Costituzionalismo e transizioni democratiche. L’esperienza italiana



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Stato … cit., p. 126).

31 Cfr. P.P. Portinaro, Stato … cit., p. 127; D. Fisichella (a cura), La rappresentanza, Milano, 1983. Più in generale, sul punto, cfr. L. Ferrajoli, La sovranità nel mondo moderno, Bari, 1997.

32 Nell'ampia bibliografia, sul punto cfr. anche AA.VV. (a cura di S. Gambino), Stati nazionali e poteri locali, Rimini, 1998, nonché AA.VV. (a cura di S. Gambino), Regionalismo, federalismo, devolution, Milano, 2003.

33 Nell'ampia bibliografia sul punto cfr. anche i nostri "Dai diritti naturali ai diritti sociali. Un approccio storico-costituzionale nella prospettiva comparatistica", in Dir. pub. comp. ed europeo, 2002, n. 1, nonché "Cittadinanza e diritti sociali fra neoregionalismo e integrazione comunitaria", in Quaderni costituzionali, 2003, n. 1.

34 Nell'ampia bibliografia sul punto cfr. anche G. Miglio, Come cambiare. Le mie riforme, Milano, 1992.

35 Cfr. P.P. Portinaro, La crisi dello Jus Pubblicum Europaeum. Saggio su Carl Schmitt, Milano, 1982.

36 Nell'ampia bibliografia cfr. anche AA.VV. (a cura di S. Gambino), Costituzione italiana e diritto comunitario, Milano, 2002, nonché il nostro "Dall'Europa dei mercati all'Europa dei cittadini, fra giurisprudenza comunitaria, trattati e Carta dei diritti fondamentali", in La cittadinanza europea, 2002, 2.

37 Fra gli altri cfr. anche i nostri Stato nazionali e poteri locali, Rimini, 1998, nonché Europa e Balcani … cit.

38 Nell'ampia bibliografia cfr., almeno, i rapporti di L. Favoreu ("Europe occidentale"), di P. Nikolic ("Pays socialistes"), di M. Cappelletti ("Rapport général"), in AA.VV. (L. Favoreu – J.A. Jolowicz, Le contrôle juridictionnel del lois. Légitimité, effectivité et développements récents, Paris, 1986; da ultimo cfr. anche gli Atti del Convegno annuale (Milano 11/12 ottobre 2002) dell’Associazione italiana dei costituzionalisti su “Diritto costituzionale e diritto giurisprudenziale, in http://www.associazionedeicostituzionalisti.it.

39 Rispetto alle origini ed allo sviluppo marcatamente pretorio della giurisdizione comunitaria dei diritti fondamentali, cfr. anche il nostro "Il diritto costituzionale europeo: princìpi strutturali e diritti fondamentali", in s. Gambino (a cura di), Costituzione italiana e diritto comunitario, Milano, 2002.

40 Fra gli altri cfr. anche S. Gambino – C. Amirante, Il Canada, un laboratorio costituzionale, Padova, 2000; A. Saiz Arnaiz, Estado federal y “estatuto particular”. La posición constitucional de la provincia de Quebec en la federación canadiense, Madrid, 1997; D. Loprieno, “Origini e conseguenze del Renvoi relativo alla secessione del Québec”, in Amministrare, 2002, n. 1/2 (numero speciale: “Il federalismo canadese”); A. Ruiz Robledo, “Canadà, un federalismo casi olvidado”, in Revista de Estudios Politicos, n. 69; T. Groppi, “El problematico federalismo canadiense”, in A. Porras – G. Ruiz-Rico (coord.), Claves para una reforma constitucional, Sevilla, 2001; G. Rolla (a cura), Lo sviluppo dei diritti fondamentali in Canada, Milano, 2000.

