, Chartbrook Ltd v. Persimmon Homes Ltd (2007) EWHC 409 (ch.) JACKSON (2007) che, tuttavia, conclude così: “(…) the extent to which precontractual negotiations can be used to interpret contracts remains unclear, especially in relation to undefined terms. Questions of interpretation come before the courts regularly and it is to be hoped that further guidance will be given on thid point (…)”.

335 Smith v. Hughes (1871) LR QB 597; Marine Insurance Act 1906 s.17, s.18; Drake Insurance Pls (In provisional liquidation) v. Provident Insurance Plc (2003) EWCA Civ 1834 (2004) Q.B. 601 (CA (Civ Div)).

336 Dopo Lipkin Gorman v. AC Karpnale Ltd [1991] 2 548, (confermato nelle decisioni successive: cfr., ad es. Woolwich Equitable Building Society v. IRC [1992] 3; tutti in ER 737 Westdeutsche Landesbank Girozentrale v. Islington London Borough Council AC [1996] 669; V Kleinwort Benson Ltd Glasgow City Council [1998] 1 AC 153), in cui la House of Lords ha riconosciuto per la prima volta l'esistenza di un'autonoma causa di azione di arricchimento senza causa, il law of restitution è assurto a panacea rimediale per tutti i casi analoghi.

337 GALLO, Nullità ed annullabilità in diritto comparato, in Digesto discipl. Privat., sez. civ., XII, 1995, 310.

338 SACCO, voce Nullità ed annullabilità, in Digesto discipl. Privat., sez. civ., XII, 1995, 293; SACCO – DE NOVA, Il contratto, in Trattato di diritto civile, Torino, 193.

339 Si veda al riguardo la recente decisione Walford v. Miles (1992), 2 AC 128. Per uno studio più approfondito dell’argomento si veda O’CONNOR, Good faith in English Law, Aldershot, 1990; ADAMS–BROWNSWORD, Key issues in contract good faith, London, 1995.

340 COLLINS, The law of contract, Cambridge, 1998: “The common law has exhibited a persistent reluctance to impose precontractual obligations. The main reasons for this reluctance is a concern to protect the parties freedom to choose wheter or not to enter a contract (...). What English law requires of parties is carefulness towards each other during the period of negotiation (...). But the principle concerned should be described as a duty to negotiate with care not to bargain in good faith”.

Tuttavia negli ultimi anni non sono mancate opinioni contrarie: ATIYAH, An introduction, op. cit. ---; SMITH, In defence of substantive fairness, (112), L.Q.R., 1996, 138 e lo stesso COLLINS, op. cit.



341 Sulla precontractual liability si veda un’interessante relazione di ALLEN, in HONDIUS, Precontractual liability. Report to the XIIIth Congress I.A.C.L., 1990, 127.

342 ATIYAH, An introduction, ----, “(…) there are many modern decisions holding that negotiations parties may owe duties to each other (extending far beyond the traditional duties excluding duress, fraud, and misrepresentation). Because legal analysis insists that there is no contract until an offer and a acceptance can be identified, these duties are not thought by lawyers to be contractual duties. They are instead classified as duties arising under ‘estoppel’, or duties in tort, or perhaps duties of an equitable character and they may not even be mantioned in books on contract law”.

343 Box v. Midland Bank, 1979 2, Lloyd Rep. 391.

344 Banque Financiere de la Citè SA v. Westgate Insurance Co.Ltd, 1991, QB 665 e (1991) 2 AC 249.

345 Sulla ‘estoppel’ si legga, ex multis, MAROCCO CARENA, voce Estoppel, in Digesto discipl. privat., sez. civ.,VIII, 1992, 144.

