Dossier amalgama



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DOSSIER AMALGAMA


  1. ABSTRACT in ordine alfabetico




  1. Organizzazione mondiale della Sanità su mercurio e amalgama (documento W.H.O., 1991)




  1. Indice per argomenti della bibliografia



2. ABSTRACT in ordine alfabetico

Abraham JE, Svare CW, Frank CW, “L’effetto delle sostituzioni dell’amalgama dentale sui livelli di mercurio nel sangue”, J. Dent Res 63(1): 71-73 (1984)


ABSTRACT

Sono stati misurati i livelli di mercurio nel sangue e nell’area intraorale, prima e dopo aver masticato della gomma, in 47 persone con otturazioni dentali di amalgama e in 14 persone senza. Sono stati sottoposti ad entrambi i gruppi questionari per circoscrivere eventuali fonti esterne di esposizione al mercurio. Le differenze dei livelli di mercurio nell’area intraorale prima e dopo aver masticato erano statisticamente rilevanti nel gruppo con le amalgame, ma non nel gruppo senza amalgame. L’analisi dei dati dei questionari indicava che si era verificata nei due gruppi un’esposizione esterna minima o nulla. Le concentrazioni di mercurio nel sangue erano direttamente proporzionali con il numero e la superficie delle sostituzioni delle amalgame ed erano significativamente più basse nel gruppo senza amalgame dentali.

* Aposhian HV, Bruce DC, Alter W, Dart RC, Hurlbut KM, Aposhian MM, “Il mercurio nelle urine dopo la somministrazione di DMPS: correlazione con la quantità di amalgame nei denti”, FASEB Journal; 6 (7) p2472-2476 aprile 1992 (AL28)
ABSTRACT (Università di Arizona, Dipartimento di biologia molecolare e cellulare, Tucson)

C’è una considerevole controversia riguardo al fatto che le amalgame dentali possano avere degli effetti sistematici sugli esseri umani a causa del loro rilascio di mercurio. La maggior parte di queste amalgame contiene fino al 50% di mercurio metallico. Per determinare l’effetto dannoso delle amalgame dentali sul corpo umano abbiamo dato a dei volontari con e senza amalgame sale sodico dell'acido 2,3- dimercaptopropane-1-sulfonic (DMPS), un agente chelante usato per molti anni senza precauzioni in Unione Sovietica e nella Germania Occidentale. I diametri delle amalgame di questi soggetti sono stati misurati per ottenere una scala. La somministrazione di 300 mg di DMPS per via orale aumentava l’escrezione di mercurio dalle urine del gruppo degli individui con amalgame da 0,70 a 17,2 microgrammi e quella del gruppo senza amalgame da 0,27 a 5,1 microgrammi nell’arco di 9 ore. I due terzi di mercurio contenuto nelle urine degli individui con amalgame risulta essere derivato dai vapori di mercurio rilasciati dalle amalgame stesse. Le analisi della regressione lineare indicano una correlazione altamente significativa tra il mercurio rilasciato nelle urine 2 ore dopo la somministrazione di DMPS e la scala delle misurazioni delle amalgame. Il DMPS può essere usato per aumentare l’escrezione urinaria di mercurio e per convalidare così questo metodo di misurazioni dei danni da esposizione di mercurio, soprattutto in caso di micromercurismo.

Aposhian HV, “Mobilitazione di mercurio e arsenico nell’uomo con DMPS sodico”, Environ Healt Perspect., 106(S4): 1017-25, agosto 1998
ABSTRACT (Università di Arizona, Dpt. Di biologia molecolare e cellulare, Tucson) Errore. Il segnalibro non è definito.