41 Fra gli altri cfr. almeno, G. Ruiz-Rico Ruiz, “Il diritto di autodeterminazione e la Costituzione spagnola del 1978: riflessioni intorno ad un antagonismo insuperabile” e A. Perez Calvo, “ La plurale nazione spagnola”, ambedue in S. Gambino (a cura di), Europa e Balcani … cit., nonché R. Blanco Valdés, “Cinque tesi sul decentramento in Spagna”, in S. Gambino (a cura di), Il ‘nuovo’ ordinamento regionale. Competenze e diritti. Confronti europei (Spagna, Germania e Regno Unito), Milano, 2002; J.F. López Aguilar, “Con-federalismo en España?: el pálpito nacionalista en la España autonomica como problema politico y problema constitucional”, in A. Porras – G. Ruiz-Rico (coord.), Claves para una reforma … cit. Sui profili di diritto internazionale relativi all'autodeterminazione cfr. almeno C. Curcio, "Autodecisione dei popoli", in Nuovissimo digesto italiano, Torino, 1958; F. Lattanzi, Garanzie dei diritti dell'uomo nel diritto internazionale generale, Milano, 1993; G. Aragio-Ruiz, "Autodeterminazione", in Enciclopedia giuridica, Roma, 1989; A. Cassese, "Il diritto dei popoli all'autodeterminazione politica: dallo Statuto ONU alla Dichiarazione di Algeri", in AA.VV., Marxismo, democrazia e diritto dei popoli, Milano, 1979; G. Guarino, Autodeterminazione dei popoli e diritto internazionale, Napoli, 1984; A. Buchanan, Secessione: quando e perché un paese ha il diritto di dividersi, Milano, 1994

42 Su cui cfr. anche F. Tuccari, La nazione, Bari, 2000 e M. Albertini, Lo Stato nazionale, Bologna, 1997.

43 Cfr. J.F. López Aguilar, Lo Stato autonomico spagnolo. Stato composto e fatti differenziali nella Costituzione spagnola del 1978, Padova, 1999.

44 Fra gli altri cfr. sul punto AA.VV., Les mutations de l’Etat-Nation en Europe à l’aube du XXI siècle, Strasbourg, 1998.

45 Fra gli altri cfr. anche sul punto il nostro “Regioni e diritti fondamentali. La riforma costituzionale italiana nell’ottica comparatistica”, in S. Gambino (a cura di), Il ‘nuovo’ ordinamento regionale. Competenze e diritti, Milano, 2002, nonché (unitamente a M. Rizzo), "Le costituzioni del Novecento", in A. Vitale, Il Novecento a scuola. Un ciclo di lezioni, Roma, 200; R. Jiménez Asensio, El constitucionalismo, Oñati, 2001; F. Puzzo, Il federalismo fiscale, Milano, 2002.

46 … che, almeno fino ai primi anni ’20 del secolo appena trascorso – che hanno visto affermare la trasformazione autoritaria dello Stato ad opera delle classi borghesi – hanno presieduto alla formazione politica ed istituzionale della civiltà giuridica e dello Stato contemporaneo assicurandone l’affermazione e la stessa modernità rispetto alle forme originarie di produzione e di organizzazione sociale, prima feudali ed in seguito liberali.

47 Cfr. R. Martucci, L'invenzione dell'Italia unita (1855-1864), Milano, 1999 nonché Storia costituzionale italiana dallo Statuto albertino alla Repubblica (1848-2001), Roma, 2002; M. Fiorillo, La nascita della Repubblica italiana e i problemi giuridici della continuità, Milano, 2000.

48 Su cui, oltre a J.P. Massias, Droit constitutionnel des … cit., p. 21 ss., cfr. almeno B. Geremek, La rupture. La Pologne du communisme à la démocratie, Paris, 1991; J. Wawrzyniak, La Polonia e le sue costituzioni dal 1791 ad oggi, Rimini, 1992; P. Policastro, "Libertà, diritti fondamentali e doveri costituzionali nella nuova Costituzione polacca", in AA.VV. (Atti Convegno Napoli-Pompei, 27-28 giugno 1997), Diritti di libertà e diritti sociali fra giudice costituzionale e giudice comune, Napoli, 1999, e dello stesso A., Diritti fondamentali e sistema costituzionale nella Repubblica polacca (monografia, in corso di stampa).

