Da Pietro al Papato di Fausto Salvoni



Scaricare 1.57 Mb.
Pagina30/30
13.12.2017
Dimensione del file1.57 Mb.
1   ...   22   23   24   25   26   27   28   29   30

Una voce onesta

Il domenicano inglese Edmund Hill ha suggerito la necessità di una riorganizzazione dell'autorità

papale in modo che la teoria espressa del Concilio Vaticano abbia a tradursi in una pratica effettiva889.

Perciò il dotto domenicano fa delle osservazioni ben sensate: oggi praticamente papa, chiesa romana,

chiesa cattolica si identificano. Bisogna rendere queste distinzioni effettive: il Concilio Vaticano

II ha asserito che la Chiesa romana ha un «primato (principatus)» su tutte le altre chiese (Denz,

827). Se queste parole hanno un senso vuol dire che la chiesa romana dev'essere distinta dalle altre

chiese, e che perciò la loro autonomia va rispettata.

«Nell'interesse di questa alleanza tra papalismo e conciliarismo, la chiesa romana deve lasciare sempre più alle altre

chiese il potere di governarsi e di farsi leggi per conto loro....

La Chiesa latina deve scindersi, per questo sviluppo strutturale, in una serie di chiese locali, sul sistema degli antichi

patriarcati, costituite senza alcun dubbio da sinodi regionali e dalle conferenze episcopali.

D'altro canto è la chiesa romana che riprenderà la sua forma distinta, costituita forse come chiesa d'Italia, tenendo conto

delle circostanze politiche contemporanee. Al suo centro il collegio dei cardinali, e la curia, a titolo di clero della sede

romana, avranno la responsabilità particolare di consigliare il vescovo romano nelle sue relazioni con le altre chiese. In

una chiesa cattolica così ristrutturata, la mia speranza è che gli atti della chiesa romana a riguardo delle altre chiese siano

limitati alle decisioni giudiziarie e dottrinali, senza includere decisioni legislative od esecutive»890.

Deve cambiare – continua lo stesso – il sistema di coprire con il manto di Pietro ogni documento

emanato da un qualsiasi dipartimento della santa sede.

Il concilio dei vescovi recentemente istituito deve assistere il papa, ma lo stesso domenicano si augura

che non abbia a legiferare troppo, lascia che le leggi in un mondo tanto diversificato siano lasciate

alle autorità locali, e divenga solo un mezzo coordinativo.

«Potessimo disfarci del fascino che l'uniformità sia buona in se stessa! L'uniformità non ha nulla a che vedere con il cristianesimo:

Essa è una sfortunata eredità dell'era della Ragione, della visuale matematica degli enciclopedisti e del codice

napoleonico»891.

Secondo il codice la nomina dei vescovi deriva dal papa, l'elezione è solo ammessa come via del

tutto eccezionale (can 329, per. 2,3). Il domenicano Hill propone che tale sistema sia rovesciato; il

papa non può conoscere tutto, deve accettare i suggerimenti dei suoi consiglieri. E' quindi bene che

si reintroduca una elezione episcopale nella quale il clero diocesano abbia voce in capitolo, il laicato

non ne sia escluso e gli elettori siano loro stessi responsabili. Così avranno i vescovi che si meritano.

Il che non esclude il diritto papale di conferma od anche di nomina in via eccezionale per il bene

comune e mostrandone le ragioni.

Ancor più interessanti sono le considerazioni del domenicano Hill per ciò che egli chiama la chiesa

della «diaspora» che penetra cioè nel mondo. Egli si richiama qui al concetto biblico della disseminazione

dei grani, del lievito che invade la massa che è il rovescio dell'immagine del corpo, tracciato

da Paolo. L'autore suggerisce perfino l'idea che l'immagine paolina sia più appropriata alla Chiesa

celeste che a quella pellegrinante sulla terra. Il grano, il lievito esige una organizzazione minima.

