Dalla diagnosi al Piano Didattico Personalizzato. Conoscere IL percorso diagnostico: dalla valutazione alle implicazione didattiche pratiche


La valutazione delle abilità cognitive



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La valutazione delle abilità cognitive

In ogni relazione diagnostica si trova sempre la valutazione cognitiva con il famosissimo quoziente intellettivo, al quale, talvolta, attribuiamo i poteri di preveggenza dell’Oracolo di Delfi.

Vorremmo porre un punto fermo dal quale partire: un quoziente alto non ti garantisce successo scolastico, professionale e una vita felice, così come un livello cognitivo basso non ti condanna a una vita di insuccessi e frustrazioni.

Prima di discutere sul ruolo più o meno importante del livello cognitivo, proveremo a descrivere brevemente il test maggiormente utilizzato, al quale vengono sottoposti quasi tutti gli studenti che affrontano un percorso diagnostico finalizzato a valutare la presenza o meno di un disturbo specifico dell’apprendimento, ovvero le famosissime scale Wechsler.

Il test generalmente utilizzato è la WISC-IV che è somministrabile dai 6 anni ai 16 anni e 11 mesi, mentre dai 16 anni in poi viene utilizzata la versione per adulti dello stesso test denominata WAIS.

Wechsler (1939), autore di entrambi i test descrive l’intelligenza come “la capacità globale o complessa dell’individuo di agire per uno scopo determinato, di pensare in una maniera razionale e di avere rapporti utili con il proprio ambiente”; emerge chiaramente come l’autore concepisse l’intelligenza a guisa di un’entità globale.

Successivamente , si diffuse un differente approccio nell’analisi dei punteggi ottenuti nel test, approccio che non si soffermava solo ad analizzare il QI globale, ma che sottolineava l’importanza dell’analisi clinica del proflilo.

Le scale Weschsler (WIPPSI, WISC IV e WAIS) sono infatti composte da numerose prove, che contribuiscono a comporre il profilo cognitivo del soggetto e a determinare il punteggio totale; è, pertanto, fondamentale non limitarci a guardare il quoziente intellettivo totale, ma andare ad analizzare i punteggi ottenuti nelle singole aree che compongono il test.

Due studenti con lo stesso quoziente intellettivo, infatti, possono avere caratteristiche, competenze e prestazioni scolastiche completamente diverse

La WISC-IV è composta da 15 subtests che forniscono 5 punteggi compositi:



  1. Indice di comprensione verbale

  2. Indice di ragionamento visuo-percettivo

  3. Indice di memoria di lavoro

  4. Indice di velocità di elaborazione

  5. Quoziente intellettivo

Nei punteggi compositi la media è pari a 100 e la deviazione standard è 15 : vengono quindi considerati patologici i punteggi inferiori a 70 ed eccezionali i punteggi superiori a 130.

L’indice di comprensione verbale esprime la capacità di operare mentalmente su contenuti di natura verbale mediante le conoscenze acquisite attraverso l’educazione e l’ambiente e misura le capacità del soggetto di formulare e di utilizzare i concetti verbali.

Implica la capacità di ascoltare una richiesta, di recuperare informazioni precedentemente apprese, di pensare e, infine, di esprimere verbalmente la risposta. Permette, inoltre, di misurare il bagaglio di conoscenze personali e scolastiche immagazzinate dal soggetto. A livello scolastico, un deficit in quest'area potrebbe implicare difficoltà in diverse aree: nella comprensione del testo, nella produzione di temi e testi scritti articolati che rispettino i nessi di causa-effetto, nella tendenza a parlare usando termini aspecifici, generici e ad avere un vocabolario ridotto. In ambito matematico, le difficoltà si manifestano nella comprensione dei problemi e nelle procedure implicate per l'apprendimento delle operazioni di base



L’indice di ragionamento visuo-percettivo misura sia il ragionamento non-verbale sia il ragionamento fluido ed esprime la capacità di operare mentalmente su contenuti di natura visiva e di organizzarli secondo schemi visuo-spazio-motori.

Valuta, inoltre, la capacità del soggetto di esaminare un problema, di avvalersi delle proprie abilità visuo-motorie e visuo-spaziali, di pianificare, di cercare delle soluzioni e di monitorarle.

Questo indice fornisce importanti informazioni rispetto alle capacità di utilizzare un ragionamento astratto e ha ripercussioni soprattutto sulle abilità matematiche; ci permette, inoltre, di comprendere quali siano le abilità di problem-solving che il soggetto è in grado di mettere in atto a fronte di compiti che richiedono la pianificazione di strategie che non possono essere risolti in modo automatico. Queste abilità di ragionamento giocano un ruolo nella qualità della lettura, dell'espressione scritta e nella capacità di comprendere la matematica.




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