Dalla diagnosi al Piano Didattico Personalizzato. Conoscere IL percorso diagnostico: dalla valutazione alle implicazione didattiche pratiche


Il Piano Didattico è Personalizzato anche per il lavoro a casa



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Il Piano Didattico è Personalizzato anche per il lavoro a casa

Ogni anno vengono inseriti nello storico vocabolario Zingarelli nuove parole che, attraverso la consuetudine, entrano a far parte a pieno titolo della lingua italiana; pensando al mondo degli adolescenti, sarebbe, rassegnandosi, impossibile ipotizzare una conversazione priva dei termini taggare, postare e twittare. Pensando al mondo della scuola e delle difficoltà di apprendimento, sarebbe difficile, senza rassegnazione ma con piacere, omettere l’ormai giustamente celebre “personalizzazione”.

Attraverso la personalizzazione, si perseguono gli obiettivi stabiliti dal corso di studi con tempi e metodologie diverse per andare incontro alle caratteristiche individuali dei singoli studenti.

Sin dal 1999 il Regolamento dell’autonomia scolastica (DPR 275/1999 art. 4) sottolineava l’importanza della flessibilità in tutti gli aspetti dell’organizzazione educativa e didattica della Scuola:



  1. Le istituzioni didattiche riconoscono e valorizzano le diversità, promuovono le potenzialità di ciascuno adottando tutte le iniziative utili al raggiungimento del successo formativo.

  2. Le istituzioni scolastiche regolano i tempi dell’insegnamento e dello svolgimento delle singole discipline e attività nel modo più adeguato al tipo di studi e ai ritmi di apprendimento. A tal fine possono adottare tutte le forme di flessibilità che ritengono opportune…e tra l’altro: anche l’attivazione di percorso didattici individualizzati.

Tale flessibilità , ovviamente, non deve essere applicata solo agli aspetti formali dell’organizzazione scolastica, quali ad esempio gli orari scolastici e i calendari, ma dovrebbe necessariamente essere applicata anche in ambito educativo e didattico per consentire a tutti gli studenti di esprimere al meglio le proprie potenzialità e di raggiungere gli obiettivi prefissati con tempi e modalità per loro funzionali ed efficaci.

La personalizzazione diviene poi centrale nella riforma Moratti (legge 53/2003) e viene anche ripresa nelle indicazioni per il curriculum del 2007: “La scuola è chiamata a realizzare percorsi formativi sempre più rispondenti alle inclinazioni personali degli studenti nella prospettiva di valorizzare gli aspetti peculiari della personalità di ognuno”

Infine, la legge 170 del 2010 fa esplicito riferimento alla necessità di personalizzare la programmazione per i ragazzi con DSA e al fatto che tale azione si dovrebbe concretizzare nella stesura di un piano didattico personalizzato.

La stesura del Piano Didattico Personalizzato è , sì, prevista a livello normativo, ma la sua compilazione non si deve ridurre ad un semplice adempimento burocratico, dovrebbe, anzi, diventare un importante momento di riflessione, condivisione e pianificazione di strategie didattiche.






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