Dislessia Cos’è la dislessia



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24.01.2018
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Dislessia


Cos’è la dislessia

  • Secondo il DSM IV la dislessia è un disturbo della lettura che si manifesta in individui in età evolutiva privi di deficit neurologici, cognitivi, sensoriali e relazionali e che hanno usufruito di normali opportunità educative e scolastiche.

  • Più precisamente la dislessia è la difficoltà del controllo del codice scritto, difficoltà che riguarda la capacità di leggere e scrivere in modo corretto e fluente.



La dislessia

  • Come definire la dislessia: una malattia, una disabilità, un ritardo dell'apprendimento?

  • Si tratta di una disabilità della lettura; un disturbo specifico nell'apprendimento della decodifica di lettura. Non implica problemi a livello cognitivo. Per dislessia occorre intendere uno specifico disturbo nell'automatizzazione (velocità) e nella correttezza della lettura. Disturbi di lettura e scrittura sono spesso legati: il bambino disortografico non è semplicemente lo studente che non conosce le regole ma è lo studente che ha delle difficoltà processuali sottostanti, per esempio fatica ad analizzare la composizione fonologica delle parole e a passare da un codice fonetico ad uno grafemico. Questo disturbo può accompagnarsi anche dalla disgrafia che è una specifica difficoltà nella realizzazione manuale dei grafemi e quindi nel grafismo(di cui la calligrafia rappresenta un'esemplificazione emblematica)

  • Si parla di dislessia solo quando il disturbo di transcodifica è isolato e non può essere messo in relazione con altri disturbi



I bambini dislessici mostrano una inefficace automatizzazione del processo di lettura, abilità che dovrebbe essere strutturata dalla terza elementare, età in cui il bambino dovrebbe cominciare a velocizzare la scrittura e, nella lettura accedere direttamente al significato.

  • I bambini dislessici mostrano una inefficace automatizzazione del processo di lettura, abilità che dovrebbe essere strutturata dalla terza elementare, età in cui il bambino dovrebbe cominciare a velocizzare la scrittura e, nella lettura accedere direttamente al significato.



L’attenzione è di tipo focale, il bambino cioè si concentra specificatamente sulla decodifica del testo stancandosi rapidamente, commettendo errori, rimanendo indietro e di conseguenza non imparando.

  • L’attenzione è di tipo focale, il bambino cioè si concentra specificatamente sulla decodifica del testo stancandosi rapidamente, commettendo errori, rimanendo indietro e di conseguenza non imparando.



La lettura e la scrittura dovrebbero diventare automatiche dalla terza elementare in poi.

  • La lettura e la scrittura dovrebbero diventare automatiche dalla terza elementare in poi.

  • La difficoltà di lettura può essere più o meno grave e spesso si accompagna a problemi nella scrittura, nel calcolo e, talvolta, anche in altre attività mentali.

  • Lettura scrittura e aritmetica presentano delle basi comuni.



La dislessia non è causata da un deficit di intelligenza né da problemi ambientali o psicologici o da deficit sensoriali o neurologici anzi, i bambini sono intelligenti e creativi.

  • La dislessia non è causata da un deficit di intelligenza né da problemi ambientali o psicologici o da deficit sensoriali o neurologici anzi, i bambini sono intelligenti e creativi.

  • Il rendimento scolastico è spesso discontinuo portando gli insegnanti a credere che il bambino abbia difficoltà logica; in realtà la difficoltà maggiore consiste nel decifrare il codice scritto per compiere ragionamenti.



Studi approfonditi dimostrano che il bambino dislessico durante la lettura presenta una scarsa attivazione dei meccanismi cerebrali deputati alla lettura, alla quale corrisponde una eccessiva attivazione di aree cerebrali deputate ad altre attività. È stato inoltre dimostrato come alcune competenze come ad esempio quelle linguistiche, metalinguistiche, visuospaziali etc sono compromesse solo nella loro funzionalità reciproca e non distintamente.

