Disturbi e patologie neuropsichiche



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  • DISTURBI e PATOLOGIE

  • NEUROPSICHICHE

  • DELL’ETA’ EVOLUTIVA

  • Marzo 2013


DISABILITA’

  • DISABILITA’

  • È l’incapacità o la limitazione nello svolgere quelle attività che possiamo ritenere essenziali per la vita quotidiana

  • HANDICAP

  • È la condizione di coloro che, avendo un deficit,presentano difficoltà derivanti non solo da esso ma anche dalle caratteristiche dell’ambiente sociale in cui si trovano.

  • Rappresenta l’aspetto sociale della disabilità.



  • Lo sviluppo neuromotorio e psichico in età evolutiva procedono parallelamente

  • Deficit in ambito neuromotorio condizionano in misura maggiore o minore lo sviluppo psichico e viceversa.



DEFICIT della FUNZIONE UDITIVA

  • DEFICIT della FUNZIONE UDITIVA

  • SORDITA’ NEUROSENSORIALE

  • deriva da disturbi della coclea o del nervo uditivo (sensoriale) o da lesioni dei nuclei cocleari o delle loro proiezioni corticali

  • ( centrale)

  • SORDITA’ TRASMISSIVA: deriva da disturbi dell’orecchio esterno o medio.



CONGENITE:

  • CONGENITE:

  • Malformazioni dell’orecchio

  • Fattori genetici.

  • ACQUISITE:

  • Farmaci

  • Disordini neurologici congeniti

  • Malattie infettive

  • M. Metaboliche

  • Traumi

  • Tumori



CONGENITI

  • CONGENITI

  • (es.cecità corticale, cataratta congenita,ipoplasia congenita del nervo ottico)

  • ACQUISITI

  • ACUTI ( neuropatia ottica demielinizzante traumi ecc.)

  • PROGRESSIVI ( neuroretinopatia, neuropatia da compressione in tumori)



PATOLOGIA NEUROMOTORIA PRECOCE

  • PATOLOGIA NEUROMOTORIA PRECOCE

  • - PARALISI CEREBRALE INFANTILE

  • MALATTIE NEUROMUSCOLARI

  • - MALATTIE del MOTONEURONE MIDOLLARE

  • ( ATROFIE MUSCOLARI SPINALI)

  • - MALATTIE MUSCOLARI



E’ un disturbo permanente, ma non immodificabile , della postura e del movimento, dovuto ad un difetto o ad una lesione cerebrale non progressiva, determinatasi prima che l’encefalo abbia compiuto i principali processi di maturazione morfo-funzionale.

  • E’ un disturbo permanente, ma non immodificabile , della postura e del movimento, dovuto ad un difetto o ad una lesione cerebrale non progressiva, determinatasi prima che l’encefalo abbia compiuto i principali processi di maturazione morfo-funzionale.

  • Il disturbo motorio è prevalente ma non esclusivo e può essere variabile per tipo e gravità.



DISTURBO della FUNZIONE MOTORIA: di vario tipo e gravita’(tetraplegia, diplegia, emiplegia, distonia).

  • DISTURBO della FUNZIONE MOTORIA: di vario tipo e gravita’(tetraplegia, diplegia, emiplegia, distonia).

  • POSSIBILI DISTURBI ASSOCIATI

  • Deficit intellettivo

  • Disturbi del linguaggio

  • Disturbi visivi

  • Epilessia



E’ un vasto gruppo in cui vengono comprese malattie che interessano il motoneurone midollare, i nervi periferici o i muscoli.

  • E’ un vasto gruppo in cui vengono comprese malattie che interessano il motoneurone midollare, i nervi periferici o i muscoli.

  • Hanno genesi varia: ereditaria, malformativa, degenerativa, metabolica, infiammatoria, traumatica.



