Diocesi di roma


/ L'accoglienza cristiana di chi diviene padrino e di chi non potrà esserlo



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3/ L'accoglienza cristiana di chi diviene padrino e di chi non potrà esserlo

La comunità cristiana poi non ha semplicemente il compito di aiutare a discernere chi potrà essere padrino e chi no. Ben più profondamente la Chiesa vuole fare tutto ciò che le è possibile per sostenere i fratelli nel loro compito. Anche dinanzi ai padrini, l'accoglienza cordiale sarà segno di quella gioia con la quale la comunità cristiana accompagna la vita che nasce e che chiede di essere amata. Bisogna insistere, per quanto è possibile, che siano presenti con i genitori durante l’itinerario di preparazione o almeno nell'ultimo incontro preparatorio. Ciò li aiuterà a comprendere la responsabilità che si assumono. Sarà importante poi che nella celebrazione del Battesimo siano coinvolti, oltre che nelle risposte del Rito, nei segni, come ad esempio quello dell'accensione della luce del cero.

Un'accoglienza amorevole deve essere riservata anche a coloro che, pur desiderandolo, non hanno i requisiti per diventare padrini: non ci si limiti al diniego della loro richiesta, ma si presentino loro tutte le opportunità che la Chiesa offre. Si proporrà, ad esempio, di preparare qualche preghiera dei fedeli con la quale esprimano il loro amore per il bambino, anche se non potranno essere padrini. Si potrà chiedere di essere comunque testimoni della fede, anche se non potranno esserlo in pienezza. Si ricorderà che il bambino trarrà giovamento dal cammino che faranno: ad esempio, se matureranno nella fede, se riceveranno la Cresima, se celebreranno le nozze in Chiesa, potranno poi diventare padrini al momento della Cresima del bambino o alla nascita di un suo fratellino.




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