Dall’adolescenza alla vecchiaia: lo sviluppo lungo l’arco della vita



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18.11.2017
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DALL’ADOLESCENZA ALLA VECCHIAIA: LO SVILUPPO LUNGO L’ARCO DELLA VITA

Sappiamo dalla psicologia del ciclo di vita che i cambiamenti psicologici interessano l’intero arco di vita.



L’ETA’ IN CUI SI DIVENTA GRANDI: L’ADOLESCENZA

Un periodo di grandi cambiamenti

Adolescenza deriva da “adolescere”; ad – olescere significa andare verso ( ad ) l’età adulta (Olescere). Olescere significa infatti “diventare grandi, crescere”.

E’ evidente che andare verso l’età adulta significa attraversare un periodo di grandi cambiamenti: da bambini si diventa grandi! Secondo la cultura occidentale, l’adolescenza interessa quella fascia d’età compresa tra i 13 e 18 anni.

Riportiamo nella tabella sottostante i principali cambiamenti

Dalla nascita, il neonato inizia un processo di separazione/individuazione: separazione fisica dalla madre; individuazione come inizio di una crescita che renderà l’individuo una persona dotata di caratteristiche assolutamente personali, specifiche, individuali.

Questo è il primo primo processo di separazione/individuazione

Il secondo processo di separazione/individuazione si ha con l’adolescenza. In questa fase c’è una specie di “2° nascita, o nascita psicologica”

La nascita psicologica è caratterizzata da una serie di “Abbandoni”

“Lutti”

“Ristrutturazioni”



“Cambiamenti”





abbandoni

lutti

ristrutturazioni

cambiamenti

Livello fisico

Si abbandona un corpo infantile

C’è difficoltà ad accettare un corpo che temporaneamente appare disarmonico: il maschio può sentirsi goffo – la femmina “grassa”

( a volte l’anoressia è la conseguenza)



Inizia la produzione di ormoni maschili ( testosterone) e femminili ( progesterone)

Maturano gli organi riproduttivi che segnano la comparsa dei caratteri sessuali primari e secondari (barba, seno…)

Si stabilizza la crescita fisica



Livello cognitivo


Il pensiero da operatorio concreto si fa sempre più astratto




Il pensiero diviene operatorio formale




Livello affettivo

Il ragazzo non ha più come riferimento unico quello delle figure genitoriali: spesso ne contesta le idee, i valori, le scelte

Per questo si sente potenzialmente in colpa. E’ bene, allora, che i genitori continuino a stargli vicino mostrandosi comprensivi nei limiti del possibile

Inizia la ricerca di figure significative all’esterno della famiglia

In psicologia si parla di “Sostituzione dell’oggetto d’amore”: dal genitore, all’amico, al primo innamoramento

Livello sociale

L’identità infantile scompare pian piano

Erikson parla di Identità chiara o idee confuse sul sé e sul ruolo?

Il ragazzo inizia su di sè una ricerca di coerenza tra il Sé reale (come sono) – ideale

( come vorrei essere) – normativo (come dovrei essere).

Se le idee sono chiare, comincerà ad orientarsi nelle scelte scolastiche e affettive; potrà seguire con successo i suoi progetti.


Cresce il senso di “Appartenenza al gruppo”

I tratti/comportamenti collettivi servono allora



  1. ad integrare un’identità individuale in formazione

  2. a sostituire la famiglia

  3. come spazio autonomo tra quello infantile e quello futuro

Nuovi poteri logici: le caratteristiche del pensiero operatorio formale

Secondo la teoria di Piaget, lo sviluppo del pensiero, da operatorio concreto diviene operatorio-formale

Ecco le caratteristiche fondamentali

4° STADIO: OPERATORIO-ASTRATTO o FORMALE – 11/16 anni
Stadio operatorio formale significa acquisire la capacità di compiere operazioni astratte, cioè stabilire relazioni logiche non su realtà concrete ma su concetti astratti, espressi attraverso un linguaggio simbolico. Riportiamo alcune tipologie di OPERAZIONI:


