Dipartimento di sostegno



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Scuola Secondaria di I° Grado

Giuseppe Garibaldi”


TRINITAPOLI

___________________________________



PROGETTO “H” d’ISTITUTO


DIPARTIMENTO DI SOSTEGNO

______________________


Anno Scolastico 2009/2010

SOMMARIO

PARTE I: L’integrazione scolastica degli alunni con disabilità. Il nuovo scenario
Premessa pag. 4

Linee essenziali per l’integrazione degli alunni con disabilità pag. 6

Indicazioni ministeriali per un adeguato svolgimento del percorso

[scolastico dell’alunno con disabilità pag. 10

Valutazione dell’alunno con disabilità pag. 13

Organizzazione del lavoro: Docente di sostegno/Èquipe Pedagogica pag. 15

Iniziative di Continuità/Accoglienza/Orientamento pag. 19

Competenze e attività del docente specializzato sul sostegno pag. 20

Organizzazione dell’attività di tirocinio per la specializzazione

[nell’attività di sostegno pag. 22


PARTE II: Attività integranti per gli alunni con disabilità e per gli alunni che presentano situazioni di ritardo e/o svantaggio


Premessa pag. 25

Laboratorio di Informatica: “Il mio amico PC” pag. 27

Laboratorio Geo-Storico-Scientifico: “Alla scoperta del tempo” pag. 30

Laboratorio Espressivo-Creativo: “Coriandoli” (Biglietti Augurali) pag. 37

Laboratorio Espressivo-Creativo per l’Integrazione: “Eco-Arte” pag. 44

Laboratorio di Musica pag. 46

ALLEGATO:

Linee Guida per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità pag. 50

PARTE I


L’integrazione scolastica degli alunni con disabilità.

Il nuovo scenario

PREMESSA



Gli sforzi compiuti dai dirigenti ed esperti del Miur, d’intesa con le Associazioni delle persone con disabilità, per migliorare il processo di integrazione scolastica dei soggetti diversamente abili sono stati notevoli. Le recenti Linee Guida per l’Integrazione Scolastica degli Alunni con Disabilità1 offrono una serie di direttive che hanno come scopo principale la ricerca di alcune possibili soluzioni ai problemi emersi in materia di integrazione in questi anni di passaggio e trasformazione del sistema di istruzione e formazione nazionale.

L’integrazione degli alunni con disabilità, punto fermo della tradizione pedagogica della scuola italiana, è diventato un processo ormai irreversibile, che rappresenta un percorso e un’occasione di crescita tanto per gli alunni diversamente abili quanto per gli alunni normodotati. La scelta della scuola italiana, in tale prospettiva, è stata coraggiosa. L’apertura delle classi “normali”, affinchè diventino di fatto e per tutti classi “comuni”, se da un lato anticipa quanto stabilito dalla Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità, dall’altro individua proprio nel sistema di relazioni che tali classi favoriscono il luogo e l’occasione privilegiata di sviluppo e maturazione della persona.

La scuola è una comunità educante, che accoglie ogni alunno nello sforzo quotidiano di costruire condizioni relazionali e situazioni pedagogiche tali da consentire il massimo sviluppo della persona. Una scuola, quindi, che aiuta a crescere favorendo l’acquisizione di conoscenze, competenze, abilità, autonomia, mediante interventi specifici finalizzati al raggiungimento dell’istruzione e della socializzazione. Il tutto, naturalmente, nel pieno rispetto delle capacità di ogni singolo alunno.

Le istituzioni scolastiche, secondo i principi sanciti dalla Costituzione ed alla luce della Legge 59/1997 e del D.P.R. 275/1999, promuovono il diritto allo studio, predispongono le condizioni e realizzano le attività utili al raggiungimento del successo formativo di tutti gli studenti.

Il concetto tradizionale di “disabilità”, focalizzato solamente sul deficit della persona, risulta ormai superato. Infatti, sia la Convezione ONU per i diritti delle persone con disabilità, sia l’ICF International Classification of Functioning, Disability and Health (“Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute”), concordano nel riconoscere la disabilità come determinata dall’interazione tra il deficit di funzionamento della persona e il contesto sociale (“modello sociale della disabilità”). La persona non va considerata soltanto dal punto di vista “sanitario”, ma nella sua globalità e complessità, come insieme di potenzialità e risorse, la cui espressione è fortemente condizionata dal contesto in cui vive e opera2.

In questa nuova prospettiva la scuola è chiamata ad attivarsi per definire il grado della “Qualità della Vita” delle persone con disabilità attraverso l’individuazione di problematiche e proposte di intervento per una effettiva ed efficace integrazione che coinvolga in modo attivo tutti i soggetti interessati (personale della scuola, Enti Locali, ASL, famiglie).

LINEE ESSENZIALI

PER L’INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI CON DISABILITÀ

L’integrazione scolastica, affinché sia sostanziale e non formale, richiede una vigorosa leadership gestionale e relazionale da parte del Dirigente Scolastico e una attiva collaborazione di tutto il personale della scuola.

Ai fini della piena integrazione scolastica e sociale degli alunni con disabilità, si riconosce nella figura del Dirigente Scolastico il garante dell’Offerta Formativa progettata e attuata dal nostro Istituto.