  • Studi approfonditi dimostrano che il bambino dislessico durante la lettura presenta una scarsa attivazione dei meccanismi cerebrali deputati alla lettura, alla quale corrisponde una eccessiva attivazione di aree cerebrali deputate ad altre attività. È stato inoltre dimostrato come alcune competenze come ad esempio quelle linguistiche, metalinguistiche, visuospaziali etc sono compromesse solo nella loro funzionalità reciproca e non distintamente.



Le cause?

  • La dislessia è classificata tra i disturbi specifici dell'apprendimento

  • Le cause sono di tipo neurobiologiche e genetiche: ultimamente si insiste molto sulle cause neurobiologiche (il neurologo americano Albert Galaburda aveva scoperto , attraverso l'esame autoptico condotto sui cervelli di soggetti che in vita avevano sofferto di difficoltà di lettura, l'esistenza di piccole alterazioni delle aree cerebrali coinvolte nell'elaborazione del linguaggio. Ha descritto alcune piccole esfoliazioni del tessuto corticale). Gli studi di risonanza magnetica funzionale e di microbiologia hanno ulteriromente precisato la natura di queste piccole alterazioni). Oggi se vi è accordo sul perché della dislessia (natura neurobiologica del deficit) e sul come si trasmette(origine genetica prevalente) , non vi è altrattanto accordo sul dove (le sedi)o le funzioni che sono responsabili del disturbo della lettura)

  • Ma vi è solo una spiegazione di tipo neurobiologica? La domanda rimane aperta

  • Vi sono due tipi di dislessia: la dislessia evolutiva e quella acquisita



Dislessia evolutiva e dislessia acquisita

  • La dislessia evolutiva: si manifesta all'inizio del processo di apprendimento della lettura. Il bambino mostra difficoltà a riconoscere le lettere dell'alfabeto, a fissare la corrispondenza fra i segni grafici e i suoni, e ad automatizzarle cioè a compierle in modo rapido e senza sforzo apparente. Il primo segno riconoscibile della dislessia evolutiva è il lento e faticoso apprendimento della lettura ad alta voce

  • La dislessia acquisita: un soggetto che leggeva normalmente comincia ad avere difficoltà , queste sono la conseguenza di qualche evento patologico che ha determinato delle lesioni nelle aree corticali che sono coinvolte nel processo di transdecodifica(danno neurobiologico)

  • Nel caso della dislessia evolutiva si parla di tecniche di educazione assistita poiché il soggetto deve acquisire una funzione che ancora non possiede. Non vi è nulla da riparare o reintegrare ma si tratta piuttosto di mettere in atto misure per aiutare l'acquisizione del processo di transdecodifica e la sua automatizzazione

  • Nel caso della dislessia acquisita è più corretto parlare di rieducazione poiché si tratta di reintegrare la funzione persa o danneggiata



Come si manifesta la dislessia

  • Le ricerche più recenti sull’argomento confermano l’ipotesi di un origine costituzionale della Dislessia Evolutiva; ci sarebbe cioè una base genetica e biologica che origina la predisposizione al disturbo.

  • La Dislessia tende, infatti, ad essere presente in più membri della stessa famiglia, anche se con intensità diversa.



Le difficoltà di lettura e scrittura possono essere notate fin dall’ultimo anno di scuola materna (se si svolgono esercizi di pre-lettura e pre-scrittura) o in prima elementare.

  • Le difficoltà di lettura e scrittura possono essere notate fin dall’ultimo anno di scuola materna (se si svolgono esercizi di pre-lettura e pre-scrittura) o in prima elementare.

  • Nella dislessia evolutiva ciò che è distolto è la correttezza e la rapidità con cui si legge, la comprensione del testo è variabile, generalmente buona o sufficiente.



Riguardo la correttezza di lettura ecco alcuni degli errori tipici:

  • Riguardo la correttezza di lettura ecco alcuni degli errori tipici:

  • 1) Errori di tipo visivo: scambio di lettere che hanno tratti visivi simili o speculari ( “e” con “a”, “r” con “e”, “m” con “n”, “b” con “d”, “p” con “q” etc).

  • 2) Errori di tipo fonologico: scambio di lettere che hanno la stessa “radice” (“f” con “v”, “c” con “g”) etc.



