Convegno provincia di prato



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03.06.2018
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MODERATORE

Grazie ad Antonio Attanasio che ha detto sicuramente delle cose assolutamente di grande interesse. Mi piace questo spunto sugli investimenti e il discorso del (parola inc.) perché secondo me il punto fondamentale è che sempre di più la collaborazione tra attore pubblico e attore privato nel finanziamento di impresa passa anche per una nuova cultura che venga dal sistema bancario e da una cultura possibile dove anche l'imprenditore non presenta più quattro fogli di carta ma un business plane e un progetto vero da respiro internazionale e con un solido pieno di mercato. A tal proposito colgo l'occasione per passare la palla a Valerio Porfiri di Banca Intesa; perché? Perché Banca Intesa, perlomeno nel Lazio abbiamo visto, so che Lei ha delle slide ma mi permetta di fare questa trade union, si è fatta parte attiva insieme al BIC per la realizzazione di un programma di supporto al safe capital, quindi al lancio di nuova impresa innovativa nella fase di backstage, quindi proprio nella prima fase. Secondo Lei, poi può divagare rispetto all'intervento che aveva preparato, è una prospettiva anche per i distretti tessili promuovere la nascita di nuova impresa, magari anche di piccola dimensione, che collabori in distretto?


DOTT. VALERIO PORFIRI - Banca Intesa

Innanzitutto mi fa piacere che le informazioni rimangano in contesti abbastanza riservati. Siamo in realtà in una fase molto prematura di valutazione di strumenti di capitali di avviamento per imprese del tutto particolari che sono quelle che vengono con un termine - mi scuserete - "incubate" dai BIC, che sono i Business Innovation Centre per chi non è dentro al tema. È chiaro che in tal caso il ruolo di un ente intermedio come il BIC che sta evolvendo ed assume in qualche modo sebbene nel contesto laziale un po’ particolare anche un ruolo di agenzia di sviluppo, uno dei temi su cui stiamo investendo in questo momento in maniera molto, molto importante e mi ricollegherò a questa affermazione nel proseguo della mia presentazione che, me ne scuso in anticipo, ruberà un po’ di tempo. La possibilità di traslare in qualche modo su distretti tessili dove ci troviamo ad affrontare problemi probabilmente più legati a quello della sopravvivenza non delle singole imprese ma di quei meccanismi peculiari del distretto probabilmente in questo momento rappresenta non voglio dire l'ultimo dei problemi ma un problema di carattere accessorio. Quello che in qualche modo il distretto di Prato sta mettendo in evidenza, almeno da quello che ci dicono i nostri analisti e i nostri studi, sono alcune tendenze di ripresa anche se poi quando vengo qui sul territorio il nostro responsabile del centro imprese che ha sott'occhio la situazione mi dice sempre di saper leggere attraverso i dati. Siccome mi fido molto del nostro capitale umano devo dire che recepisco le sue affermazioni e che notiamo una iniziale tendenza a trovare delle soluzioni per risolvere il problema del distretto. Da qui partirei con la presentazione e magari le chiedo un supporto tecnico...


MODERATORE

Ho previsto dieci minuti a testa.


