Diritto Amministrativo II sentenze in programma per l’a a. 2018/2019 IL riparto di giurisdizione



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Le condizioni dell’azione
T.A.R. Umbria, Perugia, sez. I, 6 ottobre 2017, n. 625

FATTO


1.-Espone l'odierno ricorrente di aver presentato il 10 ottobre 2015 alla Comunità Montana Vanerina, per conto ed in nome del Consorzio Utenti Usi civici di Casteldilago, domanda di autorizzazione per taglio di ceduazione.

Il 10 novembre 2015 la Comunità Montana ha chiesto integrazioni e il 12 aprile 2016, pur preso atto dell'adempimento alla propria richiesta, si è riservata di effettuare approfondimenti sulla negata competenza professionale del perito agrario, chiedendo anche parere alla Direzione Agricoltura e Ambiente della Regione Umbria e al Consiglio nazionale degli Agronomi e sospendendo "sine die" il procedimento.

L'odierno ricorrente propone azione di accertamento, ai sensi degli artt. 31 e 117 cod. proc. amm., dell'illegittimità del silenzio - rifiuto serbato dalla Comunità Montana sulla suddetta istanza, oltre a domanda di accertamento della fondatezza della pretesa azionata con richiesta di condanna al rilascio dell'autorizzazione asseritamente spettante.

Lamenta la violazione e falsa applicazione dell'art. 2, L. 241/90 oltre che dell'art. 52 del R.R. n. 7/2002, della L. 434 del 1968, dell'art. 55 del d.P.R. 328/2001, nonché eccesso di potere sotto i profili del difetto di motivazione, istruttoria e travisamento, essendo oramai ampiamente trascorso il termine di 90 giorni stabilito dall'art. 52 R.R. n. 7/2002 per la definizione del procedimento di autorizzazione attivato con la suddetta istanza. Ad avviso del ricorrente poi sulla propria istanza si potrebbe dirsi perfezionato il silenzio assenso di cui ai commi 3 e 4 dell'art. 1 della L.R. 28/2001. Quanto alla eccepita incompetenza del perito agrario, non rivestendo il bosco oggetto di taglio particolari caratteristiche, non sarebbe richiesto l'intervento di un laureato in agronomia.

La Comunità Montana Valnerina, in stato di liquidazione, si è costituita in giudizio, eccependo l'inammissibilità del gravame sotto un duplice profilo: anzitutto per difetto di legittimazione a ricorrere, agendo il perito ricorrente non già in proprio bensì a tutela di interesse riconducibile al Consorzio Utenti Usi civici di Casteldilago quale titolare della domanda di autorizzazione, in secondo luogo per mancata impugnazione dei precedenti atti del 10 novembre 2015 e del 12 aprile 2016 con cui l'Amministrazione aveva apposto prescrizioni. Il comportamento serbato dalla Comunità Montana non sarebbe comunque omissivo avendo fornito al ricorrente puntuale riscontro alla propria istanza.

Con successiva memoria la difesa della ricorrente ha insistito per l'accoglimento del gravame.

Alla camera di consiglio del 18 luglio 2017, uditi i difensori, la causa è stata trattenuta in decisione.

DIRITTO


2.- Viene in decisione l'azione proposta da Lu. As. in qualità di perito agrario, ai sensi degli artt. 31 e 117 cod. proc. amm., volta all'accertamento della illegittimità del silenzio - rifiuto serbato dalla Comunità Montana Valnerina nei confronti dell'istanza presentata dal Consorzio Utenti Usi civici di Casteldilago volta ad ottenere l'autorizzazione del progetto di taglio di legname a norma della L.R. 28 del 2001 e dei regolamenti attuativi n. 7 del 2002 e 11 del 2012.

Con atto prot. 2675 del 12 aprile 2016 il responsabile del procedimento ha sospeso l'istruttoria stante la necessità di ulteriori approfondimenti sulle competenze professionali necessarie per la redazione di progetti di tal tipo ai sensi delle normative forestali vigenti nella Regione Umbria.

3. - Vanno anzitutto esaminate le eccezioni in rito sollevate dalla difesa dell'ente intimato.

Ad avviso della Comunità Montana il ricorso sarebbe inammissibile (tra l'altro) per difetto di legittimazione a ricorrere, non essendo il ricorrente titolare della domanda di autorizzazione in questione bensì solamente il professionista incaricato dal Consorzio richiedente per la redazione del progetto di taglio del bosco.

4. - L'eccezione è fondata e merita accoglimento.

Ai sensi dell'art. 31 cod. proc. amm. costituiscono presupposti di ammissibilità dello speciale rito camerale la titolarità in capo al soggetto istante di una posizione qualificata che legittimi la richiesta, ovvero di interesse sostanziale differenziato e qualificato all'esercizio di un potere amministrativo doveroso, oltre che il decorso del termine di conclusione del procedimento (ex multis T.A.R. Campania Napoli, sez. VI, 3 agosto 2015, n. 4191)

Tal posizione differenziata e qualificata è da ascriversi nel caso di specie esclusivamente in capo al Consorzio Utenti Usi civici di Casteldilago ovvero al soggetto titolare dell'istanza di autorizzazione in questione, e non già all'odierno ricorrente il quale ha soltanto redatto il progetto tecnico, potendo egli - non essendo un sostituto processuale - al più vantare rispetto al mancato esercizio del potere un interesse di tipo indiretto, in merito alla contestata competenza dei periti agrari, ovvero alla tutela di interesse diffuso di cui non è certo portatore (Consiglio di Stato, sez. III, 3 febbraio 2017, n. 474).

Nel processo amministrativo - in generale - la legittimazione a ricorrere presuppone il riconoscimento dell'esistenza di una situazione giuridica attiva, protetta dall'ordinamento, riferita ad un bene della vita oggetto della funzione svolta dall'Amministrazione, investita dall'azione esperita; di conseguenza, in sé considerata, la semplice possibilità di ricavare dall'invocata decisione di accoglimento una qualche utilità pratica, indiretta ed eventuale, ricollegabile in via meramente contingente ed occasionale al corretto esercizio della funzione pubblica censurata, non dimostra la sussistenza della posizione legittimante, nel senso che siffatto possibile vantaggio ottenibile dalla pronuncia di annullamento non risulta idoneo a determinare, da solo, il riconoscimento di una situazione differenziata, fondante la legittimazione al ricorso; occorre, invece, una ulteriore condizione-elemento che valga a differenziare il soggetto, cui essa condizione-elemento si riferisce, da coloro che avrebbero un generico interesse alla legalità dell'azione amministrativa, essendo quest'ultimo interesse riconosciuto non al "quisque de populo", ma solamente a quel soggetto che si trovi, rispetto alla generalità, in una posizione legittimante differenziata (Consiglio di Stato, sez. III, 8 settembre 2016, n. 3829).

5. - Alla luce delle suesposte considerazioni il ricorso è pertanto inammissibile.

Le spese di lite seguono la soccombenza, secondo dispositivo.






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