Da presentarsi in bollo 1



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da presentarsi in bollo 1


(in carta semplice agli altri soggetti interessati)

(FAC-SIMILE)




MODELLO DI ISTANZA AUTORIZZAZIONE UNICA


(ai sensi dell’art. 12 del D.Lgs. 29 dicembre 2003, n. 387 e s.m.i.)
CITTA’ METROPOLITANA DI TORINO

Area, Risorse Idriche e Qualità dell’Aria

c.so Inghilterra 7 - 10138 TORINO (TO)



protocollo@cert.cittametropolitana.torino.it

Al Sindaco del Comune di


.......................................…….…………………

Via ……………………………………………….

C.A.P. …………. CITTA’……………………….
A.R.P.A. – Dipartimento Provinciale di Torino

Via Pio VII, 9 - 10135 TORINO



protocollo@pec.arpa.piemonte.it
ASLTO...............................................

..................................................................



Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Torino

mbac-sabap-to@mailcert.beniculturali.it
e-distribuzione SpA

e-distribuzione@pec.e-distribuzione.it

(codice rintracciabilità TO__________)


(ovvero al gestore della rete elettrica locale)
A.....................……………………………

.......................…………………………….



A tutti gli Enti e Strutture titolari di autorizzazioni, concessioni, pareri, nulla osta o atti di assenso comunque denominati necessari per la realizzazione dell’intervento, come individuati a seguito della compilazione della presente modulistica


Oggetto:Domanda di autorizzazione ai sensi dell’art. 12 del D.Lgs. 387/2003 alla costruzione e all'esercizio di un impianto di produzione di energia elettrica alimentato da fonte rinnovabile diversa dall’idraulica.
Il sottoscritto .....................................................................................……………………..nato a ............................................................ il..../..../.... domiciliato a……………………………………………………… in via/corso ...............................…… n. ....... in qualità di legale rappresentante di (Ente o Impresa) con sede legale in ...........................................………………… via/corso ................................................ n.

n. tel. ....................................…….. e-mail.............................................


codice fiscale ...............................…………...... partita I.V.A. ........…………............................……… (con iscrizione al Tribunale di ....................................... n. ......…………….........) con iscrizione alla Camera di Commercio di ....................................... n. ........……………...........

CHIEDE

Il rilascio dell'autorizzazione di cui all’art. 12 del D.Lgs. 387/2003 per l'impianto di tipo:

eolico

solare fotovoltaico al suolo



solare termodinamico

biomasse


biogas da digestione anaerobica (non di rifiuti) con produzione di biometano

gas residuati da processi di depurazione con produzione di biometano

gas di discarica con produzione di biometano

geotermico



(breve descrizione dell’impianto)

…………………………………………………………………………………………………………….…………………………………………………………………………………………………………………………….………………

…………………………………………………………………………………………………………….………………

…………………………………………………………………………………………………………….………………

di potenza nominale: ………………. MW e potenza termica …(per impianti di combustione)……MW termici

da ubicarsi nel Comune di ………………………………………………… località………………………………… foglio/i…………. particella/e catastali………………………………………...........…………………......

Coordinate UTM (se disponibili) …………………………………………………………………….………..

allegando allo scopo la seguente documentazione (due copie cartacee e una copia su supporto informatico riproducibile):



(cancellare i punti non pertinenti con l’intervento)

  1. dati generali del proponente corredati da visura camerale e fotocopia della carta d’identità o di altro documento di identificazione in corso di validità dei rappresentanti legali;

  2. indicazione di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) ai sensi del D.P.R.11 febbraio 2005, n. 68 a cui poter inviare la documentazione inerente il procedimento;

  3. cartografia di inquadramento territoriale dell’impianto prodotta su base CTR in scala 1:10.000, con indicazione dei vincoli presenti (aree protette, riserve naturali, siti di rete natura 2000, vincolo paesaggistico, vincolo idrogeologico, fasce ed aree PAI, aree di inedificabilità per vincolo idrogeologico, ecc...);

  4. estratto di mappa catastale con individuazione dei mappali interessati e visure delle proprietà risultanti;

  5. progetto definitivo dell’iniziativa, comprensivo delle opere per la connessione alla rete e delle altre infrastrutture indispensabili previste.

  6. estratto del P.R.G.C. comprensivo di stralcio delle N.T.A. con l’indicazione dell’ubicazione dell’impianto e perimetrazione dell’area nella tavola del P.R.G.C. vigente ai sensi della legge urbanistica regionale L.R. 56/77.

  7. specifico elaborato denominato “Aspetti urbanistici”, al fine di illustrare e sintetizzare lo stato di fatto e le eventuali modifiche normative e cartografiche al PRGC vigente derivanti dall’approvazione del progetto. L’elaborato deve essere inoltre corredato da una sintetica relazione illustrativa che evidenzi i caratteri e l’ubicazione del progetto.

