Don Dino Lanza e dall’equipe del Centro Diocesano Vocazioni



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Centro Diocesano Vocazioni

Patti (Me)

Svegliati,
mio cuore

Sal 57,9

Riflessioni sul Vangelo del giorno

per il Tempo di Pasqua (Anno B)


Il volumetto è stato curato da don Dino Lanza e dall’equipe del Centro Diocesano Vocazioni della Diocesi di Patti (Me).

I testi delle riflessioni per il Tempo Ordinario sono stati preparati da:


I testi delle riflessioni per il Tempo di Pasqua sono stati preparati:

dalla prof.ssa Maria Porracciolo, della comunità parrocchiale S. Lucia in Mistretta: dal 29 marzo al 21 aprile

• da Don Francesco Pisciotta, parroco della parrocchia S. Ippolito in Patti e vicario giudiziale: dal 22 al 24 aprile; 25 aprile; dal 27 al 29 aprile; 3 – 5 maggio; dal 7 al 8 maggio; dal 10 al 12 maggio; 14 maggio; dal 16 al 19 maggio.

• Dalla Fam. Nobile Pippo e Mascari Gabriella della comunità parrocchiale Maria SS. delle Grazie di Castel di Lucio (Me): il 26 aprile.

• Dalla Fam. Mililli Gaetano e Smiriglio Pina, della comunità parrocchiale S. Maria del Carmelo di S. Agata Militello (Me): 30 aprile e 2 maggio.

• Dalla Fam. Scaffidi Diego e Giletto Daniela, della comunità parrocchiale S. Benedetto il Moro di Acquedolci (Me): il 9 maggio.

• Da fra Umile e sr. Donata: 4, 6, 13, 20 maggio

• Da don Enzo Smriglio, parroco della cattedrale San Bartolomeo in Patti (Me): 15 maggio.


© 2018 - Centro Diocesano Vocazioni

Seminario Vescovile di Patti

Piazza Cattedrale - 98066 Patti (ME)

Tel. 0941.21047

cdv@diocesipatti.it
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CCP 11119989 – OVS

IBAN IT90 D076 0116 5000 0001 1119 989
È possibile scaricare i file Word e PDF dal sito www.qumran2.net

inserendo il titolo del sussidio
Presentazione del Vescovo
Nella gioia della Pasqua del Signore Risorto consegno a tutta la Comunità diocesana il fascicolo, curato dal Centro Diocesano Vocazioni, con le meditazioni sul Vangelo del giorno che accompagneranno il nostro cammino umano e cristiano durante il tempo pasquale.

Il titolo del sussidio «Svegliati, mio cuore» è tratto dal salmo 57 che è una preghiera di supplica e di ringraziamento nella quale l’orante invita a custodire nel cuore la speranza che permette di svegliare l’aurora quale segno della vita che rinasce. Un’aurora di pace e di gioia come quella che risplende con forza nel mattino di Pasqua.

Il tempo di Pasqua è animato dalla speranza innestata nel cuore dell’uomo dalla Risurrezione di Cristo. La speranza è come il vertice dell’esistenza, una sensazione di pienezza in cui la vita appare nella sua positività e bellezza.

La gioia che il Risorto dona a tutti gli uomini infatti non è semplicemente una condizione o un sentimento, ma manifestazione di una scoperta interiore, come espressione di felicita e di pienezza di senso che apre la vita dell’uomo al futuro consentendo la speranza.

Sperare s’inscrive nel bisogno dell’essere umano. Per cui, nonostante le paure e le continue frustrazioni, l’uomo avverte che la speranza gli consente di vivere, di perseverare, di mantenersi sveglio finché la morte non sia inghiottita nella vittoria della vita.

Un uomo che spera è perciò stesso un uomo capace di stare dentro la storia, che non vive in fuga, ma senza clamore e chiasso opera il bene in modo concreto nelle trame della propria esistenza quotidiana. Perciò lasciamoci guidare dal Vangelo per svegliare l’aurora di una vita nuova, in un mondo che preferisce restare nella notte.

La fede in Cristo Risorto ci dice dunque che la nostra vita ha un senso, che la nostra storia non è sospesa nel vuoto, ma è animata dalla forza dell’amore che innesta nel cuore dell’uomo la speranza.
A tutti auguro un fecondo cammino di speranza nella gioia del Signore Risorto.

