Corso teologico pastorale



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d. FRANCO SCARMONCIN

cell. 338 934 4019

email: franco.scarmoncin@gmail.com

www.scarmoncin.org


05.12.2017

CORSO TEOLOGICO PASTORALE

a CAMPOLONGO
Vangelo di Matteo cap. 10

[1]Chiamati a sé i dodici discepoli, diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattie e d'infermità.

[2]I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea, suo fratello; Giacomo e Giovanni suo fratello, [3]Filippo e Bartolomeo, Tommaso e Matteo il pubblicano, Giacomo di Alfeo e Taddeo, [4]Simone il Cananeo e Giuda l'Iscariota, che poi lo tradì.

[5]Questi dodici Gesù li inviò dopo averli così istruiti:

«Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; [6]rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele. [7]E strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino. [8]Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. [9]Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture, [10]né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché l'operaio ha diritto al suo nutrimento.



[11]In qualunque città o villaggio entriate, fatevi indicare se vi sia qualche persona degna, e lì rimanete fino alla vostra partenza. [12]Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. [13]Se quella casa ne sarà degna, la vostra pace scenda sopra di essa.

[22]E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi persevererà sino alla fine sarà salvato. [23]Quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un'altra; in verità vi dico: non avrete finito di percorrere le città di Israele, prima che venga il Figlio dell'uomo.



[37]Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; [38]chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. [39]Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà.
- Ricordare le 3 parabole: delle 10 vergini

dei talenti

del giudizio finale
PREMESSE:

- Quello che dico non è il Vangelo

sono le mie convinzioni.
- quanto affermo

cerco di motivarlo


- clima di dialogo

di ascolto,

di approfondimento…

non c’è spazio per discussioni…


- potete interrompermi

quando volete…


- sentirete che io sono molto critico:

non spaventatevi…

provate a seguirmi in questo Corso…
- Qual è il nostro compito

come comunità cristiana nel mondo ?

- Qual è il fine,

lo scopo


della nostra vita?

schema:


1° I laici nella storia della Chiesa

2° Le dichiarazioni del Concilio Vat. II sui laici

3° Scelte della Chiesa Italiana oggi

4° La spiritualità dei laici oggi

5° Il ruolo del laico nella comunità cristiana

6° Alcuni passaggi per fare Pasqua

Punto di partenza:

- crisi del sacro (es. scarsa presenza in chiesa)

- crisi di vocazioni alla vita consacrata

- rapida diminuzione dei sacerdoti

- parrocchie e strutture

- movimenti e gruppi nella Chiesa

- dissidio tra: apertura e tradizionalismo - contrasto tra: Battesimo e frequenza

- fede cristiana e Islam


Laico: 1° La comunità cristiana

sacerdoti

religiosi

laici

2° Laico (laicista) è la persona che



non professa alcun credo religioso e non appartiene ad alcuna chiesa.

N.B. Quando parliamo di “laico”, in questo studio, intendiamo quella parte della comunità che non è né sacerdote, né religiosa.



1° I LAICI NELLA STORIA DELLA CHIESA
1° fase: dalle origini fino al 6° sec.
- Non c’è alcuna distinzione tra laici e sacerdoti, né l’ha mai fatta Gesù.

- nel periodo apostolico i laici partecipano con gli Apostoli alla predicazione e alle attività caritative. Alcuni teologi e predicatori sono laici (Apollo, Giustino, Tertulliano…)


- I laici partecipano ai concili e prendono la parola.
- I laici portavano l’Eucaristia agli ammalati
- Il laico preparato (padrino) era il catechista del catecumeno.
- I laici esprimevano il loro parere nell’elezione del presbitero e del Vescovo.
- I sacerdoti e i Vescovi continuavano ad esercitare una professione.
2° fase: dal 6° sec. fino al XVI sec. (Concilio di Trento)
- i laici perdono sempre più terreno all’interno della comunità
- si forma la gerarchia ecclesiastica
- i religiosi e i sacerdoti sono numerosi
- i laici vengono un poco alla volta d’esautorati in seno alla chiesa.
- si avverte una netta distinzione tra sacerdoti e laici.