SINTOMATOLOGIA: comune a tutte le forme

  • SINTOMATOLOGIA: comune a tutte le forme

  • .------ Ipotonia

  • ------ Deficit di forza muscolare

  • CLASSIFICAZIONE:

  • MALATTIE del MOTONEURONE MIDOLLARE

  • (atrofie muscolari spinali) Es. M. di Werdnig – Hoffman

  • NEUROPATIE PERIFERICHE EREDITARIE

  • MALATTIE MUSCOLARI es Distrofia muscolare di Duchenne



ALTERAZIONI CROMOSOMICHE:

  • ALTERAZIONI CROMOSOMICHE:

  • Anomalie del numero o della struttura dei cromosomi Es. Sindrome di Down

  • ( Trisomia 21)

  • SINDROMI GENETICHE: gruppo molto vasto di sindromi che originano da anomalie di uno o più geni contenuti nei cromosomi.



E’ una modalità con cui si segnala il ritardo delle principali competenze psicomotorie (motricità, linguaggio, schema corporeo, org. percettiva, spazio-temporale, grafica ecc.).

  • E’ una modalità con cui si segnala il ritardo delle principali competenze psicomotorie (motricità, linguaggio, schema corporeo, org. percettiva, spazio-temporale, grafica ecc.).

  • Tale definizione viene usata soprattutto nei bambini più piccoli dove lo sviluppo delle competenze cognitive è più difficilmente valutabile



È una condizione di interrotto o incompleto sviluppo psichico, caratterizzata soprattutto da compromissione delle abilità che si manifestano durante il periodo evolutivo e che contribuiscono al livello globale di intelligenza, cioè quelle cognitive, linguistiche, motorie e sociali (ICD 10)

  • È una condizione di interrotto o incompleto sviluppo psichico, caratterizzata soprattutto da compromissione delle abilità che si manifestano durante il periodo evolutivo e che contribuiscono al livello globale di intelligenza, cioè quelle cognitive, linguistiche, motorie e sociali (ICD 10)

  • Il ritardo mentale può presentarsi con o senza altre patologie psichiche o somatiche



Livello cognitivo borderline 70 - 85

  • Livello cognitivo borderline 70 - 85

  • R.M. lieve 50 - 69

  • R.M. medio 35 - 49

  • R.M. grave 20 - 34

  • R.M. profondo < 20



completamente dipendenti dalle cure esterne

  • completamente dipendenti dalle cure esterne

  • privi di linguaggio

  • incapaci di esprimere bisogni in modo diretto e di modulare i propri stati (funzionamento massivo; ON/OFF)

  • possono accedere solo a minimi apprendimenti, per lo più attraverso il condizionamento

  • .



parzialmente indipendenti dalle cure esterne (anche se non possiedono un livello di autonomia che li esonera dalle cure e dalla sorveglianza)

  • parzialmente indipendenti dalle cure esterne (anche se non possiedono un livello di autonomia che li esonera dalle cure e dalla sorveglianza)

  • linguaggio molto semplice .

  • pensiero legato ad esperienze concrete e attuali

  • possono accedere ad apprendimenti per addestramento



possiedono autonomie personali e sociali ma i loro limiti nelle capacità di giudizio richiedono interventi di protezione

  • possiedono autonomie personali e sociali ma i loro limiti nelle capacità di giudizio richiedono interventi di protezione

  • presentano un linguaggio povero ma articolato

  • il pensiero presenta una sintassi semplice ma è per lo più rigido e vincolato dalle pregresse esperienze con scarse capacità di astrazione



buone autonomie operative e pratiche ma con difficoltà in compiti complessi che richiedono elaborazione e capacità di problem solving

  • buone autonomie operative e pratiche ma con difficoltà in compiti complessi che richiedono elaborazione e capacità di problem solving

  • linguaggio semplice, articolato, per lo più elencativo e narrativo

  • pensiero sintattico ma con difficoltà di sintesi ed astrazione; limitato accesso agli apprendimenti formalizzati

  • spesso sentimenti di bassa autostima; facile disimpegno



Anomalie in gravidanza o nel periodo perinatale

  • Anomalie in gravidanza o nel periodo perinatale

  • (alterazioni precoci dello sviluppo embrionale , mutazioni cromosomiche, danni prenatali e perinatali di varia origine)

  • Fattori ambientali : mancanza di accudimento e di stimolazioni sociali

  • Disturbi mentali : autismo e altri disturbi pervasivi dello sviluppo

  • Ereditarietà?

