Diocesi di roma


/ Nel mistero del Verbo incarnato riceve pieno significato il mistero della vita



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2/ Nel mistero del Verbo incarnato riceve pieno significato il mistero della vita

«In realtà solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo» (Gaudium et spes 22): così il Concilio Vaticano II ha affermato in uno dei suoi passaggi più splendidi. Solo il Signore Gesù ci rivela pienamente chi siamo e quale dignità infinita abbia quel bambino appena nato.

Il Figlio di Dio si è incarnato per rivelarci che Dio è Padre e che tutto ciò che esiste è creato per una libera decisione del suo amore. Il Figlio stesso, che è con il Padre fin dall’eternità, ha creato insieme al Padre ogni cosa. Per questo quel bambino non è nato per caso o per l’oscura necessità di una ferrea legge della natura, bensì è venuto all’esistenza perché, insieme ai suoi genitori, è Dio stesso che lo ha voluto, esattamente come è.

La fede in Dio genera nei genitori la certezza che la nuova vita è una benedizione: il loro bambino non potrà tornare nel nulla, perché Dio lo proteggerà e lo guiderà alla vita eterna. Per questo Gesù, lui che è da sempre Figlio del Padre, ha voluto donare anche a noi la dignità di figli, perché anche noi possiamo chiamare Dio abbà, padre, come lui ci ha insegnato.

Un grande esegeta, Joachim Jeremias, ha spiegato in proposito in maniera semplice e vera: «diventare di nuovo bambini significa imparare a dire di nuovo ‘abbà’». Per questo se ognuno non ritornerà ad essere “bambino”, non entrerà nel regno dei cieli.




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