  8. nel caso in cui si renda necessaria una variante urbanistica, l’area oggetto di variante dovrà essere cartograficamente individuata e riportata nelle tavole di piano regolatore, nonché normata dalle Norme Tecniche di Attuazione del PRGC individuandone la peculiare destinazione d’uso atta ad ospitare la specifica tipologia di impianto, allegando altresì gli stralci delle cartografie di analisi e di sintesi della pericolosità geologica e dell’idoneità all’utilizzazione urbanistica allegate al piano regolatore vigente.

  9. certificato di destinazione urbanistica comprensivo di classificazione dell’area dell’intervento secondo la “Carta di Sintesi della pericolosità geomorfologica e dell’idoneità all’utilizzazione urbanistica” ai sensi della Circolare del Presidente della Giunta Regionale n. 7/LAP/96 o, qualora non ancora recepita dall’amministrazione comunale, secondo la “Relazione geologica” allegata al P.R.G.C. vigente;

  10. relazione paesaggistica di cui al DPCM 12 dicembre 2005 se le aree risultano vincolate ai sensi del D.Lgs. 42/2004 e della L.R. 32/2008; ove gli interventi non ricadano in zone sottoposte a tutela ai sensi del D.Lgs. 42/2004, copia della comunicazione inviata alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Torino per verificare la sussistenza di procedimenti di tutela ovvero di procedure di accertamento della sussistenza di beni archeologici, in itinere alla data di presentazione dell’istanza;

  11. estratti cartografici del P.P.R. adottato con D.G.R. 4 agosto 2009, n. 53-11975 per la valutazione delle componenti ambientali sottoposte a misure di salvaguardia nell’ambito della pianificazione territoriale di dettaglio (art. articoli 13, 14, 16, 18, 26, 33 e 46);

  12. nel caso in cui i terreni su cui si intende realizzare l’impianto siano classificati dal P.R.G.C. vigente a destinazione d’uso agricola, relazione agronomica di cui all’allegato 1, punto d), della D.G.R. 30 gennaio 2012, n. 5-3314;

  13. documentazione fotografica attestante le condizioni del sito prima dell’intervento;

  14. documentazione previsionale di impatto acustico conforme alla D.G.R. n. 9-11616 del 2 febbraio 2004;

  15. piano di gestione delle terre e rocce da scavo ai sensi della parte IV del D.Lgs. 152/2006;

  16. preventivo per la connessione redatto dal gestore della rete elettrica nazionale o della rete di distribuzione secondo le disposizioni di cui agli art. 6 e 19 della Delibera AEEG/ARG/elt 99/08 e successive disposizioni in materia, esplicitamente accettato dal proponente; al preventivo sono allegati gli elaborati necessari al rilascio dell’autorizzazione degli impianti di rete per la connessione, predisposti dal gestore di rete competente, nonché gli elaborati relativi agli eventuali impianti di utenza per la connessione, predisposti dal proponente. Entrambi i predetti elaborati sono comprensivi di tutti gli schemi utili alla definizione della connessione;

  17. copia dell’istanza presentata al Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per le Comunicazioni per il rilascio del nulla osta ai sensi dell’art. 95 del D.Lgs. 259/03 per linee elettriche;

  18. analisi delle possibili ricadute sociali, occupazionali ed economiche dell’intervento a livello locale per gli impianti di potenza superiore a 1 MW;

  19. relazione tecnica firmata da professionisti abilitati per le relative categorie di opere ed impianti contenente:

    1. criteri di inserimento nel territorio anche in riferimento ai piani territoriali, urbanistici e paesaggistici esistenti;

    2. descrizione della scelta tecnologica, con indicazione delle ore equivalenti annue di funzionamento e valutazione della producibilità attesa;

    3. cronoprogramma della realizzazione dell’intervento;

    4. disegni dei vari componenti, apparecchiature e strutture di sostegno e planimetrie in cui risulti la posizione delle apparecchiature relative ai vari impianti;

    5. stima della vita utile, descrizione delle modalità di dismissione dell’impianto e di smaltimento del materiale utilizzato, contenente una stima dei costi di dismissione dell’impianto e di ripristino dello stato dei luoghi, ovvero nel caso di impianti idroelettrici, delle misure di reinserimento e recupero ambientale. Il progetto dovrà comprendere l’impegno del proponente a dismettere l’impianto qualora risulti inoperativo per 12 mesi consecutivi;

    6. Indicazioni specifiche relative alla tipologia di impianto e schede tecniche dei macchinari di produzione energetica:

  • biomasse e biogas:

  • documentazione atta a certificare l’idoneità del sito ai sensi della D.G.R. 30 gennaio 2012, n. 6-3315;