Se la chiesa si presenta con una superorganizzazione sarà presto preda dell'opposizione ostile. In

Russia le chiese battiste, meno organizzate della cattolica, hanno resistito meglio di questa all'oppo-

889 Edmund Hill , Le papauté post-conciliaire , in «Istna» 1967, pp. 137-147. Tradotto dall'inglese apparso su New-

Blackfriars 47 (1966). pp. 582-590.

890 E. Hill, o. c., p. 143.

891 Ivi, o. c., p. 144.

202


sizione atea. La chiesa primitiva meno organizzata ha resistito bene alle persecuzioni dell'impero

romano. Il minimum di questa organizzazione dovrebbe essere costituita dice lo Hill, dai vescovi,

dai sacerdoti e dai diaconi892.

Se legate a questa gerarchia semplice delle strutture canoniche assai complesse, la chiesa perde la

sua adattabilità e le cellule ecclesiali alle quali esse presiedono perdono l'aspetto sorridente che affascina

il mondo893.

Dopo un lungo cammino siamo dunque quasi tornati alle soglie del Nuovo Testamento. I suggerimenti

del domenicano – che saranno ben presto dimenticati ma che torneranno in futuro a farsi

sempre più sentire, quando tutta la chiesa sarà una diaspora in un mondo scristianizzato – ci riconducono

automaticamente alla gerarchia biblica della chiesa. La Chiesa totale, alla quale presiede il

Cristo come capo, risulta da un insieme di piccole cellule, o comunità locali dirette da «vescovi»e

da «diaconi» mentre ogni membro di queste cellule è un sacerdote di Dio. Sotto l'unica legge dell'amore

queste cellule presentano agli uomini peccatori la buona novella della salvezza in Cristo

Gesù.


«Una tale via della chiesa della diaspora potrebbe essere d'una quasi totale semplicità, severa o idillica, secondo il vostro

temperamento. Nessuna proprietà per la Chiesa: forse ben poco clero a pieno tempo, non scuole, non seminari, non

ordini religiosi altamente organizzati. Ma quanto sarebbe durevole! Lo possiamo dedurre da un colpo d'occhio sui Giudei

o sulle chiese protestanti che sono le più semplicemente organizzate»894.

892 E’ l’organizzazione biblica, a cui però si aggiunge la distinzione tra vescovi e sacerdoti, che al contrario sono identici

nel Nuovo Testamento

893 E. Hill, o. c., pp. 145-147.

894 E. Hill, o.c., p. 148.

203

CAPITOLO SEDICESIMO

QUALCHE PAROLA DI CONCLUSIONE

Dopo un lungo volo nel corso dei secoli abbiamo visto il papato stagliarsi gradatamente al di sopra

delle altre chiese e dei governi civili. Da una parte il vescovo di Roma è divenuto, specialmente nel

medio Evo, un sovrano di questa terra, mentre il Cristo di cui si proclama vicario, asseriva che il

suo regno non era di questo mondo. Dall'altro canto il genio organizzativo di Roma riapparve nella

chiesa dopo la distruzione dell'impero romano, creando un'organizzazione sempre più capillare nella

quale il papa andò riservandosi un'autorità che inizialmente apparteneva ai vescovi delle singole

chiese. Prima la chiesa di Roma e poi direttamente il Papa è andato attribuendosi la funzione di vicario

di Pietro, di vicario di Cristo, di capo della chiesa, per la quale missione si è poi richiesta, come

sostegno inderogabile, l'infallibilità personale. Riflettendo sui privilegi raggiunti nel corso dei

secoli dal papato, i teologi romani sono ritornati ai passi biblici d'indole esclusivamente metaforica,

intendendoli secondo la mentalità occidentale, del tutto aliena all'orientale, in modo strettamente

giuridico. Ciò che riguardava il solo Pietro nella sua funzione di iniziatore della Chiesa di Cristo, si

è arbitrariamente riferito alla serie dei suoi successori identificati con i vescovi romani. Il primato

papale prima onorifico si è poi trasformato in un primato giuridico, che tramite la curia romana ha

soffocato l'originaria indipendenza delle chiese locali. la reazione moderna all'autocrazia vaticana è

pur sempre limitata, in quanto ammette come dato dimostrato la superiorità del papa come capo della

Chiesa. Anzichè tornare all'Evangelo per ridimensionare la concezione della chiesa, come un insieme

di chiese locali indipendenti ricollegate assieme dalla stessa fede nel Cristo e dallo stesso

amore che il Cristo ha recato sulla terra, ha attuato solamente riforme esteriori.