  • Patologie acquisite (infezioni, traumi)

  • non è possibile individuare alcuna causa (30-40%)



I DSL sono condizioni in cui l’acquisizione delle normali abilità linguistiche è disturbata sin dai primi stadi dello sviluppo (Definizione ICD -10)

  • I DSL sono condizioni in cui l’acquisizione delle normali abilità linguistiche è disturbata sin dai primi stadi dello sviluppo (Definizione ICD -10)

  • DISTURBI SPECIFICI:

  • i DSL non sono direttamente attribuibili a

  • alterazioni neurologiche o anomalie dei meccanismi fisiologici dell’eloquio

  • compromissioni sensoriali

  • ritardo mentale

  • fattori ambientali



NON C ’E’ UNA DEMARCAZIONE NETTA.

  • NON C ’E’ UNA DEMARCAZIONE NETTA.

  • Sviluppo tipico:

  • a circa 24 mesi il bambino possiede circa 100 parole ed inizia a formare le prime frasi.

  • a circa 30 mesi aumenta molto in breve tempo il vocabolario e si strutturano frasi di più parole.

  • dai 36 mesi il bambino comincia ad avere padronanza nell’uso di competenze sintattiche e grammaticali

  • ( presenti ipercorrettismi es. chieduto invece di chiesto).



GRAVITA’: le abilità linguistiche del bambino devono essere < 2 d.s. rispetto alla media dell’età.

  • GRAVITA’: le abilità linguistiche del bambino devono essere < 2 d.s. rispetto alla media dell’età.

  • Questo criterio è meno importante in età più avanzata perché c’è una naturale tendenza al miglioramento.

  • DECORSO: se c’è una compromissione lieve ma una pregressa storia di grave disturbo si tratta probabilmente di un esito di DSL.



MODALITA’ ANORMALI di FUNZIONAMENTO dell’ELOQUIO e del LINGUAGGIO, non solo ritardo.

  • MODALITA’ ANORMALI di FUNZIONAMENTO dell’ELOQUIO e del LINGUAGGIO, non solo ritardo.

  • PRESENZA di PROBLEMI ASSOCIATI: disturbi dell’apprendimento o problematiche relazionali.

  • Ritardo del linguaggio significativamente in disaccordo con il livello cognitivo generale

  • ( ai test QI verbale < QI performance).



- Sordità o alterazioni neurologiche o anatomiche.

  • - Sordità o alterazioni neurologiche o anatomiche.

  • - Insufficienza mentale.

  • - Sindromi da alterazione globale dello sviluppo psicologico.



F80.0 Disturbo specifico dell’articolazione dell’eloquio

  • F80.0 Disturbo specifico dell’articolazione dell’eloquio

  • F80.1 Disturbo del linguaggio espressivo

  • F80.2 Disturbo della comprensione del linguaggio



E’ un disturbo evolutivo specifico in cui l’uso dei suoni verbali da parte del bambino è al di sotto del livello appropriato alla sua età mentale, ma in cui vi è un livello normale delle abilità linguistiche, per cui si osserva:

  • E’ un disturbo evolutivo specifico in cui l’uso dei suoni verbali da parte del bambino è al di sotto del livello appropriato alla sua età mentale, ma in cui vi è un livello normale delle abilità linguistiche, per cui si osserva:

  • acquisizione dei suoni verbali ritardata

  • articolazione difettosa con omissioni, distorsioni o sostituzioni di suoni,incoerenze nell’associazione di suoni (pronunciati talvolta correttamente altre volte no)



la gravità del disturbo dell’articolazione è oltre i limiti della normale variabilità

  • la gravità del disturbo dell’articolazione è oltre i limiti della normale variabilità

  • l’intelligenza non verbale è nella norma

  • le altre abilità linguistiche espressive e ricettive sono normali

  • le anomalie dell’articolazione non sono direttamente attribuibili ad alterazioni sensoriali, anatomiche o neurologiche.