346 Central London Property Trust Ltd v. House Lit, (1947) KB 130, 1 All. ER, 256.

347 Si veda Walford v. Miles, cit.

348 TREITEL, An outline, -----

349 Ex multis, da una vasta letteratura sulla buona fede nel diritto contrattuale inglese si vedano MOUZAS e FURMSTON (2008); TETLEY (2004); BEATSON e FRIEDMANN (2002); HUNTER (1993); GOETZ e SCOTT (1981); LÜCKE, (1987); COLE (1994); TAYLOR (1997); GODDARD (1997); STEWART (1998); CHEYNE e TAYLOR (2001); WEBB (2001); CLARKE (1993).


350 Come sostenuto da CLARKE (1993, p. 318), “(…) the foundation of a general rule of good faith can be discerned in the common law dust (…)”.

351 Carter 10 v. Boehm 97 (1766) ER 1162, p. 1164.

352Ma si veda MASON (2000, pag. 70): "it later emerged, as is the case with many legal concepts rooted in formalism, that the elemnt of certainty was illusory”.

353 ZIMMERMANN e WHITTAKER (eds.) (2000).


354 BANAKAS, Liability for contractual negotiations in English Law, INDRET, 1/2009.

355 4 Espinasse, 56.

356 Ma a ben vedere anche nel più ampio contesto sociale dell'UE l’astratto concetto di ‘social justice’ non sembra aver influenzato la codificazione in itinere dei Contract law Principles che saranno contenuti nel prossimo Common Frame of Reference. Si veda anche “Social justice in European contract law: a Manifesto” (2004), 10 European Law Journal, pp. 653-674, firmato da un gruppo di accademici europei contrari all'approccio puramente tecnico delle iniziative di legge della Commissione UE.


357 STEYN (1991, pag. 132).

358 In Bobux Marketing Ltd v. Raynor Marketing Ltd 1 [2002] NZLR 506, [33].

359 STEYN, (1997, PAG. 434).

360 Bobux Marketing Ltd v. Raynor Marketing Ltd (2002), 1 NZLR 506, 35.

361 New Zealand Shipping Co Ltd v. A M Satterthwaite&co. Ltd (1975) AC 154, 167.

362 Anche se va ricordato che può sempre sorgere responsabilità per tort per ‘breach of confidence’: si veda Douglas and another and others v. Hello! Limited and others, (2007) UKHL 21.

363 [1992] 2 AC 128.

364Per una scrupolosa disamina dell’influenza di Walford v. Miles oggi sul diritto inglese si il leading textbook di TREITEL (2007, paragrafo 2-116) in cui l’autore, passando in rassegna i fatti del caso di specie ribadisce i principi sanciti con la decisione: “If a duty to negotiate in good faith exists, it must be equally incumbent on both parties, so that it can hardly require a vendor to agree to sell a valuable property for only two-thirds of its true value when the facts affecting that value are known to the purchaser and not disclosed (as good faith would seem to require) to the vendor. The actual result in Walford v. Miles (…) seems with respect, to be entirely appropriate on the facts, especially because the vendors reasonably believed themselves to be protected from liability in the principal negotiations by the phrase ‘subject to contract’”.

365 (Ch D) Chancery Division (1997) C.L.Y. 4535.

366 Pitt v. PHH Asset Management Ltd (CA (Civ Div)) Court of Appeal (Civil division) (1994) 1 W.L.R. 327 in cui la Corte d’appello espressamente dichiara di rifarsi al principio di diritto espresso nel precedente della House of Lords in Walford v. Miles.

367 La natura illusoria della doctrine of consideration è acutamente illustrata da ATIYAH, Consideration: a Restatement, in P.S. ATIYAH, (1986), p.179

368 CRISCUOLI - Il Contratto in diritto inglese, Padova, 2001; ZWEIGERT – KOTZ, Introduzione al diritto comparato. Gli Istituti, Vol.II, Milano, 1995.


369 BIANCHI – SALUZZO, I contratti internazionali. Tecniche di redazione e clausole contrattuali, Milano, 2005.

370 BIANCHI – SALUZZO, op. cit.

371 Va segnalato, comunque, come altra dottrina suddivida i documenti in analisi in quattro categorie anziché tre (DRAETTA,., Il diritto dei contratti internazionali - Formazione e patologia dei contratti, collaborazione tra imprese, Padova, 1988). La scelta di riportare la suddivisione proposta è giustificata unicamente da ragioni di semplificazione che, comunque, non modificano i termini essenziali del problema.