La struttura della chiesa edificio viene organizzata in modo da creare uno spazio per il clero (presbiterio) e la navata per i fedeli. L’iconostasi.


- diminuisce la stima dal punto di vista ecclesiale dei sacerdoti verso il laicato considerato ignorante in materia religiosa.
- la comunità cristiana si divide in tre ordini:

i sacerdoti in pastorale

i monaci (religiosi e religiose)

laici
- ai laici spetta l’ultimo gradino della scala gerarchica e morale, perché sono legati al mondo, alla terra, alla carne, ignoranti e poco praticanti.


- il laico diventa un elemento passivo; non può influire in alcuna maniera nella pastorale, nella liturgia, nella morale (vedi morale sessuale matrimoniale)
- il laico è sempre un “discente”

mentre la gerarchia è sempre “docente”


3° fase: dal Concilio di Trento al Concilio Vat. II (1965)
- la riforma protestante

nega: la Chiesa visibile

la Tradizione

i sacramenti

il sacerdozio ministeriale
afferma il valore unico della Bibbia

la libera interpretazione della Bibbia

importanza della comunità.
- per reazione (Concilio di Trento 1545) la Chiesa ripropone maggiormente l’importanza del Sacerdote sul laico a scapito del sacerdozio comune dei fedeli.
- il distacco tra laici e sacerdoti è totale.

I laici non sono neppure considerati “parte della Chiesa”. I laici (es. nel Con. Vat. I (1870) i laici non vengono neppure ammessi.


- la pastorale della Chiesa è rivolta a un popolo che non si sente più chiesa, ma estraneo. La Chiesa è il Papa, sono i Vescovi, sono i preti.
- i sacerdoti e i religiosi sono così numerosi che non sentono la necessità della collaborazione con i laici, neppure nei settori di loro competenza.

Es. l’amministrazione,


- I laici ci sono nella Chiesa, teoricamente ne fanno parte ma sono “nessuno”; la loro rilevanza è pressoché nulla.
- la cultura teologica propria del clero (abbastanza ignorante per altro) la liturgia, il latino, la morale clericale, la paura del peccato e dell’inferno… tutto contribuisce ad approfondire il divario tra i laici e la gerarchia.
- diventa obbligatoria la confessione e la comunione una volta l’anno, (probabilmente si era notato un affievolirsi della pratica cristiana).
- la pastorale si rivolge prevalentemente al bambino, perché sono gli unici a rispondere obbedienti.
- sorgono numerosi ordini religiosi laici per una

testimonianza cristiana.

(es. Somaschi, le Orsoline, i Cappuccini, i Fatebenefratelli, i Gesuiti, i gli Oratoriali, i Camilliani, i domenicani, le Salesiane, i Lazzaristi, le Figlie della Carità, i Fratelli delle scuole cristiane, i Passionisti, i Redentoristi, i Trappisti, )
- le 5 piaghe della Chiesa secondo Antonio Rosmini:

- distacco tra gerarchia e fedeli

- il latino e i riti liturgici non comprensibili

- la ricchezza della Chiesa e degli Ordini Religiosi,

- l’ignoranza religiosa del clero e dei fedeli

- la nomina dei Vescovi da parte del Papa o

dell’Imperatore senza partecipazione della comunità
4° fase: dopo il Concilio Vaticano II
- la fase del ricupero: i laici vengono aiutati a sentirsi chiesa: “il laico è Chiesa”
- la crisi delle vocazioni fa scoprire il ruolo del laico nella Chiesa
- Il laico scopre (nuova teologia) di essere a diritto, in forza del battesimo, non solo “oggetto” ma “soggetto” di pastorale; con diritto di influire nelle scelte pastorali, nella morale, nella liturgia…
- si valorizza il Battesimo, (Es Battisteri al centro della chiesa) come Sacramento che ci costituisce persone con diritti e doveri nella Chiesa.