E’ un disturbo evolutivo specifico in cui la capacità del bambino di esprimersi tramite il linguaggio è marcatamente al di sotto del livello appropriato alla sua età mentale, ma in cui la comprensione del linguaggio è nei limiti normali.

  • E’ un disturbo evolutivo specifico in cui la capacità del bambino di esprimersi tramite il linguaggio è marcatamente al di sotto del livello appropriato alla sua età mentale, ma in cui la comprensione del linguaggio è nei limiti normali.

  • Vi possono essere o meno anomalie dell’articolazione.



notevole ritardo nello sviluppo linguistico (es. assenza di singole parole intorno ai 2 anni assenza di piccole frasi di almeno due parole intorno ai 3 anni)

  • notevole ritardo nello sviluppo linguistico (es. assenza di singole parole intorno ai 2 anni assenza di piccole frasi di almeno due parole intorno ai 3 anni)

  • limitato sviluppo del vocabolario in età successive

  • uso ripetitivo di parole generiche

  • difficoltà a selezionare le parole adeguate e le sostituzioni di parole

  • talvolta ritardo o anomalia nella produzione dei suoni verbali



espressioni di lunghezza ridotta

  • espressioni di lunghezza ridotta

  • struttura immatura della frase

  • errori come omissioni delle finali delle parole o dei prefissi

  • mancato uso o errori nell’uso di elementi grammaticali come preposizioni, pronomi, articoli inflessioni di verbi e di nomi

  • generalizzazioni inappropriate delle regole

  • perdita di scorrevolezza della frase

  • difficoltà nel racconto



gravità del ritardo nello sviluppo del linguaggio espressivo oltre la normale variabilità

  • gravità del ritardo nello sviluppo del linguaggio espressivo oltre la normale variabilità

  • comprensione del linguaggio nella norma o poco al di sotto della media

  • adeguato uso della comunicazione non verbale ( mimica, gestualità) e del “linguaggio interno”che si riflette nel gioco.



Il bambino cerca di comunicare nonostante la difficoltà linguistica usando la dimostrazione, la gestualità, la mimica o le vocalizzazioni non verbali.

  • Il bambino cerca di comunicare nonostante la difficoltà linguistica usando la dimostrazione, la gestualità, la mimica o le vocalizzazioni non verbali.

  • Talvolta, soprattutto in età scolare, possono essere presenti difficoltà relazionali con i coetanei,disturbi emozionali, alterazioni del comportamento e/o iperattività e distraibilità.



E’ un disturbo evolutivo in cui la comprensione del linguaggio da parte del bambino è al di sotto del livello appropriato alla sua età mentale.

  • E’ un disturbo evolutivo in cui la comprensione del linguaggio da parte del bambino è al di sotto del livello appropriato alla sua età mentale.

  • In quasi tutti i casi anche l’espressione verbale è marcatamente disturbata e son frequenti le anormalità nella produzione dei suoni verbali.



Significativo ritardo nella comprensione del linguaggio ad es.

  • Significativo ritardo nella comprensione del linguaggio ad es.

  • - incapacità di rispondere a nomi familiari nel primo anno di vita

  • - incapacità di identificare almeno alcuni oggetti comuni entro i 18 mesi

  • - incapacità di seguire istruzioni semplici e comuni entro i 2 anni

  • - più avanti difficoltà a capire le strutture grammaticali (es frasi interrogative, negative, comparativi ecc.)