Il sodio 2,3-dimercapto-1-propane sulfonato (DMPS, Dimaval) è un agente chelante idrosolubile che può essere somministrato per via orale o sistemicamente ed è stato usato per curare l’intossicazione da metalli fin dagli anni 60, nell’ex Unione Sovietica e dal 1978 in Germania. Per determinare più approssimativamente i danni da Hg e da As sull’organismo umano sono stati sviluppati test in cui si facevano interagire DMPS e Hg e poi DMPS e As. I test includono la raccolta di urine durante la notte, somministrando 300 mg di DMPS e raccogliendo la urine in un lasso di tempo da 0 a 6 ore dal momento della somministrazione, per poi determinare il mercurio nelle urine prima e dopo la somministrazione di DMPS. Questi test di reazione, applicati a studenti universitari volontari con e senza sostituzione delle amalgame, indicano che i 2/3 dell’Hg contenuto nelle urine dopo la somministrazione di DMPS erano originati dalle loro amalgame. Inoltre c’era una correlazione direttamente proporzionale tra la quantità di amalgama (la misura della superficie delle amalgame) e l’Hg presente nelle urine dopo il test di reazione. Quando il test di reazione tra DMPS e Hg è stato usato per studiare il personale dentistico esposto per lavoro al mercurio, l’escrezione di mercurio nelle urine era 88, 49 e 35 volte maggiore dopo la somministrazione di DMPS rispettivamente in 10 tecnici dentisti, 5 odontoiatri e 13 impiegati tra il personale non qualificato. Il DMPS è stato anche usato per determinare i danni nell’organismo di persone che avevano bevuto acqua contenente 600 mcg di As/litro.

* Aronsson AM, Lind B, Nylander M, Nordberg M, "Amalgama dentale e mercurio", Biol Metals 2:25-30 (1989) (AE41)
ABSTRACT (Department of Environmental Hygiene, Karolinska Institute, Stockholm, Sweden)

Sono state misurate le concentrazioni di mercurio nell'aria intraorale e nelle urine. La concentrazione intraorale basale di mercurio era compresa, per le 27 donne esaminate, tra 0.6 e 10.4 ug/m3 (valore medio 4.3 ug/m3). Questo corrisponde al rilascio di 0,02-0.38 ng/s (valore medio 0.16 ng/s). Nelle urine la concentrazione di mercurio andava da 0.8 a 6.9 mcg/g di creatinina (valore medio 1.9 mcg/g di creatinina). Entrambi i dati su vapori intraorali e urine si correlavano significativamente con il numero totale di aree dentali con amalgame. I valori di proteine nel sangue indicavano l'assenza di danno renale. Le concentrazioni massime di vapori di mercurio nell'aria intraorale per le 27 donne dopo aver masticato per 5 minuti andava da 2 a 60 ug Hg/m3 (valore medio 19 mcg Hg/m3). Questo corrisponde a 0.07-2.20 ng Hg/s e ad un valore medio di 0.70 ng Hg/s.


* Arvidson B; Arvidsson J; Johansson K, “Mercurio che si deposita nei neuroni dei gangli trigeminali dopo l’immissione di amalgama nei denti dei topi”, Biometals; 7(3) p261-263, 1994 (BD24)


ABSTRACT

Un’otturazione di mercurio è stata inserita nel primo molare superiore di 12 topi che sono stati uccisi dopo 9 mesi. Sezioni di tessuto da gangli trigeminali e dal tronco cerebrale sono stati successivamente esaminati con una tecnica istochimica molto sensibile per rilevare l’accumulo di mercurio. All’interno dei gangli trigeminali, sono stati ritrovati depositi di mercurio nelle cellule nervose in 7 topi su 12, mentre non è stato trovato mercurio nelle sezioni del tronco cerebrale. È stato discusso il meccanismo responsabile dell’accumulo di mercurio nei gangli trigeminali.

Barregard L, Sallsten G, Blohm, Haglind P, "Cadmio, mercurio e piombo nella corteccia renale della popolazione svedese", Environ Health Perspect, nov. 1999; 107(11):867-871
ABSTRACT