In tale prospettiva, per la realizzazione delle attività concernenti l’integrazione scolastica, il Dirigente Scolastico:




  • Valorizza progetti che attivano strategie orientate a potenziare il processo di inclusione;

  • Guida e coordina le azioni/iniziative/attività connesse con le procedure previste dalle norme di riferimento: presidenza del G.L.H. d’Istituto, formazione delle classi, utilizzazione degli insegnanti per le attività di sostegno;

  • Indirizza l’operato dei singoli consigli di classe affinché promuovano e sviluppino le occasioni di apprendimento, favoriscano la partecipazione alle attività scolastiche e collaborino alla stesura del P.E.I.;

  • Coinvolge attivamente le famiglie e garantisce la loro partecipazione durante l’elaborazione del P.E.I.;

  • Cura il raccordo con le diverse realtà territoriali;

  • Attiva specifiche azioni di orientamento per assicurare continuità nella “presa in carico” del soggetto da parte della scuola successiva;

  • Intraprende le iniziative necessarie per individuare e rimuovere eventuali barriere architettoniche e/o senso-percettive.

L’attività del Dirigente scolastico, in materia di integrazione scolastica degli alunni con disabilità, si concretizza anche mediante l’istituzione del G.L.H. d’Istituto (Gruppo di Lavoro per l’Handicap), al quale sono affidati i seguenti compiti:




  • Analisi della situazione complessiva nell’ambito della scuola (numero di alunni con disabilità, tipologia degli handicap, classi coinvolte);

  • Analisi delle risorse, sia umane sia finanziarie, a disposizione dell’Istituto;

  • Formulazione di una proposta di calendario per gli incontri dei gruppi tecnici;

  • Verifica periodica degli interventi.

Per far fronte all’esigenza di integrazione dell’alunno diversamente abile, il Gruppo di Lavoro per l’Handicap, sulla base dell’esperienza maturata nel corso degli anni e delle indicazioni contenute nelle Linee Guida per l’Integrazione Scolastica degli Alunni con Disabilità, intende innalzare il livello qualitativo degli interventi formativi ed educativi attraverso un piano di lavoro che possa agevolare ed allo stesso tempo monitorare il percorso reale dell’integrazione socio-scolastica.

Il Gruppo di Lavoro, pur nel rispetto delle variabili connesse con l’individualità di ciascun caso, ritiene opportuno fissare un iter metodologico-didattico comune che sia il più omogeneo possibile, fornendo e indicando condizioni e modalità attuative, materiali e azioni atte a garantire un’attività educativa e didattica proficua e adeguata alla situazione.

A tale proposito, il G.L.H. fornisce agli insegnanti specializzati le seguenti indicazioni operative:




  1. Ricognizione del tipo di handicap di cui è portatore l’alunno;

  2. Acquisizione dei dati attraverso lo studio del “corredo documentario” dell’alunno: Diagnosi Clinica; Diagnosi Funzionale; Profilo Dinamico Funzionale; P.E.I. elaborato nell’anno precedente; Relazione Finale elaborata nell’anno precedente;

  3. Rilevazione della situazione di partenza;

  4. Elaborazione del Piano Educativo Individualizzato e del Profilo Dinamico Funzionale.

Il punto di partenza dell’attività progettuale è quindi rappresentato dalla rilevazione della situazione di partenza dell’alunno effettuata attraverso l’osservazione sistematica delle abilità e delle potenzialità, oltre che dei deficit. A tale riguardo, l’insegnante di sostegno si doterà di materiali strutturati ad hoc e di strategie ed interventi concordati con gli insegnanti curricolari nell’ottica della piena collaborazione. In ogni caso, ad una prima indagine potranno sempre seguire ulteriori osservazioni aggiuntive e/o integrative, qualora se ne ravvisi la necessità, soprattutto per gli alunni inseriti nella classi prime, la cui analisi della situazione di partenza presenta maggiori difficoltà e richiede tempi più lunghi.

Al fine di rendere più efficace l’attività di sostegno in questa prima fase osservativo-ricognitiva, si ritiene opportuno procedere nel seguente modo:




  • Esaminare la documentazione pervenuta dalla A.S.L. di competenza (Diagnosi Funzionale) e dalla Scuola o Classe di provenienza (Fascicolo Personale; Profilo Dinamico Funzionale; Piano Educativo Individualizzato);

  • Utilizzare una “griglia di osservazione” da integrare eventualmente con annotazioni libere sui comportamenti e sulle abilità nelle varie situazioni (all’interno del gruppo classe, in presenza dell’insegnante di sostegno, nelle attività individuali, ecc.);

  • Prendere contatto con gli insegnanti della Scuola o Classe di provenienza, con i genitori, con l’Èquipe Socio-Psico-Pedagogica, con i referenti dei centri socio-assistenziali specializzati eventualmente frequentati dall’alunno.

Le informazioni raccolte, riunite e coordinate nel registro personale dell’insegnante di sostegno, saranno poi elemento di base, assieme alle risultanze della Diagnosi Funzionale, per la stesura della programmazione educativo-didattica individualizzata, del Profilo Dinamico Funzionale e del Piano Educativo Individualizzato.

Il Profilo Dinamico Funzionale (P.D.F.) e il Piano Educativo Individualizzato (P.E.I.) restano di fatto gli strumenti essenziali attraverso i quali si esercita il diritto all’istruzione e all’educazione dell’alunno con disabilità. Da ciò il rilievo che assume la realizzazione di tali documenti, effettuata mediante il coinvolgimento dell’istituzione scolastica, degli enti pubblici che hanno come finalità la cura della persona e la gestione dei servizi sociali e, naturalmente, delle famiglie.

