Educazione all’immagine Anno accademico 2011-2012



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Educazione all’immagine








Finalità del corso

  • Il corso si propone di esplorare il mondo dell’immagine, con una particolare attenzione verso le proposte educative. Si analizzeranno il pensiero e le riflessioni di pedagogisti, psicologi e artisti che hanno affrontato le problematiche relative all'educazione all'immagine.



  • Bambini

  • Scuola

  • Storia dell’arte

  • Storia della scuola

  • Pedagogia

  • Artisti

  • Psicologia

  • Musei



Finalità del corso

  • Si presenteranno esperienze concrete attuate nella scuola di base e si individueranno, attraverso l'analisi e il confronto, le linee guida per l'ideazione di possibili percorsi da realizzare con i bambini.



  • Percorsi concreti

  • Scuola dell’infanzia

  • Scuola primaria

  • Musei

  • Laboratori

  • Studenti

  • Insegnanti

  • Tirocinio



Finalità del corso

  • Il contatto con il mondo dell'immagine sarà innanzitutto un avvicinamento individuale, un'immersione personale, da adulti, nell’ambito di alcune delle pratiche artistiche moderne e contemporanee, conoscendo in modo approfondito la storia dell'arte di questo periodo. Un'attenzione privilegiata sarà dedicata al mondo del disegno infantile e alla sua evoluzione.



  • Mettersi in gioco

  • Esplorare il mondo dell’immagine

  • Essere curiosi

  • Andare per mostre

  • Vedere film

  • Esprimere giudizi

  • Scandalizzarsi

  • Provare



I testi per l’esame

  • Angela Vettese, Gillo Dorfles, Arti visive. Protagonisti e movimenti. Il Novecento, Bergamo, Atlas. (Qualsiasi edizione)

  • Eleonora Cannoni, Il disegno dei bambini. Contesti culturali e teorie psicologiche, Roma, Carocci, 2007.

  • Claire Golomb, L’arte dei bambini, Milano, Raffaello Cortina editore, 2004. (Qualsiasi edizione)



I testi per l’esame

  • Bruno Munari, Fantasia, Bari, Laterza, 1977. (Qualsiasi edizione)

  • Franca Zuccoli, Dalle tasche dei bambini. Gli oggetti, le storie, la didattica, Azzano San Paolo, Edizioni Junior, 2010.



I testi per approfondire (tre obbligatori per non frequentanti)

  • Beba Restelli, Giocare con tatto, Milano, Franco Angeli, 2002.

  • AA. VV., I cento linguaggi dei bambini, Bergamo, Edizioni Junior, 1995.

  • Roberto Morgese, Laboratorio con la creta. Percorsi disciplinari e multidisciplinari, Trento, Erickson, 2004.

  • Renate Eco, A scuola col museo. Guida alla didattica artistica, Milano, Bompiani, 1986 (qualsiasi edizione).



  • Cristina Francucci, Paola Vassalli a cura di, Educare all’Arte, Milano, Mondadori Electa, 2005.

  • Cristina Francucci, Paola Vassalli (a cura di), Educare all’Arte. Immagini, esperienze, percorsi, Milano, Mondadori Electa, 2009.

  • Aleksandra Machowiak, Daniel Mizielinski, Design, Bologna, Comma 22, 2010.

  • Claudio Merlo, Le tecniche artistiche, Firenze, Volo Publisher, 2008.



  • Keri Smith, Come diventare un esploratore del mondo, Mantova, Corraini edizioni, 2011.

  • Bruno Munari, Da cosa nasce cosa, Bari, Laterza, 2010, (qualsiasi edizione).

  • Piero Sacchetto (a cura di), Incontro all’arte, Azzano San Paolo, Edizioni Junior, 2000.



  • Francesco De Bartolomeis, L’arte per tutti. Conoscere e produrre, Bergamo, Edizioni Junior, 2003.