Vi benedico di cuore.
Patti, 1 marzo 2018.
+ Guglielmo Giombanco

Vescovo


Tempo di Pasqua

Triduo Pasquale

Giovedì Santo, 29 marzo 2018

San Simplicio, abate di Montecassino

- Cena del Signore -

Giornata Sacerdotale

Liturgia della Parola

Es 12,1-8.11-14; Sal 115; 1Cor 11,23-26; Gv 13,1-15



La Parola del Signore

è ascoltata

Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri». Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi».

è meditata

L’ora di Gesù, la sola che conta per Lui, verso la quale ha orientato tutta la vita, è l’ora della passione, seguita dalla Resurrezione. L’ora stabilita dal Padre e accettata liberamente da Figlio. È l’ora suprema dell’amore. Tutta la vita di Gesù è una prova del suo amore. L’atmosfera dell’ultima cena è pervasa d’amore.

È calato il silenzio, Gesù ora parla con i gesti. Il tempo si è fatto breve, sono le ultime ore con gli apostoli! Sa che gli apostoli, pur avendolo seguito ed ascoltato, non hanno ancora capito del tutto la Sua Logica e allora lascia un gesto, un’immagine di Sé che resterà scolpita nel loro cuore. Giovanni ci regala un fotogramma bellissimo, una sequenza di azioni espressa dai verbi: si alzò, depose, prese, cinse, versò e cominciò a lavare e ad asciugare i piedi ai discepoli. Lo sbigottimento è generale, la reazione di Pietro plausibile. “Signore, Tu lavi i piedi a me?” Gesù continua deciso e finito il giro, si riveste e siede a tavola. E poi, da Maestro, spiega il senso di ciò che ha appena fatto: “Vi ho dato l’esempio, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi”.

è pregata

Signore, vieni e purificami! Tu non hai paura di sporcarti con le mie miserie, lavami e rigenerami con la tua Grazia, solo cosi potrò imparare questa tua ultima lezione di vita, la più difficile, ma fondamentale per seguirti. Aiutami a deporre le mie logiche anguste ed egoistiche, a cingermi il grembiule e a chinarmi sui bisogni dei fratelli a cominciare da quelli più vicini, a servire tutti con gioia ed umiltà. Amen.

mi impegna

Da oggi farò attenzione ai bisogni di chi mi è vicino e di chi mi passa accanto e cercherò di amare con i fatti e nelle varie circostanze e situazioni mi domanderò: cosa farebbe Gesù al mio posto?

Venerdì Santo, 30 marzo 2018

San Leonardo Murialdo, sacerdote

digiuno e astinenza

Passione del Signore

Liturgia della Parola

Is 52,13-53,12; Sal 30; Eb 4,14-16;5,7-9; Gv 18,1-19,42



La Parola del Signore

è ascoltata

Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Giovanni

Afferrarono Gesù e lo legarono

C In quel tempo, Gesù uscì con i suoi discepoli e andò di là dal torrente Cedron, dove c’era un giardino nel quale entrò con i suoi discepoli. Anche Giuda, il traditore, conosceva quel posto, perché Gesù vi si ritirava spesso con i suoi discepoli. Giuda dunque, preso un distaccamento di soldati e delle guardie fornite dai sommi sacerdoti e dai farisei, si recò là con lanterne, torce e armi. Gesù allora, conoscendo tutto quello che gli doveva accadere, si fece innanzi e disse loro: + “Chi cercate?”. C Gli risposero: P “Gesù, il Nazareno”. C Disse loro Gesù: + “Sono io!”. C Vi era là con loro anche Giuda, il traditore. Appena disse “Sono io”, indietreggiarono e caddero a terra.

Domandò loro di nuovo: + “Chi cercate?”. C Risposero: P “Gesù, il Nazareno”. C Gesù replicò: + “Vi ho detto che sono io. Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano”. C Perché s’adempisse la parola che egli aveva detto: “Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato”. Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori e colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l’orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco. Gesù allora disse a Pietro: +“Rimetti la tua spada nel fodero; non devo forse bere il calice che il Padre mi ha dato?”.

