Dipartimento di sostegno


La corresponsabilità educativa e formativa dei docenti



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2. La corresponsabilità educativa e formativa dei docenti

E’ ormai convinzione consolidata che non si dà vita ad una scuola inclusiva se al

suo interno non si avvera una corresponsabilità educativa diffusa e non si possiede una

competenza didattica adeguata ad impostare una fruttuosa relazione educativa anche con

alunni con disabilità.

La progettazione degli interventi da adottare riguarda tutti gli insegnanti perché

l’intera comunità scolastica è chiamata ad organizzare i curricoli in funzione dei diversi

stili o delle diverse attitudini cognitive, a gestire in modo alternativo le attività d’aula, a

favorire e potenziare gli apprendimenti e ad adottare i materiali e le strategie didattiche

in relazione ai bisogni degli alunni. Non in altro modo sarebbe infatti possibile che gli

alunni esercitino il proprio diritto allo studio inteso come successo formativo per tutti,

tanto che la predisposizione di interventi didattici non differenziati evidenzia

immediatamente una disparità di trattamento nel servizio di istruzione verso coloro che

non sono compresi nelle prassi educative e didattiche concretamente realizzate.

Conseguentemente il Collegio dei docenti potrà provvedere ad attuare tutte le

azioni volte a promuovere l’inclusione scolastica e sociale degli alunni con disabilità,

inserendo nel Piano dell'Offerta Formativa la scelta inclusiva dell’Istituzione scolastica

e indicando le prassi didattiche che promuovono effettivamente l’inclusione (gruppi di

livello eterogenei, apprendimento cooperativo, ecc.). I Consigli di classe si

adopereranno pertanto al coordinamento delle attività didattiche, alla preparazione dei

materiali e a quanto può consentire all'alunno con disabilità, sulla base dei suoi bisogni

e delle sue necessità, la piena partecipazione allo svolgimento della vita scolastica nella

sua classe.

Tutto ciò implica lavorare su tre direzioni:

2.1 Il clima della classe

Gli insegnanti devono assumere comportamenti non discriminatori, essere

attenti ai bisogni di ciascuno, accettare le diversità presentate dagli alunni disabili

e valorizzarle come arricchimento per l’intera classe, favorire la strutturazione del

senso di appartenenza, costruire relazioni socio-affettive positive.

2.2 Le strategie didattiche e gli strumenti

La progettualità didattica orientata all’inclusione comporta l’adozione di

strategie e metodologie favorenti, quali l’apprendimento cooperativo, il lavoro di

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gruppo e/o a coppie, il tutoring, l’apprendimento per scoperta, la suddivisione del



tempo in tempi, l’utilizzo di mediatori didattici, di attrezzature e ausili informatici,

di software e sussidi specifici.

Da menzionare la necessità che i docenti predispongano i documenti per lo

studio o per i compiti a casa in formato elettronico, affinché essi possano risultare

facilmente accessibili agli alunni che utilizzano ausili e computer per svolgere le

proprie attività di apprendimento. A questo riguardo risulta utile una diffusa

conoscenza delle nuove tecnologie per l'integrazione scolastica, anche in vista

delle potenzialità aperte dal libro di testo in formato elettronico. E' importante

allora che i docenti curricolari attraverso i numerosi centri dedicati dal Ministero

dell'istruzione e dagli Enti Locali a tali tematiche acquisiscano le conoscenze

necessarie per supportare le attività dell'alunno con disabilità anche in assenza

dell'insegnante di sostegno.

2.3 L’apprendimento-insegnamento

Un sistema inclusivo considera l’alunno protagonista dell’apprendimento

qualunque siano le sue capacità, le sue potenzialità e i suoi limiti. Va favorita,

pertanto, la costruzione attiva della conoscenza, attivando le personali strategie di

approccio al “sapere”, rispettando i ritmi e gli stili di apprendimento e

“assecondando” i meccanismi di autoregolazione. Si suggerisce il ricorso alla

metodologia dell’apprendimento cooperativo.

2.4 La valutazione

La valutazione in decimi va rapportata al P.E.I., che costituisce il punto di

riferimento per le attività educative a favore dell’alunno con disabilità. Si rammenta

inoltre che la valutazione in questione dovrà essere sempre considerata come

valutazione dei processi e non solo come valutazione della performance.

Gli insegnanti assegnati alle attività per il sostegno, assumendo la contitolarità

delle sezioni e delle classi in cui operano e partecipando a pieno titolo alle operazioni di

valutazione periodiche e finali degli alunni della classe con diritto di voto, disporranno

di registri recanti i nomi di tutti gli alunni della classe di cui sono contitolari.

2.5 Il docente assegnato alle attività di sostegno

L'assegnazione dell'insegnante per le attività di sostegno alla classe, così come

previsto dal Testo Unico L. 297/94 rappresenta la “vera” natura del ruolo che egli

svolge nel processo di integrazione. Infatti è l'intera comunità scolastica che deve essere

coinvolta nel processo in questione e non solo una figura professionale specifica a cui

demandare in modo esclusivo il compito dell'integrazione. Il limite maggiore di tale

impostazione risiede nel fatto che nelle ore in cui non è presente il docente per le attività

di sostegno esiste il concreto rischio che per l'alunno con disabilità non vi sia la

necessaria tutela in ordine al diritto allo studio. La logica deve essere invece sistemica,

ovvero quella secondo cui il docente in questione è “assegnato alla classe per le attività

di sostegno”, nel senso che oltre a intervenire sulla base di una preparazione specifica

nelle ore in classe collabora con l'insegnante curricolare e con il Consiglio di Classe

affinché l'iter formativo dell'alunno possa continuare anche in sua assenza.