DOTT. VALERIO PORFIRI - Banca Intesa

Recepisco in qualche modo tutte le premesse fatte nel tavolo che ci ha preceduto sugli elementi di scenario su cui non si può non concordare essendo quel contesto globale e locale con cui necessariamente siamo chiamati a fare i conti tutti quanti. A questi elementi mi permetto di aggiungere due spunti di riflessione che sono stati già richiamati dagli interventi che mi hanno preceduto e cioè la tematica legata agli accordi di Basilea 2 che in alcuni casi vengono percepiti come - li abbiamo messi in una chiave positiva - sfida ed opportunità e da alcuni sono agitati come dei veri e propri spauracchi ma spero che piano - piano si vada facendo chiarezza anche sui destinatari. Quello che ci preme mettere in evidenza è che in qualche modo al di là di elementi esterni esiste un problema strutturale sulle imprese italiane - parlo soprattutto di quelle piccole e medie - che sono l'endemica sotto patrimonializzazione, forte indebitamento a breve, tutte cose che con Basilea due porteranno delle problematicità che in piccola parte porteranno ad una marginalizzazione di alcune imprese dal sistema del credito. Per questo si stanno attuando una serie di elementi che possono attenuare tale fenomeno soprattutto in termini di coinvolgimento di altre strutture come il sistema delle garanzie e quanto altro. Quello che vorrei mettere in evidenza - salterò molto rapidamente sulla presentazione - è fondamentalmente il ruolo di supporto che il territorio deve dare al distretto. Questo ruolo è fondamentale. I distretti da soli non sono più in grado di guidare la produzione di valore all'interno dei sistemi territoriali e produttivi ed è necessario sempre più in questa fase di transizione - mi piace chiamarla così - un forte coinvolgimento di tutta una serie di strutture che sono gli enti locali e le parti sociali - mi ha fatto molto piacere sentire un discorso prima da parte della rappresentante sindacale Valeria Fedeli che veramente dà una misura della volontà di alcune componenti delle parti sociali di partecipare ed essere parte attiva a questo processo. In generale mettiamo nella nostra idea ideale il territorio al centro e il territorio è composto da tutti gli stakeholder di cui abbiamo parlato prima. Per noi potenziare il territorio significa in qualche modo alimentare e rimettere risorse all'interno del sistema e per farlo non è possibile se non rimettendo benzina all'interno del motore dello sviluppo, cioè nelle imprese che abbiamo già detto - e su Prato assistiamo ad un fenomeno di particolare parcellizzazione sia in termini di specializzazioni produttive che di dimensioni - non può non passare in qualche modo attraverso strumenti che favoriscano l'aggregazione di imprese. Con quale obiettivo? Semplicemente quello di creare, come richiamato da chi mi ha preceduto, e di realizzare quella massa critica sulla quale si possono innestare le dinamiche "corporade", se vogliamo, anche all'interno del sistema delle piccole e medie imprese. Un esempio di queste potrebbe essere realizzare un contesto favorevole per l'instradamento di risorse umane qualificate, parlo di manager che provengono da esperienze di contesto e di respiro internazionale, che avrebbero grosse difficoltà a potersi inserire in piccole o medie imprese proprio per una differenza culturale. Questi manager possono essere in qualche modo prestati e condivisi all'interno di un sistema che sposa logiche aggregative. Per quanto riguarda la parte bancaria in maniera molto rapida si tratta semplicemente di realizzare dei prodotti più che sommizzati che siano anche più rispondenti alle esigenze delle imprese che intendono da un lato innovare in termini prodotti i processi, che si spingono verso modelli di aggregazione e che in qualche modo sposano processi di internazionalizzazione che sottolineiamo debbano essere sostenibili e che non siano processi di delocalizzazione selvaggia. In tale sistema il ruolo fondamentale secondo noi è quello delle holding territoriali. Salterò molto rapidamente dopo all'ultima slide per non rubare troppo tempo perché credo di avere pochi secondi ancora a disposizione. Nella holding territoriale sono sostanzialmente spinte a concertare tutte le parti del territorio, dalle Amministrazioni locali, Provincia, Comuni, eccetera, eccetera, le parti sociali, le associazioni di categoria e quant'altro ma anche il sistema bancario. A noi piace sottolineare che per il sistema bancario non vediamo solamente Banca Intesa, saremmo molto presuntuosi, ma abbiamo un grandissimo rispetto del sistema bancario soprattutto locale che ha contributo, come ricordato dal vice direttore della CARIPRATO, allo sviluppo e alla messa a regime del tessuto imprenditoriale e sociale della Provincia ma anche un dialogo aperto - non potrebbe essere diversamente - con gli altri grandi gruppi qui rappresentati che hanno intenzione di contribuire in questa fase di transizione, lo sottolineo, alla ripresa e all'evoluzione di questo distretto perché probabilmente mutuando quello che è stato detto in tavoli precedenti i distretti in qualche modo probabilmente saranno consegnati tra non molto alla storia dell'economia e devono evolvere verso un qualcosa di diverso. Questo qualcosa di diverso è a geometria variabile e dipenderà dalla capacità di inserirsi in queste filiere ormai globalizzate e alla capacità di diventare nodo strategico, come detto precedentemente, di questi processi. Vado direttamente alla terz'ultima slide - Le chiedo uno scorrimento molto rapido alla quattordicesima slide. Qui abbiamo cercato di sintetizzare un modello di quello che definiamo "una struttura perfetta" che in realtà è assolutamente perfettibile anche perché è un po’ spigolosa che chiamiamo "il cubo" internamente. Nel tavolo precedente si è parlato dei contenuti e noi Vi presentiamo un modello di quello che potrebbe diventare il contenitore all'interno del quale far confluire quei processi di concertazione che si possono attivare sul territorio con tutti gli attori richiamati precedentemente. Di questi in qualche modo il motore fondamentale è l'agenzia di sviluppo. Abbiamo già da tempo iniziato a seguire questo filone essendoci resi conto - parlo di agenzia di sviluppo in senso lato senza riferimenti né ad agenzie di sviluppo di carattere regionale, né a modelli particolari - che alcune di queste realtà che promanano dal pubblico ma hanno avuto la grandissima capacità di...