Sacerdoti, Profeti e Re.


- da una parte abbiamo ancora una Gerarchia ecll. attaccata a una tradizione medioevale e assolutista, che le garantisce privilegi e sicurezza,

dall’altra la difficoltà di scuotere i laici affinchè prendano coscienza del loro ruolo e si assumano gli impegni dentro la Chiesa.



2° DICHIARAZIONI DEL CONCILIO VAT. II SUI LAICI
Il capovolgimento più significativo del Concilio:

- l’apertura al mondo

riconoscimento del laico come soggetto di pastorale

- la riscoperta della Bibbia

- la riforma liturgica ( la lingua volgare, l’assemblea, le letture, altare rivolto verso la gente…)

- l’evangelizzazione e sacramenti

- primi passi verso un dialogo ecumenico,

- si comincia a parlare della Chiesa come COMUNITA’,


Alcune dichiarazioni del Concilio:

“Per loro vocazione è proprio dei laici cercare il Regno di Dio, trattando le cose temporali e riordinandole secondo Dio (L.G. 31)


“L’apostolato dei laici è partecipazione della missione salvifica della Chiesa. A questo apostolato sono tutti destinati dal Signore stesso per mezzo del battesimo e della Cresima.

I laici sono soprattutto chiamati a rendere presente e operosa la Chiesa in quei luoghi e in quelle circostanze in cui essa non può diventare sale della terra se non per mezzo loro.”


“Sia loro aperta qualunque via affinché secondo le loro forze e le necessità dei tempi anch’essi attivamente partecipino all’opera salvifica della Chiesa”.(L.G.33)

Sempre sull’apostolato dei laici L.G. 33 -- 34 – 35 – 36 – 37 -- 38


N.B. Però anche in queste affermazioni sembra che la Chiesa sia qualcosa di diverso e di staccato dal mondo dei laici. Si avverte una Chiesa che affida una missione ai laici, per benevola concessione.

Mentre i laici sono Chiesa e il compito di evangelizzare è dei laici in quanto Chiesa, non perché ricevono l’incarico o l’investitura dalla gerarchia..


Un altro documento del Concilio: APOSTOLICAM ACTUOSITATEM (l’attività apostolica dei laici) verte esclusivamente sull’apostolato dei laici nella Chiesa.

Ecco alcuni passi:


“Le circostanze odierne,

l’autonomia di molti settori della vita umana,

la scarsità dei sacerdoti,

la mancanza di libertà dei sacerdoti in alcuni Paesi…

richiedono assolutamente che l’apostolato dei laici

sia più intenso ed esteso.”



I fondamenti dell’apostolato dei laici:

dalla loro unione con Cristo nel Battesimo,

in forza del precetto della carità,

dall’aver ricevuto dei doni particolari (i carismi).


N.B. Quindi il diritto-dovere dell’apostolato dei laici non viene riconosciuto dal clero, ma ce l’hanno da Cristo in forza del battesimo.
Campo di azione dei laici:

le comunità parrocchiali,

la famiglia,

l’ambiente sociale,

la politica,
I vari modi di fare apostolato dei laici:

- individuale,

- organizzato ( A.C., focolarini, neo-catecumenali, Corsillos, Terz’Ordine Franc. gruppi missionari, caritas, …)

- il volontariato


La Costituzione. CHIESA e MONDO CONTEMPORANEO dice:

“I laici sono più competenti per certi impegni ed attività e non devono pensare che i loro pastori siano sempre tanto specializzati da avere pronta una soluzione concreta per ogni problema”


“ E’ auspicabile che molti laici acquistino una conveniente preparazione e formazione sulle scienze sacre.”
CONCLUSIONI:

1° La Chiesa è consapevole che di fronte a Dio niente è sacro e niente è profano. Tutto è dentro il piano di Dio e che lei Chiesa (sacerdoti e laici) è un servizio per il mondo.

