Dr. Luigi Domenico nappi-componente Rel



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REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

N. 871 Reg. Sent.

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ANNO 2008

IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA CAMPANIA, SEDE DI NAPOLI, OTTAVA SEZIONE, composto dai Magistrati:


N. Reg. Ric.

ANNO




Dr. Evasio SPERANZA -Presidente

Dr. Luigi Domenico NAPPI-Componente Rel.

Dr. Carlo BUONAURO- Componente

ha pronunciato la seguente



SENTENZA

sul ricorso n. 6083/2007 R. G. proposto da Della Gatta Anna Nunzia rappresentata e difesa dall’Avv.to Giancarlo Fumo con il quale è elettivamente domiciliata in Napoli P.zza Trieste e Trento presso lo studio dell’Avv.to A. Romano, nonchè dagli Avv.ti (aggiuntisi al primo come da motivi aggiunti depositati il 21.12.2007) Riccardo Soprano e Antonio Sasso presso il cui studio è altresì domiciliata in Napoli via Toledo n. 156



contro

-Ministero della Istruzione, Università e Ricerca in persona del Ministro p. t. rappresentato e difeso dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Napoli domiciliataria ope legis in via Diaz;

Universita degli Studi “Federico II” di Napoli in persona del Rettore p. t. rappresentato e difeso come sopra;

e nei confronti di:

-Scudiero Fernando, controinteressato, rappresentato e difeso dall’avv.to Elio Cuoco presso il cui studio elettivamente domicilia in Napoli viale Gramsci n. 16

-Raffaele Raimondo, controinteressato, n. c.

per l'annullamento

-del Decreto n. 2758 del 17.9.2007 di approvazione della graduatoria del concorso per l’ammissione al corso di laurea in medicina e chirurgia per l’a.a. 2007/2008 nella parte in cui non le si attribuisce il preteso punteggio;

degli atti sconosciuti con i quali il Ministero dell’Istruzione, della Università e della Ricerca ha disposto di procedere alle valutazioni escludendo dalla considerazione finale i tests nn. 71 e 79;

di tutti gli atti preordinati, connessi e conseguenziali;

nonché, con motivi aggiunti depositati il 21 dicembre 2007:

del D.M. dello stesso Ministro del 21.11.2007 prot. GAB/13034;

del decreto del rettore della Università degli Studi “Federico II” di Napoli, in data 22.11.2007 di conferma della graduatoria predetta;

degli atti prordinati conseguenziali e connessi;

VISTI il ricorso ed i relativi allegati;

VISTO l’atto di costituzione in giudizio del Ministero e della Università intimati;

VISTI i motivi aggiunti depositati il 21.12.2007 con i quali l’impugnativa è estesa anche al successivo D.M. 21.11.2007;

VISTI gli atti tutti di causa;

UDITI nella Camera di Consiglio del 21 gennaio 2008 il relatore dr. Luigi Domenico Nappi e gli Avv.ti come da verbale di udienza;

RITENUTO e considerato in fatto e in diritto quanto segue:

che con il gravame in epigrafe ritualmente notificato la ricorrente Della Gatta Anna Nunzia ha impugnato i provvedimenti in epigrafe, in particolare la graduatoria nella stessa epigrafe indicata nella parte in cui le è stata collocata al 284° con punti 43 nel cui punteggio non è stato compreso il punto (1) previsto per la risposta esatta da lei indicata relativamente al quesito n. 71 ;

che con l’ipotetico riconoscimento di quest’ultimo punteggio pari a punti 1 la ricorrente rientrerebbe nel novero dei candidati aventi titolo alla iscrizione e immatricolazione al corso di laurea in medicina e chirurgia mediante il meccanismo dello scorrimento previsto dal bando di concorso (art. 11) ed in concreto applicato dall’Amministrazione;

che si può quindi prescindere dalla integrazione della graduatoria nei confronti di altri controinteressati oltre quelli formalmente evocati in giudizio, posto che l’accoglimento della pretesa vantata dalla ricorrente non altera l’ordine della impugnata graduatoria;

che la controversia può essere decisa con sentenza in forma abbreviata ex art. 26 della legge n. 1034/1971 come novellato dalla legge n. 105/2000, posto che le parti, previamente avvertite, non hanno opposto ragioni contrarie alla decisione nel merito del ricorso;

che la controversia nasce dalla invalidazione disposta dall’Amministrazione centrale dopo l’avvenuto svolgimento della prova, dei quesiti n. 71 e n. 79 del questionario con conseguente nessuna considerazione da parte della Commissione delle specifiche risposte in concreto date per i due quesiti anzidetti dai candidati;

che nell’astratta previsione del bando di concorso l’unica prova era congegnata sulla base di un questionario articolato su n. 80 domande a risposta plurima, per ciascuna delle quali erano riportate cinque risposte di cui una soltanto esatta (che il candidato avrebbe dovuto contrassegnare);

che come ragione della cennata invalidazione l’Amministrazione ha indicato, per il quesito n. 79, la inesattezza di tutte e cinque le risposte predeterminate nel questionario, e, per il quesito n. 71, l’inserimento nel questionario medesimo di due risposte esatte (anzichè di una);