FINE LATO A CASS. 2.

INIZIO LATO B CASS. 2

... moltissimi finanziamenti privati. Questo diventa un elemento in qualche modo favorevole per il sistema del credito per superare alcune problematicità enunciate precedentemente dal dottor Attanasio in termini di costruzione di una bancabilità dei progetti espressi dal territorio che siano coerenti con i criteri con cui le banche normalmente si aspettano di ricevere i progetti, quindi non progetti scritti sulla carta della pizza - come molto spesso è capitato di avere da piccolissimi imprenditori magari con idee molto brillanti - e soprattutto con una capacità di ascolto del territorio e di trasferimento nei confronti del sistema del credito - parlo del sistema del credito allargato - che favoriscano in qualche modo una reimissione di risorse nel sistema. Questo è quanto ci proponiamo. Do semplicemente qualche elemento e qualche spunto per la discussione successiva e vado a chiudere soprattutto per dare una spiegazione degli altri elementi. Tutti questi interventi, secondo noi, rientrano negli elementi di una finanza di carattere strutturata tra cui sicuramente c'è il project financing come strumento tecnico, se vogliamo, che vedono nella costituzione di una serie di enti intermedi, rappresentati sempre nel nostro cubo, che sono il fondo immobiliare del territorio con la partecipazione degli enti locali, soggetti pubblici locali, investitori privati ed istituzionali, che servono all'emissione e al collocamento di Bond - ma non è necessariamente questo - finalizzati alla realizzazione di specifici progetti di quel territorio con la partecipazione dei soggetti sopra richiamati ed inoltre la creazione di una o più finanziarie di territorio ovviamente in qualche modo sottesa ai progetti che verranno portati avanti dall'agenzia di sviluppo o dalla holding territoriale che fa da cappello. Su Prato l'esperienza ci piace particolarmente perché già uno degli spigoli del nostro cubo si è venuto a realizzare con una merchant in questo caso di filiera che definiamo "merchal bank territoriale" perché non dovrebbe essere dotata di capitali operativi ma in tal senso andremmo contro i nostri interessi, rivolgersi al sistema del credito per approvvigionarsi. Sugli elementi di finanza tradizionale in tal senso vediamo lo spostamento, che cerchiamo di favorirlo in tal senso, dal breve periodo a strumenti di finanza a medio e lungo termine che possano favorire un riassetto dell'esposizione delle aziende. Un ultimo punto; spero che la Provincia di Prato voglia in qualche modo seguire queste indicazioni che presentiamo come modello generalizzato che stiamo portando avanti in molte parti di Italia devo dire anche con ottime soddisfazioni. Quello del BIC Lazio da cui abbiamo iniziato è un caso di concreta attuazione su cui magari nel secondo giro avrò modo di darVi qualche elemento in più. Il territorio deve essere coeso nello spingere tutto nella stessa direzione, enti locali, parti sociali ed associazioni imprenditoriali. Solo in questo modo credo si riesca a rispondere e a stare nella competitività di un mercato globale anche se poi le logiche competitive che i distretti esprimono purtroppo soprattutto qui a Prato vanno sempre in una competizione di basso livello che non porta molto lontano. Ringrazio.
MODERATORE

Ringrazio Lei per la capacità di sintesi. Sono emersi degli spunti molto forti; il caso del BIC Lazio l'ho citato perché la nostra società Methis che fa modelli ha contribuito a sviluppare per conto pubblico quella parte, quindi mi sembrava giusto citarla. Lasciamo per ultimo il contributo di Fabio Tamburini che ci segue da sotto il tavolo per questioni tecniche che ringraziamo di essere presente. UNICREDIT è sui giornali dell'ultimo periodo soprattutto come esempio di banca che si promuove all'estero, che fa acquisizioni e che adesso è impegnata, per esempio, in un'operazione con i tedeschi per una fusione abbastanza complessa. Qual è il punto di vista sui distretti e sul supporto alle PMI da parte di un gruppo come il Vostro?