49 Cfr. A. Cerri, Le libertà civili. Corso di lezioni, Trieste, 1985, soprattutto pg. 30 ss (“Democrazie ‘aperte’ e democrazie che si difendono. Il c.d. ‘paradosso delle libertà’”.

50 Fra gli altri cfr. S. Cassese – G. Guarino, Dallo Stato monoclasse alla globalizzazione, Milano, 2000.

51 Cfr. S. Staiano, “Democrazia alla prova nell’Europa centro-orientale”, in 1989. Rivista di diritto pubblico e scienze politiche, 1993; P. Grilli di Cortona, “ Partiti e istituzioni in Europa centro-orientale. Quali influenze reciproche?” e S. Bartole, “Le nuove democrazie dell’Europa centro-orientale alle loro prime prove”, ambedue in S. Bartole – P. Grilli di Cortona (a cura di), Transizione e consolidamento democratico nell’Europa centro-orientale. Elites, istituzioni e partiti, Torino, 1998; S. Bartole, Riforme costituzionali nell’Europa centro-orientale. Da satelliti comunisti a democrazie sovrane, Bologna, 1993.

52 Sul punto cfr., fra gli altri, almeno, C. Mortati, “Dallo Statuto albertino alla Costituzione della Repubblica”, in C. Mortati, Scritti sulle fonti del diritto e sull’interpretazione, Milano, 1972 e, dello stesso Autore, La Costituente, Roma, 1945; V. Onida, “Costituzione provvisoria”, in Digesto Discipline pubblicistiche, vol. IV, Torino, 1990; G.U. Rescigno, “La discussione nella Assemblea costituente del 1946 intorno ai suoi poteri, ovvero del potere costituente, delle assemblee costituenti, dei processi costituenti”, in Diritto pubblico, 1996, e dello stesso A., "La Costituzione della Repubblica italiana", in V. Onida, L'ordinamento costituzionale italiano dalla caduta del fascismo all'avvento della Costituzione. Testi e documenti, Torino, 1991; P. Barile, “Potere costituente”, in Nuovissimo Digesto Italiano, Torino, 1996, XII; A. Giovannelli, “Assemblea costituente”, in Enciclopedia giuridica Treccani, Roma, 1999; P.G. Grasso, “Potere costituente”, in Enciclopedia del diritto, Milano, 1985, XXXIV.

53 Cfr. C. Mortati, La Costituzione in senso materiale, Milano, 1940, su cui cfr. anche S. Gambino, Stato sociale e Stato socialista in Costantino Mortati, Lungro di Cosenza, 2002 e G.P. Calabrò, Potere costituente e teoria dei valori. La filosofia giuridica di Costantino Mortati, Lungro di Cosenza, 1997.

54 Cfr. C. Roehrssen, Governo, legge, politica, Milano, 1969.

55 Sul punto cfr. V. Crisafulli, “La continuità dello Stato”, in Riv di dir. intern., 1964, n. 3 (ora anche nel suo Stato, popolo e governo. Illusioni e delusioni costituzionali, Milano, 1985).

56 Cfr. L. Paladin, “Il problema della rappresentanza nello Stato fascista”, in Studi in memoria di Carlo Esposito, Padova, 1972, nonchè la voce “Fascismo (diritto costituzionale)” per l’Enc. del dir., XVI.