  • - talvolta difficoltà a comprendere alcuni aspetti comunicativi del linguaggio (tono della voce ,gestualità)



La gravità del disturbo è significativamente oltre i limiti della normale variabilità

  • La gravità del disturbo è significativamente oltre i limiti della normale variabilità

  • Non sono soddisfatti i criteri per le Sindromi da alterazione globale dello sviluppo psicologico dov’è in genere gravemente ritardato lo sviluppo del linguaggio (anomalie qualitative delle interazioni sociali e della comunicazione , repertorio limitato, stereotipato di interessi e attività ecc.)



Nei DSL più gravi possono essere presenti:

  • Nei DSL più gravi possono essere presenti:

  • ritardo nello sviluppo sociale

  • ripetizione automatica di parole che non capiscono

  • gamma ridotta di interessi

  • Ma a differenza dei b. autistici:

  • Interazione sociale normale

  • gioco nella norma

  • comunicazione non verbale sufficientemente adeguata.



E’ una sindrome comportamentale causata da un disordine dello sviluppo, biologicamente determinato, con esordio nei primi 3 anni di vita.

  • E’ una sindrome comportamentale causata da un disordine dello sviluppo, biologicamente determinato, con esordio nei primi 3 anni di vita.

  • E’ caratterizzata da disturbi qualitativi e quantitativi dell’interazione del bambino con l’ambiente.



SINDROMI da ALTERAZIONE GLOBALE dello SVILUPPO PSICOLOGICO (F84)

  • SINDROMI da ALTERAZIONE GLOBALE dello SVILUPPO PSICOLOGICO (F84)

  • F84.0 Autismo infantile

  • F 84.1 Autismo atipico

  • F 84.2 Sindrome di Rett

  • F 84.3 Sindrome disgregativa dell’infanzia di altro tipo

  • F84.5 Sindrome di Asperger

  • F 84.9 Sindrome non specificata da alterazione globale dello sviluppo psicologico.



compromissione della capacità di interazione reciproca;

  • compromissione della capacità di interazione reciproca;

  • compromissione della comunicazione verbale e non verbale;

  • marcata restrizione dei repertori di attività ed interesse, comportamenti stereotipati e ripetitivi.



Apparente carenza di interesse e di reciprocità relazionale.

  • Apparente carenza di interesse e di reciprocità relazionale.

  • Tendenza all’isolamento ed alla chiusura sociale

  • Apparente indifferenza emotiva agli stimoli o ipereccitabilità agli stessi

  • Difficoltà ad iniziare una conversazione, a rispettarne i turni, a rispondere alle domande.



marcata compromissione dell’uso di comportamenti non verbali (contatto di sguardo, espressione facciale, postura del corpo) per regolare l’interazione sociale;

  • marcata compromissione dell’uso di comportamenti non verbali (contatto di sguardo, espressione facciale, postura del corpo) per regolare l’interazione sociale;

  • assenza o estrema povertà del linguaggio (uso stereotipato e ripetitivo senza valore comunicativo)

  • linguaggio bizzarro (ecolalie, inversioni pronominali)



Presenza di movimenti ripetitivi (sfarfallare delle mani e delle dita, saltellare, dondolare)

  • Presenza di movimenti ripetitivi (sfarfallare delle mani e delle dita, saltellare, dondolare)

  • Eccessivo interesse per oggetti ( oggetti che ruotano, meccanismi ecc.) o per elementi non funzionali di essi

  • ( odore, sensazioni tattili)

  • Rituali non finalizzati

  • Compromissione del gioco inventivo o imitativo

  • Rigidità e monotonia di vari aspetti della vita quotidiana.



Reazioni angosciose e catastrofiche( ad es di fronte ai cambiamenti)

  • Reazioni angosciose e catastrofiche( ad es di fronte ai cambiamenti)

  • Fobie

  • Autolesionismo

  • Disturbi dell’alimentazione

  • Disturbi del sonno



In circa ¾ dei casi è presente un ritardo mentale che può avere gravità varia.

  • In circa ¾ dei casi è presente un ritardo mentale che può avere gravità varia.

