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La valutazione delle abilità matematiche



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La valutazione delle abilità matematiche

La valutazione delle abilità matematiche viene svolta attraverso la somministrazione di prove che indagano differenti aspetti dell’area del numero; tutti i tests prevedono una parte di lavoro scritta e una parte orale.

Analizzeremo ora brevemente i test più frequentemente utilizzati, con lo scopo di dare al lettore un’ampia panoramica di cosa si intenda per area del numero e per consentire l'emergere della consapevolezza che dietro la stessa etichetta diagnostica e dietro lo stesso punteggio si nascondano tipologie di difficoltà completamente diverse.

Uno dei test di screening più frequentemente utilizzato nella scuola primaria è il test AC-MT; prevede la valutazione delle seguenti abilità: calcolo scritto, confronto di grandezza fra numeri, trasformazioni in cifre, ordinamento di numerosità dal minore al maggiore e viceversa, calcolo a mente, enumerazione, dettato di numeri e recupero di fatti numerici.

Il test AC-MT 11-14 è la versione del test AC-MT per gli studenti della scuola secondaria di primo grado e presenta una fisionomia molto simile, con l’unica grande differenza relativa alla presenza di una prova per valutare le abilità di soluzione dei problemi. Tale prova non concorre nel determinare o meno la diagnosi di discalculia, ma ci fornisce importantissime informazioni (nonché una a livello generale: la necessità, cioè, di lavorare tanto sul problem-solving, dati in risultati mediamente molto bassi degli studenti).

In questa versione sono state aggiunte prove che valutano le abilità di calcolo approssimativo, la capacità di risolvere espressioni aritmetiche e le abilità di compiere ragionamenti logici su alcune serie di numeri.

I punteggi sono espressi in percentili e, anche se generalmente viene considerato patologico un punteggio che si colloca al di sotto del 5° percentile, in questo test una prestazione inferiore al 10° percentile è da considerarsi gravemente deficitaria e degna di essere ulteriormente indagata.

I due tests vengono tecnicamente considerati di primo livello, ovvero tests che servono per evidenziare se ci sono difficoltà meritevoli di approfondimento con ulteriori prove di secondo livello. Queste ultime dovrebbero essere maggiormente complete e complesse e aiutarci a discriminare se siamo di fronte ad una semplice e diffusissima difficoltà nell’area matematica o se siamo di fronte ad una vera e propria discalculia.

I test di secondo livello maggiormente utilizzati sono il test ABCA e il test BDE.

Come è facile intuire, la valutazione della discalculia fornisce numerosissime informazioni che possono trasformarsi in altrettante indicazioni operative.

Purtroppo, troppo spesso, si banalizza la questione, pensando che l’utilizzo della calcolatrice possa risolvere e compensare la discalculia.

Prendiamo, ad esempio, il caso di un ragazzo che incontri grandi difficoltà negli aspetti semantici dei numeri: non distingue il numero più grande in un coppia, non riesce a mettere in ordine i numeri dal più piccolo al più grande e magari fatica nel riconoscere il valore posizionale delle cifre. In questo caso è evidente che la calcolatrice non risolverà i suoi problemi e non li risolverà nemmeno un approccio dispensativo che eviterà di chiedergli il confronto tra due grandezze: l’unico intervento che potrà veramente essergli utile è un intervento didattico o riabilitativo mirato e individualizzato , che, attraverso l’esplicitazione di strategie, gli consenta di imparare ciò che per altri è automatico.

E ancora, gli studenti che incontrano difficoltà nel calcolo approssimativo e non sanno stimare quale sia il risultato ragionevole di un’operazione, non eserciteranno un controllo attivo sul risultato prodotto dalla calcolatrice e non si accorgeranno di eventuali errori.

Difficoltà nel riconoscere l’aspetto semantico del numero, ovvero il suo valore, diventano evidenti solo negli esercizi specifici, ma possono avere un forte impatto nella vita quotidiana: pensiamo al confrontare due prezzi, ad esempio, o banalmente al confrontare la quantità del contenuto di due confezioni. Per questo motivo è fondamentale prevedere percorsi di recupero, di riabilitazione e di potenziamento: altrimenti, dovrebbero pensare a degli strumenti compensativi funzionali che ci possano accompagnare anche al supermercato!

Le difficoltà e le risorse relative all’ambito matematico possono essere molteplici e la valutazione dovrebbe riuscire ad orientare la nostra attenzione nella giusta direzione, consentendoci di assumere un atteggiamento funzionale e adeguato a quello specifico studente che andrà compensato e potenziato in alcune aree mentre in altre non avrà bisogno di nessun aiuto specifico.

E’ infatti fondamentale saper dosare l’aiuto e il supporto in modo corretto, perché solo in questo modo promuoveremo anche un' adeguata consapevolezza nel ragazzo relativamente a quali sianole aree della matematica nelle quali possiede buone competenze e quelle in cui invece incontra grandi difficoltà.

Nel predisporre la programmazione personalizzata, è necessario entrare nello specifico della disciplina e della programmazione dell’anno, per valutare e ipotizzare quali aiuti potrebbero essere necessari in considerazione sia delle caratteristiche del ragazzo sia delle specificità delle singole discipline.

Ad esempio, potrebbe accadere che un ragazzo abbia bisogno di un formulario, che riporti tutte le formule di geometria, solo nell’ultimo anno della scuola secondaria di primo grado, proprio perché l’argomento trattato, ovvero la geometria solida, prevede l’utilizzo di numerosissime formule, mentre il programma dell’anno precedente poteva essere svolto in autonomia senza bisogno di supporti; così come potrebbe accadere che uno studente abbia la necessità di usare la calcolatrice solo nei problemi che si caratterizzano per la presenza di calcoli e di numeri complessi, mentre quest'ultima potrebbe non essere necessaria nel calcolo letterale e nelle equazioni, dove i numeri sono più semplici e i calcoli più brevi.

Se dalla valutazione emerge un buon livello di correttezza, ma una marcata lentezza nello svolgimento dei calcoli si potrebbe optare per la riduzione del carico di lavoro sia a casa siaa scuola: avrebbe poco senso dare la calcolatrice, togliendo la possibilità al nostro studente di esercitare una competenza, perseguendo l’obiettivo della quantità non attiva a scapito della qualità. Potrebbe, però, accadere che il nostro studente manifesti il forte desiderio di fare la stessa verifica dei compagni:a questo punto potremmo andare incontro alle sue esigenze, consentendogli nella verifica l’utilizzo della calcolatrice e lasciando, invece, inalterata la modalità di lavoro per casa..




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