57 … ma anche la XIII Dispos. trans. e finale (sul divieto di ingresso e di soggiorno nelle territorio nazionale degli ex Re di Casa Savoia, nonché delle relative consorti e discendenti maschi (II co.), accompagnata nella stessa disposizione dalla previsione per cui "i membri e i discendenti di Casa Savoia non sono elettori e non possono ricoprire uffici pubblici né cariche elettive (I co.), solo di recente abrogata dalla l. cost. n. 1/2002 (di disciplina della cessazione degli effetti della XIII dispos. trans. e finale Cost.). Sul punto cfr., fra gli altri, A. D'Aloia, "Il Consiglio di Stato e la XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione", in Quaderni costituzionali, 2003; A. Ruggeri, "Avanti Savoia (la fedeltà alla Costituzione repubblicana e la revisione della XIII disposizione transitoria e finale)", in www2.unife.it/forumcostituzionale, 6 febbraio, 2002; R. Merlo, "Su alcune possibili implicazioni connesse alla cessazione degli effetti della XIII disposizione transitoria e finale costituzionale", in www2.unife.it/forumcostituzionale, 14 febbraio, 2002; A. Morelli, "Sovranità popolare e ordinamento repubbicano (a proposito del progetto di revisione della XIII disposizione transitoria e finale costituzionale)", in www2.unife.it/forumcostituzionale, 14 febbraio, 2002.

58 Alla questione C. Mortati dedica uno studio nel quale sottolinea come il partito sia “un vero organo dello Stato e che il suo ordinamento autonomo è uno dei tanti possibili a presentarsi nella gamma infinita, che l’organizzazione diretta dello Stato può offrire” (così in “Sulla posizione del partito nello Stato”, in Stato e diritto, 1941, 4-5 (ora in Raccolta di scritti, Milano, 1972, p. 515.)

59 Come aveva sostenuto lo stesso Mussolini, nel 1927, all'indomani dell’emanazione delle “leggi fascistissime” che dettano la svolta della dittatura fascista, il partito e le sue gerarchie, a rivoluzione compiuta, non dovevano essere altro che “uno strumento consapevole della volontà dello Stato, tanto al centro quanto alla periferia”. Il 14 settembre 1929, Mussolini così sintetizzò la posizione del partito nei confronti dello Stato: " … il partito non è che una forza civile e volontaria agli ordini dello Stato, così come la Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale è una forza armata agli ordini dello Stato. Il partito è l'organizzazione capillare del regime. La sua importanza è fondamentale; esso arriva dovunque. Più che esercitare un'autorità, esso esercita un apostolato e con la sola presenza della sua massa inquadrata esso rappresenta l'elemento definito, caratterizzato, controllato, in mezzo al popolo, È il partito con la massa dei suoi gregari che dà all'autorità dello Stato il consenso volontario o l'apporto incalcolabile di una fede. Ogni dualismo di autorità e di gerarchia è scomparso”. Ribadita la “consapevole, definitiva, solenne subordinazione del partito allo Stato”, Mussolini precisa ancora che: “se il fascismo tutto è nello Stato, anche il partito non può sfuggire a tale inesorabile necessità, e deve quindi collaborare subordinatamente con gli organi dello Stato … Non bisogna confondere il partito nazionale fascista, che è forza politica primordiale del regime, col regime, che questa forza politica e tutte le altre di varia natura convoglia, abbraccia, armonizza. Il regime non ha bisogno di aspettare altri tempi per dilatarsi fino ai confini della nazione. Sta già divenendo, e lo strumento di questa dilatazione è il partito con le sue masse”.

60 A pochi anni dalla conquista del potere assoluto avviene così che, secondo gli stessi osservatori del tempo, il Partito Nazionale Fascista risulta aver fallito l'obiettivo fondamentale originario di “costituire l'aristocrazia educativa e formativa del popolo italiano”. Esso si presenta come un “organismo pletorico, privo di mordente politico, centro di pettegolezzi e di astiose quanto meschine rivalità personali fra gerarchi piuttosto che di ampi e meditati dibattiti sui problemi essenziali della vita nazionale, strumento di egoistici arrivismi ben più che di alte e nobili ambizioni”, secondo la dissacrante analisi che ne fa A. Aquarone, “Il partito fascista e i suoi rapporti con lo Stato”, in I. Zanni Rosiello, Gli apparati statali dall’Unità al fascismo, Bologna, 1976. Nell’ampia bibliografia recente sul punto cfr. almeno P. Pombeni, Demagogia e tirannide. Uno studio sulla forma-partito del fascismo, Bologna, 1980

61 Cfr. sul punto il fondamentale studio di L. Paladin, “Il problema della rappresentanza nello Stato fascista”, in Studi in memoria di C. Esposito, Padova, 1972.

