Corso di formazione per insegnanti di Religione



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03.06.2018
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Corso di formazione per insegnanti di Religione (San Benedetto del Tronto 3 settembre 2010)

  • Insegnare Religione Cattolica oggi, nella scuola dell’Infanzia e nella Primaria, con le “Nuove Indicazioni”

  • Intervento di Licia Zazzarini


PERCORSO DELL’INTERVENTO

  • PERCHÈ INSEGNARE RELIGIONE A SCUOLA

  • PERCHÈ INSEGNARE “RELIGIONE CATTOLICA” A SCUOLA

  • CHE COS’È L’IRC?

  • LA PROPOSTA EDUCATIVA DELL’IRC: ALCUNE COORDINATE

  • SISTEMA SCOLASTICO E IRC, OGGI

  • PROGETTARE L’INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CON LE “NUOVE INDICAZIONI”



PERCHÈ INSEGNARE RELIGIONE A SCUOLA

  • Finalità della scuola è

  • L’EDUCAZIONE INTEGRALE DELLA PERSONA

  • Ciò implica almeno due processi:

  • alfabetizzazione culturale come capacità di acquisire “alfabeti” necessari alla codifica e decodifica della realtà

  • “umanizzazione” degli alunni attraverso l’educazione all’esercizio delle libertà fondamentali



PERCHÈ INSEGNARE RELIGIONE A SCUOLA

  • Finalità di ogni azione didattica è

  • EDUCARE ATTRAVERSO L’ISTRUZIONE E LA CULTURA

  • Pertanto tutte la conoscenze, abilità e competenze acquisibili attraverso il lavoro scolastico, sono orientate alla costruzione di una identità matura, umanamente ricca e responsabile



Di fronte a tali finalità ci chiediamo se è possibile prescindere dalla dimensione religiosa

  • La dimensione religiosa:

  • è una costante universale delle culture da far conoscere alle nuove generazioni

  • l’uomo ha bisogno di trascendenza

  • consente di leggere, conoscere e comprendere la realtà



“La dimensione religiosa è intrinseca al fatto culturale, concorre alla formazione globale della persona e permette di trasformare la CONOSCENZA IN SAPIENZA DI VITA”

  • “La dimensione religiosa è intrinseca al fatto culturale, concorre alla formazione globale della persona e permette di trasformare la CONOSCENZA IN SAPIENZA DI VITA”

  • (Santo Padre Benedetto XVI – 25 aprile 2009)



PERCHÈ INSEGNARE “RELIGIONE CATTOLICA” A SCUOLA

  • Nel nostro Paese l’insegnamento della religione e specificatamente di quella Cattolica si pone “Nel quadro delle finalità della scuola” poiché “i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano”.

  • C’è in quest’affermazione dell’Accordo di Revisione del Concordato del 1984, il riconoscimento del valore oggettivo che, nella costruzione della sua identità, l’Italia deve alla tradizione cattolica il cui straordinario contributo risulta evidente nelle espressioni artistiche, letterarie, filosofiche, ma anche nei comportamenti quotidiani e nelle comuni credenze.



CHE COS’E’ L’IRC?

  • L’IRC è una disciplina scolastica

  • con una specifica dignità culturale e formativa

  • confessionale nei contenuti, ma non nelle finalità

  • pienamente integrata nel complesso dell’esperienza educativo-didattica

  • aperta a tutti

  • liberamente scelta



In sintesi:

  • L’IRC È UNA DISCIPLINA CHE CONTRIBUISCE ALLA FORMAZIONE UMANA E CULTURALE DEGLI ALUNNI E ALL’ACCRESCIMENTO DELLA LORO CAPACITÀ DI ATTRIBUZIONE DI SENSO ALL’ESISTENZA



LA PROPOSTA EDUCATIVA DELL’IRC: ALCUNE COORDINATE

  • CENTRALITÀ DELL’ALUNNO nella pluralità delle sue dimensioni e in un confronto sempre aperto con il suo patrimonio di esperienza e con quella che va costruendo con gli altri alunni e con l’insegnante

  • SPECIFICITÀ DEI CONTENUTI che ruotano intorno ad alcuni nuclei essenziali:

  • Dio e l’uomo

  • Gesù di Nazareth e il messaggio evangelico

  • La Chiesa e i cristiani

  • I cristiani e le altre religioni

  • I valori etici e religiosi

  • La Bibbia e le altre fonti

  • Il linguaggio religioso



LA PROPOSTA EDUCATIVA DELL’IRC: ALCUNE COORDINATE

  • IDEAZIONE, PROGETTAZIONE E REALIZZAZIONE DI PERCORSI EDUCATIVO-DIDATTICI:

  • Personalizzati

  • Interdisciplinari – Trasversali

  • Interreligiosi ed interconfessionali

  • Flessibili

  • Improntati a metodiche attive

  • COSTRUZIONE DI CONTESTI/AMBIENTI EDUCATIVI E DI APPRENDIMENTO

  • Dinamici e stimolanti

  • Relazionali

  • Laboratoriali e collaborativi/cooperativi

  • Creativi

  • In sintesi si tratta di

  • fare dell’IRC un’esperienza di apprendimento che coinvolge tutta la persona e la sua vita



SISTEMA SCOLASTICO E IRC, OGGI



SISTEMA SCOLASTICO E IRC, OGGI

  • Scuola: “cantiere sempre aperto”:

  • Stagione di profonde riforme e controriforme

  • Cambiamenti strutturali e organizzativi

  • Innovazione dei processi

  • E l’IRC?