  • relazione tecnica che descriva le caratteristiche della biomassa utilizzata, con analisi della producibilità attesa, le modalità di approvvigionamento e la provenienza della risorsa utilizzata. In particolare la relazione deve indicare quali delle biomasse utilizzate provengono da boschi, colture dedicate, da scarti e sottoprodotti agricoli e loro trasformati. Nel caso di colture dedicate, coltivate nel territorio regionale, la relazione deve anche individuare la superficie agricola utilizzata (S.A.U.) regionale interessata e la sua quantificazione a livello comunale ovvero l’elenco delle particelle catastali interessate;

  • per garantire la producibilità degli impianti a biogas, le biomasse utilizzate devono essere effettivamente disponibili almeno nella misura del 70% dell’approvvigionamento necessario al funzionamento dell’impianto stesso. Qualora l’approvvigionamento avvenga da colture dedicate coltivate nel territorio regionale, la disponibilità effettiva deve essere dimostrata attraverso idonei contratti preliminari o definitivi. La relazione tecnica deve inoltre illustrare il piano di utilizzo e spandimento del digestato. Nel caso in cui lo spandimento avvenga su terreni in ambito regionale, la relazione deve dimostrare la disponibilità effettiva, attraverso idonei contratti preliminari o definitivi, di almeno il 70% della superficie necessaria all’utilizzo agronomico del digestato, deve individuare la superficie regionale interessata e la sua quantificazione a livello comunale, ovvero l’elenco delle particelle catastali interessate. Qualora parte del digestato non sia oggetto di utilizzo agronomico sul territorio regionale, la relazione deve indicare il differente utilizzo previsto (es. utilizzo extra-agricolo, depurazione, ecc.) e il relativo quantitativo;

  • eolici:

  • caratteristiche anemometriche del sito, le modalità e la durata dei rilievi, che non può essere inferiore ad un anno, e le risultanze sulle ore equivalenti annue di funzionamento;

  • relazione che riporti ed illustri i dati del monitoraggio dell’avifauna e della chirotterofauna effettuato utilizzando il protocollo già approvato dalla Regione Piemonte con d.g.r. n. 20-11717 del 6 luglio 2009 (B.U.R.P. 9 luglio 2009, n. 27);

  • fotovoltaici:

  • documentazione atta a certificare l’idoneità del sito ai sensi della D.G.R. n. 3-1183 del 14/12/2010;

  • se su terreno agricolo, calcolo della copertura dell’impianto fotovoltaico rispetto alla superficie interessata;



  • idroelettrici,

  • per quanto non ricompreso nella documentazione di cui sopra, gli elaborati di cui all’Allegato A, Parte II, al D.P.G.R. 29/7/2003 n. 10/R (elaborati da A1 ad A11);



  1. qualora prevista, apposita Determina rilasciata dal Servizio di Valutazione di Impatto Ambientale, conseguente all’espletamento della fase di verifica di assoggettabilità di cui all’art. 20 del d.lgs. 152/2006 e s.m.i.;

  2. ove prescritta, documentazione prevista dal D.Lgs. 4/2008 e s.m.i. per la valutazione di impatto ambientale e la valutazione di incidenza. In tal caso dovrà essere allegata anche la relazione contenente gli elementi prescritti dall’Allegato “G” al D.P.R. 08/09/1997, n. 357 e dall’art. 43 della L.R. 29/06/2009, n. 19. Ai sensi della D.G.R. 30 gennaio 2012 n. 5-3314 sono soggetti alle procedure di VIA gli impianti fotovoltaici che si collocano ad una distanza inferiore a 300 metri l’uno dall’altro, sempre che la potenza complessiva sia superiore alle soglie stabilite dall’Allegato B2, categorie n. 36 e n. 38 della Legge Regionale 40/1998;

  3. impegno alla corresponsione, al rilascio dell’autorizzazione, di una garanzia finanziaria a favore della Città metropolitana di Torino, di valore pari a 50 €/kW, per assicurare l’effettiva realizzazione dell’impianto, riguardo alla quale la Provincia si riserva di esprimere il proprio assenso. La fideiussione bancaria o la polizza assicurativa deve prevedere espressamente la rinuncia al beneficio della preventiva escussione del debitore principale di cui all’articolo 1944 c.c, la rinuncia all'eccezione di cui all'articolo 1957, comma 2, del c.c., nonché l'operatività della garanzia medesima entro quindici giorni a semplice richiesta scritta del beneficiario. La cauzione cessa di avere effetto alla data di emissione del certificato di collaudo provvisorio o del certificato di regolare esecuzione o comunque decorsi dodici mesi dalla data di ultimazione dei lavori risultante dal relativo certificato.