Una serie di adempimenti previsti dalla legge, infatti, riconosce la partecipazione delle famiglie degli alunni con disabilità al processo di integrazione (L. 104/92, art. 12). La Legge del 5 febbraio 1992, n. 104, che rappresenta il punto di riferimento sostanziale in materia di integrazione scolastica e sociale delle persone con disabilità, enfatizza l’atteggiamento di “cura educativa” nei confronti degli alunni diversamente abili che si realizza attraverso un percorso formativo alla cui individuazione e condivisione partecipano più soggetti istituzionali, in primis scuola e famiglia.



INDICAZIONI MINISTERIALI PER UN ADEGUATO SVOLGIMENTO

DEL PERCORSO SCOLASTICO DELL’ALUNNO CON DISABILITÀ

Nella scelta del percorso scolastico più idoneo per l’alunno con disabilità bisogna partire da due considerazioni di fondo:




    • L’idea che si ha dell’alunno: l’analisi delle sue reali capacità.

    • L’alunno nel suo cammino di integrazione scolastica e sociale: è o sarà in grado di spendere in modo autonomo le competenze acquisite nel triennio?

Si possono seguire due percorsi scolastici:




  1. una programmazione globalmente riconducibile agli obiettivi minimi previsti dai programmi ministeriali;

  2. una programmazione differenziata.


a) PRIMO PERCORSO: Programmazione riconducibile agli obiettivi minimi previsti dai programmi ministeriali, o comunque ad essi globalmente corrispondenti (O.M. n. 90 del 21/05/2001, art. 15, comma 3).

Per gli studenti che seguono obiettivi riconducibili ai programmi ministeriali è possibile prevedere:




  • un programma minimo con la ricerca dei contenuti essenziali delle discipline;

  • un programma equipollente con la riduzione parziale e/o sostituzione dei contenuti, ricercando la medesima valenza formativa (D.L.vo 297/1994, art. 318).

Sia per le verifiche che vengono effettuate durante l’anno scolastico, sia per le prove che vengono effettuate in sede di esame, possono essere predisposte prove equipollenti, che verifichino il livello di preparazione raggiunto e le abilità sviluppate al termine del percorso di studio.

Le prove equipollenti possono essere effettuate con l’ausilio di mezzi diversi o con modalità diverse:


  • MEZZI DIVERSI: le prove possono essere, ad esempio, svolte con l’ausilio di apparecchiature informatiche;

  • MODALITÀ DIVERSE: il Consiglio di Classe può predisporre prove utilizzando modalità diverse (ad esempio questionari a diversa tipologia di item: risposta multipla, Vero/Falso, ecc.).

Gli alunni possono usufruire di tempi più lunghi nelle prove scritte (dell’O.M. n. 90 del 21/05/2001, art. 15, comma 9; D.L.vo n. 297/94, art. 318, comma 3).

Gli assistenti dell’autonomia e comunicazione possono essere presenti durante lo svolgimento solo come “facilitatori” della comunicazione (D.M. 25 maggio 95, n. 170).

Gli alunni partecipano a pieno titolo agli esami di licenza e acquisiscono il titolo di Studio.


b) SECONDO PERCORSO: Programmazione differenziata in vista di obiettivi didattici formativi non riconducibili ai programmi ministeriali.

Questo percorso richiede necessariamente il consenso della famiglia (O.M. n. 90 del 21/05/2001, art. 15, comma 5). Il Consiglio di Classe, infatti, deve dare immediata comunicazione per iscritto alla famiglia, fissando un termine per manifestare un formale assenso. In caso di mancata risposta, si intende accettata dalla famiglia la valutazione differenziata; in caso di diniego scritto, invece, l’alunno deve seguire la programmazione di classe.

La programmazione differenziata consiste in un piano di lavoro personalizzato per l’alunno, stilato sulla base del P.E.I. da ogni docente del Consiglio di Classe per ogni singola materia.

Gli alunni vengono valutati con voti decimali, che sono relativi unicamente al P.E.I. ed hanno valore legale solo ai fini della prosecuzione degli studi.

Per gli alunni che seguono un P.E.I. differenziato, ai voti riportati nello scrutinio finale e ai punteggi assegnati in esito agli esami si aggiunge, nelle certificazioni rilasciate, l’indicazione che la votazione è riferita al P.E.I. e non ai programmi ministeriali (O.M. 90 del 21/05/2001, art. 15, comma 6).

VALUTAZIONE DELL’ALUNNO CON DISABILITÀ

La valutazione dell’alunno, al di là di ogni discorso relativo a “soggettività” ed “oggettività”, deve essere innanzitutto “educativa”, aperta e disponibile all’ascolto e al dialogo, testimonianza privata e pubblica di valori, condivisione empatica di esperienze, problemi e scelte, significatività del proprio ruolo di adulti e di insegnanti. Conoscenze e competenze professionali diventano, in tale prospettiva, le occasioni che consentono di leggere al meglio i bisogni e i disagi dei preadolescenti in difficoltà e di intervenire prima che si trasformino in malesseri conclamati, disadattamenti e etichette.

Il punto di forza in questa strategia è rappresentato dal coinvolgimento delle famiglie: i genitori, infatti, sono chiamati in prima persona a confrontarsi non solo con gli eventi scolastici dei figli, ma anche e soprattutto con l’evoluzione della loro personalità. Laddove tale coinvolgimento venisse a mancare, la scuola stessa è chiamata ad affrontare questo punto di debolezza, utilizzando tutte le risorse a propria disposizione, a cui si aggiungono quelle delle istituzioni della società civile presenti sul territorio, per realizzare elementi concreti per progettare, attuare correttamente e verificare interventi educativi e didattici mirati.