INTERVENTO

Innanzitutto Vi ringrazio. Non sono potuto essere presente nei giorni precedenti ma i colleghi mi hanno relazionato relativamente a quanto è successo. Sono molto contento di essere venuto perché è un'occasione importante e il distretto di Prato è una realtà per noi cruciale all'interno della nostra direzione regionale. Non caso la nostra banca ha triplicato gli impieghi nel corso degli ultimi tre anni e che i due terzi degli impieghi siano a medio e a lungo termine, quindi accompagnando direttamente in maniera concreta le aziende presenti sul territorio. Mi occupo d'innovazione e di business per il corporal banking di UNICREDITO e quindi cerco di dare concretezza alla visione strategica da amministratore delegato. Che cosa abbiamo fatto? Che cosa intendiamo fare? Che cosa abbiamo imparato e quali prospettive riteniamo possano esserci per un distretto fondamentale per il settore tessile e comunque per una certa parte della nostra economia del nostro Paese? Innanzitutto UNICREDIT è una banca che corre e come tale non guarda ai localismi come tali ma come elementi chiave di un mercato sempre più integrato. Proprio per questo abbiamo fatto un'acquisizione che stiamo completando, la più grande che abbia mai fatto un'azienda italiana all'estero, pari a venti miliardi di Euro, che non è tanto una proiezione verso l'estero ma è un'integrazione. Il concetto dell'integrazione è molto importante. Sentivo prima parlare di sistema; purtroppo fare sistema in Italia rispetto ad altri Paesi della Comunità Europea è un concetto ancora molto filosofico e poco pratico. Vi fornisco qualche altro dato preferendo parlare per dati concreti e non per elementi programmatici. Abbiamo svolto vari progetti speciali di cui mi sono occupato direttamente relativamente a territori e settori economici. Relativamente ai territori abbiamo fatto un progetto in Brianza che è un altro territorio dove c'è una molteplicità dei settori merceologici e una forte identità territoriale data dalla vecchia industrializzazione che ci ha portato a sviluppare ad oggi un finanza evoluta, come abbiamo detto, con oltre cinquecento aziende - sono più di 2.700 aziende - sul territorio e abbiamo fatto finanza di progetto con loro. Molto semplicemente in un mercato dove i tassi sono al 3% per me fare finanza strutturata significa dare dei posti in più ai clienti e fare finanza di progetto significa, come ricordava qualcuno, il dottor Attanasio secondo me con molta precisione, aiutare le aziende a fare meglio i ragionamenti strategici e quindi a costruire dei piani industriali credibili. Siccome queste competenze in azienda purtroppo non ci sono essendo molto piccole e non avendo quindi i soldi per pagarsi manager costosi e magari non hanno neanche voglia perché gli imprenditori non hanno tempo, la banca in un certo qual senso accompagna e se non è la stessa è il commercialista o chi altro però è fondamentale che si crei tra banca e impresa, a mio parere, un rapporto di contiguità, collaborazione e fiducia. Abbiamo fatto circa 243 milioni di Euro d'impieghi (parola inc.), cioè senza garanzie ipotecarie, sulla base di modellini molto semplificati di business planning che gratuitamente abbiamo dato ai nostri clienti imprese. Questo in Brianza nel 2003. L'altra cosa interessante che abbiamo fatto nel progetto che ci ha visti coinvolti con l'asse industria Brianza è stato aprire un ufficio commerciale in Cina che abbiamo finanziato con l'associazione e ad oggi ci sono trenta aziende che hanno aperto attività di tipo industriale o commerciale in Cina con questo piccolo strumento. Abbiamo speso poco, sessantamila Euro, tre persone più le nostre persone che hanno fatturato il (parola inc.). Queste sono cose concrete in cui credo molto. Altra cosa molto più importante che vorrei raccontarVi in pochi minuti, anche se è molto più articolata e complessa, è il lavoro che stiamo facendo sul settore tessile e più in generale sul sistema moda persona. Abbiamo fatto con il gruppo "Pitti Immagine", scegliendo di utilizzare un partner non finanziario, un progetto di cui forse qualcuno ha sentito parlare che si chiama "i campioni del made in Italy" che ha coinvolto le prime 2.600 aziende del sistema moda persona negli ultimi due anni. Abbiamo mappato le performance, l'efficienza e la struttura finanziaria di queste aziende, ne abbiamo incontrate 350 ad oggi, abbiamo erogato 340 milioni di mutui ipotecari perché è un falso problema per cui se chiedo un finanziamento a fronte di un investimento di natura immobiliare o quanto altro è giusto e opportuno che la banca abbia una garanzia anche di tipo patrimoniale altrimenti, se faccio un progetto in grado di produrre redditività per restituire i soldi che ho chiesto alla banca, è normale che in un certo qual modo con le dovute garanzie si ripaghi da solo nell'ambito del