Spesso il bambino con dislessia evolutiva non riesce ad imparare le tabelline e alcune informazioni in sequenza come le lettere dell'alfabeto, i giorni della settimana, i mesi dell'anno; può fare confusione per quanto riguarda i rapporti spaziali e temporali (destra/sinistra; ieri/domani; mesi e giorni) e può avere difficoltà a esprimere verbalmente ciò che pensa.

  • Spesso il bambino con dislessia evolutiva non riesce ad imparare le tabelline e alcune informazioni in sequenza come le lettere dell'alfabeto, i giorni della settimana, i mesi dell'anno; può fare confusione per quanto riguarda i rapporti spaziali e temporali (destra/sinistra; ieri/domani; mesi e giorni) e può avere difficoltà a esprimere verbalmente ciò che pensa.

  • In alcuni casi sono presenti difficoltà in alcune abilità motorie, nel calcolo, nella capacità di attenzione e di concentrazione.



Intervento abilitativo e di potenziamento

  • Gradualità

    • La componente di “gradualità” dell’intervento costituisce una modalità di lavoro che si situa in un’area “prossimale” rispetto alle abilità possedute dal bambino
    • Tale caratteristica metodologica consente al bambino di svolgere il compito assegnato riducendo il rischio che si attivino sentimenti di frustrazione (perché troppo complesso) o di demotivazione (perché troppo semplice)


Strumenti compensativi - Misure dispensative Strategie metacognitive

  • Mediatori didattici

    • Gli strumenti e le misure di tipo compensativo riguardano gli aspetti metodologici del lavoro.
    • In questo senso, sono da considerare dei “mediatori didattici”, che non risolvono il problema, ma permettono al bambino di contenerlo, compensarlo, aggirarlo e quindi gli consentono di raggiungere, in relazione alle potenzialità personali, gli obiettivi di apprendimento previsti per la classe frequentata


  • Intervento abilitativo:

    • la ricerca del miglioramento delle abilità strumentali deve essere condotta entro i limiti di ciò che è modificabile attraverso l’insegnamento e l’apprendimento


Intervento abilitativo e di potenziamento

  • Ipotesi di programmazione dell’intervento

    • Valutazione iniziale
    • Individuazione degli aspetti carenti
    • Scelta dell’area o delle aree di intervento
    • Intervento:
      • 4.1 Scelta dei materiali, delle attività, dei programmi
      • 4.2 Definizione della durata, dei tempi di lavoro, della frequenza, degli aspetti organizzativi e metodologici
    • Valutazione finale (efficienza/efficacia immediate)
    • Periodo “neutro”
    • Valutazione a distanza (efficienza/efficacia residue consolidate)


Alcuni Metodi

  • Metodo Alfred Tomatis: metodo per il trattamento dei disturbi del linguaggio e del comportamento. Alfred Tomatis è un medico francese(Mulhouse) oto-rino-laringoiatrico. Si tratta di un matodo audio-psico-fonologico che fa interagire orecchio, linguaggio e psiche. La sua pedagogia è una pedagogia integrata dell'udito e del linguaggio. Che permette al soggetto ipo-acustico di ritrovare il desiderio di comunicare. Tomatis afferma che la lettura, sia silenziosa o ad alta voce, è correlata con l'analisi e l'elaborazione del suono. Se la coclea non ha la possibilità di analizzare i suoni in maniera accurata, può apparire la dislessia. Lavora anche sulla coordinazione tra orecchio ed occhio; orecchio-voce, udito e comunicazione.

  • Metodo Bakker o falsh-word programma: questo metodo s'ispira dal Balance Model che interpreta la lettura come frutto di un equilibrio tra i contributi dell'emisfero cerebrale destro e quello sinistro. Il trattamento consiste nel ripristinare un minimo di equilibrio. Propone l'utilizzo del computer: vengono presentate al bambino parole di diversa lunghezza e complessità e con una frequenza variabile, che lui deve leggere il più velocemente possibile.(sedute di 45 minuti). Stimolazione dell'emisfero debole(stimolazione tachistoscopica rivolta ad un solo dei due emisferi cerebrali)