2° La vocazione dei sacerdoti e dei laici sono due forme diverse di realizzare la stessa missione della Chiesa.
3° Sia nell’opera della evangelizzazione sia nell’opera di promozione umana i laici sono dei protagonisti.

( vedi Atti 8, 1ss)

SCELTE DELLA CHIESA ITALIANA OGGI
Premesse: avvisaglie di un cambiamento sociale

(anni ’70)

- calo della D.C. partito favorito dalla Gerarchia

- il referendum sul divorzio

- un Capo del Governo socialista

- passa la legge sull’aborto

- controversia sull’ora di religione nelle scuole,

- negozi e supermercati aperti anche alla domenica,

- la mobilità e il tempo libero,

- il cambiamento dei valori percepiti,

- una politica che penalizza le classi più deboli

- la Chiesa che incide poco sulla vita sociale

- l’immigrazione

- delinquenza e poca sicurezza sociale…

- il fallimento delle Banche

- i responsabili di Enti Statali e della politica:

spesso incapaci e corrotti…




1 Cambiamenti all’interno della Chiesa:

crisi di valori:

- contestazione interna (es. papa Francesco)

- Chiesa come Istituzione

- l’obbedienza non è più una virtù

- autorità eccl. contestata

- il clero ha perso un suo ruolo preciso




crisi come pratica religiosa:

- della confessione

- della Messa

- del catechismo per adulti

e oggi dei ragazzi
Ricerca di una adesione più matura

non solo ossequiente al clero.


Riflessioni:

- il popolo cristiano è evangelizzato

o è da evangelizzare?

- servono strumenti nuovi per problemi nuovi:

- l’ingegneria genetica

- la pillola

- inseminazione artificiale

- il nucleare

- l’inquinamento

- il computer e l’informatica

- la fame e la povertà vanno crescendo

- la pace sempre minacciata

- il terrorismo

- le coppie separate: i divorziati risposati.

- il celibato dei preti,

- il sacerdozio femminile

- la pastorale con gli omosessuali,

- le coppie gay



2 Cambiamenti all’interno della società:

- in discussione valori fondamentali:

vita, amore, famiglia, libertà, politica…

- in discussione le Istituzioni:

Chiesa, Società, Famiglia, Scuola
- la famiglia, la Scuola, la Chiesa perdono forza

educativa,

altri soggetti sono più presenti e influenti

(es. il gruppo, la TV)




Scelte della Chiesa Italiana:
1° scelta: Priorità all’ EVANGELIZZAZIONE

- annuncio della Parola di Dio

- e poi Sacramenti
2° scelta: NUOVE FORME di PRESENZA

- andare verso la persona specie se in difficoltà:

poveri

portatori di handicap



tossico dipendenti

divorziati e risposati

emarginati

immigrati

Terzo Mondo

- entrare in dialogo con le culture contemporanee

accettando e distinguendo ciò che in una cultura, in una religione in una società è buono e accettabile.

Es. Il tentativo di Papa Giovanni


- rispetto sempre della persona (nero o gay)
3° scelta: FORMARE CRISTIANI ADULTI
- rinnovo della catechesi (es. i nuovi catechismi)

- promuovere scuole di teologia

- formazione della coscienza personale

- educare e formare con la liturgia

- spiritualità cristiana: biblica, liturgica, comunitaria, di


            • servizio…

- ruolo della comunità nella vita del cristiano

- partecipazione alla vita sociale e politica

- la carità come servizio al povero

- creare nuovi organismi di dialogo e di incontro: Consigli Pastorali, Corsi Biblici, Corso Prematrimoniale, Campi Scuola, Scuole di Teologia…


4° scelta: LA SCELTA RELIGIOSA
Si tratta di mettere in evidenza la natura essenzialmente “religiosa” della Chiesa, quindi:
- distinzione chiara tra il compito che gli viene da Cristo
- e impegno sociale e politico dei laici.

quindi non fuga da un impegno sociale.