  • E’ sempre presente una perdita della creatività e della fantasia nei processi di pensiero



sono presenti le stesse difficoltà dell’interazione sociale che caratterizzano l’autismo;

  • sono presenti le stesse difficoltà dell’interazione sociale che caratterizzano l’autismo;

  • linguaggio presente;

  • nessun ritardo delle funzioni cognitive;

  • sviluppano spesso proprie competenze, a volte in maniera quasi straordinaria (calcolo matematico, memoria audio-visiva ecc)



Nuovo modo di classificare i disturbi autistici che vengono considerati una “famiglia” al cui interno si distinguono:

  • Nuovo modo di classificare i disturbi autistici che vengono considerati una “famiglia” al cui interno si distinguono:

  • - quadri “tipici” come l’autismo classico

  • - quadri “atipici” con alcune caratteristiche più sfumate o addirittura assenti



Presente in tutte le popolazioni del mondo, in ogni razza e ambiente sociale.

  • Presente in tutte le popolazioni del mondo, in ogni razza e ambiente sociale.

  • Interessa i maschi 3-4 volte di più delle femmine.

  • 10/13 casi su 10.000 forme classiche

  • 40-50 casi su 10.000 disturbi dello spettro autistico



Le cause dell’autismo sono a tutt’oggi sconosciute.

  • Le cause dell’autismo sono a tutt’oggi sconosciute.

  • L’autismo, sindrome definita in termini esclusivamente comportamentali,può essere la via finale comune di situazioni patologiche di diversa eziologia.

  • I fattori genetici sembrano importanti ( concordanza nel 60% di gemelli omozigoti affetti)

  • La ricerca ha evidenziato una forte eterogeneità e complessità nell’eziologia genetica.

  • Possibile una causa multifattoriale con elementi genetici e ambientali.



Sono caratterizzati da una modalità ripetitiva e persistente di condotta antisociale, aggressiva o provocatoria.

  • Sono caratterizzati da una modalità ripetitiva e persistente di condotta antisociale, aggressiva o provocatoria.

  • Non sono significativi atti antisociali isolati, la durata del comportamento anomalo deve essere di almeno 6 mesi.

  • Necessario considerare il livello di sviluppo del soggetto

  • Possono essere sintomatici di altre condizioni psichiatriche



Livelli eccessivi di violenza o spacconeria

  • Livelli eccessivi di violenza o spacconeria

  • Crudeltà verso persone o animali

  • Gravi danni a proprietà,incendi, furti

  • Persistente comportamento menzognero

  • Assenze da scuola e fughe da casa

  • Accessi d’ira frequenti e marcati

  • Comportamento provocatorio e insolente

  • Disobbedienza marcata e persistente



Disturbo della condotta limitato al contesto familiare

  • Disturbo della condotta limitato al contesto familiare

  • Disturbo della condotta con ridotta socializzazione: manca di un’effettiva integrazione nel gruppo dei coetanei

  • Disturbo della condotta con socializzazione normale: il gruppo dei coetanei è di tipo delinquenziale o antisociale o è un gruppo normale e il comportamento antisociale è fuori da questo contesto



Si verifica di solito sotto i 9 -10 anni.

  • Si verifica di solito sotto i 9 -10 anni.

  • Presenti comportamenti marcatamente provocatori e disobbedienti

  • Assenti più gravi atti antisociali o aggressivi che violano la legge o i diritti degli altri (furti, crudeltà, aggressione, distruttività)



Sfidano frequentemente e attivamente le richieste e le regole degli adulti

  • Sfidano frequentemente e attivamente le richieste e le regole degli adulti

  • Infastidiscono deliberatamente altre persone

  • Hanno bassa tolleranza alla frustrazione e s’infuriano facilmente.

  • Attribuiscono agli altri i propri errori e difficoltà

  • Iniziano facilmente scontri, hanno livelli eccessivi di insolenza, di mancanza di collaborazione.