62 Cfr. C. Esposito, “Lo Stato nazionale fascista”, in Stato e diritto, 1942

63 Per un approfondimento di questo orientamento cfr. P. Biscaretti di Ruffia, “Il partito unico negli ordinamenti costituzionali della nuova Europa”, in Jus, 1942.

64 Cfr. L. Paladin, voce “Fascismo (diritto costituzionale)”, in Enc. del dir., XVI.

65 Lo Statuto fondamentale del Regno (Statuto albertino) è la prima Costituzione italiana, di tipo octroyé, concessa da Re, Carlo Alberto, il 4 marzo 1848. Tale Statuto (di norma denominato Statuto albertino) fu preceduto e preannunziato dal "Proclama costituzionale" dell'8 febbraio 1848 e pubblicato, con il n. 669, nella Raccolta degli Atti del Governo di S.M. il Re di Sardegna.

66 Mutuiamo, in tal senso, la tipologia utilizzata da G.U. Rescigno in “La discussione nella Assemblea costituente … cit.

67 La Costituzione gaullista del 1958 in Francia, ad es., fu sottoposta ad un referendum-plebiscito; tuttavia, non deve trascurarsi, ai fini della nostra analisi, che tale referendum-plebiscito, quale modalità per sancire democraticamente la revisione costituzionale, per come voluta da De Gaulle, si colloca comunque all'interno delle forme di Stato democratiche e poco hanno a che vedere con l'utilizzo del plebiscito nelle forme di Stato autocratiche (peronismo, menenismo, ecc.)

68 Cfr. G.U. Rescigno, “La discussione nella Assemblea costituente … cit., p. 38.

69 Cfr. P. Calamandrei, “Cenni introduttivi sulla Costituente e sui suoi lavori”, in P. Calamandrei – F. Levi (dir.), Commentario sistematico alla Costituzione italiana, Firenze, 1950, XCII. Per un'approfondita analisi della transizione italiana cfr. C. Mortati, La Costituente, Roma, 1945, e ora in Raccolta di scritti, I, Studi sul potere Costituente e sulla riforma costituzionale dello Stato, Milano, 1972.

70 Dal suo interno e per gli esiti positivi dell’intervento alleato in Italia. Per una documentazione sul punto cfr., almeno, V. Onida, L’ordinamento costituzionale italiano dalla caduta del fascismo all’avvento della Costituzione repubblicana, Torino, 1991; A. Aquarone – M. Vernassa, Il regime fascista, Bologna, 1974; AA.VV., Il regime fascista, Roma, 1995.

71 Fra gli altri, sul punto cfr., almeno, P. Permoli, La Costituente e i partiti politici, Rocca San Casciano, 1966; AA.VV., Le idee costituzionali della Resistenza, Roma, 1997; P. Ciarlo, “La Costituente: nascita di una Costituzione”, in Democrazia e diritto, 1994, n. 4 e 1995, n. 1; Pombeni, La Costituente, Bologna, 1995.

72 Cfr. A. Pichierri, La Costituzione provvisoria, Taranto, 1996.

73 Sul punto cfr. anche, almeno, M. Bon Valsassina, La decadenza dell'ordinamento statutario, Roma, 1949; M. Gueli, Diritto costituzionale provvisorio e transitorio, Roma, 1950; P. Amorth, “Problemi costituzionali: dallo Statuto albertino alla costituzione della Repubblica italiana”, in AA.VV. (a cura di Rota), Questioni di storia del Risorgimento e dell'unità d'ltalia, Milano, 1951.