Tuttavia dopo un bimillenario sviluppo gerarchico del cattolicesimo, nel quale l'autorità papale si è

andata imponendo sempre più, ora alcuni propongono il ritorno alla primitiva semplicità del Vangelo,

come l'unica via per attuare il vero cristianesimo. Gli uomini nel corso dei secoli hanno cercato

di provvedere alla Chiesa un'organizzazione sempre più centralizzata, pensando di offrire qualcosa

di più solido ed efficace della semplicità evangelica. Ma ancora una volta si è rivelato che la «sapienza

» degli uomini è follia dinanzi a Dio, mentre la «stoltezza» di Dio è più saggia di ogni saggezza

umana. Se la «Chiesa di Cristo» proclama un ritorno alle origini non lo fa per un amore archeologico

verso il passato, ma perché sa che «questo passato», voluto da Dio, è quello che si adegua

al tempo presente e ai secoli futuri più di tutte le «innovazioni» umane». Chi ama la Parola di

Dio segua solo quella, senza le «tradizioni» umane che nel papato, come in tanti altri campi, hanno

tradito il comando di Dio.

204


APPPENDICE

ELENCO DEI PAPI SECONDO LA CHIESA CATTOLICA

i nomi in rosso sono gli antipapa

1. Pietro di Betsaida (m. 64 o 67 d.C.)

2. Lino (della Tuscia) 67-76 (?)

3. Anacleto o Cleto (romano) 76-88 (?)

4. Clemente (romano) 88-97 (?)

5. Evaristo (greco) 97-105 (?)

6. Alessandro I (romano) 105-115 (?)

7. Sisto I (romano) 115-125 (?)

8. Telesforo (greco) 125-136 (?)

9. Igino (greco) 136-140 (?)

10. Pio I (Aquileia) 140-155 (?)

11. Aniceto (siro) 155-166

12. Sotero (Campania) 166-175

13. Eleutero (Nicopoli Epiro) 175-189

14. Vittore I (africano) 189-199

15. Zefirino (romano) 199-217

16. Callisto I (romano) 217-222

Ippolito (romano) 217-235

17. Urbamo I (romano) 222-230

18. Ponziano (romano) 230-235

19. Antero (greco) 235-236

20. Fabiano (romano) 236-250

21. Cornelio (romano) 251-253

Novaziano (romano) 251

22. Lucio I (romano) 253-254

23. Stefano I (romano) 254-257

24. Sisto II (greco) 257-258

25. Dionisio 259-268

26. Felice I (romano) 269-274

27. Eutichiano (Luni) 275-283

28. Caio (dalmata) 283-296

29. Marcellino (romano) 296-304

30. Marcello I (romano) 308-309

31. Eusebio (greco) 309

32. Milziade o Milchiade (africano) 311-314

33. Silvestro I (romano) 314-335

34. Marco (romano) 336

35. Giulio I (romano) 337-352

36. Liberio (romano) 352-366

Felice II (romano) 355-365

205

37. Damaso I (spagnolo) 366-384



Ursino 366-367

38. Siricio (romano) 384-389

39. Anastasio I (romano) 399-401

40. Innocenzo I (albano) 401-417

41. Zosimo (greco) 417-418

Eulalio 416-419

43. Celestino I (campanp) 422-432

44. Sisto III (romano) 432-440

45. Leone I il Grande Magno (Tuscia) 440-461

46. Ilaro (sardo) 461-468

47. Simplicio (Tivoli) 468-483

48. Felice III (II) (romano) 483-492

49. Gelasio I (africano) 492-496

50. Anastasio II (romano) 496-409

51. Simmaco (sardo) 498-514

Lorenzo 498-501/505

52. Ormisda (Frosinone) 514-523

53. Giovanni I (Tuscia) 523-526

54. Felice IV (III) (Sannio) 526-530

55. Bonifacio II (romano) 530-532

Dioscuro (Alessandria) 530

56. Giovanni II (Romano) 533-535

57. Agapito I (romano) 535-536

58. Silverio (Campania) 536-537

59. Vigilio (romano) 537-555

60. Pelagio I (romano) 556

61. Giovanni III (romano) 561-574

62. Benedetto I (romano) 575-579

63. Pelagio II (romano) 579-590

64. Gregorio I, il Grande (Magno) (romano) 590-604

65. Sabiniano (Tuscia) 604-606

66. Bonifacio III (romano) 607

67. Bonifacio VI (Marsi) 608-615

68. Adeodato I (romano) 615-618

69. Bonifacio V (Napoli) 619-625