più ampio rischio di impresa. Quindi qui usciamo dai luoghi comuni; Basilea 2 è solo una spinta, a mio parere, per andare verso un rapporto più trasparente e ordinato, nulla più di questo, non deve spaventare nessuno. Se uno poi non rinveste in azienda gli utili e si compra gli appartamenti o gli immobili è una scelta e se lascia l'azienda scoperta è molto difficile finanziarla; lo fanno i "venture capitalist" che non sono le banche di credito commerciale ma tutt'altra tipologia di finanziatori. Abbiamo fatto questo lavoro sui campioni del made in Italy, abbiamo lavorato con 470 aziende del settore tessile per oltre 20 miliardi di Euro di fabbricato aggregato e che cosa abbiamo imparato? Che il distretto di Prato è, checche se ne dica, un distretto molto più efficiente di quello biellese o del distretto veneto che, per altro, non esiste più essendo tutto in Romania. Perché? Perché c'è una capacità di queste microimprese di aggregarsi in funzione dei contratti, del lavoro. È un distretto morto e risolto quattro volte e credo che lo faccia altre volte. Il tema secondo me non sta tanto nell'aggregazione quanto nella capacità di presidio dei mercati internazionali dove invece ancora vedo anche le aziende pratesi, tranne alcuni casi, sono esposte; cioè, c'è un tema di prossimità di filiera, di organizzazione del lavoro, di distribuzione commerciale e di ricerca e sviluppo. Questo è un altro tema molto importante; nelle aziende tessili siete bravissimi nel filato fantasia che di per sé richiede tantissima ricerca non essendo un prodotto continuativo, se vogliamo. Ho visto da parte di molte aziende pratesi grandi capacità d'innovazione sul filato fantasia, grandi capacità d'integrazione con il confezionista, non ho visto ancora grande capacità progettuale ordinata, cioè ancora si lavora per opportunità. Credo che abbiamo seguito alcuni progetti molto interessanti in tal senso per oltre settanta milioni di Euro divisi in svariate decine di aziende e credo che si possa fare molto di più. Penso che, per esempio, la merchal bank di filiera che la mia banca, come le altre, sta giustamente sostenendo col Presidente degli Industriali Longo sia una bellissima iniziativa ma che non basta perché bisogna presidiare con più forza le aree a maggiore valore aggiunto della vostra filiera del tessile. Secondo me qui c'è moltissimo da fare in termini di efficienza. Penso che i produttori del sud est asiatico ci stiano insegnando molto sui temi di prossimità di filiere e di organizzazione efficiente della logistica integrata dei processi produttivi. Questi secondo me sono i temi chiave. Che cosa sta facendo UNICREDITO? Tante cose; Vi ho detto dei campioni del Made in Italy. Abbiamo imparato e stiamo imparando bene come funzionano i settori industriali dal di dentro stando sul marciapiede con gli imprenditori con le nostre capacità di orientamento finanziario di banking competitivo e quant'altro. Abbiamo una struttura a livello territoriale, a mio parere, efficiente sia all'interno della banca dell'impresa che all'interno della banca cosiddetta "small business" che è la nostra banca che sta seguendo le imprese di minori dimensioni. Non credo, opinione del tutto personale - molto nel "private debity"(?) per le microimprese perché secondo me è uno strumento molto sofisticato che deve essere utilizzato con imprenditori che abbiano una certa visione del proprio business e una certa dimensione. Potrebbe essere molto utile che il tema dell'utilizzo del capitale di rischio all'interno delle piccole e piccolissime imprese venga stimolato dal pubblico che ha anche delle necessità sui ritorni del capitale investito completamente diverse - vediamo l'esempio del Friuli rispetto alle necessità di un investitore privato. Penso sia importante che strumenti quali "Intesa nova" o "nostro plafond" che abbiamo fatto con CONFINDUSTRIA per favorire la ricerca e l'innovazione all'interno delle aziende. Abbiamo messo a disposizione anche noi un miliardo di Euro, cinquecentomila Euro per progetti d'innovazione applicata e ad oggi ne sono stati utilizzati settecentoquaranta milioni nell'arco di un anno il che vuol dire che gli imprenditori se gli dai i soldi a buone condizioni, questo è Eureibor all'1% o fino al 4%, adesso non ricordo, ho qui il collega responsabile Pasquale Francini di tutto il territoriale centro - nord che è molto più preciso di me, ma questo è uno strumento utile. Fare ricerca in azienda è fondamentale in questo momento in cui il mercato è velocissimo, ricerca commerciale, ricerca di prodotto. Reinvestite gli utili in azienda, non comprate gli immobili; liquidate qualche immobile e rinvestite in azienda oppure liquidatela ma non state a metà del guado come molti purtroppo fanno perdendo tutto da una parte e dall'altra e la banca chiaramente ci perde pure. Ho finito.
MODERATORE