74 P. Scoppola, La repubblica dei partiti. Profilo storico della democrazia italiana (1945/1990), Bologna, 1991. Per l’analisi dei rapporti fra partiti politici e forma di governo cfr. almeno, L. Elia, “Governo (forme di), in Enciclopedia del diritto; S. Gambino, Partiti politici e forma di governo, Napoli, 1977; S. Bonfiglio, Forme di governo e partiti politici, Milano, 1993.

75 Cfr. F.C. Pavone, Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità della Resistenza, Torino, 1991; F. Catalano, Storia del C.L.N.A.I., Bari, 1956; A. Permoli, La Costituente … cit.

76 Gli esiti elettorali in termini di seggi parlamentari prevedono: 207 seggi parlamentari alla DC, 115 allo PSIUP, 104 al PCI, 41 all’UDN, 7 al PdA, 23 al PRI, 16 al Blocco nazionale delle libertà, 30 all’Uomo Qualunque, 12 ad altre liste.

77 Cfr. G.U. Rescigno, “La discussione nella Assemblea costituente … cit., p. 24 ed ivi, in part., nota 18.

78 Cfr. C. Mortati, La Costituente, Roma, 1945, e dello stesso Autore “Sui poteri dell'Assemblea costituente in materia legislativa”, in Riv. dir. pub., 1946, ora in Raccolta di scritti, I, p. 365 ss.; in materia cfr. anche A. Giovannelli, “Assemblea costituente”, in Enciclopedia Giuridica Treccani; C. Fiumanò – R. Romboli, “L’Assemblea costituente e l’attività legislativa ordinaria”, in E. Cheli (a cura di), La fondazione della Repubblica. Dalla Costituzione provvisoria all’Assemblea costituente, Bologna, 1979.

79 Cfr. G.U. Rescigno (“La discussione nella Assemblea costituente … cit., pp. 31-32, nonché pp. 34-35 e ivi nota 27), per il quale, con la promulgazione del d.l.lt. 151/44, il luogotenente regio dà atto, cioè, “che finisce ufficialmente una caratteristica fondamentale del vecchio regime: quella per cui la monarchia derivava la sua legittimazione non dalla volontà popolare, ma da se stessa … Nel momento in cui casa Savoia accetta di demandare al popolo la decisione intorno alla sua sopravvivenza come casa regnante, il vecchio legittimismo è ufficialmente morto, ed anche in Italia comincia il periodo moderno per cui ogni potere politico, nessuno escluso, deriva dal popolo e solo dal popolo”.

80 Ult. op. cit., p. 37. Ciò che qualifica tale ultimo profilo – come è stato bene sottolineato – è una “sequenza ordinata … che parte, appunto, da un fatto autofondato ed arriva all’entrata in vigore di una costituzione vitale, attraverso passaggi tali per cui ciascun atto della sequenza si fondi sul precedente … Nel processo costituente in senso prescrittivo però vi è oggi una regola presupposta: quella per cui la decisione popolare, o indirettamente l’assemblea costituente eletta dal popolo, in quanto soggetti sovrani, non sono vincolati da alcun atto precedente, salvo il vincolo della diretta decisione popolare nei confronti dell’Assemblea”.

81 Ult. op. cit., p. 38.

82 Cfr. R. Blanco Valdés nel suo contributo a questo Volume; P. De Vega, La reforma constitucional y la problematica del poder constituyente, Madrid, 1991; J.J. Gonzales Encinar, "La Constitución y su reforma”, in Revista española de derecho constitucional, 1985, n. 17; J. De Esteban, Tratado de derecho constitucional, Madrid, 1998 (Lección 3 e Lección 4); L. Casali (a cura di), Per una definizione della dittatura franchista, Milano, 1991; M. Aragón, "La articulación juridica de la transición", in Revista de Occidente, 1985, n. 54; R. Cotarelo (coord.), Transición politica y consolidación democratica. España (1975-1986), Madrid, 1992; R. Carr – J.P. Fusi, España, de la dictatura a la democracia, Barcelona, 1979; C. Sastre Garcia, Transición y desmovilización politica en España (1975-1978), Valladolid, 1997; J. De Esteban – L. López Guerra, De la dictatura a la democracia, Madrid, 1979.

