Digressione sul Neoclassicismo dovuta alla poca chiarezza di pagina 112



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Lezione del 9/11/2013
Digressione sul Neoclassicismo dovuta alla poca chiarezza di pagina 112
Nel Neoclassicismo non c'è una copia passiva delle forme della classicità: nell'ambito scultoreo, per esempio, c'è una ripresa formale dell'Arte Greca, ma la funzione di queste opere non è la medesima che era propria di quelle dell'antichità. Il linguaggio che gli artisti neoclassici riprendono dal mondo antico è rimesso in gioco. Ciò non toglie che il rimando alle opere classiche sia netto ed evidente: le diverse raffigurazione date a Venere da CANOVA assomigliano a quelle che i Greci erano soliti dare alla dea nelle loro opere.
WILLIAM TURNER (pagina 153)
TURNER, come FRIEDRICH, nasce negli anni 70 del '700. Entrambi gli artisti sono, nel momento della realizzazione delle loro opere più famose, persone adulte (circa 25 anni). Nonostante il Romanticismo sia un fenomeno collocato nel 1800, gli autori (le cui opere usciranno agli inizi di questo secolo, il XIX) e le idee di questo movimento artistico si formano alla fine del 1700. Formazione dell'artista inglese è differente rispetto a quella di FRIEDRICH: egli, figlio di un barbiere, già da giovanissimo trova riconoscimenti come disegnatore di architettura e colorista di incisioni (si occupa di aggiungere il colore all'esito dell'incisione). Attraverso questa attività, che lo mantiene economicamente, sviluppa sensibilità sul colore e capacità di disegno.
A differenza di FRIEDRICH, legato alla sua terra natale, TURNER si sposta molto. Durante questi viaggi egli disegna e dipinge: i disegni sono il risultato delle sue escursioni. Egli realizza vedute con una capacità tecnica rimarchevole. Questa sua capacità gli permette di optare per una scelta straordinaria per l'epoca: la smaterializzazione della forma.
Si ha la smaterializzazione della forma quando le figure si sfaldano e perdono di definizione: le forme degli oggetti e il contesto atmosferico vanno a sovrapporsi fino a confondersi. Un esempio di questo accorgimento artistico è riscontrabile nell'opera di TURNER Pace - Esequie in mare (pagina 153): in alcuni punti di questa tela non siamo in grado di distinguere il mare dal cielo e dal legno.
Luce e Colore, la Mattina dopo il Diluvio (1843 circa)

Quest'opera è tutto Colore, non c'è più la forma: essa rispecchia l'esito del pensiero di TURNER. Egli, realizzando un dipinto interamente di Luce e Ombra, anticipa inconsapevolmente l'arte astratta. Quest'ultima è una forma d'arte, contrapposta a quella figurativa, all'interno delle cui opere non è possibile riconoscere figure del reale.

L'Arte di TURNER
L'Astrattismo è un'esperienza artistica che nascerà negli anni dieci del '900. Nelle opere proprie di questo movimento non si riconoscono le forme del reale, perché esso prende spunto dalla realtà in modo mediato: un esempio di ciò ci è dato dal creatore della suddetta arte, VASSILY KANDINSKY, il quale afferma di ispirarsi alla musica. Quindi qui il concetto di mimesi non è abbandonato ma interpretato in un modo differente.
Il passaggio tra l'arte figurativa e quella astratta avviene attraverso stadi intermedi, uno di questi è rappresentato da TURNER. In TURNER la pittura in sé comincia ad essere più importante della natura, poiché non imita più le forme di quest'ultima, ma cerca di rendere la Luce attraverso il Colore. Luce e Colore sono i mezzi espressivi della pittura.

L'arte del dipingere è composta da due aspetti:



  • L'imitazione del reale.

  • I mezzi propri della natura stessa.

