Elemento invariante



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22.05.2018
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E’ l’organizzazione senza dubbio la più frequente nella cultura occidentale, essendo in relazione con le trasformazioni sociali che hanno caratterizzato la post-modernità, il cui riflesso più ampio si attua nella “cultura dell’immagine”.

  • E’ l’organizzazione senza dubbio la più frequente nella cultura occidentale, essendo in relazione con le trasformazioni sociali che hanno caratterizzato la post-modernità, il cui riflesso più ampio si attua nella “cultura dell’immagine”.

  • È in questo contesto che si produce una famiglia dapica, che si caratterizza giustamente per l’enfasi che pone nell’immagine di se stessa, sottomessa al giudizio e alla valutazione degli altri.

  • Anche se l’organizzazione di significato personale di tipo disturbi alimentari psicogeni prende il nome dalla patologia, essa non è definita semplicemente dall’associazione con uno specifico tipo di disturbo.



Elemento invariante è una percezione di sé vaga ed indefinita, da cui deriva la necessità di riferirsi all’esterno per ricavare un senso di sé stabile e definito.

  • Elemento invariante è una percezione di sé vaga ed indefinita, da cui deriva la necessità di riferirsi all’esterno per ricavare un senso di sé stabile e definito.

  • Polarità antagoniste, tra la necessità di approvazione dall’esterno e la paura di poter essere da questo intrusi e/o disconfermati: il pensiero dell’altro definisce il mio modo di sentirmi.





L’oscillazione emotiva di base è fra

  • L’oscillazione emotiva di base è fra

  • ORGOGLIO e COLPA,

  • che mediano la valutazione positiva o negativa di sé nel CONTESTO INTERPERSONALE IMMEDIATO. L’attenzione al campo interpersonale (giudizio dell’esterno) si traduce in una percezione vaga e indefinita del senso di sé e quindi nell’oscillazione fra bisogno di approvazione da parte di persone significative e paura di poter essere intrusi o disconfermati da tali persone.



La caratteristica distintiva è la spiccata tendenza a reagire ad ogni perturbazione dell’equilibrio tra queste polarità emotive con un’alterazione dell’immagine corporea che si esprime con un comportamento alimentare disfunzionale.

  • La caratteristica distintiva è la spiccata tendenza a reagire ad ogni perturbazione dell’equilibrio tra queste polarità emotive con un’alterazione dell’immagine corporea che si esprime con un comportamento alimentare disfunzionale.

  • L’oscillazione ricorsiva tra la necessità di riferirsi ad un polo esterno per definire un proprio sé da un lato, e la delusione che tale riferimento necessariamente comporta in termini di disconferma e di disapprovazione percepiti o temuti, fa sì che questi individui, articolino una complessa procedura semantica attraverso cui riordinare i dati dell’esperienza.

  • Il “senso del Sé” si stabilizza attraverso criteri esterni.



Ambiente familiare che mette in atto una comunicazione ambigua e contraddittoria, mirante a ridefinire emozioni e stati interni del bambino (“Enmeshed family” di Minuchin, Patterns A4 o A/C di Crittenden).

  • Ambiente familiare che mette in atto una comunicazione ambigua e contraddittoria, mirante a ridefinire emozioni e stati interni del bambino (“Enmeshed family” di Minuchin, Patterns A4 o A/C di Crittenden).

  • La storia di sviluppo mette frequentemente in evidenza un attaccamento del pattern difeso EVITANTE nel sottotipo compiacente (A4), del pattern coercitivo o resistente, oltre che, ovviamente, del pattern sicuro (B) e, in casi marcatamente disfunzionali, del pattern disorganizzato o non integrato (D).

  • Il contesto accudente si mostra con livelli più o meno alti di incostanza, ambiguità, imprevedibilità, con difficoltà a sincronizzare i propri ritmi psicofisiologici con quelli del figlio (alimentazione, sonno ecc.).

