Dalla diagnosi al Piano Didattico Personalizzato. Conoscere IL percorso diagnostico: dalla valutazione alle implicazione didattiche pratiche



Scaricare 179 Kb.
Pagina9/18
29.12.2019
Dimensione del file179 Kb.
1   ...   5   6   7   8   9   10   11   12   ...   18
Come scrivere il PDP?

Il primo fondamentale passo consiste nell’analisi della relazione diagnostica e nell’estrapolazione delle informazioni principali che andranno integrate con l’osservazione diretta e con le informazioni provenienti dalla famiglia.

Queste informazioni ci consentono di avere un quadro generale abbastanza chiaro sia delle competenze sia delle difficoltà del ragazzo; alla luce di queste informazioni, è importante prevedere quali potrebbero essere gli spazi di miglioramento e quali gli ambiti nei quali potrebbe essere necessario fornire un supporto o un aiuto, ben definito e calibrato.

Troppo spesso la compilazione del Pdp si riduce ad una compilazione meccanica e impersonale di un modello standardizzato uguale per tutti e che tuteli tutti (o forse nessuno!): i genitori spesso desiderano che attraverso la stesura pdp vengano garantiti a loro figlio tutti gli strumenti di compensazione e di dispensa previsti dalla legge, proprio tutti anche quelli che non si sono mai rivelati necessari perché “non si sa mai”; d’altro canto, la scuola spesso vede e interpreta il Pdp come uno strumento di tutela del proprio operato, come se la stesura e la consegna del documento entro i termini stabiliti garantiscano che l’insegnante abbia fatto il proprio dovere per aiutare i propri studenti dislessici.

Esiste poi un ulteriore problema, ovvero il fatto che, a volte, alcune cose rimangono semplicemente scritte sul foglio, ma non si traducono in azioni concrete.

Il Piano didattico personalizzato dovrebbe essere un vero e proprio piano programmatico, aggiornato in itinere, contenere un’attenta analisi di limiti e risorse e far intravedere spazi evolutivi e strategie efficaci che consentano di raggiungere gli obiettivi prefissati.

Come emerge con chiarezza da quanto più volte ripetuto sino ad ora, ogni ragazzo con DSA è profondamente diverso da un suo coetaneo con la stessa diagnosi e le discipline insegnate presentano caratteristiche talmente peculiari e specifiche, da renderle molto diverse; non può, pertanto, ragionevolmente esistere un Pdp generico che vada bene per tutti i ragazzi e per tutte le materie.

Un buon Pdp può orientare sia il lavoro didattico svolto a scuola sia quello svolto a casa, perché al suo interno dovrebbe contenere gli obiettivi principali sui quali puntare l’attenzione e le modalità di compensazione che potrebbero essere utili.

E’ necessario analizzare le difficoltà specifiche e i punti di forza di ogni disciplina, per definire nel dettaglio misure compensative e dispensative, strategie didattiche, modalità di valutazione, obiettivi ed eventuali modifiche e varianti che verranno attuate. Nel capitolo 4 verranno approfondite le caratteristiche delle diverse discipline con le peculiari difficoltà che i nostri studenti con DSA potrebbero incontrare; inoltre, per ogni materia verranno proposte modalità di semplificazione, adeguamento ed eventuale riduzione delle richieste.

Si riporta di seguito a titolo esemplificativo una relazione clinica con la relativa stesura del piano didattico personalizzato.






Condividi con i tuoi amici:
1   ...   5   6   7   8   9   10   11   12   ...   18


©astratto.info 2019
invia messaggio

    Pagina principale