Crediti verso clienti e debiti verso fornitori



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12.11.2018
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Promemoria per la redazione del bilancio dell’impresa……………………………………
A cura di Emanuele Pisati





ESEGUITO

CREDITI VERSO CLIENTI E DEBITI VERSO FORNITORI
Verificare i saldi dei clienti e dei fornitori, la corretta contabilizzazione e la presenza di registrazione (gli eventuali anticipi vanno segnati a parte).

La presenza di clienti al passivo o fornitori all’attivo va verificata con particolare attenzione.

Verificare la presenza di crediti immobilizzati e scaduti da più di sei mesi e valutare la loro situazione al fine della possibilità di mandarli a perdite o girarli a crediti immobilizzati in attesa della pratica legale di tentativo di recupero.

Attenzione particolare ai criteri di deducibilità e storno dei crediti.

Riprendere a tassazione i crediti il cui storno non rispecchia la normativa fiscale.

Per ciascun credito eventualmente stornato a perdite, verificare la documentazione probatoria a supporto.



Crediti di modesta entità

“L’art. 101, comma 5, del Tuir stabilisce che gli elementi certi e precisi della perdita su crediti si ritengono automaticamente sussistenti “quando il credito sia di modesta entità e sia decorso un periodo di sei mesi dalla scadenza di pagamento del credito”. Al fine di accedere al beneficio della deducibilità, è, quindi, necessario che il credito da cui è derivata la perdita soddisfi, congiuntamente, due condizioni:

· il termine di scadenza del proprio pagamento è decorso da almeno sei mesi;

· è di modesta entità, ovvero non supera l’importo di euro 5.000 per le imprese di più rilevante

dimensione – individuate a norma dell’art. 27, comma 10, del D.L. n. 185/2008 – e euro 2.500 negli altri casi.

A questo proposito, si rammenta che per “imprese di più rilevante dimensione” si intendono quelle che conseguono un volume d’affari o ricavi non inferiori a 100 milioni di euro” (circolare 26/E 2013).


ANNOTAZIONI

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CONTI CORRENTI BANCARI – INTERESSI PASSIVI
Verificarne la deducibilità.

Controllare le rispondenze della contabilità con i singoli estratti conto ed effettuare le riconciliazioni.

Rilevare gli interessi e le spese e controllare le rispondenze con gli estratti conto relativi.
Le regole fiscali di deduzione degli interessi passivi:


  • per le società di capitali, ai sensi dell’art. 96 del Tuir si deve effettuare il controllo della capienza degli stessi con il 30% del ROL e predisporre il relativo prospetto nella dichiarazione dei redditi.

Verificare la presenza di eccedenze di Rol precedenti o da riportare.

  • Per le società di persone e per le ditte individuali, ai sensi dell’art. 61 del Tuir gli interessi passivi inerenti all’esercizio dell’impresa sono deducibili per la parte corrispondente al rapporto fra l’ammontare dei ricavi e altri proventi che concorrono a formare il reddito d’impresa o che non vi concorrono in quanto esclusi e l’ammontare complessivo di tutti i ricavi o proventi.

ANNOTAZIONI

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ACCANTONAMENTO AL FONDO SVALUTAZIONE CREDITI
Verificare se lo stanziamento al fondo è superiore allo 0,5%.

Controllare l’esistenza della suddivisione fra la quota dello stesso deducibile e quella indeducibile.

Verificare se il fondo a fine esercizio dopo lo stanziamento supera o meno il 5% del totale dei crediti esistenti.
ANNOTAZIONI

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BENI AMMORTIZZABILI – LE RIPRESE FISCALI
Verificare gli incrementi e i decrementi dei cespiti ammortizzabili, la corrispondenza dei conti alle risultanze del libro relativo.

Controllare se i beni sono iscritti comprendendo la eventuale quota di iva indeducibile e gli oneri di diretta imputazione.


NB: Conservare copia della fattura di acquisto dei cespiti in archivio apposito, in quanto se il bene permane in azienda oltre il periodo di conservazione dei documenti obbligatorio per legge bisogna conservare comunque la fattura della provenienza del cespite.
Verificare se alcuni beni sono stati svalutati e se la svalutazione risulta indeducibile fiscalmente.

Rammentare che i costi e i ricavi relativi agli immobili non strumentali sono irrilevanti ai fini fiscali.

