Controtransfert Enactment Selfdisclosure


la tecnica della  self-disclosure



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la tecnica della  self-disclosure, secondo la 

quale la comprensione ottenuta dall’analista attraverso l’analisi del 

controtransfert si estende fino alla comunicazione al paziente della propria 

esperienza interiore, con il fine di favorire la presa di coscienza da parte del 

paziente di modalità di relazione che si ripetono rigidamente secondo 

pattern strutturati inconsciamente.



L’intervento dell’analista, pur essendo espressione della sua soggettività, 

deve avere una qualità diversa da quello del paziente.

E’ un atto consapevole e deliberato basato sulla convinzione teorica che 



per sciogliere  le modalità di relazione, strutturate inconsciamente nelle 

relazioni primarie e che inevitabilmente si ripropongono in tutte le reazioni 

significative, è necessario portarne a coscienza i significati nella relazione 

analitica.

Ciò implica la disponibilità dell’analista ad esaminare tutti gli aspetti della 



relazione con il paziente, in una ricerca continua ed inesauribile di ipotesi 

spiegative sempre più mirate a fare emergere le sottili ragioni nascoste di 

comportamenti stereotipati e irrigiditi, la cui disfunzionalità è fonte di 

sofferenza. 

Per quel che riguarda la mutualità, la ricerca è condotta alla pari e ha lo 



stesso oggetto sia per il paziente sia per l’analista: l’acquisizione, alla luce 

del rimando che viene dalla relazione reale con l’altro, di un livello sempre 

più esaustivo di autocoscienza dei significati inconsci su cui ci si è 

inconsciamente strutturati. 

Per quel che riguarda l’asimmetria, l’analista, come colui che ha già 



compiuto una parte del percorso di autocoscienza, rimane il garante non 

di una verità sull’altro, ma del metodo per percorrere il cammino 




Cos’è la self disclosure?

Rivelazione, svelamento cosciente e voluto da parte dell’analista di 



qualche aspetto di sé al paziente in contrasto con la neutralità, l’astinenza 

e l’anonimato dell’analista.

Deriva dalla scoperta della soggettività ineliminabile dell’analista, di aspetti 



controtransferali dovuti perlopiù ad una complessità comportamentale 

che derivanti dal singolo paziente.

L’analista entra sempre nel rapporto terapeutico con la soggettività.



Storicità: Psicologia dell’Io/Psicologia del Sé/ Analisti interpersonali e 

intersoggettivisti



Dietro l’angolo: narcisismo dell’analista, difficoltà controtransferali

Come avviene? Domande dirette del paziente o comunicazioni 



spontanee di vissuti controtransferali, ammissione di errori ed esperienze 

personali consone al momento analitico e che possono essere analizzate 

insieme al paziente. 

Stimola eventualmente il processo terapeutico



Analista può fungere come modello di identificazione

Con cautela se il paziente è grave, poco strutturato. Si dovrebbe oscillare 



tra la funzione di oggetto transferale e quella di nuovo oggetto relazionale 

per colmare deficit evolutivi precoci.




Bibliografia/Sitografia

Maria Luisa Tricoli  Ricerca Psicoanalitica, 2001 Anno XII, n. 3, pp.229-24



SPIWEB Società Psicoanalitica Italiana 

https://www.spiweb.it/spipedia/self-

disclosure/




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