372 Per completezza e senza pretendere di affrontare un'analisi approfondita dei citati principi basti rilevare che i principali orientamenti riscontrabili a livello internazionale e non coincidenti con la divisione di massima tra sistemi di common law e di civil law sono i seguenti: un accordo può ritenersi concluso quando l'accettazione è in tutto conforme (absolute and unqualified) alla proposta. Per esemplificare, nel caso di contratto concluso a mezzo di scambio di corrispondenza contenente le rispettive condizioni generali di contratto, l'accettazione della proposta unitamente al richiamo delle proprie condizioni generali di contratto non potrebbe ritenersi conforme alla proposta ma varrebbe come nuova proposta. Detta soluzione è accolta in Italia nell'art. 1326 c.c.; in Inghilterra (mirror image rule regola interpretativa prevalente) in Francia e in Germania (paesi nei quali la giurisprudenza ha tuttavia tentato di superarne il rigore) viene definita last shot doctrine.
Negli USA si favorisce una diversa soluzione (knock-out approach) contenuta nella Sezione 2.207 dell'Uniform Commercial Code, per la quale il contratto si ritiene concluso se è possibile accertare l'accordo delle parti sugli elementi essenziali del contratto, essenziale è che le condizioni generali delle parti non siano tra loro configgenti. L'art. 2.22 dei Principi Unidroit accoglie sostanzialmente la stessa soluzione. Approccio totalmente opposto è quello adottato dal codice civile olandese che elegge la soluzione del first-shot approach.



373 BIANCHI - SALUZZO, op. cit., pag. 213. Gli autori precisano infatti come «nei contratti internazionali di natura complessa, il consenso, anziché essere il frutto del mero incontro tra proposta e accettazione, deriva infatti da un graduale avvicinamento della posizione delle parti, testimoniato dalla progressiva sottoscrizione dei documenti precontrattuali [...] ed è proprio in questa fase negoziale che vengono sottoscritte le lettere di intenti».



374 La giurisprudenza italiana più recente (Cass. Civ., sez. II, 4 agosto 1990) ha sostanzialmente equiparato le lettere di intenti alle puntuazioni o minute di contratto precisando come «con la sottoscrizione della cosiddetta minuta o "puntazione'' di contratto - la quale ha la sola funzione di documentare l'intesa raggiunta su alcuni punti del contratto da concludere quando si sarà successivamente raggiunto l'accordo anche sugli altri punti da trattare [...] le parti conservano la libertà di recesso dalle trattative la quale trova un limite soltanto nella responsabilità precontrattuale prevista dall'art. 1337 c.c». Tale assimilazione è stata contestata in dottrina in quanto considerata non idonea a cogliere la complessa natura delle lettere di intenti così come vengono utilizzate nella prassi internazionale. (M. Bianchi D. Saluzzo, op. cit., pag. 216).

Si veda, inoltre, Cass. Civ., sez. I., 14 maggio 1998, n. 4853.





375 BIANCA, Diritto Civile, Volume III, Milano, 2000.

376 Una simile precisazione non ha impedito, come in seguito avremmo modo di rilevare, che alcune corti statunitensi abbiano desunto l'esistenza di un obbligo di condurre le trattative in buona fede per giungere alla conclusione dell'accordo.



377 Giverny Gardens Limited Partnership, et. al. v. Columbia Housing Partners Limited Partnership, et. al., U.S. App. LEXIS 9236 (May 26, 2005).



378 In merito si veda, DIDIO, «Letters of intent - Best Practices» in The Michigan Business Law journal, Volume XXV, Issue 3, Fall 2005, reperibile sul sito www.michbar.org.

379 BIANCA, Diritto Civile, op. cit., pag. 155.

380 In relazione al rilievo che la responsabilità precontrattuale assume nella fase delle trattative si veda Cass. 14 febbraio 2000, n. 1632, rv. 533837.