Altri metodi

  • Metodo Geiger-Lettvini: un trattamento che si può eseguire a casa. Prevede l'utilizzo di una mascherina che si fa scorrere sul testo e che permette di focalizzare la parola da leggere, nascondendo quello che si trova intorno. A questo si associano esercizi di coordinazione occhio-mano: cucire, infilare perline, dipingere, modellare la plastilina

  • Esercizi e apprendimenti con ausili tecnologici: gli ausili sono strumenti compensativi: per esempio il testo digitale/orale: l'uso di un software particolare con un riconoscitore ottico di caratteri e la sintesi vocale(converte il testo digitale in parlato permettendo quindi di ascoltare il brano). Software educativo-didattico-abilitativo per quanto riguarda le difficoltà di letto-scrittura.

  • Altri ausili: il libro digitale, l'audio-libro o libro parlato(formato audio dei testi). Questi strumenti permettono diversi interventi: fonologici; sulla percezione visiva e sulle abilità visuo-motorie, sulle abilità sublessicali, arricchimento lessicale e di produzione di testo. Favorisce le abilità di studio.



Come hanno fatto i famosi dislessici?

  • Leonardo da Vinci

  • Albert Einstein

  • Wiston Churchill

  • J.F Kennedy

  • Mozart

  • Walt Disney

  • Napoleone

  • Pablo Picasso



Alcune considerazioni di Sante De Sanctis e Edouard Séguin

  • “Il nostro procedimento consiste nell’insegnamento degli elementi alfabetici mediante tavolette mobili che portano traforate le diverse lettere. In dette tavolette nere o di colore noce, le lettere, oltre che traforate, appaiono quasi in rilievo, essendone colorate tutto il contorno. Il colore della lettera differisce dal colore delle tavolette e il colore delle consonanti è diverso da quello delle vocali. Abbiamo alfabeti interi, diversamente colorati. “(Sante de Sanctis)

  • “Molti bambini parlano male, e anche molti uomini; la maggioranza degli idioti parla in un modo incomprensibile e molti neanche parlano. Le ragioni del mutismo o del quasi mutismo, quando non hanno per causa l’assenza della parete del palato, la paralisi o la sordità, sono innumerevoli, le sfumature che separano il muto dall’individuo che parla sono infinite. Bisogna esaminare con attenzione lo stato degli organi produttori della voce e l’articolazione delle parole. “(Edouard Séguin)

  • “Il correlato della scrittura, è la lettura; scrivere, è rappresentare un’idea con dei segni, leggere è ritrovare un’idea in un segno. Ogni segno è una convenzione, ma tutte le convenzioni grafiche non si assomigliano, le prime furono delle immagini, le seconde delle analogie, le terze delle astrazioni. I geroglifici furono tutte delle rappresentazioni sia dirette, sia per analogie, sia per causalità. Gli alfabeti, al contrario, sono una collezione, un arrangiamento di segni astratti, ma convenuti e consentiti. Per di più, la scrittura, questa materializzazione del pensiero, accettò per prima la materia, queste tre dimensioni: fu scolpita, fu impressa, dipinta e più tardi disegnata; si finì per stamparla, e il galvanismo ci prepara da questo punto di vista nuovi miracoli. Questo doppio passaggio dalla rappresentazione della cosa alla rappresentazione del nome, e dal carattere solido al carattere lineare, costituisce incontestabilmente la storia dei segni grafici. È così che lo spirito umano, per arrivare all’astratto, doveva passare attraverso tutte le fasi del concreto.” (Edouard Séguin)



La lingua, le immagini, le parole e i vissuti

  • “Vi è un abisso d’ipotesi tra le lettere scritte e le lettere parlate, nessun rapporto li lega, o li identifica, nessuna logica lega tale suono a tale figura piuttosto che ad un’altra. Nella scrittura geroglifica tra il nome e la cosa vi era solo l’immagine, meraviglioso agente di comprensione e di ricordo; nella scrittura alfabetica, invece, tra il nome e la cosa, vi sono dei segni bizzarri e arbitrari che non hanno nessun rapporto rispetto alla logica con il loro oggetto. “(Edouard Séguin)

  • Séguin propone di partire dalle cose vissute dal bambino per imparare a scrivere e leggere; l'apprendimento deve basarsi sui vissuti e sui vissuti che abbiano un senso e provocano un interesse nel bambino: «Ciò che importa… è che il bambino non associ una sola parola senza comprenderla e perciò occorre che questa parola sia anzitutto un sostantivo, poiché la sostanza che questa parola rappresentata colpisce, con il nome, le facoltà percettive del soggetto».