  • Proposizionali: il ragazzo è in grado di verificare la correttezza logica tra più affermazioni all’interno di una proposizione o discorso. Esempio: se si chiede ad un adolescente di verificare la correttezza logica e quindi la coerenza nel discorso seguente: “Se a tutti i ragazzi di questa classe piacciono gli spinaci, allora anche a Mario ( che fa parte della classe) piaceranno gli spinaci”, il ragazzo risponderà che se la premessa è vera, allora sarà vera anche la conclusione. Al contrario, davanti alla stessa proposizione, un ragazzino nello stadio operatorio concreto avrà qualche difficoltà ad accettare la medesima premessa perché, se la sua esperienza concreta è quella secondo cui a qualche suo compagno gli spinaci non piacciono, molto probabilmente tenderà a giudicare falsa quella proposizione.

La logica proposizionale è possibile perché il pensiero operatorio formale permette all’adolescente di ragionare su ipotesi, o premesse teoriche, che possono non corrispondere all’evidenza delle sue esperienze concrete. Da questo momento, pertanto, l’adolescente potrà ragionare all’interno di una” realtà del possibile” sganciato dall’evidenza del mondo reale e di tutto ciò che è stato già sperimentato. Stiamo parlando del modo di procedere dello “scienziato” che parte da un mondo immaginario e crea nuove realtà.



  • Combinatorie : il ragazzo è in grado di stabilire in modo sistematico tutte le combinazioni possibili, evitando di operare a caso. Esempio: a un adolescente, secondo Piaget, si può chiedere: data questa serie di colori bianco, rosso e verde, quante combinazioni sono possibili?

L’adolescente è in grado di compiere queste operazioni perché ha acquisito la sistematicità del metodo scientifico-sperimentale, cioè la capacità di operare in modo controllato su una variabile alla volta.


  • Proporzionali: il ragazzo è in grado di stabilire la proporzione tra due variabili come peso - distanza nell’esempio classico relativo all’equilibrio tra due bracci di una bilancia. Se ho un peso su un braccio della bilancia, ristabilisco l’equilibrio tra i due bracci se, ad esempio, aumento la distanza di un peso, inferiore al primo, dal fulcro.



  • La logicità e astrattezza del pensiero permettono l’acquisizione di un linguaggio logico, articolato, lessicalmente ricco.


Verso la moralità adulta:

Per Piaget, anche la moralità è una forma di ragionamento, pertanto è legata allo sviluppo del pensiero astratto. Un bimbo con pensiero operatorio concreto davanti a due situazioni come



  1. Rompere 10 tazzine cadute per sbaglio da un vassoio

  2. Rompere 1 sola tazzina per rabbia, magari per protesta contro la mamma che lo ha appena sgridato

Tenderà a considerare più grave la situazione n. 1. Questo perché il pensiero

  • si basa sull’evidenza percettiva: in effetti, pensiamo a che disastro produrrebbero 10 tazze che si frantumano in una sola volta!!

  • Non tiene conto delle intenzioni. L’intenzione, che sia buona o cattiva,…è sempre astratta!

DIVENTARE ADULTI, OVVERO CERCARE LA PROPRIA IDENTITA’

L’adolescente deve imparare a diventare “grande”, formandosi una propria identità



  • Identità sessuale, cioè ……………………………………………………………………………………………………………………….



  • Identità personale, cioè…………………………………………………………………………………………………………………….



  • Identità personale, cioè ……………………………………………………………………………………………………………………



  • Identità familiare, cioè ………………………………………………………………………………………………………………………



  • Identità professionale, cioè ……………………………………………………………………………………………………………….



  • Identità politica e sociale, cioè ………………………………………………………………………………………………………….