381 BIANCA, Diritto Civile, op. cit., pag. 163 e ss.

382 Il danno verrà risarcito nei limiti del cosiddetto interesse negativo cioè nel limite dei danni per il pregiudizio che il soggetto non avrebbe subito se non avesse contrattato (es. spese subite a causa delle trattative) o non avesse fatto affidamento sullo stato delle trattative (eventuale mancata conclusione, o conclusione a condizioni meno vantaggiose, di contratti con altri operatori).
Non potrà venire risarcito invece l'interesse positivo che si concretizza nel vantaggio che la parte che ha subito il recesso avrebbe potuto conseguire se il contratto fosse stato stipulato.



383Genericamente si può definire come una dichiarazione inesatta che ha determinato la controparte ad addivenire alla conclusione del contratto.


384 L'Uniform Commercial Code (USA) stabilisce nella Sezione 1-203 il dovere di buona fede solo in relazione al contratto già formato.



385 Sons of Thunder, Inc v. Borden. Inc., 148 NJ 396 (Corte Suprema del New Jersey) reperibile sul sito www.westlaw.com, Giverny Gardens Limited Partnership, et. al.v. Columbia Housing Partners Limited Partnership, et. cit.

386 SCHWARTZ – SCOTT, Precontractual liability and preliminary agreements» in Harvard Law Review, January 2007, reperibile sul sito www.harvardlwareview.org.; WARBURG, «Letters of intent in Global Deals» in New York Law Journal, November 8, 2004.



387 Brasler Reality&Financial Services, Inc. and Leebob Associates, LLC v. TruServ Corporation, N. 2209 EDA 2000 (filed April 6, 2001).

388 WARBURG, Letters of intent in Global Deals, in New York Law Journal, November 8, 2004 che ammonisce «Their use in a letter of intent or unsigned term sheet should be carefully monitored and restricted to avoid providing support for a later litigation claim».

389 BIANCHI – SALUZZO, op. cit.

390 Fattispecie che potrebbe ricorrere in particolare nel caso in cui le parti abbiano raggiunto un accordo di massima riservandosi di negoziare successivamente altri termini nel dettaglio.


391 CHESIRE e FIFOOT, Law of contract, London, 1976; ANSON, Law of contract, Oxford, 1979; TREITEL, The law of contract, London, 1983; DAVID e PUGSLEY, Les contrats en droit anglais, Paris, 1985.

392 Taylor v. Caldwell (1863), 3 B&S. 826.

393 Taylor v. Caldwell, cit., “(…) there in absence of any express or implied warranty that the thing shall exist, the contract is … subject to an implied condition that the parties shall be excused in case … performance becomes impossible for perishing of the thing (…).

394 LEAKE, Law of contracts, London, 1867; BEACH, On the modern law of contracts, Indianapolis, 1896; ANSON, Principles of the law of contracts, Chicago, 1929; POLLOCK, Principles of contracts, Cincinnati, 1881; KEITH, Elements of the law of contracts, Oxford, 1931; TROTTER, The law of contract during and after war, London, 1940.

395 Ex multis, Virginia Iron Coal & Coke Co. V. Graham, 98 S.E. 659 (1919): “If one makes a contract which is in itself possible, he will be liable for a breach, notwithstanding it is beyond his power to perform, but where it is apparent that parties contracted on basis of continued existence of substance to which contract related, a condition is implied that if performance become impossible because that substance does not exist, this will excuse performance”.

396 CORBIN, ---

397 Jackson v. Union Marine Insurance Co., L.R. 8 C.P. 572 (1873): “(…) were a contract is made with reference to certain anticipated circumstances and were, without any default of either party, it becomes wholly inapplicable to or impossible of application to any such circumstances, it ceases to have any application; it cannot be applied to other circumstances which could not have been in the contemplation of the parties when the contract was made”.