Questa logica deve informare il lavoro dei gruppi previsti dalle norme e la

programmazione integrata.

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La presenza nella scuola dell'insegnante assegnato alle attività di sostegno si



concreta quindi, nei limiti delle disposizioni di legge e degli accordi contrattuali in

materia, attraverso la sua funzione di coordinamento della rete delle attività previste per

l'effettivo raggiungimento dell'integrazione.

3. Personale ATA e assistenza di base

In merito alle funzioni e al ruolo nel processo di integrazione rappresentato

dall’assistenza di base, si rimanda alla nota del MIUR Prot. n. 339 del 30 novembre

2001, ove si indicavano chiaramente finalità dell’assistenza di base, le competenze delle

istituzioni scolastiche e delle ASL. Si ritiene utile ricordare che la responsabilità di

predisporre le condizioni affinché tutti gli alunni, durante la loro esperienza di vita

scolastica, dispongano di servizi qualitativamente idonei a soddisfare le proprie

esigenze, è di ciascuna scuola, la quale, mediante i propri organi di gestione, deve

adoperarsi attraverso tutti gli strumenti previsti dalla legge e dalla contrattazione,

compresa la formazione specifica degli operatori, per conseguire l'obiettivo della piena

integrazione degli alunni disabili.

Fermo restando che le mansioni in parola rientrano tra le funzioni aggiuntive per

l’attivazione delle quali il Dirigente Scolastico dovrà avviare le procedure previste

dalla contrattazione collettiva, si rammenta che il medesimo, nell'ambito degli autonomi

poteri di direzione, coordinamento e valorizzazione delle risorse umane, assicurerà in

ogni caso il diritto all'assistenza, mediante ogni possibile forma di organizzazione del

lavoro (nel rispetto delle relazioni sindacali stabilite dalla contrattazione), utilizzando a

tal fine tutti gli strumenti di gestione delle risorse umane previsti dall'ordinamento.

Si rammenta infine l’art. 47 del CCNL relativo al comporto Scuola per il

quadriennio normativo 2006-2009.



4. La collaborazione con le famiglie

La partecipazione alle famiglie degli alunni con disabilità al processo di

integrazione avviene mediante una serie di adempimenti previsti dalla legge. Infatti ai

sensi dell’art 12 comma 5 della L. n. 104/92, la famiglia ha diritto di partecipare alla

formulazione del Profilo Dinamico Funzionale e del PEI, nonché alle loro verifiche.

Inoltre, una sempre più ampia partecipazione delle famiglie al sistema di istruzione

caratterizza gli orientamenti normativi degli ultimi anni, dall’istituzione del Forum

Nazionale delle Associazioni dei Genitori della Scuola, previsto dal D.P.R. 567/96, al

rilievo posto dalla Legge di riforma n. 53/2003, Art. 1, alla collaborazione fra scuola e

famiglia.

E’ allora necessario che i rapporti fra istituzione scolastica e famiglia avvengano,

per quanto possibile, nella logica del supporto alle famiglie medesime in relazione alle

attività scolastiche e al processo di sviluppo dell'alunno con disabilità.

La famiglia rappresenta infatti un punto di riferimento essenziale per la corretta

inclusione scolastica dell’alunno con disabilità, sia in quanto fonte di informazioni

preziose sia in quanto luogo in cui avviene la continuità fra educazione formale ed

educazione informale.

Anche per tali motivi, la documentazione relativa all'alunno con disabilità deve

essere sempre disponibile per la famiglia e consegnata dall'istituzione scolastica quando

richiesta. Di particolare importanza è l’attività rivolta ad informare la famiglia sul

percorso educativo che consente all’alunno con disabilità l’acquisizione dell’attestato di

frequenza piuttosto che del diploma di scuola secondaria superiore.

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Per opportune finalità informative, risulta fondamentale il ricorso al fascicolo



personale dell'alunno con disabilità, la cui assenza può incidere negativamente tanto sul

diritto di informazione della famiglia quanto sul più generale processo di integrazione.

Il Dirigente scolastico dovrà convocare le riunioni in cui sono coinvolti anche i

genitori dell'alunno con disabilità, previo opportuno accordo nella definizione

dell'orario.

Il Ministro



Maria Stella Gelmini


1 Le Linee Guida per l’Integrazione Scolastica degli Alunni con Disabilità, emanate con lo scopo di migliorare il processo di integrazione degli alunni diversamente abili, sono riportate, per la parte relativa alle norme legislative, in Allegato al Progetto “H” d’Istituto.

2 Cfr. Linee Guida per l’Integrazione…, pp. 8-9.

3 Cfr. Linee Guida per l’Integrazione…, p. 18.

4 Cfr. Legge 5 febbraio 1992, n. 104, “Legge Quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”, art. 12, c. 3.



5 Si vedano in proposito le Linee guida …, che recitano: “(…) l’insegnante per le attività di sostegno non può essere utilizzato per svolgere altro tipo di funzioni se non quelle strettamente connesse al progetto d’integrazione, qualora tale diverso utilizzo riduca anche in minima parte l’efficacia di detto progetto. (Linee guida per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità, p. 15)


6 “Gli insegnanti assegnati alle attività per il sostegno, assumendo la con titolarità delle sezioni e delle classi in cui operano e partecipando a pieno titolo alle operazioni di valutazione periodiche e finali degli alunni della classe con diritto di voto, disporranno di registri recanti i nomi di tutti gli alunni della classe di cui sono contitolari”. (Linee guida per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità, p. 18)




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