Critica Letteraria



Scaricare 4.86 Mb.
Pagina1/7
22.05.2018
Dimensione del file4.86 Mb.
  1   2   3   4   5   6   7

Critica Letteraria

Gianmarco Gaspari

03/10/2007
Lapalissiano: chiaro ed evidente, che non ha bisogno di dimostrazione in quanto risulterebbe superflua e grottesca. Aggettivo derivante dal titolo di un condottiero francese del primo ‘500, Jacques de la Palice, per due ingenui versi di una canzone composta dai suoi soldati prima della sua morte.
Tautologia: figura retorica. È un’affermazione che sostiene se stessa, ed è quindi una ripetizione inutile.

“il triangolo ha tre angoli”


lapalissiano = tautologia
Chabannes: rimando a la Palice. Il 25 febbraio 1525, il re di Francia Francesco 1° si scontra nella famosa battaglia di Pavia con gli spagnoli con cui si contendeva il controllo dell’Europa. In questa battaglia il re di Francia venne sconfitto e in suo onore vennero composti questi versi:
“ Monsieur De la Palisse est mort,

il est mort devant Pavie

un quart d’heure avant sa mort

il etoit encore en vie ’’


Dante Zanetti : ‘’Vita, morte e trasfigurazione del signor De la Palisse’’.

Zanetti analizza i versi composti in onore di la Palice e nota l’ovvietà dei versi. È ovvio che un quarto d’ora prima di morire, la Palice era ancora in vita. Zanetti afferma che i versi erano stati scritti in suo onore perché la Palice un quarto d’ora prima di morire cercava ancora di difendersi, quindi ha combattuto fino alla fine.


Dopo la battaglia di Pavia, le armature non servivano più perché si afferma l’uso della polvere da sparo, quindi cambiano anche le strutture dei castelli.
Ludovico Ariosto: “L’Orlando furioso”

Opera di maggior rilievo del 1500. Nel 1516 Ariosto ne scrive una prima versione, si tratta di un’opera coerente per quanto riguarda il modo di combattere dei paladini di Carlo Magno, infatti in questa stesura non c’è alcun cenno alle armi da fuoco. Nel 1521 Ariosto scrive una seconda edizione dell’opera in cui inserisce un’arma che chiama “ferrobugio”. Nel 1532 Ariosto rielabora il poema per la terza ed ultima volta; in questa edizione il “ferrobugio” diventa “archibugio” e compaiono tutte le altre armi da fuoco.


Critica: componente chiave del pensiero occidentale in quanto niente è dato per scontato, ma è sottoponibile a critica e può essere discusso. Ci sono culture che criticano più o meno di altre.

“critica” viene dal verbo greco “krinéin” che significa giudicare e distinguere. Io giudico in quanto distinguo da altro.


Krinéin:

  • Crinale: punto di separazione tra due luoghi

  • Discriminare: separare due cose in base ad un ragionamento

  • Scriminatura: riga dei capelli

All’inizio la critica si applicava esclusivamente all’opera d’arte ed implicava un giudizio di valore a qualcosa. Era un percorso di selezione attraverso dei canoni. In passato l’opera d’arte era sacra e c’era una grande selezione; nel tempo, con l’industrializzazione e la riproducibilità si è persa la sacralità. In passato per avere un prodotto di qualità, gli artisti dovevano seguire dei canoni.


Aristotele: “Poetica”

appartenente alla Grecia classica. Nato nel 384 e morto nel 322 a.C. fu il primo a riflettere sulla questione dei canoni per ottenere la qualità. Aristotele scrive l’opera “Poetica” (in greco Poetiké Tekné), che definisce regole e modelli a cui l’artista deve attenersi. Aristotele applica la tecnica del fare, all’uomo per distinguerlo dagli animali. Per Aristotele la tecnica del fare si applica all’astrazione, all’ideale e quindi all’arte, cioè qualcosa che rende il greco degno della propria umanità.

Come principale forma d’arte Aristotele cita il teatro, che era al centro della vita sociale, con un forte valore politico. Nel tempo venivano rappresentati 2 generi: la tragedia e la commedia.

Per poter scrivere una buona tragedia, Aristotele dice che gli artisti dovevano seguire i grandi modelli di:



  • Sofocle

  • Eschilo

  • Euripide

Questi tre autori classici hanno seguito la regola delle 3 unità: unità di tempo, luogo e azione che davano un carattere realistico all’opera.

