Effatà apriti



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I gruppi: alla luce delle riflessioni accennate al n. 10 si verifichi la qualità della comunicazione sia all'interno del gruppo, sia nel rapporto con la parrocchia e le altre realtà della Chiesa locale.

La pastorale vocazionale. I sacerdoti, i religiosi e le religiose si interroghino: sappiamo comunicare la gioia della nostra vocazione? Le comunità religiose possono porsi le domande al termine del n. 44. Le attività di pastorale vocazionale dovrebbero interrogarsi sulla loro capacità di cogliere le attese e le domande dei giovani e sulla loro capacità di superare i rischi del comunicare espresse ai nn. 34b e 34c.

I progetti educativi: le realtà che li hanno preparati nei due anni trascorsi a partire dal programma sull'educare li rivedano in particolare alla luce dei nn. 30-32. Le costanti comunicative ivi indicate sono sufficientemente considerate nei nostri programmi?

Il post-Cresima: il sussidio preparato in adempimento di quanto indicato lo scorso anno fornirà la traccia per rivedere quanto si è fatto in proposito nell'ambito della comunicazione della fede ai nostri ragazzi.

Scuole per operatori pastorali: anche qui le indicazioni date in adempimento a Educare ancora aiuteranno a fare di queste scuole un sussidio per intendere la seconda parte di questa Lettera (cf nn. 18-38).

La catechesi degli adulti: si veda quanto detto sopra al n. 32,7 e ai nn. 61-68.

Scuole dì formazione all'impegno sociale e politico: saranno riprese quest'anno e forniranno l'occasione per una riflessione attenta sui nn. 4.9.11 (cf anche nn. 15-16).

Piano Montini per i nuovi centri religiosi ed educativi: non va dimenticato questo impegno che dovrebbe concludersi presto se si rinnoverà la generosità di singoli fedeli, enti e parrocchie, che ha caratterizzato i primi due anni. Si tratta di un servizio necessario e indilazionabile alla comunicazione della fede nei nuovi insediamenti abitativi che si vanno continuamente moltiplicando.

Pastorale universitaria: alla luce della recente lettera del Consiglio Permanente della CEI sui problemi dell'università e della cultura in Italia, sarà importante riflettere in particolare sui nn. 9.11.15. 16.61-68.

Immigrati extracomunitari: sono menzionati in questa Lettera come un caso serio della nostra carità (cf nn. 4 e 69).

Il futuro Sinodo diocesano: dobbiamo prepararci fin da ora perché costituirà una pietra di paragone del nostro saper comunicare nella Chiesa locale. La meditazione attenta di questa Lettera costituirà una preparazione spirituale all'evento che celebreremo al termine del programma dedicato al comunicare.

In continuità con il programma educare, sarà nel contempo utile tenere presenti, a livello locale, gli altri momenti di particolare impegno educativo, coordinandoli sotto il segno della “comunicazione della e nella fede”. Così la preparazione alla prima Comunione, alla Cresima e alla Professione di fede, come pure la preparazione al Matrimonio, potranno essere vivificate con alcuni esercizi di comunicazione di fede secondo quanto raccomandato all'inizio di questa terza parte della Lettera.

3. Una categoria particolarmente significativa come scelta per gli anni 1990-1991 e 1991-1992: il biennio per i diciottenni-diciannovenni.

[80] a. Il perché di questa scelta e le principali indicazioni operative.

La categoria che scegliamo è conseguente al cammino di questi anni. Si tratta dei diciottenni-diciannovenni (l'età degli ultimi due anni della scuola superiore), di coloro che accolgono la comunicazione della fede fatta dai loro genitori ed educatori e si apprestano a trasmetterla a loro volta impegnandosi in scelte vocazionali secondo il Vangelo. Continuiamo così l'impegno giovanile dell'anno 1988-1989, culminato nell'Assemblea di Sichem e nel cammino di Santiago, e quello dell'anno 1989-1990 che ha avuto i suoi momenti forti nella costituzione dell'organismo diocesano di pastorale giovanile e nel Gruppo Samuele.

Continuando tale attenzione ai giovani e nel contesto della complessiva proposta diocesana per la pastorale giovanile (che comprende tra l'altro la Veglia missionaria, la Scuola della Parola, la Giornata della pace, la Veglia in tradizione symboli, il pellegrinaggio a Czestochowa), vogliamo mettere a fuoco in questo biennio la realtà dei diciottenni e diciannovenni, che già da tempo viene seguita in diocesi con iniziative che hanno, come momenti forti, gli Esercizi spirituali e la Redditio symboli. E' giunto il momento di rendere partecipe tutta la diocesi delle esperienze positive fatte in tanti decanati. Si tratta di individuare per questi giovani alcune tappe a livello diocesano, che potranno poi essere opportunamente sostenute con iniziative decanali e locali secondo le indicazioni della pastorale giovanile.

