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14.11.2018
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Italia paese di navigatori (e banchieri) ma anche di poeti e artisti: sonetto per la poesia e fresco (con il valore di “affresco”) hanno fatto il giro del mondo. E Italia come paese di corti, cortigiani (in tutte le accezioni) e guerrieri (soldato, caporale, colonnello, casamatta ecc.). Il Rinascimento italiano ha infatti regalato al mondo culturale il concetto di cortigiano, accolto in spagnolo, francese e tedesco anche nella forma femminile cortigiana, destinata ben presto ad assumere il senso dispregiativo odierno. Italia terra di cuochi (i maccheroni girano l’Europa ben prima dell’odierno boom della pasta, così come mortadella in francese e vermicelli in francese e inglese; risale alla fine del Settecento-primo Ottocento la fortuna di confetti, che in certe lingue vanno a designare altre prelibatezze, i konfety russi sono cioccolatini ripieni) di esteti (è italiano il profumo) e di giornalisti… Arriva fino in Russia la parola gazzetta per quotidiano, anche se la parola deriva da una moneta veneziana di bassa lega…



Ma la maggioranza degli italianismi nelle altre lingue riguarda la musica: un centinaio penetrano perfino in giapponese. I musicisti italiani, a partire dalla seconda metà del XVI secolo, compongono e suonano in tutta Europa. Il “famigerato” Antonio Salieri a Vienna ebbe allievi del livello di Beethoven, Schubert e Liszt. Un contributo decisivo alla diffusione dell’italiano come lingua della musica viene poi dalla grande fortuna dell’opera lirica, che dalla Francia arrivò nei principali teatri e corti europee: gli autori dei libretti erano italiani, spesso celebri poeti come Metastasio o Da Ponte, un ebreo convertito e giramondo, famoso come librettista di Mozart .

  • Ma la maggioranza degli italianismi nelle altre lingue riguarda la musica: un centinaio penetrano perfino in giapponese. I musicisti italiani, a partire dalla seconda metà del XVI secolo, compongono e suonano in tutta Europa. Il “famigerato” Antonio Salieri a Vienna ebbe allievi del livello di Beethoven, Schubert e Liszt. Un contributo decisivo alla diffusione dell’italiano come lingua della musica viene poi dalla grande fortuna dell’opera lirica, che dalla Francia arrivò nei principali teatri e corti europee: gli autori dei libretti erano italiani, spesso celebri poeti come Metastasio o Da Ponte, un ebreo convertito e giramondo, famoso come librettista di Mozart .



Non solo i musicisti contribuiscono alla diffusione dei prestiti ma anche gli artigiani degli strumenti, in primo luogo i liutai: ocarina, violoncello, violino, pianoforte (che è stato inventato alla fine del Seicento da un italiano); sugli spartiti anche oggi si trovano parole italiane (barcarola, cantata, capriccio, fantasia, fuga, madrigale, sinfonia, sonata, aria da suonare adagio, allegro, brio, largo presto, legato, staccato, da riempire di trilli … da cantare con l’ausilio di soprani e tenori).

  • Non solo i musicisti contribuiscono alla diffusione dei prestiti ma anche gli artigiani degli strumenti, in primo luogo i liutai: ocarina, violoncello, violino, pianoforte (che è stato inventato alla fine del Seicento da un italiano); sugli spartiti anche oggi si trovano parole italiane (barcarola, cantata, capriccio, fantasia, fuga, madrigale, sinfonia, sonata, aria da suonare adagio, allegro, brio, largo presto, legato, staccato, da riempire di trilli … da cantare con l’ausilio di soprani e tenori).



Finiamo la presentazione dei prestiti dall’italiano con un saluto:

  • Finiamo la presentazione dei prestiti dall’italiano con un saluto:

  • ciao,

  • di origine veneziana, dalla pronuncia dialettale di slavo, e quindi schiavo, che da Napoli si è diffusa rapidamente prima in Italia e poi all’estero.



Saper individuare all’interno di testi italiani i prestiti dalle altre lingue;

  • Saper individuare all’interno di testi italiani i prestiti dalle altre lingue;

  • Costruire campi semantici

  • Usare il dizionario (anche etimologico)



Il formatore sottopone ai corsisti alcuni testi nei quali individuare i prestiti che dovranno poi essere raggruppati per campi semantici. La competenza lessicale, infatti si basa anche su operazioni mentali che emergono quando il parlante riesce a collegare un vocabolo con il referente (quella è una sedia), a darne una definizione (una sedia è …) o a metterlo in relazione con altri termini all'interno della rete semantica (sedia, poltrona, panca ecc.). (Insegnare e apprendere il lessico in italiano, Materiali Poseidon, S1-P1, di Paola Leone)

  • Il formatore sottopone ai corsisti alcuni testi nei quali individuare i prestiti che dovranno poi essere raggruppati per campi semantici. La competenza lessicale, infatti si basa anche su operazioni mentali che emergono quando il parlante riesce a collegare un vocabolo con il referente (quella è una sedia), a darne una definizione (una sedia è …) o a metterlo in relazione con altri termini all'interno della rete semantica (sedia, poltrona, panca ecc.). (Insegnare e apprendere il lessico in italiano, Materiali Poseidon, S1-P1, di Paola Leone)

  • Si può anche prevedere di svolgere l’attività a gruppi per lingue diverse per mettere poi a confronto il lavoro dei vari gruppi.

  • Si potranno utilizzare dizionari cartacei e/o elettronici, anche per cercare l’etimologia.

  • Si chiederà se i docenti ritengono interessante un esercizio di questo genere per i loro studenti.





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