Corso di assistente educativo



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CORSO DI ASSISTENTE EDUCATIVO

  • CORSO DI ASSISTENTE EDUCATIVO

  • PSICOPEDAGOGIA DEL DISABILE

  • Prof.ssa Madonna Rosalinda




LA STAGIONE DELL’ESCLUSIONE

  • LA STAGIONE DELL’ESCLUSIONE

  • LA STAGIONE DELLA SEPARAZIONE

  • LA STAGIONE DELL’ INTEGRAZIONE

  • LA STAGIONE DELL’ INCLUSIONE









L’inserimento degli alunni disabili nella scuola di tutti è una tappa di notevole importanza pedagogica e di autentica democrazia. Sop. Se si pensa che questo inserimento avviene negli anni 70 in un contesto socio-culturale dove la scuola è tacciata di autoritarismo, di selezione e discriminazione. Faceva sentire la sua voce DON LORENZO MILANi con il suo I CARE letteralmente mi interessa, ho a cuore che riassumeva la sua idea di scuola orientata alla presa di coscienza sociale e civile

  • L’inserimento degli alunni disabili nella scuola di tutti è una tappa di notevole importanza pedagogica e di autentica democrazia. Sop. Se si pensa che questo inserimento avviene negli anni 70 in un contesto socio-culturale dove la scuola è tacciata di autoritarismo, di selezione e discriminazione. Faceva sentire la sua voce DON LORENZO MILANi con il suo I CARE letteralmente mi interessa, ho a cuore che riassumeva la sua idea di scuola orientata alla presa di coscienza sociale e civile

  • Il clima di contestazione si fa sentire anche verso le scuole speciali ritenute emarginanti e segreganti: la ricerca psicologia infatti sta spostando l’attenzione dal soggetto all’ambiente . Ora si guarda alle prospettive interazionali che danno un notevole sviluppo all’apprendimento. Finalmente ora si ritiene essenziale coeducare i ragazzi disabili con quelli normali tramite un contesto di vita e di relazioni che si ispira al PARADIGMA ECOLOGICO DI BRONFENBRENNER per cui lo sviluppo umano è una sorte di integrazione reciproca tra un organismo umano in sviluppo e le persone, gli oggetti, i simboli che si trovano ne suo ambiente immediato.





Un’altra tappa importante per l’integrazione è la RELAZIONE FALCUCCI del 1975, definita come la “magna charta” dell’integrazione scolastica, che afferma che l’inserimento degli alunni handicappati, dalla scuola materna a quella media, si può attuare attraverso un modo nuovo di fare scuola , legato tra l’altro alla preparazione e all’aggiornamento degli insegnanti che sono richiamati a delicati compiti di sperimentazione, di ricerca, di aggiornamento, di programmazione.

  • Un’altra tappa importante per l’integrazione è la RELAZIONE FALCUCCI del 1975, definita come la “magna charta” dell’integrazione scolastica, che afferma che l’inserimento degli alunni handicappati, dalla scuola materna a quella media, si può attuare attraverso un modo nuovo di fare scuola , legato tra l’altro alla preparazione e all’aggiornamento degli insegnanti che sono richiamati a delicati compiti di sperimentazione, di ricerca, di aggiornamento, di programmazione.

  • Fondamentale risulterà la programmazione educativa che definisce gli itinerari di insegnamento-apprendimento; la scheda dell’alunno che accompagna e registra i percorso; la valutazione sul livello globale di maturazione che consente di registrare successi e difficoltà.

  • A ciò deve seguire gli strumenti di integrazione sociale con il territorio: la programmazione coordinata con i servizi scolastici e sanitari, la dotazione di attrezzature tecniche e sussidi didattici, l’assegnazione del personale docente specializzato e di operatori ed assistenti educativi specializzati.





  • L'integrazione non è un processo che prevede l'adattamento di una parte al tutto, ma in cui ciascuno possa giovarsi del tutto per rispondere ai suoi bisogni, per migliorare il suo livello di relazione con la realtà circostante, per cui le differenze vengono trattate con una didattica plurale in grado di

  • -valorizzare le differenze

  • -affrontare le difficoltà

  • -far apprendere ogni allievo

  • “Non occorre fare altro, ma farlo in altro modo con la consapevolezza che l’alunno in situazione di handicap necessita di essere riconosciuto per quegli elementi di specificità che lo caratterizzano, ma soprattutto per la normalità del fondamentale bisogno di educazione e formazione che è uguale per tutti”. “Ciò che conta non è il fatto che una persona in situazione di handicap trovi una collocazione all'interno dell'istituzione scolastica, quanto che le persone che intervengono nella relazione educativa si sforzino di rispondere a quelli che si presume possano essere i bisogni specifici di questo alunno nel contesto in cui si trova. L'accoglienza è reale quando comporta piccoli adattamenti e il processo di insegnamento è efficace quando si adatta agli individui cui si rivolge.”



INTEGRAZIONE

  • INTEGRAZIONE

  • E’una situazione

  • Ha un approccio compensativo

  • Si riferisce solo all’ambito educativo

  • Guarda il singolo

  • Interviene prima sul soggetto poi sul contesto

  • Incrementa una risposta specialistica



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