  • Quest’ultimo fa fatica, quindi, a differenziare i propri ritmi psicofisiologici dalle attivazioni emotive che avverte e incontra difficoltà nel riconoscere i pattern di esperienza immediata. Ne deriva la tendenza a mettersi a fuoco sulle risposte e sulle aspettative dell’ambiente in cui si viene a trovare attimo dopo attimo.



Stile di attaccamento in cui, per cercare di mantenere la prossimità con la figura di attaccamento, vengono evitate manifestazioni emotive “sconvenienti” (che del resto vengono sempre ridefinite dal contesto familiare) e amplificate nel loro esprimersi quelle che provocano manifestazioni di accudimento.

  • Stile di attaccamento in cui, per cercare di mantenere la prossimità con la figura di attaccamento, vengono evitate manifestazioni emotive “sconvenienti” (che del resto vengono sempre ridefinite dal contesto familiare) e amplificate nel loro esprimersi quelle che provocano manifestazioni di accudimento.

  • Famiglie invischiate.

  • Termine coniato da Salvador Minuchin per indicare famiglie, sempre (secondo l’Autore) patogene, in cui le differenze individuali sono pressocchè annullate da meccanismi di controllo che non è solo un controllo spaziale, ma un controllo del comportamento e, in ultima analisi, del pensiero. Le famiglie tendono a definirsi come perfette, la prova che ci si vuole bene è che la si pensa tutti nello stesso modo.



Relazione coniugale genitoriale insoddisfacente, senza amore, con mutuo disprezzo.

  • Relazione coniugale genitoriale insoddisfacente, senza amore, con mutuo disprezzo.

  • Esteriormente, socialmente e formalmente presentazione di una coppia stabile e felice.

  • Attenzione alle apparenze sociali



  • Stile di attaccamento in cui, per cercare di mantenere la prossimità con la figura di attaccamento, vengono evitate manifestazioni emotive “sconvenienti” (che del resto vengono sempre ridefinite dal contesto familiare) e amplificate nel loro esprimersi quelle che provocano manifestazioni di accudimento.



L’importante è l’immagine

  • L’importante è l’immagine

  • “Sono io che definisco te” “ (es. Madre che definisce bisogni del figlio)

  • L’apparenza vale più della realtà

  • Ricerca della perfezione in ogni scambio di comunicazione e di comportamento

  • Continue manifestazioni di ambiguità (attori)

  • Abilità al camuffamento

  • Identità collettiva ------ controllo dei membri “ Se non ti comporti bene dalla nonna, non ti vorremo bene”



Corrispondere alle aspettative vuol dire essere amabile “ Se ti comporterai bene tutti ti vorranno bene”

  • Corrispondere alle aspettative vuol dire essere amabile “ Se ti comporterai bene tutti ti vorranno bene”

  • Omologazione ----- difficoltà a differenziarsi



Il doppio legame indica una situazione in cui, tra due individui uniti da una relazione emotivamente rilevante, la comunicazione dell'uno verso l'altro presenta una incongruenza tra il livello del discorso esplicito (quel che vien detto) e un ulteriore livello metacomunicativo (come possono essere i gesti, gli atteggiamenti, il tono di voce), e la situazione sia tale per cui il ricevente il messaggio non abbia la possibilità di decidere quale dei due livelli, che si contraddicono, accettare come valido, e nemmeno di far notare a livello esplicito l'incongruenza.

  • Il doppio legame indica una situazione in cui, tra due individui uniti da una relazione emotivamente rilevante, la comunicazione dell'uno verso l'altro presenta una incongruenza tra il livello del discorso esplicito (quel che vien detto) e un ulteriore livello metacomunicativo (come possono essere i gesti, gli atteggiamenti, il tono di voce), e la situazione sia tale per cui il ricevente il messaggio non abbia la possibilità di decidere quale dei due livelli, che si contraddicono, accettare come valido, e nemmeno di far notare a livello esplicito l'incongruenza.