1- SINDROME ANSIOSA da SEPARAZIONE:

  • 1- SINDROME ANSIOSA da SEPARAZIONE:

  • preoccupazione non realistica per incidenti o eventi sfavorevoli che potrebbero accadere alle persone amate

  • persistente difficoltà o rifiuto ad andare a scuola per paura della separazione

  • persistente difficoltà a restare da solo, ad andare a letto

  • sofferenza eccessiva o comparsa di sintomi somatici quando si verifica una separazione dalla persona cara.



2 –SINDROME di ANSIA SOCIALE

  • 2 –SINDROME di ANSIA SOCIALE

  • Persistente o ricorrente paura e/o evitamento degli estranei ( adulti e/o coetanei)

  • Normale attaccamento ai familiari

  • Significativi problemi nel funzionamento sociale



SINDROME FOBICA

  • SINDROME FOBICA

  • Sviluppo di paure che si possono focalizzare su una vasta gamma di oggetti o situazioni e che non sono espressione del normale sviluppo psicosociale del soggetto

  • Il grado d’ansia è anomalo

  • La fobia condiziona la vita del soggetto



Interpretata in vario modo dalle varie scuole psicologiche, si presenta spesso nell’infanzia in maniera subdola e poco strutturata ( tratti depressivi).

  • Interpretata in vario modo dalle varie scuole psicologiche, si presenta spesso nell’infanzia in maniera subdola e poco strutturata ( tratti depressivi).

  • Fattori importanti comuni ad ogni nucleo depressivo:

  • La perdita e la separazione

  • L’elaborazione delle pulsioni aggressive.



Prostrazione,ritiro, isolamento,

  • Prostrazione,ritiro, isolamento,

  • Inibizione motoria e relazionale,docilità eccessiva

  • Bassa autostima, sensazione di non essere amato.

  • Insuccesso, disinvestimento scolastico

  • Sintomi fisici ( disturbi dell’alimentazione, del sonno, cefalee)

  • Fobie ( es. fobie scolari)

  • Sentimenti di colpa e bisogno di punizione ( es.attività pericolose)

  • Condotte autoaggressive.



Molto frequenti nell’infanzia,mascherano la depressione:

  • Molto frequenti nell’infanzia,mascherano la depressione:

  • Difese maniacali (umore eccitato)

  • Turbolenza e instabilità

  • Manifestazioni aggressive

  • Turbe del comportamento (furti,fughe)



Enuresi, soprattutto se primaria,

  • Enuresi, soprattutto se primaria,

  • Eczema,Asma,

  • Obesità,anoressia isolata



Depressione del bambino piccolo: è tanto più grave quanto più piccolo è il bambino.

  • Depressione del bambino piccolo: è tanto più grave quanto più piccolo è il bambino.

  • Si osserva prostrazione, autostimolazione ( es. dondolio), ritardo psicomotorio.

  • Depressione dell’infanzia: frequenti disturbi del comportamento.

  • Depressione adolescenziale: assomiglia a quella dell’adulto, collegata alle problematiche del corpo e del gruppo.



DDA (ADD) : disturbo da deficit attentivo

  • DDA (ADD) : disturbo da deficit attentivo

  • DDAI (ADHD): disturbo da deficit attentivo e iperattività.



L’ICD-10 parla di SINDROMI IPERCINETICHE

  • L’ICD-10 parla di SINDROMI IPERCINETICHE

  • caratterizzate da:

  • -Esordio precoce ( prima dei 5 anni)

  • -Comportamento iperattivo, marcata inattenzione

  • mancata perseverazione nell’esecuzione di un compito.