70. Onorio I (Campania) 625-638

71. Severino (romano) 640

72. Giovanni IV (dalmata) 640-642

73. Teodoro I (greco) 642-649

74. Martino I (Todi) 649-655

75. Eugenio I (romano) 654-657

76. Vitaliano (Segni) 657-672

206

77. Adeodato II (romano) 672-676



78. Dono (romano) 676-678

79. Agatone (siciliano) 678-681

80. Leone II (siciliano) 682-683

81. Benedetto II (romano) 684-685

82. Giovanni V (siro) 685-686

83. Conone (?) 686-687

Teodoro , ...687

Pasquale , ...687

84. Sergio I (siro) 687-701

85. Giovanni VI (greco) 701-705

86. Giovanni VII (greco) 705-707

87. Sisinnio (siro) 708

88. Costantino I (siro) 708-715

89. Gregorio II (romano) 715-731

90. Gregorio III (siro) 731-741

91. Zaccaria (greco) 741-752

92. Stefano II (romano) 752-757

93. Paolo I (romano) 757-767

Costantino Nepi 767-768

Filippo (?) 768

94. Stefano III (siciliano) 768-772

95. Adriano I (romano) 772-795

96. Leone III (romano) 795-816

97. Stefano IV (romano) 816-817

98. Pasquale I (romano) 817-824

99. Eugenio II (romano) 824-827

100. Valentino (romano) 827

101. Gregorio IV (romano) 827-844

Giovanni (?) 844

102. Sergio II (romano) 844-847

103. Leone IV (romano) 847-855

104. Benedetto III (romano) 855-858

Anastasio (?) 855

105. Niccolò I, il Grande (romano) 858-867

106. Adriano II (romano) 867-872

107. Giovanni VIII (romano) 872-882

108. Marino I (gallese) 882-884

109. Adriano III 884-885

110. Stefano V (romano) 855-891

111. Formoso (Porto) 891-896

112. Bonifacio VI (romano) 896

113. Stefano VI (romano) 896-897

207

114. Romano (gallese) 897



115. Teodoro II (romano) 897

116. Giovanni IX (Tivoli) 898-900

117. Benedetto IV (romano) 900-903

118. Leone V (Ardes) 903

Cristoforo rom. 903-904

119. Sergio III (romano) 904-911

120. Anastasio III (romano) 911-913

121. Landone (Sabina) 913-914

122. Giovanni X (Tossignano) 914-928

123. Leone VI (romano) 928

124. Stefano VII (romano) 928-931

125. Giovanni XI (romano) 931-935

126. Leone VII (romano) 936-939

127. Stefano VIII (romano) 939-942

128. Marino II (romano) 942-946

129. Agapito II (romano) 946-955

130. Giovanni XII (Tuscolo) 955-963

131. Leone VIII (romano) 963-965

132. Benedetto V (romano) 965-966

133. Giovanni XIII (romano) 966-972

134. Benedetto VI (romano) 973-974

(Bonifacio VII (francone) 974 e 984

135. Benedetto VII (romano) 974-983

136. Giovanni XIV (Pavia) 983-984

137. Bonifacio VIII 984-985

138. Giovanni XV (romano) 985-996

139. Gregorio V (sassone) 996-999

Giovanni XVI, Rossano 997-998

140. Silvestro II (Alvernia) 999-1003

141. Giovanni XVII (romano) 1003

142. Giovanni XVIII (romano) 1004-1009

143. Sergio IV (romano) 1009-1012

144. Benedetto VIII (Tuscolo) 1012-1024

Gregorio (?) 1012

145. Benedetto IX (Tuscolo) 1032-1044

146. Silvestro III (romano) 1045

Benedetto IX (seconda volta) 1045

147. Gregorio VI (romano) 1045-1046

148. Clemente II (sassone) 1046-1047

149. Benedetto IX (terza volta) 1047-1048

208

150. Damaso II (Baviera) 1048



151. Leone IX (alsaziano) 1059-1054

152. Vittore II (tedesco) 1055-1057

153. Stefano IX lorenese) 1057-1058

154. Benedetto X (romano) 1058-1059

155. Niccolò II (Borgogna) 1059-1061

156. Alessandro II (Milano) 1061-1073

Onorio II (veronese) 1061-1072

157. Gregorio VII (Tuscia) 1073-1085

Clemente III (Parma) 1084

158. Vittore III (benevento) 1086-1087

159. Urbano II (francese) 1088-1099

160. Pasquale II (Bieda) 1099-1118

Teodorico (Rufina) 1110

Alberto (Sabina) 1102

Silvestro IV (romano) 1105-1111)

