Costruzioni predicative con predicati non verbali



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Capitolo 4:

Costruzioni predicative con predicati non verbali

In questo capitolo saranno trattate quelle costruzioni in cui compare un predicato non verbale costituito da un SA, da un SN o da un SP (complemento predicativo). Il par. 1 tratterà le frasi in cui il compl. predicativo costituisce con il verbo essere la predicazione primaria della frase (frasi copulative), mentre nel par. 2 si tratteranno i casi in cui il complemento predicativo si unisce ad altri verbi o costituisce da solo una predicazione secondaria subordinata alla predicazione principale.
1. Frasi copulative
1.1. Frasi con essere
Il verbo essere può servire a esprimere due tipi di rapporti: a localizzare un referente nello spazio (frasi di localizzazione) oppure a stabilire un rapporto tra un referente e un predicato non verbale (frasi copulative).

La localizzazione può effettuarsi con un riferimento concreto (1) o astratto (2):


(1) a. …e ‘l popolo era quasi là giù al piano… (Novellino, 36, r. 15)

b. …Tristano era alla fontana. (Novellino, 65(A), rr. 9-10)

(2) a. …lo fummo (…) era in costui signoria [il fumo era sotto la signoria di costui, gli apparteneva]… (Novellino, 8, rr. 33-34)

b. …campatemi la persona: però ch’io ne sono in periglio [salvatemi la vita, perché io sono in pericolo (di vita)]… (Novellino, 59, r. 28)


Le frasi copulative sono costituite da un elemento referenziale (soggetto), da una forma del verbo essere (copula) e da un elemento predicativo non verbale (SA, SN, SP, ecc.), portatore del contenuto lessicale della predicazione (complemento predicativo). Così in (3) l’elemento referenziale è tu, la forma del verbo essere è se’, mentre l’elemento predicativo è costituito dal SA molto saputo:
(3) …tu se’ molto saputo [colto]. (Novellino, 2, r. 16)
Dal punto di vista semantico, l’elemento referenziale serve a individuare un referente extralinguistico per il quale è valida la predicazione espressa dall’elemento predicativo: in (3), per es., il referente è individuato con l’uso del pronome deittico tu e di questo referente si dice che ha la proprietà di essere ‘molto colto’.

Le frasi copulative possono avere tre funzioni semantico-pragmatiche fondamentali:


i) quella di attribuire una proprietà a un referente (funzione predicativa);

ii) quella di individuare un referente come portatore di una proprietà (funzione specificativa);

iii) quella di stabilire la coincidenza di due referenti (funzione identificativa).
Così la frase (3) ha funzione predicativa perché il punto di partenza della comunicazione è l’elemento referenziale autonomamente individuato attraverso il pronome deittico tu e lo scopo della comunicazione è di attribuirgli una proprietà (‘molto colto’). La funzione specificativa è invece esemplificata in (4):
(4) …è questa causa iudiciale doppia [questa causa giudiziale può essere di due tipi]: una speciale et un’altra che non si puote partire [suddividere]. Speciale è quella nella quale il parliere [l’oratore] si sforza di mostrare alcuna cosa che ssia iusta o iniusta, non nominando certa persona… (Brunetto Latini, Rettorica, p. 62, rr. 18-22)
In (4) il punto di partenza della comunicazione è una proprietà (quella di essere una ‘(causa giudiziale) speciale’) e lo scopo della comunicazione è quello di individure un referente o, come qui, l’unico referente che sia portatore di questa proprietà; il referente viene individuato con una descrizione definita, cioè un SN determinato che descrive le proprietà necessarie all’individuazione del referente (‘quella (causa) in cui l’oratore cerca di mostrare, senza nominare una persona determinata, se una cosa sia giusta o ingiusta’).
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Anche le frasi di localizzazione possono avere due funzioni: predicativa, esemplificata in (1)-(2), con cui si dice di un referente dove si trova, e presentativa (trattata quest’ultima nel cap. 3, par. 6), in cui il punto di partenza della comunicazione è un riferimento spaziale che serve da ancoraggio per l’introduzione nell’universo del discorso di un nuovo referente.

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La funzione identificativa è esemplificata in (5):
(5) …egli era Lancialotto… (Novellino, 45, r. 13)
Il referente individuato con il pronome anaforico viene identificato con un referente che il parlante suppone che l’ascoltatore possa individuare con altri mezzi (in (5) attraverso il suo nome proprio).

Mentre in it. mod. le frasi copulative con funzione predicativa e con funzione specificativa hanno due strutture sintattiche diverse (cfr. Gr. Gramm. vol. II, II.2), in it. ant. le due funzioni semantico-pragmatiche vengono espresse facendo uso delle medesime strutture sintattiche e la distinzione tra le due funzioni viene ottenuta attraverso l’utilizzazione delle strategie indipendentemente disponibili per la strutturazione del discoso in tema e rema (o Focus – cfr. cap. 1, 1.3.3). Fondamentalmente, nelle frasi predicative l’elemento referenziale è il tema e l’elemento predicativo il rema, nelle frasi specificative, invece, l’elemento predicativo è il tema e l’elemento referenziale è il rema/Focus.


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Questa definizione non è applicabile ai casi in cui sia il soggetto che il complemento predicativo si trovino nella parte rematica della frase: si tratta delle frasi tetiche (cfr. cap. 1, 1.3.1), per le quali non vale quindi la distinzione predicativo-specificativo. Ess. di frasi tetiche sono in 1.5.3-4. Per il caso in cui sia il soggetto che il complemento predicativo siano tematici, cfr. 1.5.4.

Nelle frasi identificative, diversamente che nelle frasi predicative e specificative, sia il tema che il rema/Focus sono elementi referenziali, per cui non abbiamo un criterio semantico-pragmatico indipendente per distinguere un soggetto da un complemento predicativo. Come vedremo, queste frasi sono strutturalmente simili alle frasi predicative e per questo, nella nostra esposizione, identificheremo il soggetto con l’elmento tematico e il complemento predicativo con l’elemento rematico (cfr. 1.5.1-2).

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In quanto segue esamineremo prima di tutto le forme di realizzazione del soggetto (1.2) e del complemento predicativo (1.3) e alcune proprietà della copula (1.4). Utilizzeremo, nei limiti del possibile, frasi predicative non marcate della forma soggetto - copula - complemento predicativo. Esamineremo poi le diverse possibilità di realizzazione sintattica delle frasi copulative e il modo in cui queste servono a esprimere la funzione predicativa, specificativa e identificativa (1.5).


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In una frase copulativa in cui compaiono due SN, non è sempre evidente quale sia il soggetto e quale sia il compl. predicativo. Nell’analisi che segue è stato applicato il seguente criterio logico-semantico: dati due elementi x e y, diciamo che y funge da compl. predicativo se ha senso dire che y è una proprietà di x, ma non viceversa.



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