Direzione urbanistica variante parziale al piano strutturale finalizzata allo sviluppo territoriale e al consolidamento e riorgan



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COMUNE DI PISA

DIREZIONE URBANISTICA

VARIANTE PARZIALE AL PIANO

STRUTTURALE FINALIZZATA ALLO SVILUPPO TERRITORIALE E AL CONSOLIDAMENTO E RIORGANIZZAZIONE FUNZIONALE DELLE UTOE N. 17, 36 ,39 ,40.

(Titolo II, Capo II, L.R. 3 gennaio 2005, n. 1)

Relazione generale

Giugno 2005

INDICE



0. INTRODUZIONE 5

1. QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO 7

1.1. Le principali novità introdotte dalla Legge Regionale n.01/05 7

1.1.1. Il procedimento unificato 9

1.1.1.1. La comunicazione dell’avvio del procedimento. 9

1.1.1.2. L’interazione con gli altri soggetti. 9

1.1.1.3. La certificazione e l’adozione del provvedimento. 9

1.1.1.4. L’approvazione. 10

1.1.2. La valutazione integrata 10

1.1.3. I contenuti del nuovo piano strutturale. 12

1.2. La pianificazione urbanistica sovracomunale 13

1.2.1. P.I.T. della Regione Toscana 13

1.2.2. P.T.C. della Provincia di Pisa (in corso di adozione) 15

1.2.3. Piano del Parco Naturale Migliarino, San Rossore Massaciuccoli 16

1.3. La pianificazione urbanistica comunale 18

1.3.1. Il Prg di Dodi – Piccinato. 18

1.3.2. La variante del 1994 18

1.3.3. Il Piano Strutturale del 1998 19

1.4. L’avvio del procedimento e i contributi pervenuti 19



2. IL QUADRO CONOSCITIVO DI RIFERIMENTO 21

2.1.1. Il Piano Strutturale ed il Regolamento Urbanistico vigenti 21

2.1.2. La parte operativa del piano e l’efficacia del R.U. vigente 22

2.1.3. Stato di attuazione del R.U. 24

2.2. Aggiornamento del quadro conoscitivo del P.S. vigente 25

2.2.1. Aspetti idrogeologici/vulnerabilità degli acquiferi 26

2.2.2. Relazione sullo stato dell’ambiente 2005 29

2.2.3. Nuovo Piano urbano del traffico 30

2.2.4. Nuova relazione tematica sulla demografia 31

2.3. Quadro conoscitivo della variante parziale 31

2.3.1. Analisi delle risorse naturali 32

2.3.1.1. Aria 32

2.3.1.2. Acqua 32

2.3.1.3. Suolo 34

2.3.1.4. flora e fauna 34

2.3.2. Le altre risorse essenziali 35

2.3.2.1. Insediamenti e aree urbane 35

2.3.2.2. Paesaggio e beni culturali 36

2.3.2.3. Reti infrastrutturali 36

2.4. Approfondimenti del quadro conoscitivo per l’UTOE n. 40 di Calambrone 37

2.4.1. Rilievo dell’assetto fisico 37

2.4.2. Analisi multitemporale del bosco 39

2.4.3. Rilievo del sistema antropico 42

2.5. Analisi della pericolosità nelle aree di Variante 42

2.5.1. Carta della pericolosità geomorfologica 44

2.5.2. Carta della pericolosità idraulica 45

2.5.3. Carta della pericolosità idrogeologica 45

3. IL QUADRO PROGETTUALE DELLA VARIANTE 47

3.1. Obiettivi strategici della variante parziale 47

3.2. Quadro progettuale della variante 48

3.2.1. L’UTOE n. 17 - Viale delle Cascine 49

3.2.2. L’UTOE n. 36 - Via Emilia Sud 50

3.2.3. L’UTOE n. 39 - Tirrenia 50

3.2.4. L’UTOE n. 40 - Calambrone 51

3.2.4.1. statuto del territorio di calambrone 53

3.3. Sintesi delle previsioni insediative e a standard 54

3.4. Conformità al P.I.T. e al P.T.C. 56

3.4.1. Caratteri e contenuti del P.T.C. 56

3.4.2. Prescrizioni dello Statuto del Territorio 56

3.4.3. Disposizioni programmatiche per le strategie di Sviluppo 60

3.5. Coerenza con il Piano di Gestione del Parco 61

3.5.1. Caratteri e contenuti del P.d.G. 61

3.5.2. Le disposizioni per i riferimenti infrastrutturali 62

3.5.3. Le disposizioni per i riferimenti strutturali e le zone di recupero 62

3.5.3.1. Unita' di servizio alla balneazione. Recupero degli arenili 62

3.5.3.2. Unita' di servizio collettivo del Calambrone 63

3.6. Sintesi degli elementi sulle valutazioni degli effetti ambientali e di incidenza 65

3.6.1. Relazione sugli effetti ambientali 65

3.6.2. Studio di incidenza 65

3.7. Sintesi delle attività del Garante della Comunicazione 67



0. INTRODUZIONE

Il Comune di Pisa è dotato di Piano Strutturale (approvato con D.C.C n.103 del 02.10.1998; efficace dalla data di pubblicazione del B.U.R.T del 05.01.1999) e di Regolamento Urbanistico (approvato con D.C.C n. 43 del 28.07.2001), pubblicato sul B.U.R.T del 27.12.2001).

