Diritto amministrativo Usi civici e Governo del territorio Moreschini Ivano 13 settembre 2007


Usi civici, parchi ed aree protette



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4.Usi civici, parchi ed aree protette

Un regime particolare assumono gli usi civici nei parchi e nelle aree protette, secondo le previsioni della legge quadro sulle aree protette del 6 dicembre 1991, n.394. La legge mira ad una conservazione ed anche ad una valorizzazione degli usi civici, all’interno di una programmazione più generale che spetta all’Ente parco. Gli strumenti più importanti per la programmazione del parco sono il regolamento ed il piano per il parco. L’art. 11 della legge 394 del 1991, che disciplina il regolamento per il parco, al comma 5 si occupa specificamente degli usi civici, stabilendo due principi: a) che i diritti reali e gli usi civici delle collettività locali che sono esercitati secondo le consuetudini locali sono fatti salvi; b) che eventuali diritti esclusivi di caccia delle collettività locali o altri usi civici di prelievi faunistici sono liquidati dal Commissario per la liquidazione degli usi civici ad istanza del parco. E’ da notare che l’attribuzione di una competenza amministrativa al Commissario dopo il trasferimento di competenze alle regioni è stato criticato in dottrina[19], e certo è un segnale in controtendenza nei rapporti tra Commissario e Regioni.

La legge 9 dicembre 1998, n.426 ha inoltre aggiunto un comma 2bis all’articolo 11 citato, disponendo nel senso che il regolamento del parco valorizzi gli usi, i costumi, le consuetudini, le attività tradizionali delle popolazioni, le espressioni culturali proprie dell’identità delle comunità locali, anche mediante disposizioni che autorizzino l’esercizio di attività collegate agli usi.

Anche nella disciplina del piano del parco, contenuta nell’articolo 12 della legge 6 dicembre 1991, n.394, viene affrontato il problema degli usi civici. Si sottolinea l’importanza che la legge attribuisce al piano del parco, sia nel caso di parco nazionale che di parco regionale: esso può infatti derogare e sostituire tutti gli altri strumenti di pianificazione, compresi piani paesistici e piani regolatori generali. Gli usi civici, secondo le prescrizioni dell’art.12, comma 2, lett.c), sono ricompresi nelle aree di protezione, “nelle quali, in armonia con le finalità istitutive ed in conformità ai criteri generali fissati dall’Ente parco, possono continuare, secondo gli usi tradizionali ovvero secondo metodi di agricoltura biologica, le attività agro-silvo-pastorali nonché di pesca e raccolta di prodotti naturali”.

Quindi dal punto di vista operativo, è importante verificare le disposizioni contenute nei piani del parco, sia esso nazionale o regionale, in relazione ai terreni di uso civico, poiché esse sono prevalenti anche rispetto al piano paesistico. In generale, secondo la normativa appena vista, gli usi civici sono tutelati e valorizzati all’interno delle aree protette, con l’esclusione degli usi civici di caccia e di prelievi faunistici, che invece la legge invita a liquidare. E’ bene verificare anche le normative regionali rispetto alle aree protette in generale, ovvero rispetto alla singola area protetta.




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