Disposizioni costituzionali (artt. 117 e 119)



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I Comuni sono dotati di autonomia normativa e finanziaria, secondo quanto garantito dalle disposizioni costituzionali (artt. 117 e 119) e da quelle ordinarie.

  • I Comuni sono dotati di autonomia normativa e finanziaria, secondo quanto garantito dalle disposizioni costituzionali (artt. 117 e 119) e da quelle ordinarie.

  • Le fonti normative che governano la funzione accertativa e quelle sanzionatoria dei Comuni sono contenute nelle leggi che riguardano i diversi tributi locali.



Articolo 119

  • Articolo 119

  • I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa, nel rispetto dell'equilibrio dei relativi bilanci, e concorrono ad assicurare l'osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall'ordinamento dell'Unione europea.

  • I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno risorse autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri, in armonia con la Costituzione e secondo i princìpi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario.

  • Dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio.



Articolo 53

  • Articolo 53

  • Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.

  • Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

  • Articolo 23

  • Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge.



  • Nell’ambito della potestà legislativa regionale e dei principi fondamentali dello Stato,

  • gli Enti locali non potranno mai introdurre nuovi tributi, in quanto dotati solo del potere regolamentare e non anche normativo.



La previsione costituzionale (ex art. 119 c.2) secondo la quale “stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri, in armonia con la Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario” è interpretabile solo nel senso che, fermo il potere esclusivo dello Stato e delle Regioni di introdurre nuove imposte ciascuno nei propri ambiti esercitato attraverso l’organo legislativo.

  • La previsione costituzionale (ex art. 119 c.2) secondo la quale “stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri, in armonia con la Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario” è interpretabile solo nel senso che, fermo il potere esclusivo dello Stato e delle Regioni di introdurre nuove imposte ciascuno nei propri ambiti esercitato attraverso l’organo legislativo.



La Corte Costituzionale – con diverse sentenze – ha affermato che lo Stato, nell’esercizio della propria competenza legislativa a determinare i principi di coordinamento del sistema tributario, ha il potere di fissare, per legge, gli spazi ed i limiti entro i quali potrà esplicarsi la potestà impositiva di Regioni ed Enti Locali

  • La Corte Costituzionale – con diverse sentenze – ha affermato che lo Stato, nell’esercizio della propria competenza legislativa a determinare i principi di coordinamento del sistema tributario, ha il potere di fissare, per legge, gli spazi ed i limiti entro i quali potrà esplicarsi la potestà impositiva di Regioni ed Enti Locali



Ad oggi, come riconosciuto dalla stessa Corte Costituzionale, non sussistono (se non in limiti ristrettissimi) tributi propri comunali.

  • Ad oggi, come riconosciuto dalla stessa Corte Costituzionale, non sussistono (se non in limiti ristrettissimi) tributi propri comunali.

  • I tributi di cui lo Stato destina il gettito, in tutto o in parte, agli Enti autonomi sono istituiti e disciplinati da legge statale, salvo gli aspetti che la stessa legge rimette all’autonomia degli Enti territoriali.



Gli Enti locali (Comuni ed ex Province) potranno:

  • Gli Enti locali (Comuni ed ex Province) potranno:

  • a)    decidere in merito all'applicazione o meno di tributi istituiti e disciplinati nei loro caratteri costitutivi dallo Stato o dalle Regioni nonché le modalità applicative degli stessi nel rispetto della legislazione vigente;

  • b)   stabilire ed applicare, ossia disporre e regolamentare i casi accessori al rapporto tributario, che non riguardino quindi le caratteristiche fondanti del rapporto tributario, quali la determinazione del soggetto passivo, della fattispecie imponibile (o presupposto di fatto) e delle esenzioni.



L'art. 52 del D.Lgs. 446/1997, in attuazione dei principi e criteri direttivi contenuti nelle lettere a) e b) del c. 149 dell'art. 3 della L. 662/1996, stabilisce che Province e Comuni possono disciplinare con regolamento le proprie entrate, anche tributarie, salvo che per quanto attiene alla individuazione e definizione delle fattispecie imponibili, dei soggetti passivi e della aliquota massima.

  • L'art. 52 del D.Lgs. 446/1997, in attuazione dei principi e criteri direttivi contenuti nelle lettere a) e b) del c. 149 dell'art. 3 della L. 662/1996, stabilisce che Province e Comuni possono disciplinare con regolamento le proprie entrate, anche tributarie, salvo che per quanto attiene alla individuazione e definizione delle fattispecie imponibili, dei soggetti passivi e della aliquota massima.


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