Nel caso di furto dei beni, verificare la documentazione al fine dello storno del costo residuo e la corretta contabilizzazione a sopravvenienza dell’eventuale rimborso assicurativo.

In presenza di rivalutazioni solo ai fini civilistici, verificare la relativa quota di ammortamento non deducibile ai fini fiscali. Controllare sempre il prospetto di riconciliazione nella dichiarazione fiscale del periodo.

In caso di cessione dei cespiti con realizzazione di plusvalenza, verificare i presupposti per l’eventuale rateizzazione ai fini fiscali della stessa.

ANNOTAZIONI

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IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI
Verificarne la possibilità di iscrizione all’attivo e la quota fiscalmente deducibile. Rispettare i principi contabili e controllare la deducibilità per ogni categoria delle stesse.
Si rammenta, ad esempio, che:

Costi di impianto e ampliamento: le spese relative a più esercizi sono deducibili nel limite della quota imputabile a ciascun esercizio, con l’eccezione delle imprese di nuova costituzione, il cui periodo di ammortamento decorre dall’esercizio in cui sono conseguiti i primi ricavi.
Avviamento: la quota di avviamento deducibile non può essere superiore ad 1/18 del costo. Se a conto economico viene iscritto un importo superiore a titolo di ammortamento, la differenza genera una variazione in aumento ai fini fiscali che potrà essere recuperata alla fine del periodo di ammortamento civilistico. In questo caso, bisognerà iscrivere in bilancio la fiscalità anticipata, se ne ricorrono tutti i requisiti.
Ammortamenti: verificare che gli stessi siano stati effettuati conformemente alle aliquote previste dal D.M. 31 dicembre 1988.

Controllare che siano effettuati solo sui beni effettivamente entrati in funzione e non solo acquistati.

Verificare, per gli investimenti in beni strumentali nuovi effettuati dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2017 da parte di imprese e professionisti, l’opportunità di effettuare l'ammortamento deducibile fiscalmente maggiorato del 40% rispetto a quello imputato nel conto economico.
Per “beni nuovi” si deve intendere il bene acquistato dal produttore e il bene acquistato da un soggetto diverso o dal rivenditore, purché non sia già stato utilizzato né da parte del cedente né da alcun altro soggetto (vedasi la circolare n. 90/2001).

Per beni “strumentali” si intendono quelli di uso durevole e impiegati come strumenti di produzione all’interno del processo produttivo dell’impresa. Sono esclusi i beni merce o trasformati o assemblati per la vendita e i materiali di consumo. Sul super ammortamento, ci sono due differenze sostanziali tra il modello 2016 e quello 2017; dal 2017 sono state espressamente escluse le auto aziendali ad uso promiscuo e i beni devono essere del tutto inerenti al “core business aziendale”.


I beni esclusi dal super ammortamento sono:

  • i fabbricati e le costruzioni;

  • i beni materiali che, anche se strumentali all’attività, hanno un coefficiente di ammortamento inferiore al 6,5%;

  • i beni indicati nello specifico allegato alla legge di Stabilità 2016 (aerei, materiale rotabile, condotte, etc.).

Verificare l’opportunità per i beni “industria 4.0” di effettuare l’ammortamento con la maggiorazione del 150%. (Si tratta concretamente degli investimenti in macchine intelligenti, interconnesse, il cui elenco diviso in categorie è fornito analiticamente nell’Allegato A dell’Appendice dell’apposita Circolare ministeriale.)

Verificare la deducibilità integrale o meno dell’ammortamento per i beni inferiori ad Euro 516,45.

Verificare la costanza nei criteri di ammortamento e nelle relative aliquote.


ANNOTAZIONI

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ACCANTONAMENTO AL FONDO TFR DIPENDENTI
Verificare la congruenza dell’importo di accantonamento al fondo TFR dei dipendenti con i prospetti forniti dal Consulente del lavoro.

Rilevare in modo corretto l’importo della quota annua di competenza.

Controllare l’eventuale corretta contabilizzazione e imputazione dell’importo erogato ai dipendenti cessati e le quote annue di competenza relative.

Rilevare in modo corretto l’imposta sulla rivalutazione del TFR e le competenze relative.


ANNOTAZIONI

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RATEI – RISCONTI – FATTURE DA RICEVERE – FATTURE DA EMETTERE
Controllare le schede relative ai ratei, ai risconti, alle fatture da ricevere e alle eventuali fatture da emettere.