398 POLLOCK, Principles, op. cit.; ELLIOT, On contracts, Indianapolis, 1913.

399 Metropolitan Water board v. Dick, Kerr and Co., (1918), A.C. 119; Cricklewood Property and Investment Trust, Ltd., (1945), A.C. 221: “Frustration may be defined as the premature determination of an agreement between parties lawfully entered into and in course of operation at the time of its premature determination, owing to the occurrence of an intervening or change of circumstance so fundamental as to be regarded by the law both as striking at the root of the agreement and as entirely beyond what was contemplated by the parties when that entered into the agreement”.

400 British Movietonews Ltd. V. London &District Cinemas Ltd. (1951) A.C. 166: “.(…) The contract ceases to bind at the point not because the court in its discretion thinks it just reasonable to qualify the terms of the contract, but because on its true construction it does not apply in that situation”.

401 Jackson v. Union Marine Insurance Co., L.R. 8 C.P. 572 (1873): “(…) where a contract is made with reference to certain anticipated circumstances, and were, without any default of either party, it becomes wholly inapplicable to or impossible of application to any such circumstances, it ceases to have any application; it cannot be applied to other circumstances which could not have been in the contemplation of the parties when the contract was made”.

402 Williston, The law of contracts, New York, 1920 e Revised edition, 1938.

403Restatement (Second), Introduction to Ch. 11: “An extraordinary circumstance may make performance so vitally different from what was reasonable to be expected as to alter the essential nature of that performance”.

404 U.C.C. par. 2-615, Official comment n. 4 : “Increased cost alone does not excuse performance unless the rise in cost is due to some unforeseen contingency which alters the essential nature of the performance. Neither is a rise or a collapse in the market in itself a justification, for that is exactly the type of business risk which business contracts made at fixed prices are intended to cover. But a severe shortage of raw materials or of supplies due a contingency such as a war, embargo, local crop failure, unforeseen shutdown of major sources of supply or the like, which either causes a market increase in cost or altogether prevents the seller from securing supplies necessary to his performance is within the contemplation of this section”

405 Jennie-o Foods, Inc. v. United States, 580, F. 2d 400, 409 (Ct. Cl. 1978): “The doctrine may be utilized only when the promisor has exhausted all its alternatives (…), thus, when a contractor complains that is unable to obtain an adequate supply of a particular contractual commodity, it must show that the product was unavailable within the boundaries of a reasonable area in order to have a creditable excuse”. Per ulteriori riferimenti, EILLISTON, op. cit; CORBIN, op. cit.; PINGREY, Extraordinary industrial and interstate contracts, Albany, 1905.

406 ATIYAH, An introduction to the law of contract, op. cit., e, dello stesso autore, Executory contracts, Expectations damages and the economic analysis of contract in Essay on contract, Oxford, 1987.

407 BURTON, L’esecuzione del contratto secondo buona fede, traduzione italiana a cura di DI PAOLA e PARDOLESI, in Riv. Crit. Dir. Priv., 1984, 13.

408 Sulla analisi economica del diritto in generale si vedano i saggi raccolti in ALPA, PULITINI, RODOTA’, ROMANI (a cura di), Interpretazione giuridica e analisi economica, Milano, 1982.

409 Fa fede di questo orientamento un saggio di GHESTIN, L’utile et le juste dans le contrat, Dalloz, 1979.





Contratto preliminare e modifica delle condizioni contrattuali: intervento correttivo del giudice
Il contratto preliminare unilaterale e bilaterale: distinzione da altre tipologie negoziali
Rapporto tra contratto preliminare e contratto definitivo
Problemi in tema di inadempimento
Capitolo secondo
Gerarchia delle norme interpretative e limiti della sentenza ex art. 2932 c.c.
Capitolo terzo
Rischio contrattuale e rapporti di durata: obbligo di rinegoziazione
Parte seconda
Sintesi dei nuovi principi giurisprudenziali in tema di interpretazione del contratto
La fase delle trattative
Il caso walford v. miles
La formazione della volontà negoziale e le cause di invalidità del contratto



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