  • Francesco De Bartolomeis, Entrare nell’arte contemporanea, Bergamo, Edizioni Junior, 2000.

  • Stefano Zuffi, Le parole dell'arte, Milano, Feltrinelli Kids, 2011.



L’esame scritto frequentanti

  • Due domande aperte sui testi, una sulle lezioni:

  • Vettese – Dorfles, Arti visive. Protagonisti e movimenti. Il Novecento, Bergamo, Atlas. (Qualsiasi edizioni)

  • Claire Golomb, L’arte dei bambini, Milano, Raffaello Cortina editore, 2004. (Qualsiasi edizione)



L’esame orale

  • I testi non portati allo scritto (Munari, Fantasia, Cannoni, Il disegno dei bambini, Zuccoli, Dalle tasche dei bambini)

  • Una relazione su una visita a una qualsiasi mostra (artistica) con una proposta didattica (da portare il giorno dell’esame).



Scriviamo una parola di getto, facciamo un brainstorming

  • Immagine

  • Arte



Ecco le parole del corso dell’anno passato 2/3/09

  • Forma, Guardare, Creatività 9, Fotografia 5, Colore-Colori, 20, Disegno 12, Disegnare, Fiore, Emozione 2, Idea “, Luce, Poesia, Estro, Interpretazione, Significato, Museo, Vista, Fantasia 6, Fotografia 4, Figura, Arte 7, Occhio, Quadro 4, Disegno creativo, Linee 2, Paesaggio 2, Linguaggio, Visione, Rappresentazione, Vista, Figura 2, Reale, fantastica, Foglio, Matita, Occhi, Pastelli a cera, Sagoma, Educazione, Pennelli, Bellezza, Pubblicità, Soggetti, Sguardo



Le più scelte

  • Colore-Colori 20

  • Disegno-Disegnare 13

  • Creatività 9

  • Fotografia- Fotografie 9

  • Arte 7

  • Fantasia 6

  • Quadro 4

  • Emozione, idea, linee, paesaggio, figura, vista 2



Alcune categorizzazione (3 marzo 2009) A partire dalle parole del brainstorming, effettuare una prima categorizzazione, “dare senso”.

  • Gruppo Ferrario - Fortunato

  • 1 soggetti possibili delle rappresentazioni

  • 2 aspetti tecnici e materiali

  • 3 forme d’arte

  • 4 senso-vista

  • 5 soggettività



  • Gruppo Eiliani - Rillosi

  • 1 caratteristiche

  • 2 prodotti

  • 3 strumenti

  • 4 arte

  • 5 vista

  • 6 soggetti



  • Gruppo Piazza – Garlaschelli- Mizzi

  • AL CENTRO DI TUTTO EDUCAZIONE

  • 1 Estro Fantasia Fantastica Creatività Bellezza

  • MEZZO/MOTORE DELL’ARTE

  • 2 Linguaggio Occhio Soggetti Vista Sguardo

  • Visione Guardare

  • CORPO

  • 3 Fiore Luce Paesaggio

  • AMBIENTE



  • 4 Rappresentazione Emozione Poesia Idea Interpretazione Arte

  • MENTE

  • 5 Colore Pastelli a cera Foglio Matita Sagoma Pennelli Linee Colori Forma

  • STRUMENTI PER FARE ARTE

  • 6 Disegno Disegno creativo Quadro Fotografie Pubblicità Museo

  • RISULTATI ARTE



  • Gruppo Gianola – Borgonovo

  • 1 categorie astratte su cosa sia l’immagine

  • 2 strumenti, oggetti per disegnare

  • 3 visione- percezione

  • 4 oggetti rappresentati- temi

  • 5 tracciati, segni nell’immagine

  • 6 modi per fare immagine

  • MUSEO GRANDE CONTENITORE DI TUTTO



  • Gruppo Cecera – Regè

  • 1 modi di percepire l’immagine

  • 2 immagine come rappresentazione

  • 3 strumenti di creazione dell’immagine

  • 4 soggetti dell’immagine

  • 5 caratteristiche del fruitore- produttore dell’immagine

  • 6 caratteristiche dell’immagine



  • Lavoro individuale Di Gregorio

  • 1 cosa si disegna

  • 2 chi percepisce

  • 3 modalità

  • 4 mezzi

  • 5 da dove si parte?



