Diritto Amministrativo II sentenze in programma per l’a a. 2018/2019 IL riparto di giurisdizione


L’azione di condanna al risarcimento del danno



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L’azione di condanna al risarcimento del danno

Corte di Cassazione, S. U., 22 luglio 1999, n. 500 (Giustizia amministrativa, p. 193)

Consiglio di Stato, Ad. pl., 23 marzo 2011, n. 3 (Giustizia amministrativa, p. 210)

Corte costituzionale, 4 maggio 2017, n. 94 (file allegato)


Capitolo X, L’azione cautelare

T.A.R. Lazio, Roma, sez. II quater, 2 luglio 2007, n. 5893 (Giustizia amministrativa, p. 261)

Consiglio di Stato, sez. IV, 5 agosto 2005, n. 4165 (Giustizia amministrativa, p. 263)

Il riparto di giurisdizione
T.A.R. Piemonte, Torino, 21 dicembre 2016, n. 1579

FATTO e DIRITTO


1. Con ricorso portato alla notifica il 4 marzo 2011 e depositato il 23 marzo successivo, i signori -OMISSIS- e -OMISSIS-, agendo in proprio e nell'interesse del figlio minorenne -OMISSIS-, hanno impugnato i provvedimenti indicati in epigrafe con cui l'ASL TO1 ha respinto la loro istanza di autorizzazione al trasferimento all'estero per cure mediche oculistiche presso l'Hopital Ophtalmique Jules Gonin di Losanna, occorrenti al figlio -OMISSIS-.
Hanno premesso i ricorrenti che nel giugno del 2010, a seguito di una visita specialistica presso l'Ospedale Koelliker di Torino, il proprio figlio -OMISSIS-, all'epoca di cinque anni, risultava affetto da una malattia rara denominata Morbo di Coats, una patologia caratterizzata da un anomalo sviluppo dei vasi sanguigni della retina, che può condurre al distacco di quest'ultima e alla perdita del visus, e che negli stadi precoci è trattabile con il laser e la crioterapia.
La diagnosi era confermata nel luglio successivo presso l'Ospedale Maria Vittoria di Torino, dove il minore era sottoposto a due interventi chirurgici, il 22 luglio e il 9 settembre 2010, a seguito dei quali, peraltro il visus dell'occhio sinistro (l'unico interessato dal morbo) subiva un peggioramento, da 2/10 a 1/10.
Nell'ottobre del 2010, su richiesta del medico specialista dell'Ospedale Maria Vittoria di Torino, i ricorrenti si recavano a Siena presso il Policlinico S. Maria delle Scotte, dove il figlio era sottoposto ad una nuova visita, a seguito della quale la specialista escludeva la necessità di un nuovo intervento, raccomandando esclusivamente l'effettuazione di visite di controllo ravvicinate nel tempo.
Peraltro, a seguito di specifica indicazione dello specialista dr. Lu. Ba., primario di oculistica presso l'Ospedale Civile di Ivrea, i ricorrenti decidevano di rivolgersi all'Hopital Ophtalmique Jules Gonin di Losanna, centro altamente specialistico nel campo delle cure oftalmiche, richiedendo a tal fine all'Asl di riferimento, in data 22 ottobre 2010, l'autorizzazione al trasferimento all'estero per cure mediche.
Il 26 ottobre 2010 la Commissione Specialistica costituita presso il Centro Regionale di riferimento non concedeva l'autorizzazione sul rilievo che "Trattasi di patologia non prevista dal DD.MM. 24/01/90, 30/08/91, il trattamento terapeutico richiesto è eseguibile presso le strutture italiane pubbliche o convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale", indicando altresì tre strutture pubbliche presso cui il bambino avrebbe potuto ricevere cure adeguate e tempestive:
- il Policlinico S. Maria delle Scotte di Siena;
- l'Ospedale Sacro Cuore Negar-Centro di Riabilitazione Visiva di Verona;
- e l'Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma.
Dal momento, però, che i ricorrenti si erano già rivolti al Policlinico S. Maria delle Scotte di Siena senza ricevere alcuna

terapia per il bambino, ma solo la conferma della diagnosi, i ricorrenti decidevano di recarsi ugualmente all'Hopital Ophtalmique Jules Gonin di Losanna, dove il figlio era sottoposto ad un nuovo intervento in data 8 novembre 2010, conseguendo evidenti progressi, dal momento che il visus dell'occhio sinistro aumentava rapidamente fino a 5/10.
Di conseguenza, il 24 novembre 2010 essi formulavano all'ASL TO1 richiesta di riesame del provvedimento di diniego dell'autorizzazione al trasferimento all'estero, sulla quale, tuttavia, la Commissione Specialistica costituita presso il Centro Regionale di Riferimento si limitava a confermare in data 16 dicembre 2010 il precedente orientamento, di modo che l'istanza era conclusivamente rigettata con deliberazione n. 1266/C. 02/2010 del Direttore Generale dell'ASL TO1 del 31 dicembre 2010, comunicata ai ricorrenti con nota ricevuta il 7 gennaio successivo.