  • -Presenza in diverse situazioni (casa,scuola,clinica )

  • -Persistenza nel tempo di tali caratteristiche

  • comportamentali



Caratteristiche associate e da sole non sufficienti per la diagnosi:

  • Caratteristiche associate e da sole non sufficienti per la diagnosi:

  • Disinibizione nei rapporti sociali

  • Imprudenza in situazioni di pericolo

  • Infrazione impulsiva di regole sociali

  • Disturbi associati frequentemente:

  • Disturbi dell’apprendimento

  • Goffaggine motoria



Secondo il DSM-IV per far diagnosi di DDA o DDAI è necessario seguire i seguenti criteri:

  • Secondo il DSM-IV per far diagnosi di DDA o DDAI è necessario seguire i seguenti criteri:

  • 1- Il bambino deve manifestare, per almeno 6 mesi, 6 ( o più) dei seguenti sintomi di disattenzione con intensità che provoca disadattamento e che contrasta con il livello di sviluppo:



A) spesso non riesce a prestare attenzione ai particolari o commette errori di distrazione nei compiti scolastici, sul lavoro o in altre attività;

  • A) spesso non riesce a prestare attenzione ai particolari o commette errori di distrazione nei compiti scolastici, sul lavoro o in altre attività;

  • B) spesso ha difficoltà a mantenere l’attenzione sui compiti o sulle attività di gioco;

  • C) spesso non sembra ascoltare quando gli si parla direttamente;



E) spesso ha difficoltà ad organizzarsi nei compiti o nelle attività.

  • E) spesso ha difficoltà ad organizzarsi nei compiti o nelle attività.

  • F) spesso evita, prova avversione o è riluttante ad impegnarsi in compiti che richiedono sforzo mentale protratto;

  • G) spesso perde gli oggetti necessari per i compiti e le attività;

  • H)spesso è facilmente distratto da stimoli estranei;

  • I) spesso è sbadato nelle attività quotidiane.



A) Spesso muove con irrequietezza mani e piedi e si dimena sulla sedia;

  • A) Spesso muove con irrequietezza mani e piedi e si dimena sulla sedia;

  • B) spesso lascia il proprio posto in classe o in altre situazioni in cui deve stare seduto;

  • C) spesso scorazza e salta in modo eccessivo e fuori luogo;

  • D) spesso ha difficoltà a giocare o a dedicarsi a divertimenti in modo tranquillo;



F) spesso parla troppo;

  • F) spesso parla troppo;

  • G) spesso “spara” le risposte prima che le domande siano state completate;

  • H)spesso ha difficoltà ad aspettare il proprio turno;

  • I) spesso interrompe gli altri o è invadente nei loro confronti.



3- I sintomi devono essere presenti in 2 o più contesti.

  • 3- I sintomi devono essere presenti in 2 o più contesti.

  • 4- Deve esservi una evidente compromissione clinicamente significativa del funzionamento sociale scolastico o lavorativo.

  • 5- I sintomi non devono essere attribuibili ad altro disturbo mentale.



DDAI-C: disturbo da deficit di attenzione- iperattività tipo combinato.

  • DDAI-C: disturbo da deficit di attenzione- iperattività tipo combinato.

  • Devono essere presenti per 6 mesi 6 ( o più) sintomi di disattenzione e 6 ( o più) sintomi di iperattività.

  • DDAI- D: con disattenzione predominante.

  • DDAI-I: con iperattività-impulsività

  • predominanti.



FASCIA D’ETApiu’ COLPITA: fra gli 8- 10 anni.

  • FASCIA D’ETApiu’ COLPITA: fra gli 8- 10 anni.

  • PREVALENZA: 3-5% dei bambini in età scolastica ( altri studi rilevano il 7-10%).

  • Piu’ frequente nei maschi che nelle femmine

  • ( rapporto di 4:1).

  • L’iperattività è maggiormente presente nei maschi perciò il deficit attentivo può essere sottostimato nelle femmine.



Comorbilità molto elevata: tra il 50% e l’80%

  • Comorbilità molto elevata: tra il 50% e l’80%

  • Comportamenti comuni ai due disturbi: frustrazione,disattenzione,impulsività, iperattività,disorganizzazione, incapacità di concentrarsi sul compito,difficoltà nella memoria a breve termine,scarso rendimento scolastico, disgrafia,scoordinazione e deficit delle abilità sociali.





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