Cadmio, mercurio e concentrazioni di piombo sono stati individuati nelle biopsie di cortecce renali congelate prese da 36 donatori svedesi (18 uomini, 18 donne) con reni sani, dai 30 ai 71 anni di età (in media 53 anni). E’ stato possibile ottenere da 27 di questi donatori informazioni sull’occupazione, uso di sigarette, presenza di amalgame dentali e consumo di pesce. I campioni (in media 0,74 mg di peso a secco) sono stati analizzati usando una spettrometria di massa di plasma induttivamente accoppiato, e i risultati sono stati convertiti nelle rispettive concentrazioni di peso in condizioni di umidità. La media del Cd nei reni era di 17 mcg/g ( intervallo di confidenza del 95%, 14-23 mcg/g) con risultati simili sia negli uomini che nelle donne. In 10 accaniti fumatori, la media del Cd nei reni era di 24 mcg/g, e in 12 che non avevano mai fumato era di 17 mcg/g. La media di Hg nei reni era di 0,29 mcg/g, con livelli più alti nelle donne (con la media di 0,54 mcg/g) rispetto agli uomini (in media 0,16 mcg/g). Individui con amalgame dentali avevano un valore di Hg nei reni più alto (in media 0,47 mcg/g, n=20) rispetto a quelli senza amalgame (in media 0,15 mcg/g, n=6). Quasi metà dei campioni avevano il Pb nel fegato al di sotto dei limiti percepibili. La media di Pb nei reni è stata stimata 0,14 mcg/g. Questo è il primo studio sui metalli pesanti sulla corteccia renale di soggetti in vita e sani, e i risultati sono relativamente simili a quelli dei pochi studi precedenti sulle autopsie, sottolineando che i risultati delle autopsie non sono seriamente in relazione con la concentrazione di metalli nei reni della popolazione. Le concentrazioni di Cd in quelli che non avevano mai fumato erano relativamente alte, indicando una considerevole assunzione di Cd dalle abitudini alimentari svedesi. L’effetto delle amalgame dentali sul Hg nei reni era come previsto, invece non è chiara la ragione della differenza nei livelli di Pb tra uomini e donne.

* Barregård L, Sällsten G, Järvholm B, "Individui con elevata esposizione al mercurio delle proprie otturazioni di amalgama", Occup Environ Med 52 (2) :124-128 (1995) (BB12)
ABSTRACT (Department of Occupational Medicine, Sahlgrenska University Hospital, Goteborg, Sweden):

Sono descritti 3 casi clinici. Questi sono confrontati con la distribuzione di escrezione urinaria di mercurio (Hg) della popolazione determinata in altri studi. Risultati: nei 3 casi esaminati c'era una eliminazione di 23-60 mcg di Hg/giorno (25-54 mcg/g creatinina), corrispondente ad un'assimilazione giornaliera di 100 mcg di Hg. I livelli di Hg nel sangue era di 12-23 mcg/l, valore che è 5-10 volte superiore alla media della popolazione svedese. Non furono identificate altre fonti di esposizione e la rimozione delle otturazioni di amalgama portò alla normalizzazione delle concentrazioni di Hg. La masticazione di gomma e il bruxismo erano probabilmente le ragioni per la maggiore esposizione a Hg. Conclusioni: sebbene in media l'assorbimento di mercurio da otturazioni dentali di amalgama è basso, ci sono notevoli differenze tra persone e persone; alcuni individui hanno un elevato assorbimento di mercurio dalle proprie otturazioni di amalgama.

* Begerow J, Zander D, Freier I, Dunemann L, "Espulsione a lungo termine del mercurio nelle urine dopo la rimozione delle otturazioni di mercurio", Int Arch Occup Health 66:209-212 (1994) (AY49)

ABSTRACT (Medizinisches Institut fur Umwelthygiene, Dusseldorf, Germany)

L'escrezione urinaria di mercurio è stata determinata in 17 pazienti (età: 28-55) prima e dopo la rimozione di tutte le otturazioni di amalgama (da 4 a 24). Prima della rimozione, l'escrezione di mercurio nelle urine si correlava con il numero di otturazioni di amalgama. Nella fase immediatamente post-rimozione (fino a sei giorni dopo la rimozione) è stato osservato un aumento medio del 30%. Entro 12 mesi l'escrezione di mercurio si era ridotta di 5 volte, da 1.44 mcg/g (range: 0.57-4.38 mcg/g) a 0.36 mcg/g (range: 0.13-0.88 mcg/g). Dopo la fine dell'esposizione alle amalgame dentali l'emivita urinaria è stata di 95 giorni. 12 mesi dopo la rimozione di amalgama tutti i partecipanti mostrarono valori decisamente diminuiti di mercurio urinario, valori che erano diventati simili a quelli di individui che non avevano mai avuto otturazioni di amalgama. Questi risultati mostrano che il rilascio di mercurio dalle amalgame dentali contribuisce grandemente all'esposizione al mercurio in persone non esposte professionalmente. L'esposizione da otturazioni di mercurio infatti è maggiore dell'esposizione da altre fonti quali il cibo, l'aria e liquidi da bere.