  • Come esempio Bateson riporta l'episodio della madre che, dopo un lungo periodo, rivede il figlio, ricoverato per disturbi mentali. Il figlio, in un gesto d'affetto, tenta di abbracciare la madre, la quale si irrigidisce; il figlio a questo punto si ritrae, al che la madre gli dice: "Non devi aver paura ad esprimere i tuoi sentimenti".



La/le persone di riferimento del dappico debbono dare il massimo delle conferme affettive con la minima esposizione

  • La/le persone di riferimento del dappico debbono dare il massimo delle conferme affettive con la minima esposizione

  • L’altro è costantemente messo alla prova “Non mi porti mai dei fiori…”

  • La MASSIMALITA’ ----- è il massimo che si può immaginare in un contesto, come minima condizione per affrontarlo ----PERFEZIONE in ogni ambito e ad ogni costo!



Difficoltà a mettere a fuoco ricordi e immagini “proprie”. Il clima familiare viene descritto sempre con toni enfatici, come stupendo e sereno o, al controrio, come estremamente drammatico (il dramma inizia quando si mette a fuoco il cambio di immagine di uno dei genitori, generalmente quello di sesso opposto). I bambini sono comunque come vogliono i genitori: anche nel caso di personalità sociopatiche, nell’intervista coi genitori si ritrova che “dimostravano carattere” fin da piccoli.

  • Difficoltà a mettere a fuoco ricordi e immagini “proprie”. Il clima familiare viene descritto sempre con toni enfatici, come stupendo e sereno o, al controrio, come estremamente drammatico (il dramma inizia quando si mette a fuoco il cambio di immagine di uno dei genitori, generalmente quello di sesso opposto). I bambini sono comunque come vogliono i genitori: anche nel caso di personalità sociopatiche, nell’intervista coi genitori si ritrova che “dimostravano carattere” fin da piccoli.



Comportamento genitoriale di accudimento incerto e confuso.

  • Comportamento genitoriale di accudimento incerto e confuso.

  • Scarsità dei contatti fisici e assenza di manifestazioni affettive.

  • Comportamenti intrusivi e mancanti di sintonia. 

  • Tendenza a definire costantemente i bisogni primari (fame-sazietà, caldo-freddo ecc..) e non primari del figlio e le sue emozioni, indipendentemente dai segnali che invia e dai suoi reali bisogni.

  • Comunicazione vaga, non esplicitata, indiretta, frammentaria, elusiva, imprecisa, contraddittoria

  • Mancanza di reale contatto comunicativo genitori-figli, possibili costruzioni antitetiche degli stessi eventi da parte di genitori e figli.

  • Tendenza a presentarsi come genitori completamente dediti alla cura dei figli.

  • Ridefinizione delle emozioni in coerenza con i pattern familiari formali ai quali è richiesto, implicitamente o meno, di adeguarsi.

  • Relazione coniugale genitoriale insoddisfacente, senza amore, con mutuo disprezzo.



Relazione coniugale genitoriale insoddisfacente, senza amore, con mutuo disprezzo.

  • Relazione coniugale genitoriale insoddisfacente, senza amore, con mutuo disprezzo.

  • Esteriormente, socialmente e formalmente presentazione di una coppia stabile e felice.

  • Attenzione alle apparenze sociali







La figura genitoriale che domina è la madre, la quale è particolarmente attenta al benessere fisico, alla correttezza dell'alimentazione, alla gradevolezza dell'aspetto fisico oppure al successo scolastico e lavorativo dei figli, ma non si occupa della loro felicità

  • La figura genitoriale che domina è la madre, la quale è particolarmente attenta al benessere fisico, alla correttezza dell'alimentazione, alla gradevolezza dell'aspetto fisico oppure al successo scolastico e lavorativo dei figli, ma non si occupa della loro felicità

  • Per questo motivo la madre non rappresenta una base sicura per il figlio, ma attiva sentimenti di ambivalenza nei suoi confronti.