  • La grammatica pratica: «Fare toccare con il dito e vedere con l’occhio il senso di ogni parola, è, come lo dice Sant'Agostino, non soltanto mettere nella memoria un gran numero di parole, ma anche fare osservare il senso di queste parole in particolare, cioè dare una idea precisa delle cose e di tutti i loro rapporti possibili: è spiegare la vita in azione a dei bambini che rischiano di deperire nell’inazione».



Tatto, suono, disegno: Maria Montessori

  • “Si fanno pronunciare al bambino le lettere, quando già ha imparato a riconoscerle, e anche a scriverle: allora l’alfabeto si dispone per ordine fonico e si dispone diversamente secondo i difetti individuali, che si sono rilevati quando il bambino spontaneamente ripeteva il suono delle consonanti e delle vocali o la parola che si riferiva alle varie consonanti nei cartelloni illustrati. Cominceremo a presentare, a far leggere le lettere (prima a sillabe e parole) che il bambino sa pronunciare, per passare a grado a grado a quelle che pronuncia con maggior difficoltà o non pronuncia affatto (correzione del linguaggio); per la correzione del linguaggio col metodo fonominico è necessario un capitolo a parte; nella scuola dei bambini è desiderabile per questo insegnamento anche una maestra a parte, come per la ginnastica, pei lavori manuali, pel canto. “(Maria Montessori)

  • Si offre al bambino una pagina dove stanno delineati un cerchio e un quadrato; si fa riempire col lapis colorato rosso, il cerchio; col turchino, il quadrato (incastri). Si danno cerchi e quadrati, sempre più piccoli, cerchi e triangoli; veramente combinati nella disposizione, e si fanno riempire coi lapis colorati. Poi si fa delineare, ripassando il segno nero sugli stessi modelli, coi lapis colorati: il cerchio, il triangolo, il quadrato; a ciò viene più facilmente il bambino educato a toccare con l’asticina di legno le figure delineate sui cartelloni degli incastri. Alla scrittura direttamente passa dopo gli esercizi eseguiti con l’asticina di legno sui cartelloni dell’alfabeto scritto. Si potrà aiutare in principio il bambino, facendogli ricalcare il segno da noi fatto sul quaderno a lapis. Quando il bambino scrive, gli si fa osservare che egli scrive su un piano delimitato, che continua dall’alto, che va da sinistra verso destra, che a poco a poco scende in basso, ecc. Il Séguin insegna la scrittura cominciando coi bastoncelli e le curve. Prepara i quaderni di bastoncelli disegnandoli così: il bastoncello che il bambino deve eseguire è delimitato da due punti e segnato con una fine linea; ai lati, come modello, ci sono due bastoncelli eseguiti dal maestro. Analogamente per le curve… “



Il metodo globale: Decroly e la pedagogia dei centri d’interesse

  • Metodo globale: globalità dei linguaggi e degli apprendimenti

  • Metodo integrato : sfera affettiva, coordinamento sensi, corpo, gesti e simbolizzazione

  • L’importanza del disegno come preparazione alla scrittura e alla lettura(scrive i primi saggi di psicologia del disegno). Metodo ideao-visivo e ideo-tattile

  • Sviluppo globale e rispetto dei ritmi e tempi di apprendimento

  • “La regola fondamentale è la seguente: scoprire o svegliare dei bisogni, fare applicare i possibili movimenti alla soddisfazione di questi bisogni, ad aumentare gradualmente le difficoltà , via via che i movimenti divengono più facili”

  • Individuare e creare dei centri d’interesse: le molle dell’apprendimento(sforzo, attenzione, memoria e concentrazione)





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