Berglund F, "150 anni di amalgama dentale. Rapporti di casi nell’arco di 150 anni sugli effetti sfavorevoli dell’amalgama. Relazione sull'avvelenamento da mercurio", Bio-Probe, Inc. Orlando, Florida 1995. (ISBN 0-9410011-14-3)


ABSTRACT

L’amalgama dentale consiste in un miscuglio di mercurio metallico con una lega in polvere di argento, stagno, rame e zinco. L’amalgama libera continuamente mercurio. Sono stati analizzati rapporti su 245 pazienti con amalgame che sono stati pubblicati su giornali scientifici nell’arco di 150 anni, dal 1844 al 1933. È stata documentata l’esposizione su riparazioni dentali con amalgama e varie leghe metalliche. Sono stati analizzati sintomi, test immunologici, trattamenti dentali e conseguenze. Una tavola riassuntiva paragona i sintomi con quelli del caso riportato da Kussmanl tra lavoratori di specchi del 1861. RISULTATI. Quasi tutti i sintomi in pazienti con amalgama furono già denunciati nel XIX sec. E la maggior parte concordano con quelli per avvelenamento cronico da mercurio. Test epicutanei sulla pelle in pazienti con sintomi sulla pelle sono risultati positivi al mercurio o, in alcuni casi, all’argento o al rame. La rimozione dell’amalgama è stata la misura comune che ha portato a un miglioramento o alla cura. CONCLUSIONI. Tre meccanismi patogeni prevalgono: 1) una tossicità da mercurio legata alla dose; 2) l’immunologico (immunosoppressione, autoimmunità, 1-4 tipi di ipersensitività); 3) l’elettrogalvanico, tra gli altri per leucoplachie e lichene orale. La guarigione dopo la rimozione dell’amalgama è spesso incompleta. Questo avviene anche in caso di avvelenamento da mercurio sul lavoro. L’uso dell’amalgama per restauri dentali provoca un inaccettabile rischio di malattia cronica e sofferenza.

Berglund F, Elinder G, "Trombocitopenia in due bambini dopo l’inserimento di amalgame nei denti da latte", Sammanfattningar, Svenska Läkarsällskapets, Riksstämma 27-29 nov 1991
“Una bambina di 9 anni in Oskarshamn si ammalò dopo 2 mesi dall’inserimento di un’amalgama in un dente da latte, con petecchie sulle gambe e gengive sanguinanti. I trombociti inizialmente 15x19(9)/l rapidamente scesero a 2,1x10(9)/l. La microspia del midollo osseo mostrava megacariociti piccoli e immaturi. 60mg di prednisolone fu somministrato per quattro giorni, poi 20mg al giorno e interrotto dopo tre settimane. I trombociti allora aumentarono nell’arco di tre mesi da 43 fino a circa 200x10(9)/l. Durante questo tempo la bambina aveva perso i suoi denti da latte con l’amalgama. La madre aveva 16 amalgame di varia grandezza e 4 capsule d’oro. Soffriva di dolori alle articolazioni, stanchezza freddo e avevo allattato la bambina per 7 mesi. A un bambino nato nel 1979 venne inserita un’amalgama in un dente da latte nel1982, a dicembre dell’83 si fece dei lividi e i trombociti erano 23x10(9)/l. Chiaramente positivo il test di Coombs. Inizialmente trattato con cortisone e Imurel. Dopo un paio di mesi solo Imurel fino al 1991. Il dente cadde a gennaio ’91 e fu analizzato. Il ragazzo ora sta bene. La madre ha amalgame in tutti i molari e premolari, con sapore metallico dal 1986 circa. Ha allattato il figlio per due mesi. Topi esposti a mercurio gassoso accumulano mercurio anche nel midollo osseo. La storia dentale, sia della madre che del figlio, dovrebbe essere parte di una valutazione dell’anamnesi.