N.B.

-- La Chiesa italiana rivendica il diritto di essere presente dove è presente “l’uomo”. Quindi:



- senza pretesa della verità

- senza pretesa di imporre e dominare

- senza confondere Chiesa e politica

- senza “collaborazionismo” con i partiti

- per la difesa dei valori etici

- cosciente di non essere l’unica portatrice di valori


5° scelta: COSTRUIRE LA CHIESA LOCALE

nella comunione

nella partecipazione
- una Chiesa unita nelle cose essenziali

rispettosa del pluralismo e dei carismi


- superando le tensioni tra:

tradizione e rinnovamento

tra autorità e carisma

- riconoscendo “di fatto” il ruolo dei laici


- chiarire il rapporto tra Chiesa locale e gruppi,

associazioni, movimenti


- arrivare ad una collaborazione tra Chiesa locale e

Comune, Stato…


- tenendo presente in caso di conflitto o di rottura:

la riconciliazione.


6° scelta: COMUNIONE NELLA CHIESA

e dialogo con la SOCIETA’ civile
- Comunione nella Chiesa:

tra tutti i battezzati: perché sono Chiesa, figli di

Dio, persone…

quindi ricerca del dialogo

ricerca di comunione

al di sopra di tutto la carità

perdonandosi l’un l’altro
- Dialogo con la società:

Non considerandoci “cittadella assediata”

o unici portatori di verità.

Il medioevo è finito.

Saper accogliere le aspirazioni alla libertà di

coscienza delle persone (es. la pillola)

Riuscire a fare analisi sociali alla luce del Vangelo

Cogliere i valori e le realizzazioni storiche anche in culture non cristiane (es. La Cina)



4° LA SPIRITUALITA’ DEI LAICI OGGI
- Per spiritualità si intende il modo storico di vivere il messaggio evangelico.

Storico” perché il messaggio evangelico pur essendo sempre unico e identico, incarnandosi nella storia è sempre mutevole negli aspetti considerati o valorizzati.

Es. vivere la povertà come S.Francesco… sarebbe possibile oggi per uno che vive nella nostra società ?
- Il Vangelo è di una tale ampiezza e ricchezza che ha dato vita a tante spiritualità cristiane diverse (Es. ordini religiosi: benedettini, francescani, camilliani, trappisti… salesiane, visitandine, orsoline…)

ma nessuna può pretendere di essere l’unica e la perfetta.


- Una spiritualità comporta una dottrina spirituale (che si rifà sempre al Vangelo)

e una pratica di vita modellata su tale dottrina. (

(Es. I Benedettini: prega e lavora

i Francescani: semplicità e povertà di vita

le suore di Teresa di Calcutta: servire Cristo nei fratelli sofferenti.

i Gesuiti: studio e obbedienza al Papa

Suore di clausura: preghiera e contemplazione
- Caratteristiche della spiritualità del laico:
- Cristologica

- liturgica- eucaristica

- biblica

- teologica

- comunitaria

- missionaria

- aperta ai poveri

- libera nella pratica, non di obbligo

- unisce la vita con la preghiera; (es. la S.Messa)

- essenziale (lasciando gesti, riti, tradizioni vuote..)

- volontariato e servizio verso gli altri

- si fa “prossimo


5° RUOLO DEL LAICO NELLA COMUNITA’
- La Comunità come valore primario nell’insegnamento di Gesù.

Es. i 12 con Gesù

la parabola dei talenti

le prime comunità cristiane


- Nella Comunità ogni credente è “persona”

ha un ruolo, un posto, un impegno (1Cor. 12,28)


- Ogni cristiano, in quanto soggetto di pastorale ha dei “carismi” 1Cor. 12, 1ss Efesini 4,11 ss
- Credo di avere dei carismi,

credo che anche gli altri hanno dei carismi,

credo che i miei carismi sono necessari alla comunità,

credo di aver bisogno dei carismi degli altri.


