Diocesi di roma


/ Il Battesimo immerge nella vita della Trinità



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1/ Il Battesimo immerge nella vita della Trinità

Se si domandasse ai genitori perché per battezzare si usa l’acqua, molti risponderebbero che l’acqua purifica, lava, pulisce. Questo è vero, ma il significato primo del segno sacramentale dell’acqua è un altro: quell’acqua indica che il bambino viene immerso nella vita stessa di Dio, nella vita della Trinità.

È molto importante soffermarsi con i genitori su questo. Essi talvolta pensano che la fede sia solamente una libera scelta cui si accede tramite la libertà, oppure ancor più che non sia necessario il Battesimo, poiché tutti sono già figli di Dio per la nascita. Ed, in effetti, tanti si domandano se sia ancora opportuno battezzare i propri bambini.

La verità è che ogni uomo, pur provenendo già dall'amore di Dio, ha bisogno di essere immerso “nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”. Un bambino nasce dai suoi genitori, ma ha bisogno di essere immerso nel clima familiare che essi creano: ne ha bisogno come dell'aria che respira e dell'acqua che lo disseta. Ancor più ha bisogno di essere immerso nella vita della Trinità, poiché è una creatura che ha bisogno del Padre creatore, di Gesù salvatore e dello Spirito santificatore.


A/ Il Battesimo ci dice così che Dio è veramente vicino al bambino. Non è più il Dio lontano delle religioni pre-cristiane, bensì è il Dio vicino, talmente vicino che quel bambino è da Dio amato come figlio prediletto. Dio non ha cura solo dell'universo intero e della storia, ma ha cura proprio di questo bambino, così come egli è. Ne ha cura personalmente, ricolmandolo di un amore sconfinato.
B/ Inoltre ci ricorda che non siamo innanzitutto noi a scegliere di credere, bensì è Dio che ci rende suoi figli. Se è vero che non siamo noi a scegliere i nostri genitori, bensì sono loro a chiamarci figli, ancor più è Dio padre che ci dona il suo amore, rendendoci figli, prima ancora che noi come figli comprendiamo pienamente la bellezza di questo dono.
C/ Il Battesimo dona ancora al bambino l'appartenenza alla comunità cristiana. Egli non diventa cristiano da solo, perché il Battesimo trae fuori dall'isolamento, dalla solitudine, inserendo il bambino nella comunione con la Chiesa e con tutti i santi di Dio. È proprio per questo che chi è battezzato in una determinata parrocchia appartiene all’unica Chiesa e non deve presentare le sue credenziali quando si trova a celebrare l’Eucarestia in una qualsiasi chiesa del mondo, perché è di casa ovunque.
D/ Infine, il Battesimo introduce già nella vita eterna, perché la vita divina è senza fine. Immergerlo nell'acqua del Battesimo vuol dire immergerlo in una vita che non terminerà. Nel Sacramento il bambino riceve già l'inizio dell'immortalità: Dio lo fa rinascere perché noi possiamo non perderlo mai più e incontrarlo di nuovo nella vita eterna del cielo.



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