Articolo correlato: mercurio e trombocitopenìa



Fuortes LJ, Weismann DN, Peters C, "Trombocitopenia autoimmune ed avvelenamento da mercurio elementare", J Toxicol Clin Toxicol 33(5):449-455 (1995)


ABSTRACT

Tre casi di grave tossicità al mercurio verificatisi all'interno di una famiglia. Due casi di trombocitopenìa si sono verificati in questa famiglia e rappresentano il secondo importante resoconto di un'associazione tra tossicità da mercurio e trombocitopenìa. Tre dei bambini si sono presentati con una combinazione di manifestazioni dermatologiche e neurologiche che richiamano l'acrodinia o "malattia rosa". Ciascuno dei 4 bambini in questa famiglia era stato curato con acido dimercaptosuccinico. Sono stati descritti i rischi nell'usare l'aspirapolvere nei casi di perdite di mercurio e le appropriate procedure di pulizia.



Berglund A, Molin M, "Livelli di mercurio nel plasma e nelle urine dopo la rimozione di tutte le amalgame: gli effetti dell’uso della diga di gomma", Dent Mater, sett. 1997; 13(5):297-304


ABSTRACT (Dpt. Dental Materials Science, Umea University, Sweden)

Scopo del presente studio è stato di determinare se la rimozione di tutti i restauri di amalgama può significativamente influenzare i livelli di mercurio nel plasma e nelle urine e se l’uso di diga di gomma può ridurre l’esposizione del paziente al mercurio durante la rimozione dell’amalgama. Tutti i restauri di amalgama sono stati rimossi da 18 soggetti durante un singolo trattamento in cui è stata usata la diga di gomma, e da 10 soggetti in cui non è stata usata. Tutte le amalgame sono state rimosse dallo stesso dentista usando un taglio velocissimo, acqua refrigerante ed evacuazione ad alto volume. I livelli di mercurio nel plasma e nelle urine sono stati entrambi analizzati prima e durante i successivi 20 mesi dopo la rimozione delle amalgame. Allo scopo di determinare se la rimozione di tutte le amalgame può causare una larga esposizione sufficiente per una crescita considerevole dei livelli di mercurio e di determinare se la rimozione se la rimozione può portare ad una considerevole diminuzione dei livelli di mercurio trovati durante il periodo fissato, è stato usato il t-test accoppiato degli Studenti. Per ogni individuo i livelli di prima della rimozione sono stati paragonati con entrambi i livelli trovati nel plasma e nelle urine, ed anche con i livelli trovati dopo la rimozione. Per di più, allo scopo di esaminare se l’uso di protezioni di gomma ha degli effetti sui livelli di mercurio trovati dopo la rimozione, i cambiamenti dei livelli di mercurio trovati sono stati confrontati tra i gruppi usando il Wilcoxon-Mann-Whitney test. RISULTATI: Dopo la rimozione di tutte le amalgame solo il gruppo senza protezioni con diga di gomma ha mostrato una considerevole crescita nei livelli di mercurio trovati nel plasma e urine. Ma, un anno dopo, i livelli di mercurio nel plasma e nelle urine sono scesi molto al di sotto dei livelli di prima della rimozione per entrambi i gruppi. Quando i cambiamenti dei livelli di mercurio trovati sono stati confrontati tra i gruppi, il gruppo senza protezioni di gomma ha mostrato una crescita molto più alta di mercurio nel plasma rispetto al gruppo con la protezione il giorno dopo la rimozione. Rispetto ai livelli di mercurio di prima della rimozione nel plasma e nelle urine, i livelli trovati dopo la rimozione di tutte le amalgame sono stati in media 52+/-23% (variazione 4-89%), più bassi nel plasma e 76+/-21% (variazione 20-94%) più bassi nelle urine. Lo studio ha mostrato che l’amalgama dentale ha avuto un impatto statisticamente considerevole sui livelli di mercurio trovati nel plasma e nelle urine nei pazienti esaminati, e che l’uso di una protezione di gomma durante la rimozione di tutte le amalgame ha prodotto un considerevole picco di mercurio nel plasma dopo la rimozione.

* Bjorkman L; Lind B, "Fattori che influenzano il tasso di evaporazione di mercurio da amalgame dentali", Scandinavian Journal of Dental Research; 100 (6) 354-360 1992 (BB18)

ABSTRACT (Department of Environmental Hygiene, Karolinska Institutet, Stockholm, Sweden)





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