161. Gelasio II (Gaeta) 1118-1119

Gregorio VIII (francese) 1118-1121

162. Callisto II (Borgogna) 1119-1124

163. Onorio II (Imola) 1124-1130

Celestino II (romano) 1124

164. Innocenzo II (romano) 1130-1143

Anacleto II (romano) 1130-1138

Vittore IV 1138

165. Celestino II (Città di Castello) 1143-1144

166. Lucio II (bolognese) 1144-1145

167. Eugenio II (Pisa) 1145-1153

168. Anastasio IV (romano) 1153-1154

169. Adriano IV (inglese) 1154-1159

170. Alessandro III (siena) 1159-1181

Vittore IV (Monte Celio) 1164

Pasquale III (Crema) 1164-1168

Callisto III (Strumi) 1168-1178

Innocenzo III (Sezze) 1179-1180

171. Lucio III (lucchese) 1181-1185

172. Urbano III (milanese) 1185-1187

173. Gregiori VIII 1187

209

174. Clemente III (romano) 1187-1191



175. Celestino III (romano) 1191-1198

176. Innocenzo III (Gavignano) 1198-1216

177. Onorio III (romano) 1216-1227

178. Gregiorio IX (Anagni) 1227-1241

179. Celestino IV (milanese) 1241

180. Innocenzo IV (genovese) 1243-1254

181. Alessandro IV (Anagni) 1254-1261

182. Urbano IV (Troyas) 1261-1264

183 Clemente IV (francese) 1265-1268

184. Gregorio X (Piacenza) 1271-1272

185. Innocenzo V (Savoia) 1276

186. Adriano V (genovese) 1276

187. Giovanni XXI (portoghese) 1276-1277

188. Niccolò III (romano) 1277-1280

189. Martino IV (francese) 1281-1285

190. Onorio IV (romano) 1285-1287

191. Niccolò IV (Ascoli) 1288-1292

192. Celestino V (Isernia) 1294

193. Bonifacio VIII 1294-1303

194. Benedetto XI (Treviso) 1303-1304

195. Clemente V (francese) 1305-1314

196. Giovanni XXII (Cahors) 1316-1334

Niccolò V (Rieti) 1328-1330

197. Benedetto XII (francese) 1334-1342

198. Clemente VI (francese) 1342-1352

199. Innocenzo VI (francese) 1352-1362

200. Urbano V (francese) 1362-1370

201. Gregorio XI (francese) 1371-1378

202. Urbano VI (Napoli) 1378-1389

203. Bonifacio IX (Bapoli) 1389-1404

204. Innocenzo VII (Sulmona) 1404-1406

205. Gregorio XII (veneziano) 1406-1415

Clemente VII (Genevois) 1378-1394

Benedetto XIII (aragonese) 1394-1423

Alessandro V (Creta) 1400-1410

Giovanni XIII (Napoli) 1410-1415

206. Martino V (romano) 1417-1431 (?)

207. Eugenio IV (veneziano) 1431-1447

Felice V (Savoia) 1439-1449