  • Ora scriviamo

  • Arte a scuola



  • Pensiamo a un’immagine per noi significativa che vorremmo abbinare alla parola scritta

  • Portarla domani, con le motivazioni





  • Autore Jacques-Louis David

  • Titolo La morte di Marat

  • Anno 1793

  • Materiali olio su tela

  • Dimensioni 162 x 125 cm.

  • Dove si trova Bruxelles, Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique









Caffè ad Arles, Place Lamartine- Place de Forum















Marc Chagall













Riflettiamo sulle nostre esperienze come studenti

  • Quali sono state le nostre esperienze in campo artistico a scuola?

  • Quali positive? Quali negative?

  • Scriviamo alcuni ricordi.



Riflettiamo sulle nostre esperienze come futuri o attuali insegnanti

  • Che cosa pensiamo si possa proporre ai bambini?

  • Cosa abbiamo visto fare nella scuola in campo artistico nelle nostre esperienze di tirocinio e di lavoro?

  • Scriviamo anche semplicemente un’idea



Il mondo dell’arte attuale fuori dalla scuola

  • Quali musei, esposizioni temporanee abbiamo visitato ultimamente?

  • Cosa ci piace?

  • Scriviamo l’esposizione o il museo visti.









Musées Marmottan



ARTISTICA (EDUCAZIONE) Dizionario di Pedagogia e Scienze dell’educazione di Piero Bertolini con la collaborazione di Letizia Caronia, Bologna, Zanichelli, 1996, pp. 29-30.

  • In un passato non troppo remoto si è inteso, con questo termine, l’unione di due elementi: lo studio della storia dell’arte, e l’imparare a disegnare o a suonare uno strumento in chiave esclusivamente riproduttiva, copiando, cioè, il maestro o i prodotti artistici già consolidati.

  • Oggi questa tendenza è messa in crisi dalla stessa ridefinizione del concetto di arte. Come ha scritto il filosofo e critico d’arte Dino Formaggio, “L’Arte è tutto ciò che gli uomini chiamano Arte”. (Arte- Enciclopedia filosofica, Milano, ISEDI, 1973)



ARTISTICA (EDUCAZIONE) Dizionario di Pedagogia e Scienze dell’educazione di Piero Bertolini con la collaborazione di Letizia Caronia, Bologna, Zanichelli, 1996, pp. 29-30.

  • Si sfatano così non pochi pregiudizi: in primo luogo che si possa stabilire aprioristicamente e individualmente cosa è arte e cosa non lo è; in secondo luogo l’identificazione crociana di Arte e Bellezza; in terzo luogo l’equivoco del Realismo Socialista secondo il quale l’arte deve essere soltanto celebrazione e/o denuncia, cioè, per sua natura, didattica. Ciò che la tautologia di Formaggio ci permette di cogliere, e che è poi l’aspetto più utile alle riflessioni sui principi dell’Educazione Artistica, è che l’opera d’arte non è tutta compiuta all’interno dell’artista come fatto culturale e spirituale, prima di venir realizzata e “donata” ai non eletti, ma nasce, momento per momento, secolo per secolo, cultura per cultura, nella relazione biunivoca dell’artista con il mondo esterno, ed è soltanto in questa dinamica «intersoggettiva» che l’opera d’arte trova la luce.



ARTISTICA (EDUCAZIONE) Dizionario di Pedagogia e Scienze dell’educazione di Piero Bertolini con la collaborazione di Letizia Caronia, Bologna, Zanichelli, 1996, pp. 29-30.