  • In questo contesto così mutevole l’IRC si colloca nel pieno rispetto delle finalità della scuola e secondo le sue peculiarità giuridiche e culturali



PROGETTARE L’INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE OGGI A SCUOLA

  • Come?

  • Le “Indicazioni” sono il documento di riferimento

  • Decreto Ministeriale 31/07/2007 con allegate le “Indicazioni per il curricolo” per la scuola dell’Infanzia e il Primo Ciclo

  • Obiettivi di Apprendimento (OA) e Traguardi per lo Sviluppo delle Competenze (TSC) IRC per la Scuola dell’Infanzia e per il Primo Ciclo d’istruzione diffusi in via sperimentale con CM 45 del 22 aprile 2008.

  • Indicazioni didattiche per l’IRC nelle Scuole dell’Infanzia e nel Primo Ciclo (Intesa CEI-MIUR 1 agosto 2009, pubblicate con DPR 11 febbraio 2010)



STRUTTURA GENERALE DELLE INDICAZIONI

  • Cultura scuola persona

  • L’organizzazione del curricolo

  • La scuola dell’Infanzia

  • La scuola del Primo Ciclo



CULTURA SCUOLA PERSONA: LO SFONDO PEDAGOGICO

  • Centralità della persona

  • Educazione alla cittadinanza

  • Scuola come comunità



PERSONA

  • “Lo studente è posto al centro dell’attenzione educativa in tutti i suoi aspetti: cognitivi, affettivi, relazionali, corporei, estetici, etici, spirituali, religiosi. In questa prospettiva i docenti dovranno pensare e realizzare i loro progetti educativi e didattici non per individui astratti, ma per persone che vivono qui e ora, che sollevano precise domande esistenziali, che vanno alla ricerca di orizzonti di significato”.



NATURA E CARATTERISTICHE DELLE INDICAZIONI: ALCUNI ASPETTI GENERALI

  • Le Indicazioni:

  • Sono uno strumento ministeriale che intende garantire l’unitarietà del sistema nazionale d’istruzione e i livelli minimi essenziali

  • Sono orientative sul piano progettuale-didattico

  • Richiedono una progettazione finalizzata alla maturazione di competenze di tipo disciplinare, cioè come risultato dell’acquisizione di determinate conoscenze e abilità



NATURA E CARATTERISTICHE DELLE INDICAZIONI: ALCUNI ASPETTI GENERALI

  • Si articolano in:

  • Traguardi per lo Sviluppo delle Competenze (TSC), intesi come punti di riferimento posti al termine dei più significativi snodi del percorso curricolare, ossia a conclusione della Scuola dell’Infanzia, della Primaria e della Secondaria di primo grado;

  • Obiettivi di apprendimento (OA) (tranne che per la Scuola dell’Infanzia) relativi a specifiche discipline raggruppate in aree disciplinari (area linguistico-artistico-espressiva; area storico-geografica; area matematico-scientifico-tecnologica) e posti al termine della classe terza e quinta della Scuola Primaria e della Classe terza della Scuola Secondaria di primo grado.

  • Questa articolazione costituisce la novità delle Indicazioni



LE INDICAZIONI PER L’IRC NELLA SCUOLA DELL’INFANZIA E PRIMARIA

  • Si muovono lungo due direttrici:

  • Storico-culturale

  • Educativo-esistenziale

  • Fanno emergere il primato della persona offrendone una concezione ricca e positiva

  • Si mostrano attente alle esperienze educative degli alunni e rispettose della loro libertà

  • Offrono la possibilità di percorsi chiari e realizzabili

  • Pongono la centratura sulle competenze in una progettualità educativa



IN PARTICOLARE NELLA SCUOLA DELL’INFANZIA LE INDICAZIONI:

  • Sono introdotte da un breve paragrafo che ne evidenzia la finalità educativa e la capacità che l’IRC ha di dare risposte ai bisogni di crescita e maturazione degli alunni

  • L’IRC è distribuito in tutti e cinque i “Campi di esperienza”: 1) Il corpo in movimento; 2) Linguaggi, creatività, espressione; 3) I discorsi e le parole; 4) La conoscenza del mondo

  • TSC e OA sono fusi insieme

  • Evidenziano la prospettiva educativa



IN PARTICOLARE NELLA SCUOLA PRIMARIA LE INDICAZIONI:

  • Sono introdotte da una presentazione che richiama la natura e la finalità della disciplina e ne sottolinea la dimensione storico-culturale e quella educativa

  • Al loro interno l’IRC si colloca nell’area linguistico-artistico-espressiva che fa emergere la dimensione religiosa negli aspetti umani e culturali propri della tradizione cattolica in una dinamica comunicativo-relazionale, aperta al confronto interculturale e interreligiosa



IN PARTICOLARE NELLA SCUOLA PRIMARIA LE INDICAZIONI:

  • Dal punto di vista strutturale si articolano in TSC posti al termine della Scuola Primaria e in OA che posti alla fine della terza e della quinta classe si riferiscono a quattro ambiti

  • Dio e l’uomo

  • Il linguaggio religioso

  • La Bibbia e le altre fonti

  • I valori etici e religiosi

  • Ciascun ambito è organizzato secondo la logica di un progressivo approfondimento dei contenuti



In sintesi:



  • “L’ARTE DI EDUCARE È PROPRIA DI CHI SA FAR CONVIVERE PROGETTO E LIBERTÀ”

  • (Card. Carlo Maria Martini)



ALCUNE COMPETENZE CHE L’IRC PUÒ PROPORRE E SVILUPPARE:

  • Area biblico-teologica: capacità di usare ed interpretare correttamente le fonti (Bibbia e tradizione); capacità di usare il linguaggio religioso e specificatamente quello della religione cattolica; capacità di dare giustificazione della sistematicità della dottrina cattolica

  • Area antropologico-esistenziale: consapevolezza della peculiarità della dimensione religiosa nell’esperienza umana e in rapporto ad altre esperienze; consapevolezza dell’importanza della religione nella vita degli uomini; della serietà, libertà e rispetto dovuto alle scelte religiose; del significato e del senso di valori propri della religione cristiano cattolica (amore, perdono, giustizia…)

  • Area storico-fenomenologica: capacità di riconoscere nei fenomeni culturali e nello sviluppo del cristianesimo, il religioso e lo specifico cattolico; la capacità di interpretare la cultura e la religione l’una alla luce dell’altra; la capacità di comprendere il senso ed il valore del dialogo interreligioso



OPERATIVAMENTE QUESTO STIMOLA L’INSEGNANTE:

  • a partire dagli alunni ed individuare i bisogni educativi specifici dell’età ed i bisogni religiosi ad essi correlati

  • ad approfondire sotto molteplici aspetti la tematica che intende proporre per meglio individuare e selezionare i contenuti

  • ad individuare l’orizzonte interculturale ed interreligioso ed i possibili collegamenti con le altre attività/discipline

  • a definire proposte e selezionare materiale operativo che sia significativo e stimolante nel contesto educativo e per l’esperienza di apprendimento e formativa dell’alunno



COME LAVORARE CON LE NUOVE INDICAZIONI

  • Nell’IRC occorre passare dalla trasmissione e conseguente apprendimento di contenuti religiosi, alla produzione creativa del sapere religioso. Si tratta di far fare esperienza della disciplina ponendo al centro l’attività dell’alunno finalizzandola all’apprendimento della capacità non solo di filosofare e di matematizzare ma anche di “fare religione” (M. De Pasquale 1996).

  • Problematizzare, concettualizzare, argomentare esperienze/questioni motiva l’alunno all’apprendere e al pensare religioso



COSA DEVE CAMBIARE

  • Il ruolo del docente chiamato all’esercizio di una pluralità di competenze nella prospettiva della “riflessività”

  • La metodologia didattica che deve basarsi su strategie di tipo “attivo” orientate alla ricerca-scoperta attraverso un percorso che dall’esperienza conduce al significato religioso o viceversa

  • L’organizzazione della classe che deve configurarsi come una comunità di ricerca e di apprendimento, ossia come ambiente in cui c’è dialogo, condivisione e confronto e nel quale prevalgono la natura attiva dei metodi, quella costruttiva dell’apprendimento e il ruolo strategico della meta-cognizione



PER L’IdR TUTTO QUESTO COMPORTA

  • Sul piano delle conoscenze: SAPERE

  • Sul piano educativo-professionale: RIUSCIRE A TIRAR FUORI IL MEGLIO DAI PROPRI ALUNNI

  • Sul piano metodologico-didattico: SAPER INSEGNARE

  • Sul piano relazionale-comunicativo: SAPER LAVORARE CON I PROPRI ALUNNI E CON IL TEAM DEGLI INSEGNANTI

  • Sul piano personale: SAPER ESSERE un adulto di riferimento



“C’È SEMPRE SPAZIO PER IL MIGLIORAMENTO. È LO SPAZIO PIÙ GRANDE DEL MONDO”

  • “C’È SEMPRE SPAZIO PER IL MIGLIORAMENTO. È LO SPAZIO PIÙ GRANDE DEL MONDO”

  • (L.Heath Leber)





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