La regola delle 3 unità verrà seguita fino alla fine del 18° sec da autori moderni come Goldoni e Alfieri, che muore nel 1803 ma che sentiva ancora l’esigenza di rispettare quella regola  i precetti di Aristotele.

La Poetica di Aristotele ha intenzione regolativa e nell’antichità viene ripresa e diffusa anche da altre opere:


  • Orazio nel 65-8 a.C. “Ars Poetica”

  • Boileau “Art Poetique” del 1674 che ripropone in versi i precetti di Aristotele

Alla fine del 1700nuovi avvenimenti storici sconvolgono la storia d’Europa  si passa dall’illuminismo al Preromanticismo in cui riaffiora il valore dell’originalità. Il poeta romantico è colui che non sta nei canoni, come l’inglese Byron che impone nuovi modelli.


Solo con il 700/800, con l’avvento del Romanticismo, la critica inizia ad interrogarsi sul senso di quanto viene prodotto. All’inizio dell’800 “Poetica” da aggettivo diventa sostantivo e non indica più i precetti da seguire, ma le caratteristiche proprie di un movimento artistico (poetica di Montale, dei futuristi..). Per noi il termine “Poetica” assume un valore di creazione artistica di un singolo autore o movimento.
Nel 500/600 i critici non redigevano saggi sull’opera, non davano giudizi, ma si limitavano a commentare il testo. Questo fino all’epoca romantica; i commenti scritti facevano del poeta un’autorità da imitare.
A metà 700 in Inghilterra troviamo una cultura legata all’industria e ai meccanismi dell’urbanizzazione. Iniziano ad uscire le riviste/gazzette che danno informazioni. Il numero dei lettori aumenta e il pubblico emergente è quello femminile. Nel 1900 la tradizione della stampa inglese, passa agli Stati Uniti.

Nelle riviste il lettore trova notizie ma anche intrattenimento come i romanzi che uscivano a puntate.

Il primo critico dell’età moderna si affaccia come collaboratore di giornali in Inghilterra.

10/10/2007


A metà 700 si assiste alla nascita della società, e questo porterà anche cambiamenti nelle logiche di mercato.

In Inghilterra a metà 700 inizia la Rivoluzione Industriale, l’assetto sociale cambia, si assiste al fenomeno dell’urbanizzazione, ossia in una città si inurbano intere popolazioni dall’esterno (Londra, Manchester..). la città vive di quanto la campagna le trasmette. Nelle città nascono le professioni moderne come il postino, il sarto.. che prefigurano la nascita della possibilità di leggere, cioè con queste nuove professioni che non occupano tutta la giornata, il cittadino ha tempo libero per leggere ma non professionalmente. Prima del 700 leggevano solo gli aristocratici, il figlio del contadino non leggeva perché non gli serviva. Ora i ragazzi hanno la possibilità di svolgere un’attività diversa da quella svolta da tutta la generazione.


Nel 1791 la Rivoluzione Francese impone l’istruzione obbligatoria  salto di classe
In Inghilterra questo modello si afferma con una rivoluzione economica. La lettura diventa un elemento integrativo delle attività sociali (sul giornale ci sono scritti gli orari delle corriere). Questi giornali sono settimanali, ossia fogli che contengono avvisi in forma tecnica. Dal 1730 in poi inizia questa diffusione di giornali, prima inglese poi su scala europea. I giornali si specializzano e comparirà il periodico non notizie politiche.

A metà del 700 in Inghilterra e in particolare a Londra, nasce il pubblico femminile che è molto agguerrito; le donne leggono notizie di moda, di personaggi delle corti europee..


Per affezionare i lettori, all’interno dei giornali vengono inseriti racconti/novelle o pubblicati romanzi a puntate. Nel 1830 questo sistema è ancora in uso e Charles Dickens pubblica a puntate il romanzo “Il circolo di Pickwick”, il primo bestseller della storia del libro. In questo periodo anche l’editoria diventa un’industria.
Nasce la figura del critico letterario in senso proprio. In primo critico è Samuel Johnson (1709-1784). All’inizio era un giornalista, ma la sua capacità di intervenire su temi sociali è tale da fondare un nuovo genere letterario. Non scrive più per gli altri, ma inizia a scrivere un proprio giornale “The Rambler”, una delle sue testate più famose, attraverso cui nasce il giornalismo moderno.





Condividi con i tuoi amici:
  1   2   3   4   5   6   7


©astratto.info 2019
invia messaggio

    Pagina principale