I mezzi, con TURNER, non sono più al servizio delle forme, ma diventano più importanti. Il pittore non è più un mezzo, ma è il protagonista.
Nelle ultime opere dell'artista inglese egli sfiora l'Astrattismo: "i segni e le forme si dileguano in uno spazio-luce libero da qualsiasi tradizionale impianto prospettico" (citazione di pagina 153 riguardante Pace - Esequie in mare).
La Prospettiva
La Prospettiva ha una doppia anima:

  • Geometrica

  • Pittorica

Vi sono molte branche della Geometria: Geometria Analitica, Geometria Euclidea, Geometria Proiettiva, Geometria Topologica, Geometria Frattale, ecc..


La Geometria Descrittiva (quella che studiamo in disegno tecnico) è una branca indipendente della Geometria che dà un fondamento scientifico-matematico al disegno. Questo presupposto è dato attraverso le Proiezioni:

  1. Proiezioni Ortogonali.

  2. Proiezioni Assonometriche.

  3. Proiezioni Prospettiche.

Tutti questi tre tipi di Proiezione hanno in comune la medesima finalità: rappresentare su una superficie a due dimensioni la tridimensionalità della realtà.


1-Proiezione Ortogonale

Essa consiste nel proiettare l'oggetto da centri impropri posti in posizioni ortogonali ai piani dello stesso (dell'oggetto). Si utilizza maggiormente nel disegno architettonico.


2-Proiezione Assonometrica

Consiste nel prendere l'oggetto e proiettarlo su un piano insieme a tre assi. In questo tipo di proiezione le rette che sono parallele mantengono il loro parallelismo (ciò accade anche nella Proiezione Ortogonale) rispetto alla Prospettiva.


3-Proiezione Prospettica

Nella Prospettiva le rette parallele diventano incidenti, convergono all'orizzonte. Essa è un modello geometrico della visione umana.


Dall'analisi di queste due modalità di Proiezioni si può evincere come l'Assonometria sia più fedele alla Geometria degli oggetti (essa risponde alla domanda: "come è fatto?") rispetto alla Prospettiva, che ha, invece, il proposito di simulare la visione umana (rispondendo al quesito: "come a noi appare?" oppure "come sarà l'effetto?").
La Geometria Descrittiva è stata codificata (codificare = stabilire le regole) da GASPARD MONGE attorno al 1790, durante il periodo della Rivoluzione Francese, in pieno Illuminismo.
La Prospettiva:

  • Viene codificata, quindi già esiste: essa è già presente fin dall'antichità, ma trova solo alla fine del 1700 una compiuta definizione geometrica.

  • Non è un caso che questa codifica avvenga in pieno Illuminismo: essa (la codifica) viene attuata conformemente a questo pensiero filosofico (l'Illuminismo) la cui finalità di diffondere la conoscenza (in questo caso intesa come capacità di utilizzare la Prospettiva) è attuabile solo attraverso una "sistemazione".

La Prospettiva era già stata codificata nel Rinascimento. Questa prima codifica degli inizi del 1400 era stata attuata da pittori e non da matematici. Tra questi codificatori vi sono il teorico LEON BATTISTA ALBERTI e BRUNELLESCHI. Quest'ultimo, pur non avendoci lasciato scritti, sembra esserne stato proprio il primo teorizzatore attraverso le sue "tavole prospettiche". Il fatto che qui la "sistemazione" avvenne da parte di artisti, e non di matematici, fu dovuto al fatto che, a quel tempo, il primo ambito interessato alla visione umana era proprio la pittura.


Nel Rinascimento si pone al centro di tutto l'uomo. Dal punto di vista di quest'ultimo, si cerca di dare una rappresentazione della realtà molto verosimile, anteticamente a quanto avviene in Età Medievale. Per capire le differenze tra l'Arte Rinascimentale e il Medioevo prendiamo in esame il genere iconografico del Cristo in Croce: nell'età di mezzo egli è raffigurato rigido e senza sofferenza; nell'età della rinascita il corpo del Figlio di Dio è rivolto in avanti, straziato dal dolore. Questo perché la rappresentazione di Gesù Crocifisso cambia il proprio fine nel passaggio tra i due periodi: nella prima epoca Il Salvatore deve simboleggiare la sconfitta della vita sulla morte; nella seconda epoca, spostandosi l'attenzione sull'uomo, ci si concentra sulla sofferenza del protagonista.




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