- Se non mettiamo a disposizione i nostri carismi facciamo un danno alla Comunità

Vedi Parabola dei talenti di Mt. 25


- Nella pastorale è necessario:

- fare delle scelte

- avere capacità critica

- dare la precedenza alle opere di carità


- Quindi il ruolo del laico nella società:

essere testimone di quanto crede

e nel servizio

6° ALCUNI PASSAGGI

PERCHE’ LA CHIESA POSSA FARE PASQUA

- da una fede astratta, non inserita nella vita

a una fede concreta, con scelte concrete di vita.
- da una vita cristiana vissuta in maniera individualistica

a una comunitaria.

- dai Sacramenti

alla Parola di Dio


- da tante Messe

a più Messa


- da una Chiesa società,

a una Chiesa Comunità


- da una Chiesa vestita di esteriorità,

a una Chiesa semplice, evangelica, vera


- da una Chiesa Istituzione

a una Chiesa di servizio,


- da una Chiesa ricca

a una povera


- da una Chiesa sempre discente ( che parla troppo)

a una che ascolta


- da una Chiesa clericale,

a una laicale


- da una Chiesa maschilista e misogina

a una più al femminile,


- da una Chiesa sessuofobica

a una più serena, e rispettosa delle coscienze,


- da una Chiesa con i segni della forza e della potenza

a una povera, di servizio.


- da una Chiesa che giudica e a volte condanna

a una che perdona e accoglie (es i divorziati)


- da una Chiesa che va a braccetto con i potenti, i Capi di Stato, i ricchi

a una che fa la scelta dei poveri al di là delle parole di circostanza.


- da una Chiesa pura e perfetta

a una che si compromette con i divorziati, i malati di AIDS, i divorziati…


- da una Chiesa che parla di se stessa

a una che parla di Gesù Cristo (es. il 25° del Papa)


- da una pastorale farraginosa (Messe, processioni, novene, gite, sagre…)

a una più essenziale, unitaria, educativa, semplice, immediata.


- da una pastorale sulle masse

a una con la persona


- da una pastorale trionfalistica, di facciata, esteriore

a una che lavora in profondità, più umile, educativa.


- da una morale della legge, del peccato e della paura

a una morale della coscienza, positiva, evangelica


- da una tendenza a conservare, della tradizione

al coraggio di rinnovarsi.


- da una religiosità devozionale, popolare, povera di contenuti

a una più teologica, più biblica, cristologica, storica


- da una catechesi sui bambini

a una per e con gli adulti e con le famiglie.


- da un prete tuttofare

a uno che fa il prete


- da un prete clericale

a uno uomo e amico della gente.


- da un prete accentratore e che comanda

a uno che delega e coordina.


- da una predicazione che rimane teorica

a una più concreta, esistenziale, che graffia


- da una molteplicità di discorsi, encicliche, documenti del Magistero

a un po’ di silenzio.


- da affermazioni e prese di posizione estreme del Magistero poco credibili es. in materia di genetica e di morale sessuale…

a una presa di coscienza dei problemi della gente. (Es. Divorziati, pillola…)


- da un laico che nella Chiesa obbedisce ed esegue

a uno che si sente persona e protagonista.


- da una morale quasi monastica (es. sessualità, preghiera…)

a una morale laica differenziata a fatta da laici per i laici.


- da una spiritualità di preghiere

a una di preghiera


- da una vita cristiana preoccupata di non fare peccati

a una rivolta a fare il bene.

- dalla domenica come “fine settimana”

alla domenica come

- GIORNO del SIGNORE

- Giorno della Comunità

- Giorno della Celebrazione

- Giorno dell’impegno (missione)

- Giorno della carità

- Giorno del dialogo

- Giorno della famiglia

- Giorno della festa

- Giorno del riposo

- Giorno profetico








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