Vorrei fare il secondo giro su quello che ognuno vuol fare adesso. Si è tenuto assolutamente nei tempi, dottore. Sicuramente sono venuti fuori altri spunti interessanti. Sono perfettamente d'accordo sul fatto che non sia tanto l'aggregazione quanto la cooperazione, il saper fare massa critica rispettando comunque in gran parte il DNA di ogni impresa che può fare la differenza anche a livello distrettuale. Si è parlato di innovazione, di ricerca, di sviluppo e di internazionalizzazione. Vorrei rispettare i tempi, quindi chiudere in un quarto d'ora questo tavolo e chiederei in maniera molto sintetica in due o in tre minuti a testa di dire che cosa ogni attore presente a questo tavolo intende fare per rispondere alle sfide emerse in questa tre giorni e soprattutto in quest'ultima sessione dei lavori. Dottor Delfino.


DR. DELFINO

Grazie. In modo molto rapido che cosa intende fare la Provincia? Intanto continuare in un processo di programmazione e di decisioni. Diceva il dottor Tamburini: "sì, dobbiamo guardare le decisioni e le realizzazioni". Sono d'accordo ma l'ente locale deve inoltre riuscire a concentrare la propria capacità decisionale e continueremo a farlo. Che cosa significa questo? Che ci dobbiamo confrontare con i vincoli del patto di stabilità interno, vuol dire che dobbiamo confrontarci con un vincolo alla crescita anche della spesa di investimento perché il contingentamento è anche sulla spesa di investimento. Quindi abbiamo bisogno di fare delle scelte e l'Amministrazione deve scegliere all'interno di un tetto prestabilito. Le regole purtroppo sono queste e le regole complessive riguardano non più soltanto la spesa corrente ma anche degli investimenti. Quindi il contingentamento impone all'Amministrazione la razionalizzazione e la concentrazione delle scelte, non andare a farne a pioggia ma evidentemente cercare di trovare una valutazione di valore aggiunto. Colgo quel messaggio che indicava il dottor Attanasio quando diceva per i privati - voglio coglierlo anche per il pubblico - "cerchiamo di valutare bene costi e benefici delle scelte delle politiche, di fare non pezzi di carta che non dicono nulla". È verissimo ed importante questo perché bisogna capire perché si fa una scelta e qual è lo sforzo non confondendo gli sforzi con i risultati, come dicono gli americani. Il primo punto importante è confrontarsi col patto di stabilità. Riempire di contenuti progettuali il centro per la ricerca ed alta formazione - nella giornata di ieri si sono soffermati su questo argomento - partecipare alla progettualità del centro per la ricerca ed alta formazione nel quale la Provincia è fortemente impegnata anche in termini finanziari evidentemente; continuare in un processo di formazione integrata sul territorio dell'operatore pubblico per le riflessioni che facevo nella prima parte dell'intervento; continuare in un rapporto di banking di confronto con gli altri livelli sia del pubblico che del privato per poter meglio insieme imparare anche su queste tematiche e crescere e fare nel piccolo ciò che abbiamo fatto, e chiudo con questo, nel bandire la gara per il servizio di tesoreria. Abbiamo talmente forzato questo concetto, voglio dirlo, perché da un semplice servizio di tesoreria abbiamo cercato di chiedere al sistema delle banche che si impegni in una progettualità per il distretto non solo per la finanza locale, per l'ente, per i tassi, per i trattamenti, per le valute, ma che elabori nella gara un vero progetto di partecipazione all'economia distrettuale. Lo abbiamo detto in una gara di tesoreria. Si dice "è forzato"; sì, certo, però non è vietato dalla norma. Alcuni miei maestri mi hanno sempre detto "ciò che la norma non vieta cerca di utilizzarlo perché in qualche modo, se è creativo, può servire". Grazie.




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