I possibili esiti

Talvolta, il processo di separazione/individuazione può presentare qualche ostacolo :



le cause, in breve

  1. Una famiglia “iperprotettiva” che impedisce una ricerca libera sia in ambito scolastico che affettivo

  2. Una famiglia “disorganizzata” caratterizzata dalla presenza di genitori con gravi problemi economico-sociali o psicologici

  3. L’incapacità da parte del ragazzo di superare eventuali insuccessi

  4. La dipendenza del ragazzo dalla famiglia d’origine che gli impedisce l’assunzione delle proprie responsabilità

Possibili conseguenze

  1. Si possono creare situazioni di disagio: per disagio s’intende una percezione soggettiva di malessere in determinate situazioni. Ne è un esempio, lo studente che non riesce ad impegnarsi, ha qualche difficoltà nei rapporti relazionali con compagni e insegnanti, con la famiglia

  2. Dal disagio, al disadattamento per disadattamento s’intende una relazione oggettivamente disturbata con l’ambiente: lo studente “in condizione di disagio” può abbandonare la scuola, passare il suo tempo per strada, perdendo completamente di vista ogni progetto per il futuro

  3. Dal disadattamento alla devianza: per devianza s’intende un comportamento non adeguato alle norme sociali o morali. Il ragazzo può, per esempio, allacciare rapporti con esponenti della microcriminalità ed avviarsi a quella che in sociologia viene definita “carriera deviante”


IL TEMPO PER IL LAVORO E LA FAMIGLIA: L’ETA’ ADULTA

Se l’adolescenza è la fase in cui si passa dall’infanzia all’età adulta, l’età adulta è teoricamente la fase in cui l’individuo ha raggiunto la piena indipendenza e maturità fisica, psicologica e sociale.



In realtà……….

  1. L’individuo, secondo la psicologia del ciclo di vita, è in continua evoluzione

  2. Nelle società occidentali, i confini generazionali sono fluidi; al contrario delle società tradizionali in cui attraverso i riti d’iniziazione c’è un confine molto netto tra adulti e bambini E’ pur vero che anche nelle società simili alla nostra esistono alcune tappe importanti come l’esame di Stato o la conquista della patente ma non hanno comunque la stessa intensità di significato come i riti d’iniziazione

  3. Pertanto, succede spesso che persone ormai pienamente adulte presentino aspetti ancora adolescenziali come l’abbigliamento, oppure tardino a fare delle scelte di vita come quella di “metter su famiglia”

Una figura complessa

Secondo gli studi più recenti della psicologia cognitiva, appare chiaro come anche lo stesso pensiero che secondo Piaget diventa operatorio formale verso i 15/16 anni, non cancella alcuni aspetti del pensiero operatorio concreto: quante volte, infatti, anche un adulto, di fronte ad un problema che non sa risolvere, ricorra a strategie concrete. L’uso di equazioni algebriche viene accantonato a favore operazioni aritmetiche elementari o rappresentazioni iconiche!!!

Anche dal punto di vista dell’affettività , l’adulto mantiene alcuni tratti tipicamente giovanili, insieme a tratti “senili”.

A questo proposito, prova a individuare qualche aspetto “giovanile” e “senile”

Tratto giovanile: ……………………………………… ………………………………………………. ………………………………………………

Tratto senile: ………………………………………………….. ……………………………………………….. ………………………………………



Tra scuola, lavoro e famiglia

Dal punto di vista sociologico, l’essere adulto si manifesta con l’acquisizione di un insieme di ruoli sociali

che dipendono

dal completamento dal matrimonio

del percorso scolastico

individua nuovi ruoli sociali conseguenti a ciascuno dei punti sopraindicati



  1. Completamento del percorso scolastico:

………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..



  1. Matrimonio:

………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….



Per un adulto, che cosa significa “metter su famiglia?”