208. Niccolò V (Sarzana) 1447-1455

209. Callisto III (Valencia) 1455-1458

210. Pio II (Siena) 1458-1464

211. Paolo II (veneziano) 1464-1471

212. Sisto IV (Savona) 1471-1484

210

213. Innocenzo VIII (genovese) 1484-1492



214. Alessandro VI (Valencia) 1492-1503

215. Pio III (Siena) 1503

216. Giulio II (Savona) 1503-1513

217. Leone X (fiorentino) 1513-1521

218. Adriano (Utrech) 1522-1523

219. Clemente VII (fiorentino) 1523-1534

220. Paolo III (romano) 1534-1549

221. Giulio III (romano) 1550-1555

222. Marcello II (Montepilciano) 1555

223. Paolo IV (Napoli) 1555-1559

224. Pio IV (milanese) 1559-1565

225. Pio V (Alessandria) 1566-1572

226. Gregorio XIII (bolognese) 1572-1585

227. Sisto V (Grottammare) 1585-1590

228. Urbano VII (romano) 1590

229. Gregorio XIV (Cremona) 1590-1591

230. Innocenzo IX (bolognese) 1591

231. Clemente VIII (fiorentino) 1592-1605

232. Leone XI (fiorentino) 1605

233. Paolo V (romano) 1605-1621

234. Gregorio XV (bolognese) 1621-1623

235. Urbano VIII (fiorentino) 1623-1644

236. Innocenzo X (romano) 1644-1655

237. Alessandro VII (Siena) 1655- 1667

238. Clemente IX (Pistoia) 1667-1669

239. Clemente X (romano) 1670-1676

240. Innocenzo XI (Como) 1676-1689

241. Alessandro VIII (veneziano) 1689-1691

242. Innocenzo XII (Venosa) 1691-1700

243. Clemente XI (Urbino) 1700-1721

244. Innocenzo XIII (romano) 1721-1724

245. Benedetto XIII (Bari) 1724-1730

246. Clemente XII (fiorentino) 1730-1740

247. Benedetto XIV (bolognose) 1740-1758

248. Clemente XIII (veneziano) 1758-1769

249. Clemente XIV (Rimini) 1769-1774

250. Pio VI (Cesena) 1775-1799

251. Pio VII (Cesena) 1800-1823

252. Leone XII (Fabriano) 1823-1829

253. Pio VIII (Cingoli) 1829-1830

254. Gregorio XVI (Belluno) 1831-1846

255. Pio IX (Sinigallia) 1846-1878

256. Leone XIII (Carpineto) 1878-1903

257. Pio X (Riese) 1903-1914

258. Benedetto XV (genovese) 1914-1922

259. Pio XI (Desio) 1922-1939

260. Pio XII (romano) 1939-1958

261. Giovanni XXIII (berganasco) 1958-1963

262. Paolo VI (Concesio) 1963-1978

263. Giovanni Paolo I 1978



211

264. Giovanni Paolo II (polacco) 1978...

1   ...   22   23   24   25   26   27   28   29   30


©astratto.info 2017
invia messaggio

    Pagina principale