che la ricorrente avendo contrassegnato correttamente una delle due riposte esatte del quesito 71 rivendica l’attribuzione del relativo punteggio, assumendo la illegittimità in parte qua delle gravate determinazioni;

che il ricorso deve ritenersi fondato in relazione alla assorbente censura di eccesso di potere dedotta sia col ricorso principale sia con il motivi aggiunti;

che la invalidazione del quesito n. 79 in quanto atto meramente ricognitivo della nullità parziale del bando (nella parte cioè in cui conteneva un quesito con risposte tutte sbagliate), derivata di riflesso dalla impossibilità dell’oggetto del medesimo quesito, si configura in sostanza come necessaria declaratoria della originaria inefficacia del quesito medesimo (quod nullum este nullum producit effectum );

che non ricorrendo rispetto al quesito n. 71 la stessa insanabile nullità radicale inficiante il quesito 79, deve ritenersi non ragionevole l’applicazionne operata dall’Amministrazione della stessa misura a entrambi i quesiti posto che per la irregolarita del quesito n. 71 vi era spazio per più congrue soluzioni di sanatoria in funzione conservativa del quesito medesimo come meglio si dirà tra breve;

che l’errore commesso nella preventiva formulazione del quesito 71 è stato rilevato dall’Amministrazione dopo l’avvenuto svolgimento della prova per cui su tale quesito i candidati non avevano alcuna ragione di non pronunciarsi ma anzi, con due risposte esatte indicate, erano avvantaggiati dalle aumentate possibilità di individuazione della risposta esatta;

che lo scostamento, per la indicata anomalia, del quesito 71 dallo schema normativo astratto appare scarsamente rilevante appena si consideri che il quesito, pur con la suddetta anomalia, conservava comunque la struttura di domanda a risposte plurime e rispetto ad esso restavano invariato il numero delle domande e ferma per il candidato la unicità della risposta valutabile benchè tale risposta avesse assunto (questa l’unico elemento di novità) per tutti i candidati una connotazione alternativo –facoltativa;

che la soluzione scelta dall’Amministrazione ha ingiustificatamente leso la legittima posizione acquisita dalla ricorrente che aveva comunque dato la risposta esatta al quesito ;

che alla anomalia rilevata dall’Amministrazione poteva, al limite, ovviare la stessa Commissione esaminatrice direttamente omisso medio o d’intesa con l’Amministrazione centrale, applicando le regole di ermeneutica dettate per i contratti, per costante giurisprudenza applicabili anche agli atti amministrativi (Cass. 12.11.1998, 11409) in particolare le regole di cui all’art. 1367 secondo cui “nel dubbio le clausole devono interpretarsi nel senso in cui possonoavere qualche effetto anziché quello in coui non ne avrebbero alcuno” (magis valeat quam pereat); e all’art. 1370 secondo cui le clausole predisposte s’interpretano nel dubbio a favore dell’altro (interpretatio contra stipulatorem);

considerato che comunque il provvedimento di vanificazione totale, da parte dell’Ammministrazione, del quesito n. 71 si pone in netto contrasto i principi generali dell’ordinamento amministrativo, quali quello della proporzione della misura adottata e del minor sacrificio per le posizioni dei soggetti interessati dai provvedimenti adottati; quello della conservazione (utile per inutile non vitiatur); quello dell’affidamento e buona fede; non ultimo quello della parità di trattamento che salvaguardato, da una soluzione che facesse salva, con misure al limite di convalida o riforma aggiuntiva, (del quesito n. 71 nella parte in cui conteneva due risposte esatte), che sarebbero risultate uniformi per tutti i candidati perchè per tutti indistintamente premiali, deve ritenersi violato dalla soluzione concretamente adottata dall’Amministrazione perchè assoggetta allo stesso trattamento sia i candidati che hanno come la ricorrente dato risposta esatta al quesito n. 71 sia i candidati che a tale quesito non hanno dato alcuna risposta o dato risposta sbagliata, benchè avvantaggiati dalla doppia risposta esatta;

che il ricorso quindi deve ritenersi fondato;

che le spese di giudizio possono tuttavia essere equitativamente compensate tra le parti.

P.Q.M.


IL Tribunale Amministrativo Regionale della Campania - Napoli, Sezione VIII, pronunciando sul ricorso in epigrafe lo accoglie siccome fondato e per l’effetto annulla i provvedimenti impugnati limitatamente alla parte in cui non riconoscono alla ricorrente il punteggio alla stessa spettante per aver dato in relazione al concorso esaminato risposta esatta al quesito n. 71 del questionario. E’ fatto quindi obbligo all’Amministrazione di rideterminarsi sulla posizione della ricorrente in conformità alle considerazioni svolte in motivazione ed ai principi ivi enunciati.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità Amministrativa.

Così deciso in Napoli nella Camera di Consiglio del 21 gennaio 2008. dicembre 2007.

Il Presidente

Il Relatore



Il Segretario





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