  • Quindi, per un bambino in cui prevalgono questi tipi di sentimenti, diventa arduo effettuare una lettura autonoma del proprio vissuto emotivo e corporeo.

  • Le sensazioni biologiche risultando facilmente discriminabili grazie alla loro componente biologica, rimangono le uniche possibilità di percezione attendibile di sé, poiché diminuiscono l'affiorare alla coscienza di oscillazioni critiche che convogliano sensi intollerabili di vuoto e/o incompetenza.



Nelle organizzazioni cognitive personali lo strumento primario per costruire la propria identità è rappresentato dal corpo, per il Dap ciò acquista maggior significato in quanto il corpo rappresenta una modalità di conoscenza peculiare.

  • Nelle organizzazioni cognitive personali lo strumento primario per costruire la propria identità è rappresentato dal corpo, per il Dap ciò acquista maggior significato in quanto il corpo rappresenta una modalità di conoscenza peculiare.

  • La rappresentazione di Sé nel Dap, è impegnata concretamente in azioni tangibili (mangiare, camminare, correre) oppure come immagine corporea che lo specchio riflette e gli altri percepiscono, e non anche come insieme internamente ricco di progetti, interessi, sentimenti, memorie, valori e pensieri.

  • Di conseguenza, nel momento in cui viene a mancare il riferimento emotivo la persona è costretta a ricorrere a sensazioni legate direttamente al corpo.



Il senso di vuoto che segue un distacco emotivo da una persona affettivamente importante, ne è un esempio. Il vuoto psichico può essere scambiato per vuoto fisico e l'individuo può quindi avvertire una sensazione di fame.

  • Il senso di vuoto che segue un distacco emotivo da una persona affettivamente importante, ne è un esempio. Il vuoto psichico può essere scambiato per vuoto fisico e l'individuo può quindi avvertire una sensazione di fame.

  • I cambiamenti degli stati corporei rimangono, in particolar modo, per colui che ha un'organizzazione Dap, l'insieme d'impulsi più discriminabili ed affidabili per decodificare e ordinare la percezione di sé. Concentrarsi sul corpo permette comunque di distogliere l'attenzione dalle difficoltà psicologiche, che il Dap non è pronto ad affrontare (B. Bara, 1996).



Man mano che si ha l’emergenza del pensiero logico/astratto, si relativizza la figura dei genitori. Più questo processo è graduale, minore è il rischio di scompensi (in un contesto nel quale ci si definisce sull’esterno, il cambiamento di rapporto con una figura di riferimento corrisponde a un cambiamento del modo di sentirsi, percepirsi e pensarsi). Il distacco nella famiglia DAP è comunque sempre problematico.

  • Man mano che si ha l’emergenza del pensiero logico/astratto, si relativizza la figura dei genitori. Più questo processo è graduale, minore è il rischio di scompensi (in un contesto nel quale ci si definisce sull’esterno, il cambiamento di rapporto con una figura di riferimento corrisponde a un cambiamento del modo di sentirsi, percepirsi e pensarsi). Il distacco nella famiglia DAP è comunque sempre problematico.



Man mano che si ha l’emergenza del pensiero logico/astratto, si relativizza la figura dei genitori. Più questo processo è graduale, minore è il rischio di scompensi (in un contesto nel quale ci si definisce sull’esterno, il cambiamento di rapporto con una figura di riferimento corrisponde a un cambiamento del modo di sentirsi, percepirsi e pensarsi). Il distacco nella famiglia DAP è comunque sempre problematico.

  • Man mano che si ha l’emergenza del pensiero logico/astratto, si relativizza la figura dei genitori. Più questo processo è graduale, minore è il rischio di scompensi (in un contesto nel quale ci si definisce sull’esterno, il cambiamento di rapporto con una figura di riferimento corrisponde a un cambiamento del modo di sentirsi, percepirsi e pensarsi). Il distacco nella famiglia DAP è comunque sempre problematico.