La valutazione delle abilità di base sarà effettuata seguendo una “griglia di osservazione” per la cui compilazione si porranno in essere attività di osservazione sistematica.

La “griglia di osservazione” è utile per stabilire i livelli di partenza nelle varie abilità e risulta una guida sistematica per una valutazione esaustiva ed oggettiva. Essa fa oggetto di analisi tutta la personalità del soggetto cogliendone, nella loro interdipendenza, i diversi settori e per ciascuno di questi le molteplici componenti.

La valutazione delle abilità con la “griglia di osservazione” va eseguita in tre momenti:




  • all’inizio dell’anno scolastico per valutare la situazione di partenza allo scopo di poter elaborare la programmazione e i progetti didattici più idonei per i soggetti diversamente abili;

  • al termine del primo quadrimestre per verificare e valutare il raggiungimento degli obiettivi al fine di poter effettuare interventi adeguati, rapidi e puntuali;

  • alla conclusione dell’anno scolastico per verificare i progressi compiuti rispetto alla situazione iniziale.

La valutazione va effettuata in decimi e rapportata al P.E.I., che rappresenta il punto di riferimento costante dell’attività educativa; essa, pertanto, va considerata come valutazione dei processi formativi e non solo come valutazione della performance scolastica3. È essenziale, nel progetto di lavoro con il soggetto diversamente abile, che vengano considerate le capacità dell’alunno più che le difficoltà presenti per valorizzarne le potenzialità. A tale proposito si ritiene opportuno, previo accordo con i docenti curricolari e in relazione alla singolarità del caso, declinare i criteri di valutazione in base ai bisogni e agli obiettivi prefissati per il soggetto. In questa prospettiva il P.E.I., affinché sia strumento concreto ed efficace di integrazione scolastica e sociale, potrà subire modifiche anche in itinere per renderlo più rispondente ad eventuali nuovi bisogni ed emergenze rilevate.




ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO:

DOCENTE DI SOSTEGNO/ÈQUIPE PEDAGOGICA

L’obiettivo fondamentale della Legge 104/92, in ambito scolastico, è lo sviluppo degli apprendimenti mediante la comunicazione, la socializzazione e la relazione interpersonale4. A tale riguardo, la Scuola “G. Garibaldi” si propone di portare la persona diversamente abile al pieno sviluppo delle proprie potenzialità, articolando l’attività di insegnamento secondo le modalità più idonee per il raggiungimento del successo formativo.

Ad inizio anno scolastico tutto il personale docente, curricolare e per le attività di sostegno, è impegnato nella programmazione educativa e didattica, che definisce gli obiettivi di apprendimento per gli alunni con disabilità in correlazione con quelli previsti per l’intera classe. Gli obiettivi saranno raggiungibili mediante la collaborazione e il coordinamento di tutte le componenti in questione nonché attraverso una puntuale pianificazione degli interventi educativi, formativi e riabilitativi, così come previsti nella programmazione educativo-didattica individualizzata.

L’insegnamento di sostegno verrà impostato tenendo conto delle attività della classe e delle esigenze dell’alunno diversamente abile secondo un quadro orario che conterrà le indicazioni delle ore in cui interviene l’insegnante specializzato e delle modalità di intervento (rapporto individuale, a piccoli gruppi, compresenza, ecc.). Tale quadro orario, per essere strumento di programmazione e di lavoro efficace, sarà vincolante, ma al tempo stesso avrà la caratteristica della flessibilità, per cui potrà essere modificato ogni qualvolta se ne ravvisi la necessità educativo-didattica (per esempio per effettuare particolari attività che occupino periodi di tempo limitati, per esigenze dell’alunno diversamente abile o del gruppo classe, per consentire la realizzazione di attività di laboratorio, attività interdisciplinari, attività a classi aperte, ecc.).

L’attività del sostegno si realizzerà mediante:


  1. l’individuazione dell’insegnamento e dell’apprendimento nella classe;

  2. l’organizzazione di appositi spazi di attività di lavoro in gruppi di livello, classi aperte orizzontali e verticali, ove possibile.


Spazi di lavoro

Classe, palestra, laboratori, angoli strutturati, ambiente esterno (uscite didattiche).


Attività progettate

Le attività progettate (recupero didattico, attività di sviluppo, ecc.) sono strettamente relazionate al soggetto, considerato in rapporto alle attività di classe.


Interventi individualizzati

All’interno di ogni quadro disciplinare si prevede un apposito spazio destinato all’indicazione degli interventi individualizzati attuati, affinché tutti gli alunni e non solo quelli con problemi di apprendimento possano seguire itinerari didattici personalizzati ed adeguati quanto a metodologia, tempi, supporti e qualità delle esperienze educative. Tali interventi possono caratterizzarsi in attività di recupero, di consolidamento, di sviluppo, di potenziamento. Non si tratta soltanto di progettare attività aggiuntive o integrative a quelle curricolari (comunque da ricondurre ad un progetto didattico unitario), ma di incidere positivamente sulle condizioni che possono favorire e facilitare processi di apprendimento adeguati per tutti gli alunni.