Anche la famiglia, secondo la psicologia del ciclo di vita, è soggetta ad evoluzione: attraversa fasi diverse ed ognuna esige una riorganizzazione delle relazioni tra i componenti e dei ritmi di vita

Prova completare la tabella seguente


FASI

POSSIBILI EVENTI CRITICI

RISTRUTTURAZIONE

NUOVI COMPITI

Coppia

Convivenza

Organizzazione della vita di coppia


Essere moglie significa:

Essere marito significa:




Famiglia con bambini


Nascita dei figli


Riorganizzazione della vita di coppia:


Essere madre significa:

Essere padre significa:




Famiglia con adolescenti

Adolescenza dei figli

Gli adolescenti hanno bisogno di maggiore autonomia

Essere genitori di adolescenti significa:


IL TEMPO PER SE’: LA VECCHIAIA

La vecchiaia nelle società tribali

Viviamo nella società “dell’immagine”. Che significa? Significa che i valori che più contano riguardano l’esteriorità come la bellezza e la giovinezza. Se una persona ha un aspetto piacevole, tenderà a riscuotere più facilmente simpatia e interesse; una ragazza di bella presenza sarà più facilmente assunta come commessa, ma anche per incarichi più prestigiosi, le ministre del governo Berlusconi n sono un esempio!

Di conseguenza, la vecchiaia è percepita come un fatto che, pur inevitabile, crea disagio. Anche per questo, prodotti di bellezza e interventi di chirurgia estetica riscuotono largo interesse e successo.

La vecchiaia è imbarazzante anche dal punto di vista della considerazione sociale: in una società dove il cambiamento è continuo e veloce e , per questo, richiede un’attività di apprendimento continuo, il “giovane” risulta più adatto anche nel mercato del lavoro: efficienza e tendenza all’apprendimento continuo sono i requisiti di una società sempre più tecnologica.

Pensiamo, per esempio, alla socializzazione alla rovescia. Un tempo, erano gli anziani che insegnavano ai giovani, grazie alla loro esperienza. Oggi, al contrario, alla rovescia, sono i giovani ad insegnare agli anziani.

Quante volte, per esempio, i nonni affidano ai figli o ai nipoti commissioni in banca o in ufficio, nei quali sempre più spesso le pratiche sono “on line”.

Per contro, si è portati a credere che le società tribali tendano a considerare l’anziano una persona piena di saggezza. Infatti, presso i Samburu, una popolazione nel Kenia centro-settentrionale, esiste la classe sociale degli “anziani” e dei “molto anziani”: ai primi vengono affidati gli incarichi più importanti, di comando come quelli politici ed economici; ai secondi vengono affidati incarichi religiosi come, ad esempio, quelli di lanciare maledizioni, ma anche di presiedere a riti religiosi, celebrare matrimoni…

In realtà, non è sempre così anche nelle società tribali.

In Tanzania, ad esempio, la popolazione nomade abbandona al loro destino gli anziani che non possono più sopportare la fatica degli spostamenti.

Nella foresta boliviana, nell’America del sud, agli anziani poco più che quarantenni ma già stremati dalla fatica, non viene più dato cibo.

Anche gli Eschimesi incoraggiano il suicidio degli anziani o li abbandonano tra i ghiacci.



La vecchiaia nelle società occidentali

Nei paesi occidentali a sviluppo avanzato, il dato demografico più evidente riguarda l’aumento dell’indice di vecchiaia

Per indice di vecchiaia s’intende il rapporto tra la popolazione degli oversessantacinque e quella degli underquattordici. Nel 2010, il rapporto, o indice di vecchiaia è di 1, 4 persone anziane per ogni giovane.

A livello sociale, l’anzianità presenta aspetti

positivi : diventare anziani è segno una società benestante e pacifica

negativi: diventare anziani implica un peso per la società dal punto di vista delle spesa pensionistica e assistenziale.



Per invecchiare bene

Visto che l’anzianità può essere una risorsa importante, pensiamo all’importanza dei nonni in attività di accudimento dei nipoti, è opportuno prendere coscienza dell’importanza della prevenzione. La prevenzione garantisce una vita più lunga e attiva.

Alla base della prevenzione stanno:

uno stile di vita adeguato: alimentazione sana, attività fisica, controlli medici



una rete sociale e culturale: coltivare le amicizie, avere hobby, svolgere attività socialmente utili





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