Riscontrare l’eventuale presenza di mancati storni degli importi di competenza e la corretta contabilizzazione dei costi e dei ricavi ad essi connessi.

Eventuali mancati storni relativi ad anni precedenti generano sopravvenienze ai fini fiscali.
Sono posticipati:

RATEI ATTIVI – minori costi di manifestazione futura e di competenza del presente esercizio.

RATEI PASSIVI- costi di competenza del presente esercizio ma di manifestazione futura.
Sono anticipati:

RISCONTI ATTIVI – costi sostenuti nell’esercizio di competenza futura (es. le assicurazioni)

RISCONTI PASSIVI – ricavi anticipati di competenza dell’esercizio venturo (esempio gli affitti riscossi in via anticipata per periodi a cavallo d’anno)
ANNOTAZIONI

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ESEGUITO

INAIL
Verificare la coincidenza del credito/debito relativo con la dichiarazione Inail e le corrette imputazioni dei costi ai fini fiscali. Storni di errate registrazioni di competenza di anni precedenti rappresentano sopravvenienze fiscalmente rilevanti.
ANNOTAZIONI

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IVA – I GIROCONTI E LA QUADRATURA CON LA DICHIARAZIONE RELATIVA
Controllare che il saldo Iva in bilancio sia coincidente con quello presente nella dichiarazione Iva del periodo.
ANNOTAZIONI

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IMPOSTE E RELATIVI IMPORTI DEGLI ACCONTI
Controllare che gli importi iscritti in bilancio a titolo di acconto siano coincidenti con i versamenti degli acconti di imposta effettivamente versati e la corretta contabilizzazione delle eventuali compensazioni fra tributi.
ANNOTAZIONI

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SPESE DI MANUTENZIONE - CONTROLLO COMPETENZE E DURATA AI FINI FISCALI
Verificare che le spese di manutenzione straordinaria siano state imputate ad incremento del costo del bene al quale sono afferenti.
Le spese di manutenzione straordinaria devono rappresentare un effettivo incremento più o meno significativo e tangibile della capacità produttiva e/o di durata del cespite e, pertanto, le medesime costituiscono i cosiddetti oneri incrementativi o costi capitalizzabili. In pratica, le medesime si sostanziano in ampliamenti, modifiche, sostituzioni e altri miglioramenti riferibili al bene.
Controllare la correttezza delle registrazioni delle manutenzioni sui beni di terzi e dei contratti di servizio relativi alle assistenze tecniche.
Le spese di manutenzione e riparazione ordinarie su beni di terzi sono interamente deducibili nell’esercizio di competenza. Tale regola è applicabile sia da un punto di vista civilistico, sia fiscale, in quanto i beni su cui viene fatta la manutenzione non sono in proprietà dell’azienda e non sono presenti nel libro dei cespiti ammortizzabili.  

Le spese di manutenzione e riparazione straordinarie  su beni di terzi  devono essere capitalizzate. La loro straordinarietà risiede nel fatto che il costo sostenuto debba apportare “un aumento significativo e tangibile della vita utile o della produttività del cespite” cui si riferisce. Vengono ammortizzate anche fiscalmente secondo la loro durata utile nel periodo minore tra quello di utilità futura delle spese sostenute e quello residuo della locazione, tenuto conto dell’eventuale periodo di rinnovo se dipendente dal conduttore.
Verificare la capienza delle spese di manutenzione ordinaria sui beni d’impresa con il plafond relativo massimo pari al 5% del valere di tutti i beni ammortizzabili. Rammentare che, al fine del calcolo del plafond manutenzioni, il valore dei beni acquistati e ceduti nell’esercizio si calcola per i giorni di possesso.
ANNOTAZIONI

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SPESE TELEFONICHE E RADIOTELEFONI CELLULARI
Effettuare la ripresa fiscale pari al 20% del costo relativo.

Verificare le competenze dei costi e la loro inerenza.


ANNOTAZIONI

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AUTOMEZZI E MOTOCICLI
Verificare la corretta imputazione ad incremento del costo della quota eventuale dell’Iva indeducibile sull’acquisto.