Motivazioni delle attività e scelte operative conseguenti

Gli interventi didattici ed educativi per l’alunno con disabilità riguarderanno:


  1. la promozione delle capacità comunicative

  • spazio dato ai linguaggi non verbali

  1. l’accentuazione del processo di passaggio dal concreto (materiali oggetti, vissuti) all’astratto

  • attività di manipolazione per giungere alla fase grafica

  1. l’accrescimento dei ritmi di attenzione e dell’adeguamento alla realtà

  • promozione dell’impegno continuato di lavoro

  1. lo sviluppo del processo di socializzazione, al fine di favorire l’integrazione e la “presa in carico” da parte del gruppo

  1. la possibilità di inserimento nell’ambito del lavoro di gruppo

  • attività in cui sia possibile strutturare uno spazio di lavoro adeguato ai bisogni dell’alunno (dècoupage, laboratorio musicale, ecc.)

  1. per gli alunni in cui è più accentuata l’aggressività, il passaggio all’attività

  • giochi di adeguamento alle regole stabilite

  • attività di scarico dell’aggressività tramite giochi manipolativi con creta, cartapesta, pittura, ecc.

  1. l’affinamento della relazione con l’altro

  • linguaggio non verbale: drammatizzazione, psicomotricità, ecc.

  1. l’accentuazione dei ritmi attentivi e di memorizzazione

  • giochi con sussidi didattici

  • utilizzo di software

  1. il rispetto dei bisogni dell’alunno

  • spazio adeguato alle personalità mediante l’attivazione delle molteplici attività espressive

Tempi tecnici e indicazione sintetica delle attività relative al sostegno

La progettazione e l’attuazione di interventi educativi e didattici per una concreta integrazione scolastica e sociale dell’alunno con disabilità richiede la collaborazione di tutte le istituzioni presenti sul territorio (scuola, Enti Locali, ASL, famiglia). Si tratta di un’attività complessa che, nell’ottica della corresponsabilità educativa, va effettuata attraverso incontri/confronti tra i diversi soggetti coinvolti nel processo di integrazione.

A titolo indicativo, si prospettano i tempi tecnici per la convocazione delle riunioni afferenti all’area Handicap e le competenze delle Èquipe Pedagogiche.


Ottobre:

  • Costituzione del Gruppo di Lavoro composto dal Dirigente Scolastico, da uno o più insegnanti, da membri dell’Èquipe specialistica della ASL competente per il territorio, da un esperto dei problemi degli alunni portatori di handicap, da un rappresentante del servizio sociale, dai rappresentanti dei genitori degli alunni disabili, secondo quanto previsto dalla C.M. 262 del 22/09/89, la legge 104/92, la C.M. 122 del 11/04/94;

  • Riunione programmatica del Gruppo H in concomitanza con le riunioni dipartimentali; iniziative di accoglienza degli alunni diversamente abili.


Novembre:

  • Convocazione dell’Èquipe Pedagogica con la presenza dei genitori per la stesura del P.E.I. ed eventuale aggiornamento del P.D.F. In tali riunioni la trattazione del punto all’o.d.g. relativo alla formulazione del P.E.I. e/o P.D.F. avrà la precedenza sugli altri.


Febbraio:

  • Iniziative di continuità e orientamento. Incontro con i docenti della scuola primaria e delle scuole secondarie di secondo grado in collaborazione con la F.O. dell’ area specifica.


Maggio:

  • Stesura della Relazione Finale.


INIZIATIVE DI ACCOGLIENZA, CONTINUITÀ E ORIENTAMENTO

Nell’ottica della continuità e dell’accoglienza sono previsti momenti di collaborazione e di incontro tra Scuola Primaria e Scuola Secondaria di I° Grado. Nel corso dell’anno scolastico, infatti, si prenderanno contatti con i docenti della Scuola Primaria ai fini di rendere il più armonico possibile l’ingresso degli alunni nella Scuola Secondaria; sarà, inoltre, possibile effettuare presso il nostro Istituto visite e incontri tesi a favorire lo scambio delle informazioni, il confronto di metodi e strategie, la conoscenza da parte degli alunni del nuovo ambiente, degli operatori e degli insegnanti.

Al momento dell’Accoglienza sarà premura dei docenti di classe, in collaborazione con il docente di sostegno, predisporre attività gestite, iniziative di tutoring da parte dei compagni di classe, attività che promuovano l’integrazione del gruppo classe.

Per quanto riguarda, invece, l’Orientamento, momento chiave del progetto di vita dell’alunno, un contributo importante all’orientamento dei diversamente abili è dato dal Progetto d’Istituto, che ha come obiettivo quello di individuare – in modo sinergico tra alunno, famiglia, docenti di scuola media inferiore e superiore, operatori ed educatori – il percorso scolastico più idoneo nella prospettiva della piena integrazione sociale e di un effettivo avvicinamento al mondo del lavoro. A tale proposito, il Gruppo H collabora col Consiglio di Classe nel prospettare alcune ipotesi orientative per il prosieguo dell’iter scolastico degli alunni e partecipa attivamente agli incontri, presentando i vari casi ed esponendo le problematiche connesse.

Tale attività si propone le seguenti finalità:


  • Orientare gli alunni diversamente abili rispetto alle opportunità offerte dal contesto di riferimento sia a livello scolastico sia a livello professionale;

  • Favorire lo sviluppo di abilità cognitive;

  • Permettere la crescita ed il consolidamento delle potenzialità della persona con disabilità in termini di autonomia e di relazioni.


COMPETENZE E ATTIVITÀ DEL DOCENTE

SPECIALIZZATO SUL SOSTEGNO

La figura del docente specializzato sul sostegno è resa indispensabile dalla presenza dell’alunno diversamente abile ed è diritto del soggetto usufruire pienamente della sua assistenza5. Si auspica, pertanto, che al docente di sostegno non si affidi sia l’alunno sia la classe, salvo particolari esigenze dell’organizzazione interna dell’Istituto.