I momenti proposti a livello diocesano saranno quattro:

1. l'apertura dell'anno pastorale la sera del 7 settembre 1990, in Duomo, riservata ai diciottenni e diciannovenni;

2. un'iniziativa di natura vocazionale da proporsi nel tempo di Avvento;

3. gli Esercizi spirituali in Quaresima;

4. la Redditio symboli per i diciannovenni nel contesto della vigilia di Pentecoste ( 18 maggio 1991 ) .

[81] b. Alcune indicazioni più specifiche per gli addetti ai lavori.

L'iniziativa per i diciottenni-diciannovenni ha alle spalle un lungo periodo di maturazione. Nel 1979 nasceva, nell'ambito della FIES diocesana, la proposta di Esercizi spirituali per i giovani del diciottesimo anno di età. Nell'anno seguente l'Azione Cattolica elaborava, in collaborazione con alcune parrocchie, un cammino che--avendo come punto di riferimento gli Esercizi--accompagnasse per un anno intero il cammino dei diciottenni. Da circa sei anni l'itinerario educativo si è allargato a comprendere gli ultimi due anni della scuola superiore, quindi anche i diciannovenni. Ultimamente è maturata l'intuizione di concludere tale cammino con il momento della Redditio symboli, un gesto di riconsegna al vescovo della fede ricevuta e vissuta negli anni precedenti, e di attestazione della disponibilità a continuare con profondità la vita cristiana. La scelta di privilegiare questa fascia di età è motivata dal fatto che può essere considerata un “banco di prova” della nostra capacità di comunicare la fede: è il momento della maggiore età, del diritto di voto, della patente; più profondamente è la stagione dell'emergere di domande fondamentali e dell'urgenza di scelte decisive.

L'obiettivo che ci proponiamo è di accompagnare nella fede i diciottenni-diciannovenni, di operare perché possano essere dotati di radici profonde e di sostenere le loro domande più vere e guidarle verso una ricerca vocazionale.

Il progetto che ci guiderà in questo biennio sarà fatto conoscere a tutti i giovani e agli educatori. Da parte mia vorrei proporre alcune sottolineature:

* ho già indirizzato ai diciottenni-diciannovenni la lettera per la sera del 7 settembre in Duomo;

* la situazione della diocesi non rende facile a tutte le comunità parrocchiali la possibilità di avviare una proposta specifica per questa fascia di età. Chiedo che si dia vita a forme di “ospitalità verificata”: i responsabili decanali offrano a tutti i giovani un luogo dove attuare il cammino (una parrocchia, il decanato). Auspico che nessuno si senta destituito dalle proprie responsabilità; tutti invece incoraggino i giovani ad affrontare qualche sacrificio per poter crescere e ritornare alla propria comunità più arricchiti e formati;

* per rendere possibile la diffusione capillare dell'iniziativa, invito ogni parrocchia e gruppo a esprimere all'Ufficio diocesano per la promozione della pastorale giovanile il nominativo di un responsabile--educatore laico o religiosa--che intenda esplicitamente affiancare il sacerdote nell'attenzione ai diciottenni e diciannovenni;

* il significato dell'itinerario è di favorire l'assimilazione della proposta e di curare i dinamismi che fanno interiorizzare e personalizzare i contenuti via via affrontati. Per tale strumento è indispensabile “la regola di vita” da consegnare al vescovo durante il rito della Redditio symboli (cf anche, in proposito, Itinerari educativi, n. 27, primo paragrafo);

* gli Esercizi spirituali si terranno durante il periodo quaresimale. Si cercherà di offrire un numero sufficiente di corsi di Esercizi per gruppi non troppo numerosi, con impostazione e tematiche uniformi, così da aiutare tutti i partecipanti a compiere un serio cammino vocazionale;

* infine raccomando a tutti un atteggiamento di apprezzamento nei confronti di questo sforzo per creare convergenza su una medesima proposta. Non vogliamo mortificare la vivacità di molte comunità e iniziative pastorali; desideriamo piuttosto tenerle in tensione verso un progetto che, proponendo le stesse tappe e gli stessi contenuti, miri a superare la dispersione di Babele favorendo un linguaggio comune tra i giovani di una diocesi tanto vasta come la nostra.
[82] Concludo ricordando che per gli itinerari educativi degli adolescenti e dei giovani potrà aiutare la considerazione di due figure di santi giovani: Pier Giorgio Frassati, beatificato nel maggio scorso e san Luigi Gonzaga, di cui ricorre nel 1991 il IV centenario della morte.

I pastori, nell'applicazione di questa Lettera, prendano come esempio e patrono san Gregorio Magno, di cui ricordiamo il 3 settembre il XIV centenario dell'ordinazione episcopale e dell'elezione a Papa (590). La prudenza e la saggezza della sua Regula pastoralis ci guidino nel nostro cammino di quest'anno. E la Vergine della comunicazione interceda per tutti noi.







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