Lo condussero prima da Anna

C Allora il distaccamento con il comandante e le guardie dei Giudei afferrarono Gesù, lo legarono e lo condussero prima da Anna: egli era infatti suocero di Caifa, che era sommo sacerdote in quell’anno. Caifa poi era quello che aveva consigliato ai Giudei: “È meglio che un uomo solo muoia per il popolo”. Intanto Simon Pietro seguiva Gesù insieme con un altro discepolo. Questo discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote e perciò entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote; Pietro invece si fermò fuori, vicino alla porta. Allora quell’altro discepolo, noto al sommo sacerdote, tornò fuori, parlò alla portinaia e fece entrare anche Pietro. E la giovane portinaia disse a Pietro: P“Forse anche tu sei dei discepoli di quest’uomo?”. C Egli rispose: P “Non lo sono”. C Intanto i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e si scaldavano; anche Pietro stava con loro e si scaldava. Allora il sommo sacerdote interrogò Gesù riguardo ai suoi discepoli e alla sua dottrina. Gesù gli rispose: + “Io ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto. Perché interroghi me? Interroga quelli che hanno udito ciò che ho detto loro; ecco, essi sanno che cosa ho detto”. C Aveva appena detto questo, che una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù, dicendo: P “Così rispondi al sommo sacerdote?”. C Gli rispose Gesù: + “Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?”. C Allora Anna lo mandò legato a Caifa, sommo sacerdote.

Non sei anche tu dei suoi discepoli? Non lo sono!

Intanto Simon Pietro stava là a scaldarsi. Gli dissero: P “Non sei anche tu dei suoi discepoli?”. C Egli lo negò e disse: P “Non lo sono”. C Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l’orecchio, disse:P “Non ti ho forse visto con lui nel giardino?”. C Pietro negò di nuovo, e subito un gallo cantò.

Il mio regno non è di questo mondo.

Allora condussero Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l’alba ed essi non vollero entrare nel pretorio per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua. Uscì dunque Pilato verso di loro e domandò: P “Che accusa portate contro questo uomo?”. C Gli risposero: P “Se non fosse un malfattore, non te l’avremmo consegnato”. C Allora Pilato disse loro: P “Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra legge!”. C Gli risposero i Giudei: P “A noi non è consentito mettere a morte nessuno”. C Così si adempivano le parole che Gesù aveva detto indicando di quale morte doveva morire. Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: P “Tu sei il re dei Giudei?”. C Gesù rispose: + “Dici questo da te oppure altri te l’hanno detto sul mio conto?”. C Pilato rispose: P “Sono io forse Giudeo? La tua gente e i sommi sacerdoti ti hanno consegnato a me; che cosa hai fatto?”. C Rispose Gesù: + “Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù”. C Allora Pilato gli disse: P “Dunque tu sei re?”. C Rispose Gesù: + “Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce”. C Gli dice Pilato: P “Che cos’è la verità?”.

C E detto questo uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: P “Io non trovo in lui nessuna colpa. Vi è tra voi l’usanza che io vi liberi uno per la Pasqua: volete dunque che io vi liberi il re dei Giudei?”. C Allora essi gridarono di nuovo: P “Non costui, ma Barabba!”. C Barabba era un brigante.

Salve, re dei Giudei!

Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare. E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora; quindi gli venivano davanti e gli dicevano: P “Salve, re dei Giudei!”. CE gli davano schiaffi. Pilato intanto uscì di nuovo e disse loro: P “Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui nessuna colpa”. C Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: P “Ecco l’uomo!”. C Al vederlo i sommi sacerdoti e le guardie gridarono: P “Crocifiggilo, crocifiggilo!”. C Disse loro Pilato: P“Prendetelo voi e crocifiggetelo; io non trovo in lui nessuna colpa”. C Gli risposero i Giudei: P “Noi abbiamo una legge e secondo questa legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio”. C All’udire queste parole, Pilato ebbe ancor più paura ed entrato di nuovo nel pretorio disse a Gesù: P “Di dove sei?”.C Ma Gesù non gli diede risposta. Gli disse allora Pilato: P “Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?”. CRispose Gesù: + “Tu non avresti nessun potere su di me, se non ti fosse stato dato dall’alto. Per questo chi mi ha consegnato nelle tue mani ha una colpa più grande”.

Via, via, crocifiggilo!

C Da quel momento Pilato cercava di liberarlo; ma i Giudei gridarono: P “Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque infatti si fa re si mette contro Cesare!”. C Udite queste parole, Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette nel tribunale, nel luogo chiamato Litostroto, in ebraico Gabbata. Era la Parasceve della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: P “Ecco il vostro re!”.C Ma quelli gridarono: P “Via, via, crocifiggilo!”. C Disse loro Pilato: P “Metterò in croce il vostro re?”. C Risposero i sommi sacerdoti: “Non abbiamo altro re all’infuori di Cesare”. C Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.