La presenza dell'insegnante di sostegno si concreta attraverso la sua funzione di coordinamento della rete delle attività previste per l'effettivo raggiungimento dell'integrazione.

In tale prospettiva, il docente specializzato sul sostegno:




  • Accoglie l’alunno diversamente abile;

  • Analizza la situazione di partenza;

  • Prepara ed informa il gruppo classe sulle problematiche relative all’handicap specifico;

  • Inserisce l’alunno diversamente abile nei progetti di classe, secondo modalità e strategie adeguate alla tipologia dell’handicap;

  • Individua le aree fondamentali del curricolo;

  • Stabilisce gli obiettivi:

    • Potenziare le abilità attentive;

    • Perfezionare le condotte motorie;

    • Accrescere l’autostima;

    • Sviluppare le abilità cognitive (attività rivolta alla produzione comunicativa, verbale e/o “alternativa”; lettura e scrittura funzionale; matematica funzionale, ecc.);

    • Far acquisire una autonomia personale che renda l’alunno in grado di gestire indipendentemente il maggior numero possibile di ambienti e la possibilità di integrazione sociale;

    • Sviluppare e potenziare le abilità sociali per l’acquisizione di comportamenti socialmente accettabili.




  • Produce verifiche in itinere, orali e scritte;

  • Produce la verifica sommativa.

L’integrazione scolastica si realizza nella sua concretezza quando si effettuano esperienze e si attivano apprendimenti insieme agli altri, condividendone obiettivi e strategie di lavoro; essa, pertanto, non può essere lasciata al caso o all’iniziativa degli insegnanti di sostegno, che operano come organi separati dal contesto della classe e della comunità educante. Si ribadisce quindi il dovere di eliminare l’atteggiamento di delega nei confronti dell’insegnante specializzato, il quale risulta a tutti gli effetti contitolare, assieme ai docenti curricolari, dell’azione formativa rivolta sia all’alunno disabile sia all’intera classe, in tutti i suoi momenti progettuali, attuativi e valutativi.

Si ricorda, infine, che il docente di sostegno partecipa a pieno titolo alle operazioni di valutazione periodica e finale degli alunni della classe con diritto di voto. A tale proposito allegherà al proprio registro l’elenco recante i nomi di tutti gli alunni della classe di cui è contitolare6.
ORGANIZZAZIONE DELL’ ATTIVITÀ DI TIROCINIO

PER LA SPECIALIZZAZIONE NELL’ATTIVITÀ DI SOSTEGNO

La Scuola Secondaria di I° Grado “G. Garibaldi” ha stipulato una convenzione per le attività di tirocinio didattico con la S.S.I.S. – PUGLIA (Scuola Interateneo di Specializzazione per la Formazione degli Insegnanti della Scuola Secondaria) per consentire la specializzazione nell’attività di sostegno.

La figura del tirocinante costituisce un diverso e nuovo soggetto cui si rivolge l’offerta formativa dell’Istituzione Scolastica, un’offerta differente e qualificata dal punto di vista culturale, che prevede per la stessa scuola una retroazione particolarmente utile in forma di autovalutazione.

Per i docenti in formazione gli obiettivi saranno:




  • riflessione sugli orientamenti della propria scelta professionale;

  • conoscenza dell’ambiente di lavoro: strutture, servizi, organizzazione, programmazione educativa, progetti;

  • attività didattica;

  • progettazione;

  • azione coordinata in compresenza con il docente accogliente;

  • azione autonoma in classe;

  • collaborazione alla verifica e valutazione;

  • individuazione ed esplicitazione dei bisogni formativi e pratica del “mestiere” dell’insegnante.

Per l’Istituzione Scolastica:




  • controllo e validazione, da un punto di vista esterno, del processo didattico;

  • collaborazione con l’Università, la SSIS, i Laboratori disciplinari in funzione dell’aggiornamento dei docenti;

  • opportunità di autonoma ricerca didattica, sperimentazione e innovazione metodologica.

Per favorire la formazione “sul campo” nell’attività di sostegno il Dirigente Scolastico individua un docente della scuola che abbia requisiti e titoli per svolgere funzione di tutor .

Il docente tutor, nella consapevolezza del proprio ruolo e delle proprie responsabilità, deve:


  1. presentare il contesto scolastico al tirocinante;

  2. accompagnarlo nel percorso di tirocinio;

  3. definire il percorso didattico da sviluppare all’interno delle classi;

  4. esplicitare al tirocinante le proprie scelte e finalità del lavoro;

  5. rielaborare e valutare l’esperienza.

PARTE II



Attività integranti per gli alunni con disabilità

e per gli alunni che presentano situazioni

di ritardo e/o svantaggio

PREMESSA

Le attività proposte in questa seconda parte del Progetto “H” d’Istituto hanno come finalità il miglioramento dell’integrazione scolastica degli alunni con disabilità e degli alunni che presentano situazioni di ritardo e/o svantaggio attraverso la creazione di momenti stimolanti in cui possano realizzarsi occasioni di scambio, di amicizia, di aggregazione.

I docenti di sostegno offrono la loro disponibilità per l’attivazione di alcuni laboratori, da effettuarsi nel corso delle ore curriculari e compatibilmente coi tempi dettati dalle normali attività scolastiche, e ad utilizzare questo percorso come momento valorizzante per le “diverse normalità”.