  • Poiché l’arte contiene e si specifica attraverso l’ambiguità, che significa inesauribilità del rapporto fra persona e oggetto, fra significante e significato - sicché essa non sarà mai scoperta di ‘verità’ ma sempre e soltanto individuazione di orizzonti di senso - l’educazione artistica diviene esperienza (guida, ma sempre problematica e senza pretesa di linearità e di rigidità) a saper leggere gli orizzonti di senso dell’artista e di coloro che si sono messi in rapporto con l’opera d’arte, di reinventare i processi comunicativi (definiti ‘storicamente artistici’) del proprio tempo e del tempo passato, nonché di produzione soggettiva e intersoggettiva di nuovi orizzonti di senso. Essa dunque consiste nella capacità di trasmettere un atteggiamento mentale e culturale piuttosto che nozioni mnemoniche e abilità solo tecniche e meccanicistiche.



ARTISTICA (EDUCAZIONE) Dizionario di Pedagogia e Scienze dell’educazione di Piero Bertolini con la collaborazione di Letizia Caronia, Bologna, Zanichelli, 1996, pp. 29-30.

  • Va peraltro sottolineato – bene e giustamente lo affermano gli stessi programmi per l’Educazione Artistica nella scuola media inferiore e i Nuovi programmi della scuola elementare – che il momento mentale del processo educativo non può mai essere disgiunto da quello manuale e produttivo. Infine va pure affermato con forza che l’educazione (e non solo artistica) non deve consistere in un lavoro di talent-scout, per fare emergere il pittore o il pianista dalla massa degli educandi; e che è, per un educatore, preferibile scoprire che gli allievi riescono a ‘entrar dentro’ e a ‘partecipare culturalmente’ ai processi di produzione e di comunicazione artistica, piuttosto che scoprire che uno di loro è in grado di copiare perfettamente la Gioconda.













Il Piccolo Principe, Antoine de Saint-Exupéry, Milano, Bompiani, 1995, pp.7-8.

  • Un tempo lontano, quando avevo sei anni, in un libro sulle foreste primordiali, intitolato “Storie vissute della natura”, vidi un magnifico disegno. Rappresentava un serpente boa nell’atto di inghiottire un animale. (…)



Il Piccolo Principe, Antoine de Saint-Exupéry, Milano, Bompiani, 1995, pp.7-8



Il Piccolo Principe, Antoine de Saint-Exupéry, Milano, Bompiani, 1995, pp.7-8

  • Meditai a lungo sulle avventure della jungla. E a mia volta riuscii a tracciare il mio primo disegno. Il mio disegno numero uno. Era così: (…)



Il Piccolo Principe, Antoine de Saint-Exupéry, Milano, Bompiani, 1995, pp.7-8



Il Piccolo Principe, Antoine de Saint-Exupéry, Milano, Bompiani, 1995, pp.7-8

  • Mostrai il mio capolavoro alle persone grandi, domandando loro se il disegno li spaventava. Ma mi risposero: “Spaventare? Perché mai, uno dovrebbe essere spaventato da un cappello?”



Il Piccolo Principe, Antoine de Saint-Exupéry, Milano, Bompiani, 1995, pp.7-8.

  • Il mio disegno non era un disegno di un cappello. Era il disegno di un boa che digeriva un elefante. Affinché vedessero chiaramente che cos’era, disegnai l’interno del boa. Bisogna sempre spiegargliele le cose, ai grandi. Il mio disegno numero due si presentava così: (…).





Il Piccolo Principe, Antoine de Saint-Exupéry, Milano, Bompiani, 1995, pp.7-8.

  • Questa volta mi risposero di lasciare da parte i boa, sia di fuori che di dentro, e di applicarmi invece alla geografia, alla storia, all’aritmetica e alla grammatica.

  • Fu così che a sei anni io rinunzia a quella che avrebbe potuto essere la mia gloriosa carriera di pittore. Il fallimento del mio disegno numero uno e del mio disegno numero due mi avevano disanimato.







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