Davide ferrari



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DAVIDE FERRARI

A cura dell’Archivio Giovani Artisti - Assessorato Politiche Culturali
e Promozione Iniziative per i Giovani del Comune di Parma

Vetrina INA Via Cavour, 21 Parma

17 dicembre 2004 – 14 gennaio 2005
Si inaugura venerdì 17 dicembre la mostra dell’artista parmigiano Davide Ferrari, presso la Vetrina INA a Parma. L’esposizione rientra nella rassegna “Sguardi. Non perdiamoci di vista”, ideata e organizzata dall’Archivio Giovani Artisti di Parma e Provincia dell’Assessorato Politiche Culturali e Promozione Iniziative per i Giovani - Servizio Eventi e Mostre del Comune di Parma, in collaborazione con Fondazione Monte di Parma e Associazione culturale VisivoUditivo.
La mostra è costituita da nove ritratti di grandi dimensioni, acrilico su tela. Sono opere in cui la materia pittorica, data dal colore, è dominante. La stesura cromatica diventa l’elemento decorativo della carne di queste larghe facce e crea delle texture esuberanti e variopinte che sembrano dei mandala da contemplare, delle occasioni di meditazione in grado di donare calma e serenità. La lunga osservazione delle spire e dei labirinti di colore dà l’impressione di squarciare la pelle ed entrare dentro, nell’anatomia pulsante del corpo: nervi, ossa, muscoli, vene. Fintanto che lo sguardo non oltrepassa anche il tempo, non solo lo spazio: il pullulare di forme, come vermi coloratissimi e guizzanti, rimanda alla decomposizione dell’organismo, allo sfaldarsi della materia. Non sono ritratti retti da un principio di verosimiglianza, eppure, l’espressione dei volti comunica una ben precisa personalità e l’effetto finale risulta fortemente realistico.
Penso, ho pensato solo alla materia. Ho lavorato. Ho pensato alla pittura, portare pittura in via Cavour. Ho pensato alla pittura come una materia astratta. Penso sempre al lavoro e alla materia con cui il lavoro si compie. Ho desiderato carne, viva carne per via Cavour. E la carne è solo materia. In pittura la materia è fatta di colore. Ho desiderato grandi, larghe facce in via Cavour. Enormi ritratti senza significato, senza posa, dove la materia pittorica e il lavoro potessero avere risalto. E’ infatti solo attraverso la materia pittorica che raccolgo significati. Per capire, in via Cavour, bisognerà guardare alla materia, a come è composto il lavoro pittorico. Ho, poi, voluto che fossero ritratti dipinti realisticamente per partire, per cominciare dall’inizio, senza paura. Dipingere cominciando dalla pittura, dall’essenza della pittura. Ritratti e colore. Ho cercato una mia pittura esatta e informale allo stesso tempo. Solo materia.

Davide Ferrari


Davide Ferrari è nato a Parma il 6 febbraio 1967. Dopo la maturità scientifica, inizia a dipingere e scrivere da autodidatta. Dal 1987 al 1991 collabora come attore, aiuto regista e scenografo, presso Lenz-Rifrazioni di Parma. Nel ’90 diventa allievo del maestro di pittura Aristide Barilli. Nel ’94, tiene la sua prima personale al Circolo Arci “Il cane blu” di Felino (Parma), cui seguiranno, a Parma, quella al locale “La bottiglia azzurra” (’95), alla Libreria Fiaccadori e all’”8 di Saffi”(2000), alla Vetrina d’arte di Piazza Cesare Battisti (2001), all’internet point “Polidoro Web” (2002), alla Galleria Alphacentauri (2003). Molte le mostre collettive cui partecipa: “Passaggi” (1995) e “Forme” (’97), organizzate dall’Archivio Giovani Artisti del Comune di Parma, “Viaggio Nudo” (‘96) alla Rocca di Noceto, “Immagini: la cantina di Max Gericke” (’97) al Teatro Stabile di Parma; “Avant Garden” (’99) al Palazzetto Eucherio Sanvitale a Parma, collettiva alla Galleria 2000 di Milano (2001), collettiva alla corte delle Giare a Ragazzola (2001 e 2003), organizzata da Galleria Alphacentauri, “Mytos e Mito” (2004) alla Rocca di Sala Baganza e “Art collection” (2004) alla Matrem di Parma. Nel 1996 vince la selezione per la Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo, sezione letteratura, con il romanzo “About me”, quella per il concorso nazionale “Arti Visive” organizzato dal Comune di Genova, cui seguirà una collettiva a Palazzo Ducale nel capoluogo ligure, e quella per il Concorso nazionale di pittura indetto dall’Accademia Italiana di cucina. Nel ’97, vince la selezione per la Biennale di arti visive della città di Cremona. Nel ’99 arriva finalista al premio inedito Calvino con il suo secondo romanzo “Milonga per un giardiniere”. Ha pubblicato in una raccolta per Guanda Editore il racconto “Paolo Bottazzi, ovvero le mie sane botte” (1999), per Portofranco il romanzo “Milonga per un giardiniere” (2000), per la rivista letteraria Palazzo Sanvitale il racconto “Verdi bugie” (2002) e per un’antologia letteraria di autori parmigiani, per Mup Editore, il racconto “La leggenda di Ercolina Guatelli” (2003). Vive e lavora a Parma.



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