Le attività proposte, tutte a carattere laboratoriale, sono le seguenti:




  1. Laboratorio di Informatica: “Il mio amico PC”. – Il Laboratorio di Informatica: “Il mio amico PC” si propone di portare l’alunno diversamente abile alla conoscenza delle straordinarie possibilità offerte dal mezzo informatico. La fruizione del computer, infatti, consente di assumere un ruolo attivo nell’apprendimento (capacità di memorizzazione, di interpretazione, di organizzazione delle informazioni), contribuendo alla crescita della motivazione, dell’autostima e delle autonomie di base.

  2. Laboratorio Geo-Storico-Scientifico: “Alla scoperta del tempo”. – Il Laboratorio Geo-Storico-Scientifico: “Alla scoperta del tempo” si propone di far acquisire all’alunno la consapevolezza del trascorrere del tempo e della ciclicità di alcuni eventi.

  3. Laboratorio Espressivo-Creativo: “Coriandoli”. – Il Laboratorio Espressivo-Creativo: “Coriandoli” ha come finalità l’attuazione di attività concrete che offrano agli alunni la possibilità di migliorare le abilità di coordinazione motoria, di acquisire semplici tecniche di manipolazione e di sviluppare la propria creatività.

  4. Laboratorio Espressivo-Creativo per l’Integrazione: “Eco-Arte”. – Il Laboratorio Espressivo-Creativo: “Eco-Arte” intende avvicinare l’alunno ad alcune problematiche ambientali come la raccolta differenziata dei rifiuti e il loro riciclo, promuovendo atteggiamenti educativi corretti e responsabili.

  5. Laboratorio di Musica. – Il Laboratorio di Musica si propone di sviluppare l’esperienza corporea, motoria e musicale al fine di una migliore interazione con il mondo circostante.


LABORATORIO DI INFORMATICA: “IL MIO AMICO PC”

Tipologia di Handicap


  • Ritardo mentale

  • Disturbi relazionali

  • Difficoltà specifiche di apprendimento

  • Disturbo del linguaggio


Motivazione

L’insieme delle tecnologie informatiche per gli alunni con ritardo mentale può essere considerato come un utile strumento per: a) favorire i processi di apprendimento nelle diverse discipline; b) favorire l’acquisizione di autonomie di base ; c) contribuire ad accrescere la motivazione e l’autostima (con opportune strategie di intervento).

Per chi ha difficoltà specifiche di apprendimento, soprattutto nei soggetti con difficoltà ad apprendere i fondamenti di letto-scrittura, possono essere utilizzati alcuni software esercitativi molto semplici dal punto di vista sia dei contenuti sia dell’interfaccia. Tra i vari prodotti è opportuno privilegiare quelli che consentono un apprendimento molto graduale e, se possibile, facilmente adattabile ai bisogni specifici dell’alunno. In questa fase possono anche essere utilizzate periferiche hardware particolari che semplificano da un punto di vista cognitivo il processo di scrittura (ad esempio tastiere semplificate).

Una volta superato il primo scoglio dell’apprendimento dei fondamenti strumentali, cioè dei meccanismi di codifica/decodifica della lingua scritta, ed una volta acquisiti certi automatismi di processo, il problema principale che si pone è quello della comprensione del testo per la lettura e della strutturazione articolata del pensiero per la scrittura libera. Anche in questi settori esistono software che propongono (in genere verificano, testano e comunque esercitano) attività specifiche di comprensione/strutturazione del testo; esistono tuttavia anche strumenti che pur non essendo eserciziari specifici possono essere utilizzati come stimoli (guidati e monitorati) al processo di lettura e/o di scrittura. Tutte le attività possono contribuire sia a migliorare la comprensione dei concetti sia a rendere più organica e consequenziale l’esplicitazione scritta del pensiero. Rientrano in questa categoria alcuni strumenti quali semplici ambienti di scrittura che offrono la possibilità di creare testi strutturalmente organizzati ed anche strumenti semplificati per la costruzione di ipermedia.

In taluni casi potrebbe essere utile mettere in atto delle strategie per facilitare il primo approccio al computer. Ad esempio con alcuni accorgimenti si può semplificare l’approccio alla tastiera mettendo in evidenza i tasti che devono essere utilizzati, sia predisponendo elementi di riconoscimento tattili e/o visivi, sia con l’uso di lettere colorate e ingrandite applicate ai normali tasti. Qualora questo approccio non fosse sufficiente, si possono individuare strumenti alternativi, quali tastiere semplificate e programmabili o schermi tattili. L’individuazione della soluzione parte sempre dalle necessità particolari, dalle competenze possedute/potenziali dell’allievo da una parte e dagli obiettivi educativi e dal contesto d’uso dall’altra.

Obiettivi

  • Conoscere in modo consapevole le possibilità offerte dallo strumento informatico

  • Conoscere programmi di videoscrittura (Microsoft Word) e semplici software di didattica

  • Utilizzare programmi specifici (Microsoft PowerPoint) per presentazioni e comunicazioni di idee, contenuti, immagini, ecc.

  • Utilizzare computer e software specifici per approfondire o recuperare aspetti disciplinari e interdisciplinari

  • Sviluppare le capacità sensoriali, la motricità fine e la coordinazione oculo-manuale

  • Offrire agli alunni con disabilità e agli alunni in difficoltà di apprendimento momenti educativi che, attraverso il confronto con la “normalità”, favoriscano la loro crescita, li aiutino a superare le difficoltà motivazionali e ad inserirsi positivamente nel gruppo classe.