  4. impegno alla corresponsione, all’atto di avvio dei lavori, di una garanzia finanziaria a favore dell’Amministrazione procedente per l’esecuzione degli interventi di dismissione e delle opere di messa in pristino, stabilita in misura pari al valore delle opere di rimessa in pristino o delle misure di reinserimento o ripristino ambientale, come risultante da apposita perizia giurata. La fideiussione bancaria o la polizza assicurativa deve prevedere espressamente la rinuncia al beneficio della preventiva escussione del debitore principale di cui all’articolo 1944 c.c., la rinuncia all'eccezione di cui all'articolo 1957, comma 2, del c.c., nonché l'operatività della garanzia medesima dopo un semplice avviso al contraente senza bisogno del preventivo consenso da parte di quest’ultimo.

  5. documentazione attestante la disponibilità dell’area interessata dalla realizzazione dell’impianto e delle opere connesse in capo al proponente, comprovata dal titolo idoneo alla costruzione (almeno una scrittura privata), ovvero, ove sia necessaria la procedura di esproprio, formalizzazione della richiesta di dichiarazione di pubblica utilità dei lavori e delle opere e di apposizione del vincolo preordinato all’esproprio, corredata dalla documentazione riportante l’estensione, i confini e i dati catastali delle aree interessate con il relativo piano particellare;

  6. elenco delle autorizzazioni, concessioni, pareri, nulla osta, atti di assenso espresso o silenzio assenso comunque denominati, necessari per la realizzazione e l’esercizio dell’impianto anche in funzione dei vincoli di tipo ambientale, paesaggistico o architettonico sul sito in cui l’impianto viene inserito, nonché l’indicazione delle relative amministrazioni interessate, anche al fine della eventuale espressione di parere nell’ambito di un endoprocedimento, alle quali il proponente deve far pervenire copia del progetto o delle parti di interesse per l’amministrazione stessa;

  7. Nel caso in cui si richieda nell’ambito del procedimento l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera (art. 269 D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.), dovrà essere allegata la documentazione tecnica prevista dal modulo ModEm 2.0, disponibile sul sito web al link:

http://www.cittametropolitana.torino.it/cms/ambiente/emissioni-atmosfera/modulistica-emissioni.

  1. Qualora si richiedano nell’ambito del procedimento anche altri provvedimenti autorizzativi di carattere ambientale di competenza della Città Metropolitana di Torino o del Gestore del Servizio Idrico Integrato, per esempio scarichi di acque reflue industriali/domestiche o deposito di oli minerali, dovrà essere allegata la documentazione tecnica richiesta per le rispettive istanze specifiche, come da indicazioni reperibili sul sito web: http://www.cittametropolitana.torino.it/cms/ambiente

  2. copia dell’istanza inoltrata agli organi competenti per l’ottenimento degli atti di cui al punto precedente (es. Nulla Osta del Ministero dello Sviluppo Economico-Dipartimento per le comunicazioni ai sensi dell’art. 95 del D.Lgs. 259/2003);

  3. piano finanziario dell’opera progettata;

  4. ricevuta di pagamento degli oneri istruttori calcolati secondo le modalità indicate al punto 3 della D.G.R. 30 gennaio 2012, n. 5-3314 (0,03% del valore dell’investimento fino a 10.000.000 + 0,02% per il restante importo). Il pagamento dovrà avvenire mediante una delle seguenti modalità:

  • versamento sul c/c postale n. 00216101 intestato a "Città metropolitana di Torino" - Servizio Tesoreria, Via Bellezia n. 2 - Torino;

  • versamento sul c/c bancario n. 3233854 presso Unicredit SpA - Sportello 08162, Via Bellezia n. 2 - Torino, IBAN IT 88 B 02008 01033 000003233854 intestato a "Città metropolitana di Torino".

Nella causale di versamento dovrà essere indicato: A.U. ex D.Lgs. 387/03 - oneri istruttori e ragione sociale dell’azienda

  1. indicazione esplicita degli elaborati progettuali che costituiscano, secondo motivata e comprovata dichiarazione del proponente, segreti tecnici o commerciali e per i quali si richiede la non divulgazione in caso di istanze di accesso agli atti ex art. 22 della L. 241/90.

Ai sensi degli articoli 46 e 47 del D.P.R. n. 445/2000 è consapevole delle sanzioni penali previste dall'art.76 del D.P.R. n.445/2000 per le ipotesi di falsità in atti e dichiarazioni mendaci ivi indicate, che i dati riportati nella domanda e nei suoi allegati sono veritieri.

Data: .……./…...../….....

IL LEGALE RAPPRESENTANTE



(timbro e firma)


1 cfr. art. 1 comma 2 d.p.r. 26-10-1972, n. 642 “Disciplina dell'imposta di bollo”: “Le disposizioni del presente decreto non si applicano …agli atti amministrativi dello Stato, delle regioni, delle province, dei comuni e loro consorzi”



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