Lo crocifissero e con lui altri due

Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Golgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù nel mezzo. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: “Gesù il Nazareno, il re dei Giudei”. Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove fu crocifisso Gesù era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. I sommi sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: P “Non scrivere: Il re dei Giudei, ma che egli ha detto: Io sono il re dei Giudei”. C Rispose Pilato: P “Ciò che ho scritto, ho scritto”.

Si son divise tra loro le mie vesti

C I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: “Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca”. C Così si adempiva la Scrittura: “Si son divise tra loro le mie vesti e sulla mia tunica han gettato la sorte”. E i soldati fecero proprio così.

Ecco il tuo figlio. Ecco la tua madre!

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Magdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: + “Donna, ecco il tuo figlio!”. C Poi disse al discepolo: + “Ecco la tua madre!”. C E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

Tutto è compiuto!

Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: + “Ho sete”. C Vi era lì un vaso pieno d’aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. E dopo aver ricevuto l’aceto, Gesù disse: + “Tutto è compiuto!”. C E, chinato il capo, spirò.

(Qui ci si genuflette e si fa una breve pausa)

E subito ne uscì sangue e acqua

Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all’altro che era stato crocifisso insieme con lui. Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il costato con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera ed egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si adempisse la Scrittura: “Non gli sarà spezzato alcun osso”. E un altro passo della Scrittura dice ancora: “Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto”.

Presero il corpo di Gesù e lo avvolsero in bende

con oli aromatici

Dopo questi fatti, Giuseppe d’Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodemo, quello che in precedenza era andato da lui di notte, e portò una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre. Essi presero allora il corpo di Gesù, e lo avvolsero in bende insieme con oli aromatici, com’è usanza seppellire per i Giudei. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto. Là dunque deposero Gesù, a motivo della Parasceve dei Giudei, poiché quel sepolcro era vicino.

è meditata

Di fronte a Gesù Crocifisso bisogna stare in silenzio e lasciar parlare Lui, l’Uomo- Dio, che ha dato la vita per ciascuno di noi! Finalmente i suoi nemici (i capi religiosi e politici) si sono sbarazzati di Lui, Lo hanno messo a tacere. Hanno fermato i suoi passi e chiuso la sua bocca. I suoi piedi sono fermi, inchiodati ad un asse di legno così come le sue mani. E le sue braccia spalancate sulla croce, sembrano protese ad un abbraccio infinito! C’è posto per tutti tra quelle braccia, anche per coloro che hanno ciecamente infierito su di Lui: “Padre perdonali perché non sanno quel che fanno”. Il suo corpo martoriato mostra a quale grado di ferocia può arrivare l’essere umano quando si sgancia da Dio. Su di Lui hanno infierito fisicamente e moralmente, basta pensare alla trovata della corona di spine per sbeffeggiarlo. Ma né lo strazio della carne, né quello ancora più amaro del cuore, ferito dal “bacio” di Giuda, dal rinnegamento di Pietro, dal voltafaccia della folla che passa dall’ “osanna” al “crucifige”, dalla fuga degli apostoli, riescono ad intaccare il suo amore viscerale per l’uomo, ogni uomo! E tra gli spasimi di quell’atroce agonia, raccoglie le forze per l’ultimo atto d’amore: “Donna ecco tuo figlio”, “Ecco tua Madre” e ci affida a Maria, ci dona Sua Madre, sicuro del Suo “SI”!

è pregata

Signore Gesù, contemplandoti appeso alla Croce, mi sento schiacciata dal Tuo amore! Che cosa potevi fare di più per dirmi quanto mi ami? Lo hai detto nell’ultima cena: “Questo è il mio corpo donato per voi… questo il mio sangue versato per voi”, e lo hai fatto. “Mangiatene e bevetene tutti”. Il tuo invito ci rassicura. Sapevi che da soli ci saremmo smarriti e ti sei fatto Pane per noi. Grazie di tutto Gesù e perdono di tutto. Amen.

mi impegna

Non si può amare chi non si conosce. Mi impegnerò a scoprire il vero Volto di Dio approfondendo la vita di Gesù e parteciperò alla S. Messa, memoriale della Passione, della morte e Risurrezione di Cristo, col dovuto raccoglimento, immergendomi in questo mistero d’Amore.



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