Verificare per ogni autoveicolo se si tratta di veicolo aziendale o in uso a dipendenti e, se in uso a dipendenti, la presenza del benefit relativo nella busta paga dell’assegnatario; inoltre è necessario identificare i costi di gestione e manutenzione relativi e la rispettiva quota da riprendere fiscalmente a tassazione. Si consiglia di predisporre un prospetto di riepilogo.


Promemoria:

Costi di acquisto, gestione e manutenzione di autovetture, ciclomotori e motocicli inerenti l’attività d’impresa hanno una deducibilità del 20%; se utilizzo solo strumentale, deducibilità del 100%, se in uso promiscuo al dipendente con benefit in busta paga, deducibilità del 70%. Per gli agenti e rappresentanti, deducibilità dell’80% con i limiti del testo unico.


ANNOTAZIONI

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ESEGUITO

BENI IN LEASING
Il Legislatore, nella legge di stabilità per il 2014, ha modificato nuovamente le regole di deducibilità dei canoni di leasing.

Nello specifico, la durata minima fiscale relativa:



  • ai beni mobili ammortizzabili, passa dai 2/3 del periodo di ammortamento determinato con i coefficienti ministeriali al 50% del suddetto periodo di ammortamento;

  • ai beni immobili, viene rideterminata in 12 anni (indipendentemente dal coefficiente di ammortamento).

Rimane ferma anche per i nuovi contratti la regola, introdotta dal D.L. n. 16/2012, secondo cui la deducibilità dei canoni risulta slegata dalla durata del contratto.

La circolare ministeriale n. 10/E del 2014, in riferimento ai contratti di leasing relativi ai veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti per oltre la metà del periodo di imposta, ha chiarito che valgono gli stessi criteri validi per i beni mobili, cioè la metà del periodo di ammortamento.


Per i beni in leasing, rilevare la quota di risconto del maxi canone di competenza dell’esercizio.

Calcolare poi la quota parte di oneri finanziari non deducibili ai fini Irap e del valore deducibile ai fini delle imposte dirette.

Le società di leasing forniscono solitamente il prospetto con il valore attuale delle rate non scadute, l’onere finanziario teorico, il valore del bene in leasing e le quote tecniche di ammortamento per la rilevazione in nota integrativa (per le società di capitali)

Per i nuovi leasing stipulati nel 2017, verificare la possibilità di rilevare l’incremento del 40% ai fini della deduzione del canone o l’eventuale appartenenza del bene alla industria 4.0 con la deduzione maggiorata del 150%.


ANNOTAZIONI

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SPESE DI PUBBLICITÀ E RAPPRESENTANZA
Verificare le spese di pubblicità e le spese di rappresentanza, identificare bene ciò che appartiene ad una ed all’altra categoria e l’inerenza di tali costi all’attività aziendale. Effettuare i conteggi relativi alla quota deducibile in funzione del fatturato.
ANNOTAZIONI

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ESEGUITO

SPESE RELATIVE A PRESTAZIONI ALBERGHIERE
Le spese sono deducibili nel limite del 75% anche se inerenti e se si tratta di spese di rappresentanza, che vanno identificate separatamente al fine di poterle ricomprendere nel conteggio del plafond relativo.
ANNOTAZIONI

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IMU SUGLI IMMOBILI STRUMENTALI
Verificare l’importo dell’Imu versata relativa agli immobili strumentali e calcolare l’importo del 20% deducibile.
ANNOTAZIONI

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ACE - AIUTO ALLA CRESCITA ECONOMICA
Verificare la possibilità di usufruirne e l’entità del beneficio fiscale relativo.
ANNOTAZIONI

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SPESE PER PRESTAZIONI DI LAVORO
Distinguere i compensi per lavoro interinale fra costi del personale e compensi per la prestazione dell’agenzia.

Controllare che i compensi amministratore siano stati effettivamente corrisposti (principio di cassa) ai fini della deducibilità degli stessi.


Controllare i limiti di deducibilità delle spese relative ai rimborsi ai dipendenti e agli amministratori delle note spese per vitto alloggio e trasferte.
ANNOTAZIONI

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DIFFERENZE SU CAMBI
Rilevare le eventuali differenze realizzate.
ANNOTAZIONI

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ESEGUITO

COSTI BLACK LIST
In presenza di costi black list, recuperare la documentazione probatoria in merito all’effettiva effettuazione dell’operazione.
ANNOTAZIONI

ANNOTAZIONI

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