  • La ricerca di disponibilità e, quindi, della conferma da parte delle figure più significative esprime il costante bisogno di avere la certezza di essere amati, benvoluti, accettati. D’altra parte, ottenere affetto e riconoscimento percepiti come indispensabili per esprimersi adeguatamente comporta la ricerca di non deludere gli altri.

  • A volte anche in questo periodo, il mangiare troppo o troppo poco, rappresenta l’unica possibilità di libera scelta.



L’obesità diventa una forma di rassegnazione-protesta, l’essere magra e quindi carina (o in forma fisica per un maschio) l’unica chance per farsi notare dal proprio padre nelle sue rare comparse.

  • L’obesità diventa una forma di rassegnazione-protesta, l’essere magra e quindi carina (o in forma fisica per un maschio) l’unica chance per farsi notare dal proprio padre nelle sue rare comparse.

  • Il cibo e l’aspetto fisico diventano il campo neutro in cui il fanciullo può controllare il suo ambiente ed esporre le sue esigenze.



Il passaggio all’età adulta è sempre piuttosto ritardato. I soggetti DAP mostrano una percezione di sé vaga ed indefinita (da cui la ben nota definizione e modulazione del senso di sé sul giudizio dell’esterno) elaborata come senso di vuoto ed inattendibilità personale.

  • Il passaggio all’età adulta è sempre piuttosto ritardato. I soggetti DAP mostrano una percezione di sé vaga ed indefinita (da cui la ben nota definizione e modulazione del senso di sé sul giudizio dell’esterno) elaborata come senso di vuoto ed inattendibilità personale.

  • Lo stile attributivo ( che non è comunque costante ma varia nel corso del ciclo di vita) è piuttosto importante anche nel determinare il tipo di patologia cui si va incontro: in attribuzione esterna si ha uno stile anoressico, in attribuzione interna uno stile bulimico/obeso.



ATTITUDINE VERSO DI SE’:

  • ATTITUDINE VERSO DI SE’:

  • A. È oscillante tra il valore assoluto e la critica più

  • spietata, con una stima assai confusa della propria efficienza.

  • B. Vi è di conseguenza una estrema vulnerabilità alle disconferme, specie in

  • campo affettivo, ed una esagerata sensibilità ai momenti di approvazione.



ATTITUDINE VERSO LA REALTA’:

  • ATTITUDINE VERSO LA REALTA’:

  • A. È basato sull’ambiguità. Il mondo è la fonte del possibile riconoscimento da sempre atteso, ma anche delle possibili e temutissime delusioni. È meglio che tutto rimanga nella possibilità. Per questo si tende ad evitare il contatto con la realtà elaborando programmi meravigliosi che non si metteranno mai in atto.

  • B. I rapporti con le persone significative sono comunque destinati alla delusione. Da una relazione “importante” non si esce mai con le idee chiare. Si tende sempre ad attribuire significati oscillanti tra il deludere gli altri o il rimanere deluso dagli altri, mantenendo l’indefinitezza e l’incertezza.





L’equilibrio interno legato al giudizio esterno

  • L’equilibrio interno legato al giudizio esterno

  • La delusione e la disconferma che ne consegue determina uno scompenso nell’itinerario di sviluppo, con destabilizzazione dell’immagine di sé, senso di vaghezza, di inconsistenza, di incapacità, di inaffidabilità e di incompetenza personale.

  • ANORESSIA

  • BULIMIA

  • OBESITA’





Tutte le situazioni in cui il soggetto ravvisi esposizione a giudizi:

  • Tutte le situazioni in cui il soggetto ravvisi esposizione a giudizi:

  • DEBUTTO (sessuale, lavorativo…)

  • CONFRONTO (maturità, scelta universitaria…)

  • AUMENTO DELLE RESPONSABILITA’ (maternità, promozioni sul lavoro, matrimonio…)







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