Con deliberazione della Giunta Comunale n. 1399 del 20.12.1999 è stato avviato formalmente il procedimento di variante al Piano Strutturale, ai sensi e secondo quanto indicato dall’art. 25 della L.R. 5/95. Successivamente, tenuto conto che gli obiettivi strategici definiti nell’avvio del procedimento e relativi alla cantieristica e agli insediamenti industriali di Via Livornese hanno trovato legittima soluzione all’interno del R.U. (approvato con D.C.C. n. 43 del 28.07.2001), il responsabile del procedimento ha provveduto a definire una specifica integrazione alla deliberazione di avvio del procedimento, formalizzata con D.G.C. n.13 del 29.01.2001.

La successiva integrazione all’avvio del procedimento di variante al Piano Strutturale, risultante necessaria anche a seguito dell’entrata in vigore della nuova L.R. 1/’05 (di cui si darà ampia considerazione nel seguito della relazione), non ha comportato modifiche sostanziali alla struttura e ai principali contenuti del precedente avvio del procedimento di variante al P.S., nè posto problemi di compatibilità con gli strumenti di pianificazione sovraordinati (P.T.C. e P.I.T.) vigenti o in corso di imminente adozione.



La stesura della variante ha tenuto poi conto delle procedure di programmazione negoziata finalizzate al perseguimento della strategia dello sviluppo territoriale comunale avviate dall’Amministrazione Comunale negli ultimi anni, i cui obiettivi ed indirizzi di governo del territorio sono già sostanzialmente espressi e definiti nel Piano Strutturale, e precisamente:

  • il protocollo di intesa tra il Comune di Pisa ed il Comune di Cascina del 07-12-2000 relativo all’ampliamento della zona produttiva di Ospedaletto, finalizzato allo sviluppo economico, produttivo e occupazionale, nonché alla riqualificazione ed integrazione del comparto già esistente;

  • la convenzione fra il Comune di Cascina ed il Comune di Pisa del 30-01-2002, redatta ai sensi dell’art. 15 della Legge 241/90 e ss.mm.ii relativa al coordinamento dell’azione amministrativa tra i comuni e finalizzata a garantire uno sviluppo territoriale omogeneo ed una corretta integrazione con gli insediamenti ed il sistema infrastrutturale esistente;

  • il protocollo d’intesa sottoscritto presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri il 18 marzo 2001, relativo al Museo della Navigazione, che definisce un più ampio contesto di riorganizzazione e rilocalizzazione delle funzioni di interesse sovracomunale presenti nella città e che comprende, tra l’altro il trasferimento dal centro storico delle sedi della Provincia di Pisa, del Diritto allo Studio Universitario, della Caserma della Guardia di Finanza, degli uffici finanziari dello Stato e di tre strutture militari;

  • la conferenza interistituzionale per il progetto del nuovo Polo Ospedaliero ed Universitario di Cisanello del 21 ottobre 2004 nell’ambito della quale sono state definite le intese di massima per la realizzazione del progetto di cui sopra, coerentemente con quanto indicato dal Piano Sanitario Regionale 2002-2004 e con quanto deliberato dall’Università di Pisa relativamente al trasferimento nel nuovo complesso di Cisanello delle funzioni didattiche e dipartimentali di natura non assistenziale;

  • il Protocollo d’Intesa siglato in data 17 dicembre 2004, finalizzato al trasferimento della attività dell’Azienda Ospedaliera Pisana e del Polo Universitario da S. Chiara a Cisanello tra il Comune di Pisa, la Regione Toscana, l’Azienda Ospedaliera Toscana, l’Università di Pisa, il Comune di Pisa, la Provincia di Pisa, il Comune di S. Giuliano Terme, la Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana, della Soprintendenza per i beni architettonici, per il paesaggio e per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico delle Province di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara, il Consorzio di Bonifica “Ufficio Fiumi e Fossi”di Pisa, l’Autorità di Bacino del fiume Arno e l’Azienda USL 5 di Pisa;

  • l’Accordo di Programma stipulato tra i medesimi enti il 31 marzo 2005, con il quale si individuano gli interventi e le azioni necessari, anche di carattere complementare, per il conseguimento del migliore risultato ambientale, urbanistico ed infrastrutturale nel trasferimento delle strutture ospedaliere ed universitarie da S. Chiara a Cisanello.

  • la conferenza tecnica promossa dal SUAP del Comune di Cascina con la Regione Toscana, la Provincia di Pisa, AUSL 5 ed ARPAT, conclusasi in data per 22-12-2004 con esito favorevole per la realizzazione di una centrale a biomasse in loc. “Le Sedici”nel Comune di Cascina, per produzione di energia elettrica e termica.

La presente variante, con gli evidenti limiti che una variante di carattere parziale intrinsecamente impone, tiene conto delle nuove disposizioni introdotte dalla nuova legge regionale per il governo del territorio, sia in termini procedurali sia come contenuti normativi. In particolare, pur mantenendo inalterata la struttura complessiva del P.S. vigente, sono stati introdotti specifici riferimenti conoscitivi e progettuali (specialmente per le UTOE oggetto di variante) in ordine a contenuti di carattere statutario, strategico e di valutazione integrata.




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