Descrizione dell’attività

Le attività saranno centrate sulla comunicazione scritta e orale con l’ausilio di strumenti informatici tradizionali (software didattici) ed eventualmente di strumenti didattici telematici (Internet). Le attività offrono innumerevoli opportunità per attivare abilità e per consolidare capacità legate alle discipline scolastiche interessate e ai diversi aspetti dell’apprendimento. L’utilizzo del mezzo informatico viene impostato tenendo conto che il computer in quanto macchina va innanzitutto conosciuto per quel che riguarda il funzionamento e la gestione.

Attraverso esperienze multimediali si può introdurre una nuova tipologia di apprendimento che si sviluppa attraverso tutte le discipline. Le attività svolte al computer rappresentano il fulcro centrale sul quale far ruotare gli altri linguaggi: verbale, iconico, sonoro, musicale, gestuale. Il linguaggio multimediale diventa il mezzo di montaggio e smontaggio degli altri linguaggi.
Articolazione

Destinatari: Classi con alunni diversamente abili.

Tempi: L’attività verrà effettuata in orario scolastico per 2 ore settimanali.

Periodo: Il periodo indicativamente va dalla seconda quindicina di Ottobre all’ultima settimana di Gennaio per un primo gruppo formato da metà classe; da Febbraio a Giugno per il gruppo formato dall’altra metà classe.

Modalità: La classe verrà divisa in due gruppi da 12/13 alunni ciascuno. Un gruppo lavorerà nel laboratorio di informatica per due ore e l’altro gruppo resterà in classe svolgendo attività di laboratorio di recupero, consolidamento, potenziamento.
Valutazione

Il laboratorio avrà carattere prevalentemente operativo. Verranno utilizzati i programmi più diffusi che potranno essere utili alle attività scolastiche degli alunni. La valutazione sarà in itinere e continua durante le lezioni e sommativa alla fine del percorso, ove saranno valutati i lavori prodotti. Ogni alunno registrerà ciò che produce apprendendo su di un floppy disk personale.

LABORATORIO GEO-STORICO-SCIENTIFICO:

“ALLA SCOPERTA DEL TEMPO”



Tipologia di Handicap

  • Ritardo mentale

  • Difficoltà di apprendimento

  • Disturbi dell’attenzione


Macro-Competenza

Acquisire la consapevolezza del trascorrere del tempo e riflettere che ciò comporta anche cambiamenti e trasformazioni.


Motivazione

La tematica scelta per questo laboratorio ha come obiettivo quello di far giungere l’alunno ad interiorizzare il concetto di “tempo” attraverso alcuni passaggi graduali. Riflettere sul trascorrere del tempo è fondamentale e corrisponde al primo gradino per poter acquisire il concetto di “tempo”. Inizialmente si può avviare questa riflessione traendo spunto dalla successione di avvenimenti noti, dalle storie personali degli allievi, dalle attività di uso quotidiano, dall’alternarsi degli eventi che scandiscono il ritmo della giornata scolastica, dal susseguirsi dei giorni della settimana, ecc. Gli alunni stessi saranno invogliati, poi, a rappresentare con dei disegni il trascorrere del proprio tempo.

In un secondo momento, dopo aver preso coscienza della successione, può avvenire il passaggio al concetto di durata che permette di riconoscere e valutare un periodo di tempo durante il quale si svolgono eventi o hanno luogo fenomeni.

Anche in questo caso sarà utile permettere agli alunni stessi, di “sperimentare”, per saperli indirizzare ad una valutazione del tempo che passa.

Infine, il passaggio successivo, che porterà all’acquisizione della consapevolezza del trascorrere del tempo, corrisponderà alla riflessione sul concetto di “tempo vissuto”.

sul tempo offre dunque spunti di vario interesse su argomenti riferibili a tutte le aree disciplinari.


I° LIVELLO
Macro-Competenza

Saper individuare eventi che si ripetono ciclicamente


Obiettivi Formativi

  • Acquisire il concetto di successione

  • Comprendere le scansioni temporali

  • Conoscere ed usare gli strumenti di misurazione oggettiva del tempo



Contenuti

Semina di legumi; osservazione della crescita delle piante; registrazione di eventi atmosferici e realizzazione di un calendario
Indicazioni Metodologiche

Le attività che si suggeriscono per affrontare l’argomento ad un primo livello di difficoltà sono esperienze pratiche che permettono all’alunno di agire in prima persona: sarà dunque di grande utilità far osservare fenomeni ciclici per scandire e misurare il tempo. Gli alunni, quindi, saranno guidati a prendere coscienza del trascorrere del tempo attraverso la coltivazione di semi e la registrazione quotidiana delle condizioni atmosferiche. In questo modo, ordinare cronologicamente una serie di eventi che avvengono nel tempo, può avviare alla riflessione sulle scansioni temporali e sui concetti di “giorno, mese ed anno”. E’ fondamentale che tale attività assuma una forte connotazione ludica e cha il lavoro sia ripartito in modo da alternare periodicamente i ruoli.

Esperienze quali la registrazione dei dati metereologici, oltre ad offrire spunti di lavoro interdisciplinare, sono da considerare preparatorie allo studio della storia, sia perché avviano alla riflessione sulle nozioni temporali, sia perché possono servire ad introdurre o a consolidare il concetto di “documento”. Infatti, la rilettura, effettuata di qualche mese, delle registrazioni fatte nel corso delle attività, permetterà di avviare il discorso sull’importanza di disporre di un’adeguata documentazione per poter ricostruire eventi passati.





Ii parte: l’organizzazione



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