2. Impugnando quest'ultimo provvedimento, unitamente ai due pareri resi in date 26 ottobre e 16 dicembre 2010 dalla Commissione Specialistica presso il Centro Regionale di Riferimento, i ricorrenti hanno articolato tre censure, intimamente connesse, con le quali hanno dedotto la sussistenza, nel caso di specie, dei presupposti di cui agli artt. 2, 3, 4 e 5 del D.M. 3.11.1989 per la fruizione di prestazioni assistenziali in forma indiretta presso centri all'estero di altissima specializzazione, e in particolare la necessità di una prestazione non ottenibile tempestivamente e/o in forma adeguata alla particolarità del caso clinico presso le strutture italiane, pubbliche o convenzionate con il Servizio sanitario nazionale; hanno lamentato il difetto di motivazione dei pareri resi dalla Commissione Specialistica presso il Centro regionale di Riferimento, senza neppure esaminare, soprattutto in sede di riesame, la copiosa documentazione medica (anche relativa alle cure presso l'Ospedale di Losanna) prodotta dagli interessati e senza svolgere alcuna valutazione specifica riferita al proprio figlio -OMISSIS-, ma limitandosi ad indicare tre strutture specialistiche italiane, una delle quali, peraltro, (quella di Siena) si era già limitata a confermare la diagnosi senza somministrare alcuna terapia.

3. L'ASL TO1 si è costituita in giudizio depositando documentazione e resistendo al gravame con memoria difensiva, eccependo preliminarmente il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, e, in subordine, nel merito, contestando la fondatezza del ricorso e chiedendone il rigetto.
4. La difesa di parte ricorrente ha replicato con memorie conclusive.

5. All'udienza pubblica del 23 novembre 2016, la causa è stata trattenuta per la decisione.
6. È fondata l'eccezione di difetto di giurisdizione formulata dalla difesa dell'amministrazione.
6.1. In corso di causa si è infatti consolidato in giurisprudenza, a far data dalla fondamentale pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione n. 20577 del 6 settembre 2013, l'orientamento che attribuisce al giudice ordinario tutte le controversie sulle autorizzazioni e sui rimborsi delle cure mediche da effettuare all'estero.
Le Sezioni Unite hanno affermato il principio secondo cui "La controversia relativa al diniego dell'autorizzazione ad effettuare cure specialistiche presso centri di altissima specializzazione all'estero appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario, giacché la domanda è diretta a tutelare una posizione di diritto soggettivo - il diritto alla salute - non suscettibile di affievolimento per effetto della discrezionalità meramente tecnica attribuita in materia alla p.a., senza che rilevi che, in concreto, sia stato chiesto l'annullamento dell'atto amministrativo, il quale implica solo un limite interno alle attribuzioni del giudice ordinario, giustificato dal divieto di annullamento, revoca o modifica dell'atto amministrativo ai sensi dell'art. 4, l. 20 marzo 1865, n. 2248, all. E, e non osta alla possibilità per il giudice di interpretare la domanda come comprensiva della richiesta di declaratoria del diritto ad ottenere l'autorizzazione ad effettuare le cure all'estero".
6.2. A tale orientamento si è uniformata sostanzialmente tutta la giurisprudenza amministrativa successiva: tra le ultime, Consiglio di Stato sez. III 10 febbraio 2016 n. 592; T.A.R. Catania sez. IV 15 febbraio 2016 n. 515; T.A.R. Lecce sez. II 21 gennaio 2016 n. 181; T.A.R. Campobasso sez. I 08 luglio 2014 n. 440 ; T.A.R. Brescia sez. I 06 maggio 2014 n. 466
7. Alla luce di tali considerazioni, va dunque affermata la giurisdizione del giudice ordinario, dinanzi al quale il giudizio potrà essere riproposto nel termine di legge.
8. Le spese di lite possono essere interamente compensate tra le parti, tenuto conto nel mutamento giurisprudenziale intervenuto in corso di causa e del fatto che lo stesso provvedimento impugnato riportava in calce la facoltà di impugnazione dinanzi al giudice amministrativo.

PQM

P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, dichiara il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, nei sensi indicati in motivazione.
Compensa le spese di lite.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.







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