Effetto fotoelettrico esperienze varie



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h∙ fMIN = LESTR. con fMIN = LESTR./h
al di sotto della quale la radiazione incidente non libera alcun fotoelettrone.


  • i fotoelettroni emessi dalla superficie del metallo hanno energia di movimento massima:



KMAX =h∙f- LESTR
Einstein la relazione precedente in potenziale di arresto, cioè il potenziale con cui viene ridotta a zero l’ energia degli elettroni, grandezza cinetica.

La relazione precedente può quindi essere scritta:


(1) e∙Va = h∙f – LESTR.
“ Se la formula è corretta, allora, rappresentando Va in coordinate cartesiane in funzione della

frequenza della luce incidente, si deve ottenere una retta la cui pendenza è indipendente dalla natura del metallo irraggiato componente il catodo, il cui valore è h/e.”


Le evidenze sperimentali che confermarono in modo definitivo la correttezza della relazione

Furono pubblicate nel 1916 dall’ americano Robert Millikan, che dimostrò per varii metalli

la linearità tra Va e f.

Riportando in uno stesso grafico i dati sperimentali si osservano i fatti seguenti:




semiretta di equazione :
Va = (h/e∙f) – (LESTR/e)
Quindi il coefficiente angolare della retta sperimentale è il rapporto h/e fra la costante di

Planck e la carica dell’ elettrone.




  • Millikan calcolò per metalli diversi questo rapporto e ottenne valori molto simili, derivando per la costante di Planck il valore numerico:





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