83 Cfr. Santi Romano, “L’instaurazione di fatto di un ordinamento costituzionale … cit., passim.

84 Cfr. C. Mortati, "La teoria del potere costituente", in AA.VV. (a cura di P. Pombeni), Potere costituente e riforme costituzionali, Bologna, 1994, p. 190.

85 Nell'ampia bibliografia cfr., almeno, C. Schmitt, Dottrina della Costituzione, Milano, 1984 (trad. it.); S. Romano, "Costituente (potere)", in Digesto italiano, VIII-4 ter, 1899-1903; P.G. Grasso, "Potere costituente", in Enc. del dir., XXXIV, Milano, 1985; C. Mortati, "La Costituente. La teoria. La storia. Il problema italiano (1945)", in Raccolta di scritti, I, Milano, 1972; H. Kelsen, Lineamenti di teoria pura del diritto, Torino, 1984 (trad. it.); G. Zagrebelsky – P.P. Portinaro – J. Luther (a cura di), Il futuro della Costituzione, Torino, 1996; M. Fioravanti, "Potere costituente e diritto pubblico. Il caso italiano", in P. Pombeni, Potere costituente e riforme costituzionali, Bologna, 1992; M. Dogliani, "Potere costituente e revisione costituzionale", in Quaderni costituzionali, 1995, n. 1.

86 Cfr. M. Dogliani, Introduzione al diritto costituzionale, Bologna, 1994, p. 66, per il quale il “costituzionalismo moderno nasce quando muore il principio di tradizione e si rende necessario (e per altro verso possibile) conformare e stabilizzare artificialmente l’organizzazione della vita politica”.

87 Così A. Paine, "I diritti dell’uomo", in M. Dogliani, Introduzione ... cit., p. 178.

88 Cfr. N. Luhmann, "La costituzione come acquisizione evolutiva", in G. Zagrebelsky – P. Portinaro – G. Luther (a cura di), Il futuro della costituzione, Torino, 1996.

89 Così M. Dogliani, Introduzione al diritto ... cit., p. 109.

90 Cfr. M. Fioravanti, "Potere costituente e diritto pubblico. Il caso italiano in particolare", in AA.VV. (a cura di P. Pombeni), Potere costituente e riforme costituzionali, Bologna, 1994, pp. 55-56 e dello stesso A., Appunti di storia delle costituzioni moderne. Le libertà fondamentali, Torino, 1995 nonché, Costituzione, Bologna, 1999.

91 Cfr. A. Pace, "La 'naturale' rigidità delle costituzioni scritte", in Giur. cost., 1993, p. 4085 ss., e dello stesso A., Potere costituente, rigidità costituzionale, autovincoli legislativi, Padova, 2002 (II ed., riveduta e ampliata).

92 Nella stessa ottica dell’art. 28 della Dichiarazione giacobina dei diritti del 1793 “Un popolo ha sempre il diritto di rivedere, riformare e cambiare la propria Costituzione. Una generazione non può assoggettare alle sue leggi le generazioni future”.

93 Cfr. M. Fioravanti, “Potere costituente e diritto pubblico. Il caso italiano in particolare”, in AA.VV. (a cura di P. Pombeni), Potere costituente … cit., p. 57.

94 Cfr. N. Luhmann, "La costituzione come acquisizione evolutiva", in Il futuro della costituzione, Torino, 1996.

95 Cfr. E. W. Böckenforde, "Il potere costituente del popolo: un concetto limite del diritto costituzionale", in Il futuro della costituzione ... cit., p. 239.

96 ult. op. cit.

97 In tal senso, in generale, cfr. M. Dogliani, "Potere costituente e revisione costituzionale nella lotta per la costituzione", in Il futuro della costituzione ... cit.

98 Cfr. A. Cantaro, “Costituzionalismo versus potere costituente”, in Democrazia e diritto, 1994, n. 4 e 1995, n. 1.


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